DaybyDay

Restituiamo ai bambini il loro sistema di relazioni

I Centri estivi e le scuole in questi giorni sono uno dei temi caldi dei quotidiani, dopo una lunga assenza dei bambini dalla programmazione della fase 2. Sui quotidiani si è parlato dell’ assenza dei piccoli dalla fase 2. Si dibatte sulla riapertura delle scuole a settembre, se e come, si profila la possibilità di fare i centri estivi, almeno per i mesi di luglio e agosto.

Questi due mesi di quarantena li abbiamo affrontati con coraggio, come Paese. Con la solidarietà che abbiamo scoperto in noi, con la percezione che fosse necessario fare tutti un grande sforzo per tutelare la salute collettiva. Poi la spossatezza dell’attesa di un ritorno alla vita e l’insofferenza quasi di aspettare di vederci di nuovo liberi e sicuri. Ed ora ci siamo, ripartiamo. Ripartiamo su più fronti, su quello economico, con le attività che da pochi giorni hanno tirato su le saracinesche tra mille difficoltà, ma anche su quello emotivo: ci stiamo riappropriando degli spazi aperti, dei parchi ancora con l’erba alta, delle strade, delle piazze, degli amici soprattutto. Ma mentre gli adulti hanno accettato il lockdown e le limitazioni consapevolmente, per i bambini è stato uno stacco inatteso e violento dalla loro routine relazionale, fatta di scuola, amici, maestre, giochi.

Perché le ragioni della salute le ha potute comprendere un adulto, un ragazzo, un adolescente, chi consapevolmente ha limitato se stesso per il bene di tutti. Ma i piccoli no. Si sono ritrovati a vivere un’infanzia sospesa, rinchiusa tra le mura domestiche per una situazione eccezionale, per la quale non abbiamo paragoni, e non capiscono queste ragioni. Fanno fatica soprattutto loro, che hanno dovuto imparare a gestire la paura percepita intorno a sé senza comprendere del tutto cosa sarebbe accaduto dopo, perché in fondo è una situazione inedita per tutti. I bambini sono stati bravissimi, in questi mesi: hanno seguito le lezioni, hanno studiato, sono stati sempre a casa, hanno accettato di non vedere i nonni e gli amici. Si sono sforzati di trovare un equilibrio tra il dover mantenere una distanza salvifica e la voglia di correre fuori, perché è primavera e il sole ci abbraccia. Soprattutto, la voglia di amici, di risate, di pallone e di correre di nuovo insieme.

Ecco, io penso che sia necessario dare ai bambini la possibilità di riappropriarsi del loro sistema di relazioni, interrotto così bruscamente da un momento all’altro: loro che hanno vissuto in cattività, diligentemente, hanno seguito le regole e adesso aspettano la loro giusta ricompensa per questo impegno, potersi rincontrare. E penso a tutti i bambini, da quelli che vivono in famiglie gioiose e unite a quelli con situazioni di fragilità familiare, per cui la scuola è un faro nella nebbia, una sicurezza che c’è, una garanzia di presenza, con le maestre che sono guide alla vita. Penso ai bambini con disabilità, per cui la scuola è integrazione, interazione, stimolo e apertura al mondo, penso a quelli con famiglie solide e strutturate e quelli che la famiglia non ce l’hanno, e vivono in case famiglia: per questi bambini la scuola è ancora di più punto di riferimento e ancora di più per loro deve essere una garanzia.

I bambini non hanno la nostra stessa attenzione e percezione del tempo. I più piccoli alternano “domani” a “ieri” con una facilità che per noi adulti è straniante, ma semplicemente perché intendono “in un altro momento”. Un mese del nostro tempo da grandi equivale a un tempo indefinitamente lungo, per un bambino che sta costruendo il suo sistema di relazioni, di spazio e di tempo. Proprio questo non quantificare razionalmente, perché ancora non lo hanno imparato, ha reso questo tempo dilatato ancora più difficile da sostenere. I bambini sono conservatori ma anche trasformatori, soprattutto immaginifici scopritori della realtà intorno a loro: sta a noi restituire almeno una piccola parte di questo mondo da immaginare, offrendo loro la possibilità di tornare a stare insieme. In sicurezza, ovviamente, secondo le norme e le linee guida stilate per tutelare tutte e tutti. Ma io penso che i centri estivi possano essere una piccola grande restituzione che un’amministrazione può dare, non solo alle famiglie, che in questi mesi si sono trovate a gestire il tempo dei figli e le loro emozioni, ma ai bambini stessi, per recuperare il senso della socialità, dell’essere parte di una collettività anche fisica, che per ora è distante ma è sempre comunità.

Da amministratrice penso che sia necessario ricominciare da loro, i più piccoli, per ripartire insieme con una visione della città futura che vogliamo, che sarà necessariamente differente nei tempi, negli spazi, nelle necessità, ma che dovrà fare sempre più affidamento sul ruolo dell’istituzione che per prima deve ricominciare, in sicurezza: la scuola. Perché la scuola e i servizi educativi sono la base di una società eguale, solidale, aperta, collettiva.

 

L’articolo è pubblicato su Immagina

 

Ho fatto una chiacchierata con l’Agenzia di stampa DIRE sulle prospettive di #Roma e sulla sfida politica che tutte e tutti noi abbiamo davanti per rilanciare la città e i suoi servizi una volta superata la parentesi dell’amministrazione Raggi.

 

 

Roma, 22 maggio 2020 – Sabrina Alfonsi vuole dare il suo contributo alla costruzione del centrosinistra romano, senza escludere una sua partecipazione diretta alle primarie per il futuro candidato sindaco. E’ al suo secondo mandato da presidente del I Municipio, ottenuto con oltre 31mila voti al ballottaggio nel giugno del 2016, e dal suo lavoro in prima linea nel territorio piu’ centrale della citta’ sono nate esperienze e proposte da condividere. “Se mi candidero’? Nulla e’ chiuso. Le donne di solito sono sempre molto piu’ attente a fare i loro nomi ma non e’ che non esistono. Siamo piu’ riflessive e prima di buttare il nostro nome all’interno della mischia, tanto per apparire, facciamo dei ragionamenti”, ha detto Alfonsi intervistata dall’agenzia Dire per la rubrica ‘Direzione Roma‘, parlando delle prossime primarie per il candidato sindaco del centrosinistra in vista delle elezioni del 2021. Ora, puntualizza, “dobbiamo fare le primarie con una coalizione ampia e penso che alle primarie ci dovranno comunque essere dei ticket donna-uomo o uomo-donna, tenendo insieme anche figure che hanno grandi relazioni internazionali. Servono a Roma per farla tornare la grande Capitale del Mediterraneo”.

BASTA CON IL ‘MACHO’, CANDIDATO SINDACO PUÒ ESSERE DONNA

“Mi permetto una battuta: ‘uomini, uomini, uomini’. Sui giornali e nelle indiscrezioni si parla solo di ‘uomo forte’ per Roma. Leggiamo sulla stampa di Ciaccheri e Caudo, oppure di Enrico Letta, di Sassoli o dello stesso Zingaretti. Questo mi fa un po’ tristezza: le donne l’hanno detto a chiare lettere che l’Italia riparte se il pensiero collettivo e l’immaginazione collettiva e’ paritaria. Mi piacerebbe leggere nomi di donne che potrebbero assolutamente competere, sia locali che nazionali o internazionali. Bisogna solo iniziare a farli anche se qui c’e’ sempre il ‘macho’ che arriva prima di ogni altra definizione”, ha detto la presidente del I Municipio.

“Il pensiero delle donne deve essere paritario se non predominante in questo momento storico- ha aggiunto Alfonsi– Non a caso queste task force tutte al maschile, ad esempio, in questi mesi si sono dimenticati i bambini o gli adolescenti. Non perche’ siamo mamme ma davvero perche’ abbiamo una visione del mondo diversa”.

“Ora- ha concluso Alfonsi tornando al tema del candidato- bisogna costruire un percorso e abbiamo dato dimostrazione che quando il centrosinistra si e’ confrontato con le primarie ha funzionato, per vincere e per governare. Io ci sono particolarmente affezionata, senza le primarie forse 7 anni fa non sarei diventata presidente del I Municipio. Anche allora si diceva che per il I Municipio era meglio un uomo di una donna e sempre qualcuno pensava ad un uomo forte. Dobbiamo accelerare e rifare questo percorso: alle primarie poi potranno partecipare tutti, donne e uomini che pensano di poter dare un contributo di idee“.

APPOGGIO A RAGGI? VOCE INCOMMENTABILE, LEI HA FALLITO

“Un appoggio ad un Raggi bis? E’ una voce incommentabile. E’ vero esattamente il contrario: se qualcuno poteva pensare ad un’alleanza o un’intesa tra PD e M5s il fatto che loro ripropongono Raggi taglia qualunque possibilita’ di un qualunque accordo. Raggi e’ stato un grande fallimento e lo sta dimostrando anche adesso– ha aggiunto Alfonsi– mentre rilancia la sua candidatura ecco che secondo lei tornano gli ‘zozzoni’. Peccato che il lockdown ha dato esattamente la dimostrazione che non si tratta di zozzoni quando invece si tratta di un’azienda, Ama, che riesce a garantire un terzo della gestione dei rifiuti e dello spazzamento. Funzionava, tra virgolette, durante il lockdown ma appena la citta’ riparte ecco che non ce la fa. E intanto sempre mentre si ricandida continuano a cadere i Municipi, dove tra l’altro lei vuole mettere come commissario delegato il presidente che e’ caduto senza prendere in alcuna considerazione la democrazia”. “Questa ipotesi dunque non e’ assolutamente percorribile- conclude Alfonsi– non c’e’ possibilita’ di accordo con questa amministrazione”.

 

di Emiliano Pretto – Agenzia DIRE

 

 

21 maggio – Millecinquecento pasti donati Asl Roma 1 al Municipio I saranno destinati a cittadini in difficoltà anche a causa dell’emergenza Coronavirus. Ogni giorno un furgoncino sequestrato alla criminalità consegnerà i pasti in case e luoghi individuati dai servizi sociali del Municipio, in collaborazione con il progetto “Viva gli Anziani” della Comunità di Sant’Egidio e nell’ambito del sistema di solidarietà messo in piedi in questi mesi a supporto delle fasce più fragili della popolazione. È quanto si legge in una nota della Asl Roma 1. “Ad occuparsi delle consegne saranno i ragazzi del Montespaccato, società sportiva affidata dal 2018 all’azienda pubblica di servizi alla persona ‘Asilo Savoia’ – afferma il presidente di Asilo Savoia, Massimiliano Monnanni – Un intervento che grazie a Regione Lazio e Tribunale di Roma ha permesso agli oltre 500 giovani iscritti di continuare a giocare dopo il sequestro preventivo della polisportiva dilettantistica Montespaccato s.r.l. legata ad un clan mafioso, inserendo l’attività nel programma ‘Talento & Tenacia – Crescere nella legalità’, portandola in soli due anni dal rischio di chiusura al sogno della Serie D”.

I giovani volontari porteranno a destinazione il cibo cucinato dalla Cir Food, che ha dato la propria disponibilità a partecipare a questa iniziativa, destinato in prima battuta ai pazienti alloggiati temporaneamente nelle strutture alberghiere allestite per la gestione dei casi Covid-19 e non consumato. Ogni giorno, per un mese, arriveranno i pranzi e cene destinati in parte a persone, principalmente anziani, che vivono da soli o in co-housing, in parte alla mensa di Sant’Eustachio e all’associazione di volontariato “I Poveri al Centro”. “Abbiamo pensato di utilizzare in questo modo i pasti non consumati in una struttura alberghiera tra quelle attivate dalla Regione Lazio con la collaborazione della Protezione civile, utilizzando una rete di solidarietà già molto forte e ben strutturata nel nostro territorio. Ringrazio tutti gli attori di questa partita del cuore, i ragazzi, del Municipio I ma anche la Cir Food che ha accettato da subito di rimodulare il servizio a scopo benefico”, commenta il direttore generale della azienda sanitaria, Angelo Tanese. “Una straordinaria rete solidale che coinvolge la Asl Roma 1, i servizi sociali del Municipio, il progetto ‘Talenti & Tenacia’ e i ragazzi del Montespaccato Savoia, la comunità di Sant’Egidio. La dimostrazione migliore di quanto una comunità può essere unita, efficiente, solidale e inclusiva. Per questo vogliamo ringraziare di cuore tutti quelli che si sono messi a disposizione”, dichiarano Sabrina Alfonsi, presidente del Municipio I ed Emiliano Monteverde, assessore alle Politiche sociali.

DALLA ASL RM 1 OLTRE 1500 PASTI PER I PIU’ FRAGILI

 

Tante opere, tante prospettive su come è declinata l’arte e la vita. Il Festival del Teatro Fuori Posto sarà virtuale e insieme incredibilmente reale, per raccontarci il mondo delle tante abilità, delle tante sfaccettature della realtà, con 19 installazioni e opere. Siamo felici di sostenere come Municipio Roma I Centro questo bellissimo progetto.

 

Dal 27 maggio, qui tutte le info! ⬇️

FUORI POSTO. FESTIVAL DI TEATRI AL LIMITE

 

RIPARTE IL CONSIGLIO DEI BAMBINI E DELLE BAMBINE DEL MUNICIPIO I, OSPITI TRE ALFIERI DELLA REPUBBLICA.

20 maggio – Nel Municipio Roma I Centro ripartono i bambini. Nell’attesa di poter tornare a stare insieme a scuola, nei centri estivi, sulle altalene dei parchi gioco ancora interdetti, tornano alla politica e all’esercizio della democrazia. Ieri pomeriggio si è tenuto il primo Consiglio delle Bambine e dei Bambini post quarantena, in modalita’ online e con degli invitati davvero speciali, che ringrazio di cuore per aver accettato il nostro invito a raccontarsi: Yuliya e Pietro, due giovani romani nominati alfieri della Repubblica poche settimane fa dal Presidente Mattarella. Li abbiamo invitati a partecipare a questa prima seduta perche’ crediamo che questa sia una ripartenza importante, che inizia con una restituzione di impegno e costanza nel portare avanti battaglie di solidarieta’, di civilta’, di vicinanza, valori che in questi mesi di quarantena abbiamo visto fiorire intorno a noi. Due esempi di ragazzi delle nostre scuole superiori che fanno del loro meglio ogni giorno per i diritti di tutte e tutti, contro il pregiudizio e il razzismo. Una grande emozione ascoltarli e un’occasione preziosa per raccontare e raccontarsi ai piu’ piccoli, con le parole giuste, proprio a quei piccoli che si impegnano a proporre miglioramenti per la vita collettiva, con le loro intelligenze, le loro proposte, la loro energia. I bambini hanno posto tante domande, hanno ascoltato i loro Alfieri. E loro hanno risposto con una semplicità e una limpidezza che ci ha colpito. Hanno ringraziato maestre e maestri, che sono stati modelli per loro, hanno dimostrato come la scuola sia salvezza, anche davanti alla malattia, perché imparare e reimparare allena la mente anche di chi dimentica. Un bellissimo esempio. Grazie.
Nella seconda parte del consiglio i bambini si sono dedicati a discutere le loro proposte. Dalle rastrelliere per le biciclette davanti alle scuole alla pavimentazione antiurto dei cortili per fare in sicurezza attivita’ all’aperto, superamento delle barriere architettoniche residue per accogliere al meglio tutte e tutti. Da ieri i bambini e le bambine si sono riappropriati di uno dei loro spazi, uno dei piu’ importanti: lo spazio di progettazione, di proposta, di parola, in breve della politica, che e’ di tutti, anche dei piccoli. #primomunicipio #solocosebelle #noiandiamoavanti

14 maggio – L’emergenza Covid 19 può rappresentare un’occasione per ripensare il Centro Storico di Roma, sito Unesco e patrimonio dell’umanità. Un tema di cui sto parlando spesso ultimamente, nella convinzione che ora come mai la politica, a tutti i livelli, debba valutare strategie e misure concrete per riportare i residenti nel cuore della città per restituire a quest’ultimo funzioni diverse da quella esclusivamente turistica che lo ha caratterizzato in questi ultimi anni. Questi gli argomenti trattati in una intervista per la puntata di “Petrolio” che andrà in onda su Rai 2 sabato 16 maggio alle 21.30.

Qui sotto una recente intervista a Paolo Boccacci su Repubblica del 13.05.2020

 

L’ASSESSORE D’AMATO INAUGURA DRIVE-IN TAMPONI A OSPEDALE SAN GIOVANNI. INDISPENSABILI RICETTA MEDICA E REFERTO TEST SIEROLOGICO. PRESENTI ALFONSI E TANESE.

14 maggio – L’assessore alla Sanita’ della Regione Lazio, Alessio D’Amato, ha inaugurato stamani il servizio di drive-in dell’Asl Roma 1 per l’esecuzione del tampone naso-faringeo all’ospedale San Giovanni di Roma. Presenti alla visita anche il presidente del Municipio I, Sabrina Alfonsi, il direttore generale del San Giovanni, Massimo Annicchiarico, insieme al direttore generale dell’Asl Roma 1, Angelo Tanese. Si potra’ accedere al drive-in direttamente, ma sara’ indispensabile disporre della prescrizione del proprio medico di medicina generale su ricetta dematerializzata, codice fiscale e referto del test sierologico. La postazione e’ attiva dal lunedi’ al venerdi’ dalle 9 alle 18 e il sabato dalle 9 alle 14. Il servizio e’ rivolto ai residenti della Asl Roma 1 che sono risultati positivi a seguito dell’esecuzione del test sierologico con prelievo venoso secondo le modalita’ stabilite dalla determina regionale scaricabile online sul sito SaluteLazio.it.
Presso il drive-in si potra’ effettuare il tampone senza scendere dall’auto, recandosi con la propria vettura al presidio ospedaliero Addolorata, con accesso da via di Santo Stefano Rotondo 5/a. Per garantire l’informazione agli utenti circa la viabilita’ e la potenzialita’ di fruizione del drive-in e’ stato collocato in entrata, visibile da via Santo Stefano Rotondo, un totem informativo che fornira’ le seguenti indicazioni: numero veicoli in fila, tempo di attesa, divieto di accesso a saturazione dei posti.
L’accesso alle indagini di sieroprevalenza e’ stato fortemente voluto dalla Regione Lazio per una valutazione su larga scala della circolazione del virus, in particolare nei soggetti asintomatici.
“Nella nuova fase sara’ fondamentale l’integrazione tra i test e i tamponi e i drive-in attivati su tutto il territorio regionale avranno un ruolo cruciale in questo processo- ha commentato D’Amato- Dobbiamo essere pronti a testare, tracciare e trattare le persone con tempestivita’ e il sistema si e’ dotato di regole operative per consentire ai cittadini di accedere ad un percorso di esecuzione e del test sierologico”.
“Io penso che l’apertura del drive in per l’esecuzione del tampone nel cuore del Centro storico di Roma, metta in luce ancora di piu’ quanto dimostrato nelle settimane passate dalla sanita’ regionale- ha commentato Alfonsi- Una grande preparazione e una grande capacita’ del settore sanitario nell’assicurare e riprogrammare l’assistenza e i servizi in base all’emergenza. Una rete territoriale capillare che funziona e che e’ in grado di garantire la sicurezza, l’accoglienza e la cura a tutti i cittadini. In questi mesi il settore pubblico a tutti i livelli ha dimostrato una grande forza nel rimodularsi per assicurare l’unico strumento che sappiamo puo’ proteggerci: la prevenzione.
Un grande lavoro svolto dalla sanita’ e da tutti i comparti del settore, che hanno dato a tutti i livelli prova di grande flessibilita’ e impegno”. (Comunicato Agenzia di Stampa DIRE).

Roma Today del 14 maggio 2020

 

 

9 maggio – A settanta anni dall’inizio del suo cammino, l’Unione Europa si trova oggi di fronte alla sfida più importante:dimostrare di essere una comunità politica e solidale, e non solo economica e commerciale, per reagire in maniera adeguata a una crisi dagli effetti potenzialmente devastanti.

 

Dopo settanta anni oggi l'unione Europea si trova davanti la sfida più grande, quella di essere compatta e solidale di fronte ad una crisi potenzialmente devastanteMondoDem @MondoDemLab

Gepostet von Sabrina Alfonsi am Samstag, 9. Mai 2020

 

 

8 maggio – Dopo l’attacco via social all‘iniziativa assunta dal Municipio sui Centri Estivi da parte del Presidente della Commissione Sport capitolina, il 5 Stelle Angelo Diario, secondo il quale il Municipio I si è ‘lanciato in avanti in maniera spregiudicata’ scrivendo alle famiglie per sondare i bisogni riguardo i centri estivi, va inquadrata per quella che è: sterile polemica, che tra l’altro manifesta nervosismo e percezione poco chiara di ruoli, competenze e prerogative degli organi di rappresentanza politica. Sono stati numerosi i cittadini ad aver apprezzato l”apertura di un dialogo diretto con le famiglie da parte  del Municipio,  al punto che abbiamo già superato le 800 risposte al sondaggio inoltrato ai residenti. Forse al consigliere Diario sfugge che come Municipio ci stiamo muovendo esattamente nella stessa direzione presa dalla Sindaca Raggi riguardo ai centri estivi, verificando l’eventuale fattibilità in sicurezza in attesa delle norme ufficiali ma soprattutto ascoltando i bisogni delle famiglie. Certo noi non torniamo indietro, Diario faccia il suo lavoro e aiuti i Municipi a trovare i soldi necessari per garantire un supporto degno di questo nome alle famiglie.

 

Sui Centri Estivi non torniamo indietro, Campidoglio e Regione ci aiutino a reperire i fondi necessari per realizzarli aiutando le famiglie.

Gepostet von Sabrina Alfonsi am Freitag, 8. Mai 2020

 
 

7 maggio – Mi fa piacere condividere con voi questa riflessione sul centro storico della nostra città pubblicata sil sito immagina.eu.

 

Rimettiamo le persone al centro delle città

Il Centro Storico di Roma nel corso del tempo si è trasformato, ha cambiato essenza.

Ormai da sette anni governo questo territorio che, a partire dagli anni Ottanta, ha visto avvicendarsi prima una profonda gentrificazione e poi una devozione pressoché totale al turismo e ai viaggiatori, che ha comportato uno spopolamento e insieme un avvicendamento di attività temporanee a ritmo incessante.

Da rioni dove tutti si conoscevano e che erano comunità strette, coese, fatte di artigiani, antiquari, botteghe, famiglie, ancora dense di quella socialità collettiva sulla scia delle corporazioni del Quattrocento che abitavano le vie del cuore di Roma, man mano il Centro Storico ha cambiato volto. I piccoli appartamenti con finestre sui tetti, i terrazzini con i gerani e minuscoli tavolini sono diventati alloggi di pregio e dopo pochi anni si sono trasformati in alloggi turistici, bed and breakfast, case vacanze, affitti mordi e fuggi a prezzi stellari e super richiesti.

E man mano che il turismo aumentava, gli abitanti andavano via, si allontanavano, si disperdevano in zone sempre più lontane, più sostenibili economicamente in termini di affitti, di costo della vita, di prezzi delle case. Un cambiamento profondo nella composizione sociale del Centro, che ha prima perso i giovani, le coppie, le famiglie e man mano la maggior parte degli abitanti.

Il turismo per molti anni è stato il motore di un’economia del Centro storico che è stata stravolta dall’epidemia di Covid19. D’un tratto le strade si sono ritrovate deserte, gli appartamenti vuoti. Un sistema economico basato sul turismo estero e in piccola parte italiano crollato in pochi giorni ha visto dissolversi non solo una stagione estiva ma l’intera impalcatura di un economia dipendente da un settore ora fermo. Mercati, supermercati, farmacie senza clienti perché senza abitanti: le ripercussioni di questo spopolamento le iniziamo a vedere ora che i turisti non ci sono più e si si vedranno alla ripresa delle attività commerciali, alberghiere.

Questo fatto inedito, questo tsunami che ci sta travolgendo, ha un impatto devastante sull’economia della città e del paese, come del mondo intero. Ma io penso che possa essere anche paradossalmente un’occasione. Un’occasione per ripensare il modo in cui viviamo la città e i nostri spazi.

Per ripopolare e per restituire un’identità al centro storico della città più bella del mondo, un centro spersonalizzato dai bnb e privo ormai di una vera popolazione, oggi sparuta in termini numerici e sopraffatta dalle orde di turisti che lo invadevano e che ora, per un periodo ancora lungo, non avremo. Abbiamo l’occasione per riportare gli abitanti nelle strade del centro e per farlo serve una politica fortissima, serve una visione della città futura che vogliamo: proposte concrete per sostenere i privati e per riportare davvero la vita nel centro storico, le famiglie, le giovani coppie, i giovani, gli studenti. Possiamo farlo pensando strumenti di sostegno ai privati da un lato e agli affittuari dall’altro: cedolare secca, incentivi e sgravi per chi affitta a lungo termine, mutui agevolati per l’acquisto della casa.

Due strade abbiamo davanti: da un lato, il sostegno al ripopolamento del centro storico, attraverso forti politiche fiscali e attraverso l’interlocuzione con il Governo, perché il meccanismo della cedolare secca valga solo per affitti residenziali e non per affitti turistici, e dall’altro la rigenerazione del territorio e degli edifici in disuso, perché ripopolare vuol dire anche ripensare gli spazi e il modo in cui vengono vissuti. Parlo di rigenerazione urbana in quanto è un tema a me molto caro, con tanti progetti che riguardano il territorio del centro storico: penso alle caserme in disuso, all’edilizia popolare da destinare a cohousing, alle case degli enti.

40.000 persone in cerca di casa, da riportare in centro ma soprattutto al centro: al centro di una politica che sappia sfruttare questa crisi per creare una visione di Roma futura, più sostenibile, più verde, più vera. Partendo anche da una nuova residenzialità nel centro e nel semi centro, fatta di persone, di lavoro, di indotto e quindi di prosperità del territorio stesso. Perché un territorio abitato è valorizzato dalle persone che si prendono mutualmente cura dei loro spazi.

 

Immagina