28 Febbraio, 2020
DaybyDay

7 febbraio 2020 – Una lavatrice. Un oggetto quotidiano che non tutti hanno a disposizione. I pasti, il letto pulito con le coperte. Spazi di socialità, intravedere un’idea di futuro più stabile. Oggi apre il nuovo centro di accoglienza del Municipio I in via Sabotino, 4, per le persone senza dimora che durante l’inverno hanno ancora più difficoltà. Stanze al caldo, servizi, la lavatrice per prendersi cura di sé. L’accoglienza e il supporto durante il periodo invernale alle persone che vivono per strada rappresentano un grande tema in questa città. Con questo secondo centro di accoglienza, aperto fino alla fine di marzo, mettiamo a disposizione altri 12 posti che vanno ad aggiungersi ai 25 già operativi dallo scorso dicembre presso il Centro di accoglienza di Via Guicciardini, gestito da Binario 95, Coop AutonomaMente e ACLI di Roma aps. Tutto questo è stato possibile grazie al prezioso contributo di ACER – Associazione Costruttori Edili Roma e di Croce Rossa Italiana – Comitato Area Metropolitana di Roma Capitale.
Oggi aggiungiamo un altro mattone a questa costruzione. #primomunicipio  #noiandiamoavanti

 

Gepostet von Sabrina Alfonsi am Freitag, 7. Februar 2020

 

30 gennaio 2020 –  Lo scrittore e giornalista Claudio Magris ci ha lasciato una splendida definizione della memoria, come “uno dei più grandi valori trasmessi dalla civiltà ebraica. Essa non è il passato ma l’eterno presente di tutto ciò che ha senso e valore: l’amore, la preghiera, l’amicizia, la sofferenza, la felicità».
Cosa succederà quando tutti i testimoni dell’orrore della Shoah non ci saranno più? E’ un pensiero che spaventa, quello dell’oblio e dell’indifferenza. E allora sta a noi, generazione di mezzo, continuare a raccontare la verità contro ogni forma di banalizzazione e di negazionismo della storia. E lavorare contro ogni forma di intolleranza, discriminazione e di emarginazione.

 

Per la giornata della Memoria il Primo Municipio ha organizzato una serie di iniziative.

Il coro dei bambini della scuola Regina Elena he ha eseguito alcuni tradizionali canti in ebraico come ‘Gam Gam’ e ‘Hava Nagila’. Il racconto delle parole di Andra e Tatiana Bucci, due sopravvissute a Birkenau, fatto dagli studenti del Convitto Nazionale. E quello delle esperienze
dei rispettivi viaggi della Memoria ad Auschwitz, Mauthausen o Berlino da parte dei ragazzi del Ca-
vour, dell’Albertelli, del Tacito e del Vittorio Emanuele II. Questo è stato l’evento principale della Giornata della Memoria 2020, celebrata dal I Municipio il 30 gennaio nell’aula magna della scuola Regina Margherita di Trastevere dove si è tenuta l’iniziativa ‘Il futuro è memoria – studentesse e studenti raccontano la Shoah”.
La Giornata è stata celebrata davanti ai genitori e ai ragazzi delle scuole coinvolte.

“Ricordare ciò che è stato è un’azione necessaria perché la banalità del male può ripresentarsi attraverso l’indifferenza- ha commentato Alfonsi- La prima battaglia culturale è stare di guardia ai fatti. La memoria va coltivata come presidio dei diritti di tutti, della democrazia stessa. Dobbiamo continuare a inciampare nella memoria e a raccontare. Quest’anno abbiamo scelto di farlo attraverso le parole e l’esperienza dei ragazzi che hanno partecipato ai viaggi della Memoria: le emozioni, le parole, i luoghi ci mettono di fronte al nostro passato collettivo”. L’evento si è concluso con un breve concerto dell’orchestra dell’Istituto comprensivo Parco della vittoria, plesso Mordini, con un brano eseguito dal violinista Marco Valabrega, e dalla pianista Cecilia Pascale.

La Memoria della Shoah, però, non è stata celebrata solo con l’evento al Regina Elena. Tanti gli appuntamenti messi in campo dal 13 gennaio al 9 febbraio.

Nell’ambito del progetto “Memorie d’inciampo a Roma” l’artista tedesco Gunter Den-
mig ha posizionato 34 nuove Pietre d’inciampo dedicate a persone che per motivi razziali, politici
o religiosi furono prelevate con la forza dalle case in cui abitavano e deportate nei campi di stermi-
nio.

Ed ancora: tra le altre iniziative ecco “Il diario di Anne Frank, proposto in versione musical al Teatro degli Eroi, e i due appuntamenti al teatro Off Off di via Giulia con “La Belva Giudea”, storia del pugile Hertzko Haft, e il reading “Al di là del Muro” tratto dal “Diario di Gusen” di Aldo Carpi, scritto dall’artista durante la sua detenzione nel campo di Mathausen. Da segnalare, anche, la mostra
‘Shoah. L’infanzia rubata’ in programma fino al 24 luglio alla Casina dei Vallati – Fondazione Museo della Shoah che ripercorre idealmente la negazione dei diritti fondamentali dei bambini ebrei in tutta Europa durante gli anni della persecuzione nazifascista.

Infine, ha ricordato Alfonsi “voglio ricordare che la riflessione sulla Shoah e sugli anni della guerra era iniziata già a ottobre dello scorso anno con l’intitolazione di una via nella zona del Portico d’Ottavia al rabbino Elio Toaff e con la cerimonia per l’installazione in via Andrea Doria della targa commemorativa, dedicata alle figure dei partigiani del quartiere Trionfale”.

24 gennaio 2020 – Oggi, insieme all’ assessore all ‘ urbanistica Luca Montuori, presso il dipartimento di architettura di Roma Tre che ringrazio per l’ ospitalità, abbiamo presentato a cittadini, residenti, associazioni e professionisti il concorso di progettazione Promosso dal Municipio Roma I Centro riguardo lo spazio pubblico di Testaccio. Noi crediamo in una progettazione partecipata e condivisa con i cittadini: per questo motivo abbiamo voluto coinvolgere le associazioni territoriali, i residenti, gli artisti e artigiani del borghetto di via Caselli e tutti i cittadini interessati, per spiegare loro quali aree comprenderà il bando e per recepire le loro istanze per rigenerare la città, i luoghi e gli spazi condividendone i passi. Grazie a tutti per la grande partecipazione.

16 gennaio – Le parole giuste per abbattere gli stereotipi con la conoscenza. Come Municipio Roma I Centro abbiamo deciso di acquistare per le scuole materne comunali del territorio dei libri importanti, che raccontano di bambini con disabilità, con autismo, bambini di tutti i colori, bambini con famiglie arcobaleno e bambini guerrieri, che affrontano lunghi periodi lontano da casa per curarsi. Abbiamo iniziato consegnando i libri questa mattina alla scuola Umberto I e continueremo nelle settimane a consegnarli anche alle altre materne :”Fifa Nera, fifa Blu” (Donzelli), “Il Mondo è anche di Tobia” (Lapis), “Il Posto Giusto” (Carthusia), “Mia sorella è un Quadrifoglio” (Carthusia), “Il Grande, grosso libro delle famiglie” (Lo Stampatello), “Piccolo Uovo” (Lo Stampatello).

 


Libri che affrontano temi importanti, dalle famiglie all’immigrazione, dal razzismo all’intercultura, dalle specificità di ogni bambino alla malattia dei piccoli. Temi raccontati con la profondità, la delicatezza e insieme la dolcezza che si devono a tutti i bambini.
Saper raccontare i tanti colori del mondo è un’arte, parlare ai bambini trovando le parole giuste lo è ancora di più. Un investimento sul futuro, che abbiamo fatto perché crediamo che trovare le parole sia il primo passo per abbattere le barriere dell’indifferenza, della diffidenza, dell’ignoranza. Parole che spiegano, colorano, rallegrano il mondo: attraverso le favole, le storie, le immagini ci si avvicina un poco di più al mondo di qualcun altro, che pensavamo lontano, e scopriamo di saperlo sentire. I bambini non discriminano, vedono gli altri bambini come bambini punto e basta, dipende solo da come noi adulti li mettiamo in grado di leggere e decodificare la realtà intorno a loro. Perché la disabilità, la malattia, i bisogni speciali di ogni piccolo siano all’interno di un quotidiano quadro di normalità di bambini e basta. #primomunicipio #noiandiamoavanti

 

15 gennaio – Oggi nella sede di Save the Children, con il Gruppo Nazionale Nidi e Materne, la vice Ministra all ‘Istruzione Anna Ascani, la sottosegretaria Francesca Puglisi e la consigliera regionale Eleonora Mattia parliamo del sistema integrato 0-6. Il cuore del sistema integrato 0-6 è la cura del bambino nella fase più delicata del suo sviluppo, quella in cui prende forma il suo mondo di affetti, di relazioni, di modelli, di identità ma soprattutto in cui il bambino inizia a mettere le basi dell’apprendimento futuro.
Innanzitutto, l’idea del sistema integrato e della continuità 0-6 stabilisce il principio dell’educazione fin dalla nascita, che è un’educazione a tutto tondo, fatta di cura, di gesti, di affetto e di insegnamenti, di scoperte che i bambini mettono in atto dai primi giorni di vita, ai primi passi, ai primi giochi, alle parole, ai ragionamenti.
Finalmente viene riconosciuto il diritto dei bambini, fin dai primi anni di vita, ad accedere a un percorso educativo: è una tappa fondamentale, grazie alla legge 107/2015 e al decreto legislativo del 2017 che ne ha dato attuazione, che riconosce diritti ai bambini e alle famiglie. Oggi iniziamo a vederne i frutti tangibili. Nel nostro municipio sono attivi ben 5 poli che portano avanti la continuità tra nido e materna, nella convinzione che i servizi per i bambini e le famiglie ricadano positivamente sulla vita di tutti, sul lavoro, sulle opportunità. Un diritto fondamentale, quello all’istruzione, che racchiude in sé i diritti contenuti nella convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza del 20 novembre 1989. Il Diritto di tutti i bambini ad essere rispettati, ad essere ascoltati e a esprimere le proprie idee, il diritto a non essere lasciati soli, al gioco, alla lentezza, al sogno. Il diritto alla cultura e alla memoria, alla tutela e a vivere in un ambiente sano; il diritto ad essere protetti, a partecipare e a sbagliare; il diritto all’unicità e alla diversità, ma primo fra tutti, il diritto all’istruzione e all’uguaglianza. Perché una volta conquistato genera consapevolezza dei diritti e strumenti per conquistarli. #primomunicipio

 

 

13 gennaio 2020 – Ho partecipato al Convegno “Il respiro della città. Stili di vita e dinamiche di mobilità”, organizzato dal Dipartimento di Scienze Sociali ed Economiche dell’Università la Sapienza.
Morti, inquinamento, congestione del traffico. Tanti sono i motivi che devono portarci nella direzione della mobilità sostenibile.
L’Agenda per lo sviluppo sostenibile e la sua declinazione in agenda Urbana è uno strumento prezioso a disposizione della Politica.
Così come lo è l’Europa, come spesso capita in realtà, grazie a una serie di finanziamenti legati a questo tema.
Purtroppo oggi il paesaggio urbano corrisponde al paesaggio delle automobili, parcheggiate o in movimento.
Dobbiamo ribaltare questa visione attraverso un profondo cambiamento culturale. Da questo punto di vista il rapporto con le Università è prezioso. Nel nostro piccolo con la creazione di isole ambientali e strade libere dalle automobili davanti alle scuole come stiamo cercando di fare con le isole di Borgo, Monti e Aventino e i progetti di pedonalizzazioni delle aree davanti alle scuole in Largo Gaetana Agnesi, Via Puglie e Via Bixio, cerchiamo di portare avanti un’ altra idea di spazio pubblico.
Barcellona sta sperimentando le cosiddette superillas (super blocchi) interi quartieri liberati dalle auto (sia di passaggio che parcheggiate) per favorire un’altra idea e utilizzo delle strade con incroci trasformati in campi da calcetto o piste da skate.
Pensarlo oggi per Roma sembra utopia ma per usare le parole di Blaise Pascal per conquistare il futuro bisogna prima sognarlo.

 

Gepostet von Sabrina Alfonsi am Montag, 13. Januar 2020

13 gennaio 2020 –  Partecipo alla posa delle pietre d’inciampo ormai da molti anni ed è sempre un momento molto emozionante.
L’inciampo non è solo un inciampo fisico ma mentale, spinge i passanti a interrogarsi e a chiedersi quanto sia accaduto in quel posto, in quel determinato giorno. Questo inciampo ha un nome e un cognome, ha una data di nascita e purtroppo una di morte. Un inciampo che costringe a immedesimarsi. È una testimonianza di come sia necessario intrecciare continuamente presente e passato, per non dimenticare e per fare sì che un tale orrore non si ripeta mai più.

 


Dal 1995, anno in cui i primi Stolpersteine sono stati installati a Colonia, a oggi questa straordinaria mappa della memoria europea si è ampliata fino a comprendere oltre 60.000 pietre.
Questa mattina aggiungiamo nuove pietre, dedicate a intere famiglie, di Segni, Pavoncello, Di Veroli e tante altre. Giuditta e Cesare Pavoncello erano due bimbi di sei e un anno. Un brivido solo pensarlo. Molte pietre sono sul nostro territorio. Tutte testimoniano una ferita collettiva, le atrocità nazifasciste, il razzismo, la violenza. Qualcosa di dissonante nel grigio dei marciapiedi, un luccichio che ti attrae e ti trafigge poi con la sua realtà.
La memoria, quando fa male, può essere insopportabile, soprattutto per chi nega ciò che è stato. Sono state rubate e divelte, a Monti, l’anno scorso, le 19 pietre a via Madonna dei Monti 82, realizzate dall’artista Gunter Demnig, in memoria delle famiglie ebree Di Castro e Di Consiglio, deportate nei campi di sterminio alla furia nazista.
La più piccola, Giuliana Colomba di Castro, aveva solo 3 anni. Le abbiamo riposizionate, non smetteremo mai di farlo. Perché quando qualcuno ‘inciampa’ in queste pietre è costretto a fermarsi. Questo vuol dire che all’interno della nostra vita quotidiana ci soffermiamo a pensare. Incrociamo un monito, per tutti, per noi e per le future generazioni.

È importante che la memoria non venga esercitata solo in alcuni momenti o commemorazioni ma tutti i giorni, camminando tra le strade dei rioni della nostra città. Penso alla posa della targa dedicata a Elio Toaff, pochi mesi fa, che rende il giusto riconoscimento a un grande uomo del dialogo.
Dialogo e pace, strumenti per contrastare violenza e odio.

Attraverso queste pietre, questa targa, questi momenti la memoria si rinnova, Roma torna a ricordare e dimostra che non abbandonerà mai la memoria di ciò che è stato.
Grazie ai ragazzi della scuola Regina Margherita e al loro maestro Marco Valabrega, che hanno cantato per tutti noi, ai ragazzi delle scuole che sono intervenuti e soprattutto alle loro insegnanti, che li educano a ricordare.

elenco delle Pietre d’Inciampo della XI^ edizione

 

10 Gennaio 2020 – Stamattina, presso la sede dell’Ordine degli Architetti di Roma, abbiamo presentato con l’assessore all’Urbanistica Luca Montuori e con il presidente dell’OAR Flavio Mangione, un bando emanato dal Municipio Roma I Centro di cui siamo molto orgogliosi: il concorso pubblico di progettazione per l’area di Testaccio compresa tra Via Galvani, Via Zabaglia, via Caio Cestio e l’ambito di via Paolo Caselli, enclave di artigiani e artisti. La situazione di compromissione dell’area di Testaccio è nota da anni, e rappresenta una vera e propria ferita per la Città Storica. A questo si aggiungano i provvedimenti di sgombero degli insediamenti di Via Paolo Caselli, che se effettuati rischiavano di creare una situazione di abbandono e ulteriore degrado per il rione. Per questo, come ente di prossimità, ci siamo battuti per fermare le procedure di sgombero e per ottenere in bilancio le risorse necessarie ad avviare la progettazione per una riqualificazione e rigenerazione urbana di alto livello, all’interno di una visione d’insieme del nostro territorio condivisa con i cittadini attraverso percorsi di partecipazione. Con i nostri Uffici Tecnici e l’assessore Jacopo Emiliani Pescetelli, che ringrazio per il gran lavoro, abbiamo elaborato gli indirizzi alla progettazione, che prevedono per l’intero isolato la redazione di un progetto pubblico unitario finalizzato al riordino funzionale e ambientale dei luoghi. Pianificazione delle strutture di connessione, zone verdi, spazi pubblici, spazi espositivi e percorsi, oltre al riordino delle aree pertinenziali e dei cortili degli istituti scolastici i cui fronti si sviluppano su Via Zabaglia e Via Galvani: rigeneriamo il territorio attraverso un nuovo assetto, che conferisca al complesso degli edifici il ruolo di Campus Scolastico, anche in previsione della realizzazione di un nuovo polo per lo sport e il tempo libero nell’area dell’ex Campo Testaccio.
Altra grande sfida progettuale è l’ambito di Via Caselli e le aree limitrofe: è prevista infatti nel bando la redazione dello studio di fattibilità finalizzato al progetto definitivo, in coerenza con il progetto pubblico unitario. I volumi che non possono essere oggetto di recupero dovranno essere sostituiti con nuove strutture destinate ad ospitare attività artigianali e artistiche, con laboratori e foresterie annesse, cui associare spazi di uso collettivo per attività comuni tra artisti e studenti. Una scelta che abbiamo fatto perché intendiamo mantenere la vocazione del luogo, così come si è andata consolidando negli ultimi decenni. Per raggiungere questi obiettivi abbiamo ben chiaro come sia fondamentale la collaborazione dei professionisti del settore, da sempre in prima fila per incentivare le procedure che consentono di massimizzare la qualità architettonica dei progetti. Il concorso pubblico è il mezzo più idoneo per garantire la selezione delle idee progettuali migliori, per un intervento di ricucitura urbana in un distretto nevralgico nel cuore di Roma, tra il quartiere Testaccio e le aree archeologiche di Monte dei Cocci e della Piramide Cestia.presso la sede dell’Ordine degli Architetti di Roma, abbiamo presentato con l’assessore all’Urbanistica Luca Montuori e con il presidente dell’OAR Flavio Mangione, un bando emanato dal Municipio Roma I Centro di cui siamo molto orgogliosi: il concorso pubblico di progettazione per l’area di Testaccio compresa tra Via Galvani, Via Zabaglia, via Caio Cestio e l’ambito di via Paolo Caselli, enclave di artigiani e artisti. La situazione di compromissione dell’area di Testaccio è nota da anni, e rappresenta una vera e propria ferita per la Città Storica. A questo si aggiungano i provvedimenti di sgombero degli insediamenti di Via Paolo Caselli, che se effettuati rischiavano di creare una situazione di abbandono e ulteriore degrado per il rione. Per questo, come ente di prossimità, ci siamo battuti per fermare le procedure di sgombero e per ottenere in bilancio le risorse necessarie ad avviare la progettazione per una riqualificazione e rigenerazione urbana di alto livello, all’interno di una visione d’insieme del nostro territorio condivisa con i cittadini attraverso percorsi di partecipazione. Con i nostri Uffici Tecnici e l’assessore Jacopo Emiliani Pescetelli, che ringrazio per il gran lavoro, abbiamo elaborato gli indirizzi alla progettazione, che prevedono per l’intero isolato la redazione di un progetto pubblico unitario finalizzato al riordino funzionale e ambientale dei luoghi. Pianificazione delle strutture di connessione, zone verdi, spazi pubblici, spazi espositivi e percorsi, oltre al riordino delle aree pertinenziali e dei cortili degli istituti scolastici i cui fronti si sviluppano su Via Zabaglia e Via Galvani: rigeneriamo il territorio attraverso un nuovo assetto, che conferisca al complesso degli edifici il ruolo di Campus Scolastico, anche in previsione della realizzazione di un nuovo polo per lo sport e il tempo libero nell’area dell’ex Campo Testaccio.
Altra grande sfida progettuale è l’ambito di Via Caselli e le aree limitrofe: è prevista infatti nel bando la redazione dello studio di fattibilità finalizzato al progetto definitivo, in coerenza con il progetto pubblico unitario. I volumi che non possono essere oggetto di recupero dovranno essere sostituiti con nuove strutture destinate ad ospitare attività artigianali e artistiche, con laboratori e foresterie annesse, cui associare spazi di uso collettivo per attività comuni tra artisti e studenti. Una scelta che abbiamo fatto perché intendiamo mantenere la vocazione del luogo, così come si è andata consolidando negli ultimi decenni. Per raggiungere questi obiettivi abbiamo ben chiaro come sia fondamentale la collaborazione dei professionisti del settore, da sempre in prima fila per incentivare le procedure che consentono di massimizzare la qualità architettonica dei progetti. Il concorso pubblico è il mezzo più idoneo per garantire la selezione delle idee progettuali migliori, per un intervento di ricucitura urbana in un distretto nevralgico nel cuore di Roma, tra il quartiere Testaccio e le aree archeologiche di Monte dei Cocci e della Piramide Cestia.

Il primo passo, fondamentale, in un percorso di rigenerazione urbana nel cuore di Roma, a Testaccio. Grazie a tutti quelli che ci hanno lavorato insieme a noi

Gepostet von Sabrina Alfonsi am Samstag, 11. Januar 2020

 

Il prossimo 24 gennaio ripeteremo la presentazione del concorso ai cittadini, alle associazioni e ai comitati in un incontro pubblico che si svolgerà presso la Facoltà di Architettura dell’Università Roma re all’ex Mattatoio.

 

30 dicembre – Non si ferma il nostro impegno per le scuole del Primo Municipio: abbiamo messo in gara oltre 800.000 euro per incarichi di progettazione definitiva ed esecutiva finalizzati alla riqualificazione e messa a norma di ben 20 edifici. L’ obiettivo ottenere entro il 2020 i fondi necessari per completare i lavori, occorreranno circa 10 milioni, di cui 6 già assegnati in bilancio.
Intanto, con le risorse ottenute nel 2019, sono state pubblicate in questi giorni le gare per i lavori relativi al consolidamento strutturale della Franchetti, dei padiglioni della Badini, il completamento dell’adeguamento antincendio della Regina Elena, l’ultima tranche della IV Novembre di via Volta, per un totale di 3 milioni. A seguire, l’adeguamento antisismico della Di Donato, grazie ad un cospicuo finanziamento concesso dalla Regione.
Anche sul fronte della manutenzione straordinaria delle strade si va avanti, pubblicate le gare per i lavori per via Sistina, via Capo le Case, via Belli, via degli Scipioni, oltre alla messa in sicurezza del terrapieno di Vicolo del Canale. A seguire, lavori in via Antonina e Aventina, via Orazio e via Catullo, e, con fondi 2020 via Turati e Piazza Fanti, via Cernaia e via Palestro, piazza in Lucina, piazza della Rotonda.
Quanto al verde, il prossimo appalto di manutenzione straordinaria riguarderà via degli Ammiragli e piazza Pepe. A seguire, intendiamo avviare i lavori per il giardino di via Giulia.

I miei complimenti alla tenacia del nostro Assessore al Bilancio Giovanni Figà Talamanca che non molla mai su niente e un grande ringraziamento tutto il personale della Direzione Tecnica del Municipio per lo straordinario impegno di queste intense settimane, e alla Ragioneria per la preziosa collaborazione.

 

27 Dicembre – “Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio”, recita un antico proverbio africano. Un ruolo sociale, quello della comunità rappresentata dal villaggio, che si potenzia con il superamento di paure e mancanza di conoscenza, si sostiene con l’informazione e il confronto.

E allora, abbiamo voluto realizzare una guida con l’obiettivo di dare vita ad un programma preciso di comunicazione, formazione e informazione della cittadinanza.

Accogliere è un verbo complesso e ampio. Realizzare una guida per far conoscere esperienze come l’affido, l’adozione e il sostegno a distanza è un modo per allargare ancora di più questa concezione.

Informare e coinvolgere un ampio numero di persone su questi argomenti significa costruire maggiore consapevolezza diffusa e maggiori opportunità di accoglienza nelle famiglie. Prendere in affido, adottare, sostenere a distanza, partendo dal diritto di ogni bambina e di ogni bambino ad avere una famiglia, sono modi di accogliere, includere, educare caratterizzati da intensità e complessità diverse ma sono scelte fondamentali per tutte le persone coinvolte.

Prendersi cura è crescere insieme! Conoscere la diversità porta ad accoglierla e rispettarla. Il diritto più importante dei bambini e delle bambine è quello di veder riconosciuto e realizzato il bisogno di essere amato, curato ed educato all’interno di una famiglia consapevole, una comunità attiva ed una rete di Servizi Sociali efficace.

Tutti i bambini, nessuno escluso, hanno diritto ad avere una famiglia, alla cura, all’accoglienza, hanno il diritto di essere amati, curati, educati. Abbiamo voluto raccontare le tante forme di accoglienza rivolte alle bambine e ai bambini che temporaneamente o definitivamente hanno bisogno di una nuova famiglia. 

Grazie all’assessore Emiliano Monteverde, alla direzione socioeducativa del Municipio I, alla cooperativa Obiettivo Uomo e al Centro famiglie di via Angelo Emo per questa piccola grande guida al servizio delle famiglie. #primomunicipio  #noiandiamoavanti