Donne

7 maggio – Giornata dedicata alle iniziative di solidarietà che,fortunatamente, fioriscono spontaneamente nel nostro territorio.

Stamattina con Anna Vincenzoni siamo andate a Via della Giuliana per salutare e ringraziare Antonia per lo splendido lavoro che sta facendo da settimane con le sue “mascherine solidali”, fatte a mano da lei che è una sarta in pensione. Il suo cestino calato dal balcone con dentro mascherine colorate gratis per grandi e bambini, destinate a chi non può acquistarle,è ormai diventato un punto di riferimento nel quartiere.

 

Poi il giro è proseguito con Emiliano Monteverde, Insieme a lui  ho fatto visita all’atelier Coloriage, il laboratorio di sartoria sociale aperto da artigiani migranti e richiedenti asilo nell’ex Mattatoio a Testaccio. Il Municipio ha patrocinato il loro progetto “Su la maschera!”, una produzione di mascherine lavabili a 60 gradi e riutilizzabili realizzate con i coloratissimi tessuti africani originali “wax”. Oggi ne abbiamo ricevute in dono 100, che saranno distribuite alle famiglie più in difficoltà attraverso i volontari che supportano il progetto “La Spesa Sospesa”. Le mascherine, davvero belle ed originali, si possono richiedere facendo una donazione a sostegno dell’iniziativa. Attraverso la generosità di chi dona sarà possibile fornire le mascherine gratis anche a chi ne ha bisogno. Tutte le indicazioni per richiedere le mascherine e sostenere il progetto le trovate sul sito e sulla pagina FB di Coloriage.

Gepostet von Sabrina Alfonsi am Donnerstag, 7. Mai 2020

 

27 aprile. – “All’indomani della conferenza stampa del presidente del Consiglio Conte, sono tutti insoddisfatti per le misure contenute nel nuovo dpcm, che prefigura obblighi e iniziali riaperture dal prossimo 4 maggio. Tante le categorie che spingono per una riapertura dai ritmi più’ veloci, dai commercianti, ai ristoratori, alla CEI, che chiede di poter celebrare nuovamente le messe. Tante necessita’, tante fasce in sospeso e in sofferenza. Eppure, da amministratrice, penso che il vero vuoto siano i bambini e le famiglie. Non sono stati proprio visti, nel panorama di questo nostro Paese all’alba della quasi-ripartenza. Sono stati dimenticati i bambini e con loro le donne, perché’ si sa che quando non c’e’ un sostegno forte dallo Stato, i figli sono sempre delle mamme. E invece i bambini sono delle famiglie, in qualunque modo siano declinate: bambini con 2 genitori, con 1 genitore, bambini che vivono con i nonni o con altri parenti, bambini in affido o bambini in case famiglie. Le famiglie hanno il diritto di avere delle risposte e delle opportunità’: perché’ di questo stiamo parlando, di avere pari opportunità’ di poter tornare al lavoro e insieme di dare a tutti i cittadini gli stessi diritti, anche ai più’ piccoli. Diritto alla salute, certo ma anche diritto alla socialità’, diritto a giocare e diritto a imparare”. E’ quanto dichiara la presidente del Municipio Roma I Centro, Sabrina Alfonsi. “Da amministratrice- spiega Alfonsi- non posso non dare una risposta alle tante famiglie del territorio che governo che mi chiedono, mi chiedono incessantemente come fare. Io ritengo che sia imperativo avere un piano, un progetto: io voglio fare i centri estivi, in sicurezza certo, che siano all’aperto, che siano dentro le scuole, che siano con pochi bambini per educatore, ma noi dobbiamo pensare a tutti, non solo a chi produce un tangibile effetto economico con la sua azienda, con il suo lavoro. Il Governo e a seguire tutti i livelli amministrativi, Regione, Comune, devono elaborare un piano perché’ si arrivi pronti al 1 giugno, data della effettiva possibile ripartenza per tutte le categorie. Tra le quali ci sono le famiglie, prima di tutto. Mio figlio ormai e’ grande, ha 19 anni. Eppure anche lui soffre, come soffrono tutti i giovani, che hanno accettato le regole, le stanno rispettando e si stanno impegnando ogni giorno, astenendosi dalla socialità’, rispettando il patto da cittadini con lo Stato per il bene comune più’ a rischio, la salute pubblica. Dal 4 maggio potremo andare a trovare i parenti, con le dovute accortezze igieniche. Ma non tutti gli affetti, anche i più’ profondi, sono imbrigliati in una parentela formale. Anzi, alle volte e’ proprio il contrario. Sono gli amici, i fidanzati, le fidanzate, quelli a cui vorremmo portare un sorriso. Sono i compagni di vita, che magari vivono in un’altra casa, e che non possiamo vedere perché’ sono legami che non sono riconosciuti giuridicamente. Ma sono quelli che ci nutrono e ci danno la forza. E questo vale per tutti, per i giovani, per gli adulti, per gli anziani. Ecco, la vera ripartenza passa anche da questo: nel riuscire a vedere oltre il lavoro, arrivando alle persone, a quella geografia delle emozioni che costituisce il nostro essere”. (Comunicato Stampa Agenzia Dire)

24 aprile –  Stare a casa per le donne non sempre è sicurezza: sono purtroppo esponenziali i casi di violenza domestica.

Le istituzioni e i Centri Antiviolenza ci sono: il Centro Anti-violenza “Mariella Gramaglia” di Circonvallazione Trionfale 19 svolge regolare attività e risponde 24 ore su 24 al numero 331.6493913, tutti i giorni dell’anno.

Prosegue la campagna di informazione contro la violenza di genere e a sostegno delle donne vittime di violenza, a cura della Commissione e dell’Assessorato Pari Opportunità e del Municipio Roma I Centro: ricordiamo che il numero verde nazionale anti-violenza 1522 è sempre attivo e che l’obbligo di rimanere a casa non impedisce di fuggire dalla violenza domestica.

A questo proposito, voglio raccontarvi una bellissima notizia, che potrà fare la differenza per moltissime donne che hanno bisogno di trovare rifugio: è di pochi giorni fa la notizia che saranno messe a disposizione delle donne vittime di violenza le case dell’Ater.
Un grande passo verso l’autonomia, l’autodeterminazione, la libertà. Sul sito della Regione Lazio trovate tutte le informazioni-

10 aprile – Il 10 aprile di cento anni fa nasceva Nilde Iotti, madre costituente della nostra Repubblica, donna coraggiosa e forte a cui dobbiamo molte delle leggi che hanno cambiato l’Italia. Leggi che hanno inciso sulla vita di tutte e tutti, non solo delle donne, e da allora hanno permesso all’Italia di iniziare il lungo percorso verso la parità, l’autonomia e l’autodeterminazione. Un cammino che non si ferma nemmeno in questi giorni difficili, di emergenza e di forzata convivenza: lottiamo affinché siano sempre garantiti i diritti delle donne, sia assicurata l’assistenza, l’aiuto, l’ascolto e soprattutto l’intervento per le donne che subiscono violenza e per i loro figli, perché nessuna sia lasciata mai sola. #nildeiotti

Roma, 5 aprile 2020

VIOLENZA DI GENERE AI TEMPI DEL CORONAVIRUS.

É di pochi giorni fa la notizia dell’ennesimo femminicidio. In queste giornate di quarantena forzata le mura domestiche, luogo per eccellenza di sicurezza e serenità, per molte donne divengono prigioni che amplificano e fanno precipitare la violenza. Lorena Quaranta, una studentessa di Medicina, è stata strangolata a casa, a Furci Siculo, in provincia di Messina, dal suo convivente. Non serve dire che è stato dopo una furiosa lite; non è una scusante, non ammortizza le motivazioni del fatto in sé. Non serve neanche dire che lei aveva tanti sogni, primo fra tutti essere medico e curare le persone. Perché purtroppo il nome e l’immagine di Lorena Quaranta con il viso coperto da mascherina e in camice, in corsia, che stiamo vedendo sui social, va ad ingrossare le fila di tante giovani e meno giovani, donne e ragazze e anche bambine assassinate da familiari, mariti, fidanzati, ex. Non rende più o meno grave il crimine del suo assassino, il livello culturale e sociale – era un collega, leggiamo. Rimane solo lo scarno fatto in sé. É stata uccisa un’altra donna. Mentre tutti siamo concentrati giustamente sull’emergenza sanitaria, ce n’è un’altra, silenziosa, che serpeggia nelle case e che non si ferma davanti a nulla, ma anzi è nutrita dalle restrizioni di movimento, dalla difficoltà di denunciare avendo un uomo violento nella stessa stanza, dalla convivenza forzata. I femminicidi non sono crimini di classe. Sono trasversali e non badano a differenze di ceto sociale. Le istituzioni stanno continuando a lavorare per garantire assistenza, ascolto e intervento ma purtroppo ogni giorno continuiamo a leggere queste notizie. Un’emergenza che non si ferma e che è difficile fronteggiare proprio perché nascosta, non manifesta, che si nutre del privato e di cui i centri antiviolenza e le associazioni che si occupano di contrasto alla violenza hanno purtroppo chiara percezione ogni giorno. Dobbiamo garantire l’aiuto e anche l’applicazione delle pene: Michel Foucault, riflettendo sul passaggio storico dalla spettacolarizzazione delle pene in pubblico alla certezza della pena, eseguita all’interno delle prigioni e non nelle piazze, diceva che è proprio la certezza della pena il cardine che funge da freno alla violenza e alla sua reiterazione. Ecco, applicando questa riflessione ai crimini contro le donne, il nostro impegno deve essere duplice: garantire l’ascolto e l’applicazione delle leggi. Ma soprattutto, promuovere una profonda riflessione sul corpo delle donne, ancora oggi percepito da troppi uomini come oggetto di possesso, sul quale decidere e del quale usufruire a piacere, con potere di vita e di morte. Pochi giorni fa alcune associazioni che si definiscono Pro vita hanno chiesto di sospendere le Interruzioni Volontarie di Gravidanza in tutti gli ospedali italiani, paragonando le morti per Covid-19 agli aborti e sostenendo che le IVG sotttraggono risorse alla lotta contro il Coronavirus. Un bieco modo di sfruttare l’emergenza sanitaria per assestare un fendente alla libertà di scelta e all’autodeterminazione delle donne, sulla scia delle proposte di altre associazioni in Ohio e Texas. Noi non arretriamo di un millimetro nell’affermare la nostra libertà di decidere di noi stesse, sia essa quella di lasciare un uomo violento o quella di non portare avanti una gravidanza non voluta. La violenza sulle donne ha molte facce, può essere quella di un collega aspirante medico come di un familiare. Come la faccia di chi, con cortesia e gentilezza, ti fa sentire sbagliata, ti colpevolizza, ti induce sensi di colpa per scelte difficili ma alle volte dovute. Il volto di chi stampa in 3d feti di plastica per colpevolizzare le donne che scelgono di abortire. Noi non arretriamo. Siamo le une vicine alle altre, come donne, come politiche, come istituzioni e lotteremo sempre per garantire i diritti di tutte le donne ad autodeterminare se stesse e a disporre del proprio corpo.

Sabrina Alfonsi

ROMA. LUCHA Y SIESTA, ALFONSI: RAGGI SENZA CORAGGIO, ESCA DA AMBIGUITÀ
(DIRE) Roma, 18 feb. – “Oggi pomeriggio saro’ in piazza del Campidoglio, al fianco delle donne della Casa Internazionale, di Lucha y Siesta, di Non una di Meno e tante altre, per manifestare contro una sindaca che non ha coraggio. Dopo piu’ di tre anni in cui il valore e la storia di questi veri e propri presidi dei diritti delle donne sono stati messi oggetto di attacchi pesanti da parte di questa amministrazione, non abbiamo ancora capito se la Sindaca Raggi ha in testa una idea di come affrontare e risolvere questo problema. E’ inaccettabile che dopo mesi, anni di minacce e timide aperture ancora non sia riuscita a adottare una linea semplice, che preveda il riconoscimento pieno del valore di queste esperienze e ponga in essere gli atti conseguenti per chiudere le vertenze. Lo studio di Giovannini e di asvis presentato ier non fa altro che apporre il sugello della scientificita’ del metodo a un concetto che tutte noi conosciamo bene e abbiamo ripetuto nel corso di questi anni,: quello di riconoscere alle attivita’ svolte dalla Casa, da Lucha e da tanti altri organismi che lavorano per il sociale un valore economico che possa compensare in tutto o in parte i canoni di affitto richiesti per l’uso del patrimonio. E’ ora che Raggi esca dalle sue ambiguita'”. Cosi’ in un comunicato la presidente del Municipio Roma I Centro, Sabrina Alfonsi. (Comunicati/Dire) 16:08 18-02-20

 

RITIRARE SUBITO MAGLIETTE SESSISTE.

26 ottobre. – “Sono apparse in vendita in un punto Carrefour di Roma delle ignobili magliette di chiaro intento sessista ed istigazione al femminicidio. Ne chiediamo il ritiro immediato con le scuse dell’azienda produttrice Skyshirt e del punto vendita Carrefour Italia a tutte le donne offese da tale messaggio”. Lo dichiarano in una nota congiunta la presidente del I Municipio di Roma, Sabrina Alfonsi, la presidente della commissione Pari opportunita’ del I municipio, Daniela Spinaci, e la capogruppo Pd del I municipio Sara Lilli. Sulla maglietta sono disegnati due riquadri affiancati. Nel primo ci sono le figure stilizzate di un uomo e di una donna rivolta verso di luiche parla ad alta voce, con sotto la scritta ‘PROBLEM’. Nel secondo riquadro il disegno mostra l’uomo nel gesto di dare una forte spinta, mentre piu’ in basso e’ disegnata la figura femminile mentre sta precipitando. Sotto il riquadro la scritta ‘SOLVED’.
“In un paese dove ogni 72 ore una donna viene uccisa per mano di un uomo la responsabilita’ di una cultura del rispetto della non violenza deve essere un impegno di tutti senza lasciare equivoci e battute ironiche e pericolose come quella parte sulle magliette in questione.” Continuano Alfonsi, Lilli e Spinaci. “Per questo segnaleremo in tutte le sedi opportune questo grave gesto e ci uniremo a quante decideranno di intraprendere azioni per contrastare questo gesto irresponsabile perche’ proprio nei luoghi della vita di tutti i giorni che messaggi di nonviolenza devono essere netti e chiari- concludono Alfonsi, Spinaci e Lilli – No alla violenza sulle donne, stop ai femminicidi, scuse immediate e ritiro di queste ignobili magliette”. (Comunicato Agenzia Dire)

11 ottobre – Al WEGIL i giovani e il lavoro sono al centro del Cantiere Insieme Generiamo Lavoro Roma. Grazie ad ACLI di Roma aps e a Lidia Borzì, alla Diocesi di Roma pastorale lavoro, alla Regione Lazio e a tutti gli enti coinvolti. Scuola e rete sono le parole d’ordine per avvicinare i giovani al lavoro: lavoro è dignità, è futuro, per le persone e per il paese, è affermazione dei propri desideri e aspirazioni. La politica deve mettere al centro questo tema, che è il fulcro dello sviluppo del paese, ma soprattutto è il cardine dell’autodeterminazione, dell’autonomia di ogni persona, nella nostra città e in tutto il paese.

Riflessioni sulle politiche per il lavoro

Approfondimenti:

GeneriAMO LavORO – Intervento di Sabrina Alfonsi

Riflessioni sulle Politiche per il Lavoro