Cultura

9 maggio – A settanta anni dall’inizio del suo cammino, l’Unione Europa si trova oggi di fronte alla sfida più importante:dimostrare di essere una comunità politica e solidale, e non solo economica e commerciale, per reagire in maniera adeguata a una crisi dagli effetti potenzialmente devastanti.

 

Dopo settanta anni oggi l'unione Europea si trova davanti la sfida più grande, quella di essere compatta e solidale di fronte ad una crisi potenzialmente devastanteMondoDem @MondoDemLab

Gepostet von Sabrina Alfonsi am Samstag, 9. Mai 2020

 

 

7 maggio – Mi fa piacere condividere con voi questa riflessione sul centro storico della nostra città pubblicata sil sito immagina.eu.

 

Rimettiamo le persone al centro delle città

Il Centro Storico di Roma nel corso del tempo si è trasformato, ha cambiato essenza.

Ormai da sette anni governo questo territorio che, a partire dagli anni Ottanta, ha visto avvicendarsi prima una profonda gentrificazione e poi una devozione pressoché totale al turismo e ai viaggiatori, che ha comportato uno spopolamento e insieme un avvicendamento di attività temporanee a ritmo incessante.

Da rioni dove tutti si conoscevano e che erano comunità strette, coese, fatte di artigiani, antiquari, botteghe, famiglie, ancora dense di quella socialità collettiva sulla scia delle corporazioni del Quattrocento che abitavano le vie del cuore di Roma, man mano il Centro Storico ha cambiato volto. I piccoli appartamenti con finestre sui tetti, i terrazzini con i gerani e minuscoli tavolini sono diventati alloggi di pregio e dopo pochi anni si sono trasformati in alloggi turistici, bed and breakfast, case vacanze, affitti mordi e fuggi a prezzi stellari e super richiesti.

E man mano che il turismo aumentava, gli abitanti andavano via, si allontanavano, si disperdevano in zone sempre più lontane, più sostenibili economicamente in termini di affitti, di costo della vita, di prezzi delle case. Un cambiamento profondo nella composizione sociale del Centro, che ha prima perso i giovani, le coppie, le famiglie e man mano la maggior parte degli abitanti.

Il turismo per molti anni è stato il motore di un’economia del Centro storico che è stata stravolta dall’epidemia di Covid19. D’un tratto le strade si sono ritrovate deserte, gli appartamenti vuoti. Un sistema economico basato sul turismo estero e in piccola parte italiano crollato in pochi giorni ha visto dissolversi non solo una stagione estiva ma l’intera impalcatura di un economia dipendente da un settore ora fermo. Mercati, supermercati, farmacie senza clienti perché senza abitanti: le ripercussioni di questo spopolamento le iniziamo a vedere ora che i turisti non ci sono più e si si vedranno alla ripresa delle attività commerciali, alberghiere.

Questo fatto inedito, questo tsunami che ci sta travolgendo, ha un impatto devastante sull’economia della città e del paese, come del mondo intero. Ma io penso che possa essere anche paradossalmente un’occasione. Un’occasione per ripensare il modo in cui viviamo la città e i nostri spazi.

Per ripopolare e per restituire un’identità al centro storico della città più bella del mondo, un centro spersonalizzato dai bnb e privo ormai di una vera popolazione, oggi sparuta in termini numerici e sopraffatta dalle orde di turisti che lo invadevano e che ora, per un periodo ancora lungo, non avremo. Abbiamo l’occasione per riportare gli abitanti nelle strade del centro e per farlo serve una politica fortissima, serve una visione della città futura che vogliamo: proposte concrete per sostenere i privati e per riportare davvero la vita nel centro storico, le famiglie, le giovani coppie, i giovani, gli studenti. Possiamo farlo pensando strumenti di sostegno ai privati da un lato e agli affittuari dall’altro: cedolare secca, incentivi e sgravi per chi affitta a lungo termine, mutui agevolati per l’acquisto della casa.

Due strade abbiamo davanti: da un lato, il sostegno al ripopolamento del centro storico, attraverso forti politiche fiscali e attraverso l’interlocuzione con il Governo, perché il meccanismo della cedolare secca valga solo per affitti residenziali e non per affitti turistici, e dall’altro la rigenerazione del territorio e degli edifici in disuso, perché ripopolare vuol dire anche ripensare gli spazi e il modo in cui vengono vissuti. Parlo di rigenerazione urbana in quanto è un tema a me molto caro, con tanti progetti che riguardano il territorio del centro storico: penso alle caserme in disuso, all’edilizia popolare da destinare a cohousing, alle case degli enti.

40.000 persone in cerca di casa, da riportare in centro ma soprattutto al centro: al centro di una politica che sappia sfruttare questa crisi per creare una visione di Roma futura, più sostenibile, più verde, più vera. Partendo anche da una nuova residenzialità nel centro e nel semi centro, fatta di persone, di lavoro, di indotto e quindi di prosperità del territorio stesso. Perché un territorio abitato è valorizzato dalle persone che si prendono mutualmente cura dei loro spazi.

 

Immagina

7 maggio – Giornata dedicata alle iniziative di solidarietà che,fortunatamente, fioriscono spontaneamente nel nostro territorio.

Stamattina con Anna Vincenzoni siamo andate a Via della Giuliana per salutare e ringraziare Antonia per lo splendido lavoro che sta facendo da settimane con le sue “mascherine solidali”, fatte a mano da lei che è una sarta in pensione. Il suo cestino calato dal balcone con dentro mascherine colorate gratis per grandi e bambini, destinate a chi non può acquistarle,è ormai diventato un punto di riferimento nel quartiere.

 

Poi il giro è proseguito con Emiliano Monteverde, Insieme a lui  ho fatto visita all’atelier Coloriage, il laboratorio di sartoria sociale aperto da artigiani migranti e richiedenti asilo nell’ex Mattatoio a Testaccio. Il Municipio ha patrocinato il loro progetto “Su la maschera!”, una produzione di mascherine lavabili a 60 gradi e riutilizzabili realizzate con i coloratissimi tessuti africani originali “wax”. Oggi ne abbiamo ricevute in dono 100, che saranno distribuite alle famiglie più in difficoltà attraverso i volontari che supportano il progetto “La Spesa Sospesa”. Le mascherine, davvero belle ed originali, si possono richiedere facendo una donazione a sostegno dell’iniziativa. Attraverso la generosità di chi dona sarà possibile fornire le mascherine gratis anche a chi ne ha bisogno. Tutte le indicazioni per richiedere le mascherine e sostenere il progetto le trovate sul sito e sulla pagina FB di Coloriage.

Gepostet von Sabrina Alfonsi am Donnerstag, 7. Mai 2020

 

26 aprile – L’immagine del Presidente Mattarella in solitaria davanti all’altare della patria in occasione del 75esimo anniversario della Liberazione è estremamente potente. La fragilità della solitudine è sovrastata dall’autorevolezza e dalla forza di un uomo che rappresenta, mai come prima, l’unità di tutto il Paese.

Una forza che sono sicura deriva anche dall’avere alle spalle i 25 giovani a cui, pochi giorni fa, ha voluto conferire il titolo di “Alfiere della Repubblica” per essersi distinti come costruttori di comunità, attraverso la loro testimonianza, il loro impegno, le loro azioni coraggiose e solidali. I tre ragazzi romani premiati, Yuliya, Pietro e Cosman Joel sono espressione del nostro territorio e si siano formati nelle nostre scuole. Un motivo di orgoglio che ho voluto testimoniare loro con una lettera d i ringraziamento. Per questo mi faceva piacere farveli conoscere iniziando da Yuliya.

Nata nella Repubblica di Bielorussia, è arrivata la prima volta in Italia nel 2010 a seguito delle difficoltà familiari, dovute sia al disagio economico che all’emergenza ambientale, dovuta all’incidente nucleare di Chernobyl. Ha frequentato le nostre scuole a partire dalla quarta elementare, Dopo aver chiesto di proseguire i propri studi nel nostro Paese viene affidata alla famiglia che la aveva accolta. La svolta avviene nell’estate 2018 quando Yuliya partecipa a un campo della protezione civile che la spinge a chiedere, come regalo per il suo sedicesimo compleanno, di frequentare il corso per diventare volontaria della Croce Rossa Italiana impegnandosi da subito con entusiasmo e dedizione e divenendo, all’interno del suo Comitato, punto di riferimento per i volontari più giovani. Pur continuando a coltivare il forte legame con la famiglia d’origine e con la sua terra, l’impegno scolastico e sociale l’hanno sempre più radicata nel nostro Paese generando un percorso di crescita individuale e di impegno e apertura verso gli altri che l’hanno portata a questa meritata onoreficenza. #primomunicipio #solocosebelle

Inizio questo 25 aprile diverso da tutti gli altri con Memorie di Piazza, in compagnia degli Inquilini Ater San Saba. Non siamo gli uni accanto agli altri, ma siamo vicini.
Penso a San Saba, con le sue palazzine piene di verde, con le scuole e il mercato, che guarda dall’alto il parco della Resistenza. Guarda la punta della Piramide, sovrasta Porta San Paolo. Nelle giornate assolate lungo le mura e giù fino a viale aventino passeggiano tante persone. Per quelle vie, all’ombra di quelle palazzine, nei cortili dei condomini 75 anni fa ha combattuto la Resistenza romana, in ogni sua forma: dai partigiani ai cittadini che hanno accolto nelle loro case per salvarli i loro concittadini di religione ebraica. Anche questo è stato battaglia. Battaglia coraggiosa per la libertà di tutte e tutti, una battaglia silenziosa, svolta dentro le case, con paura e insieme con coraggio: come il coraggio di Bruno Fantera, anzi Nonno Bruno, il Giusto di San Saba, a cui abbiamo dedicato un premio e che voglio ricordare in questo 25 aprile così diverso dagli altri ma sempre e ancora più importante, in un momento storico in cui si addensano i sovranismi e le spinte della destra nazionalista attaccano anche questa giornata simbolo della libertà, vogliono appiattirla in un generico giorno “contro il coronavirus”, ignobile proposta di un senatore di destra.
Noi non lo permetteremo: questo giorno è importante, per la nostra storia, per la nostra comunità , per tutto il paese. Oggi festeggiamo la Liberazione in modo diverso, canteremo bella ciao dalle finestre alle 15.00 , vi invito a farlo appendendo il tricolore ai nostri balconi: perché la bandiera è il simbolo dell’Italia libera! BUON 25 APRILE A TUTTE E TUTTI! #25aprile

Gepostet von Sabrina Alfonsi am Samstag, 25. April 2020

24 aprile – Domani, come ogni 25 aprile da 75 anni a questa parte, festeggeremo la Festa della Liberazione.
Festeggiamenti che quest’anno saranno in forma ridotta per le limitazioni previste, a tutela della nostra salute pubblica, per il contrasto a #Covid19.
Le mobilitazioni si sono concentrati sulla raccolta fondi della campagna #iorestolibera in favore di Caritas e con una serie di mobilitazioni virtuali.
Tra queste mi sento di segnalartene alcune. La prima, a cui parteciperò in apertura, è “Memorie di piazza” organizzata dalla Rete Comune Inquilini di San Saba dalle ore 10 e che sarà trasmessa sulla piattaforma Zoom. Meeting ID: 882 5492 5820
Password: 025191
La seconda è la grande maratona organizzata sempre dalle ore 10 alle ore 16 da ANPI Roma e che potrete seguire sia sul loro canale fb che dal sito www.anpiroma.org
A partire dalle 14,30, sarà invece il quotidiano La Repubblica che farà partire la grande maratona #iorestolibera #iorestolibero che sarà possibile seguire dal loro sito e dalla loro pagina fb.
Alle 15 invece apriremo le nostre finestre per sventolare il nostro tricolore e cantare tutte e tutti insieme Bella Ciao da ogni casa.
Per concludere ti segnalo a partire dalle 18 sulla pagina fb del PD Roma l’evento dal titolo “La notte bianca della liberazione” a cui parteciperò con un intervento alle 20,30. #iorestoacasa #iorestolibera #distantimauniti #liberazione #25aprile #resistenza

23 aprile – Oggi  è la Giornata Mondiale della Lettura, l’occasione migliore per ribadire quanto i libri costituiscano il nutrimento dell’anima, gli universi che in questi giorni di quarantena possono portarci lontano. Per questo abbiamo deciso di lanciare proprio oggi il progetto ” I LIBRI SOSPESI”. I clienti delle librerie  che aderiscono al progetto  finalmente riaperte – potranno acquistare uno o più libri e lasciarli in dono a chi non può permettersi di comprarne uno.

I libri donati verranno poi raccolti dalle associazioni di volontariato del territorio e saranno portati nei punti di raccolta della Spesa Sospesa, acquistata nei supermercati che collaborano all’iniziativa, per essere inseriti nei pacchi  e distribuiti alle famiglie. La solidarietà è anche questo, donare emozioni, sogni, possibilità. Lo ripetiamo sempre, abbiamo bisogno del pane, ma vogliamo anche le rose. I libri sono le nostre rose.

“La rete solidale del I Municipio non si ferma, perché oltre ai bisogni alimentari primari ci sono anche quelli dell’anima, c’è la necessità di continuare a sognare, a immaginare. Per questo abbiamo coinvolto le librerie del nostro territorio nel progetto dei Libri Sospesi: ci vogliamo prendere cura dei nostri cittadini, dei bambini, degli anziani come di tutte e tutti, e vogliamo farlo anche attraverso le emozioni“.
per consultare l’elenco delle librerie che collaborano al progetto vedi.