Politica

24 luglio – Con 14 voti favorevoli, 2 astenuti (tra cui quello della Presidente Alfonsi) e 3 contrari, il Consiglio ha approvato nella seduta di giovedì 23 luglio la relazione annuale per il periodo luglio 2019 / giugno 2020

“Prendiamoci cura della nostra comunità” è il titolo che la Presidente ha voluto dare alla relazione di quest’anno.

Un anno che malgrado l’emergenza Covid ha visto approvare dalla Giunta municipale complessivamente 104 atti così suddivisi: 45 Deliberazioni di Giunta, 42 Direttive di Giunta, 5 Memorie di Giunta, 4 Ordinanze della Presidente, 4 Decisioni di Giunta, 4 Direttive della Presidente. Un dato molto superiore a quello che registrato in ogni altro Municipio della Capitale.

La relazione si è concentrata sulle tante attività messe in campo dal Municipio per far fronte all’emergenza Covid. La Presidente ha sottolineato come la rimodulazione dei servizi sociali abbia permesso di trasformare l’offerta di riparo dal gelo notturno per chi non ha una casa in riparo h24, l’apertura dei parchi per le persone con disabilità, i centri anziani che hanno trasformato i loro servizi ludici in servizi di sostegno psicologico al telefono per i loro iscritti, il servizio Doblò che, nel periodo di lockdown, non potendo più favorire la mobilità degli anziani, sono stati trasformati in preziosi veicoli per il trasporto di spesa e medicinali per le persone maggiormente in difficoltà e le attività rivolte ai minori con il centro di aggregazione giovanile di via Boezio e il centro Matemù che hanno proseguito le attività’ e i loro corsi in modalità on line, in collegamento con i ragazzi iscritti.

“La visione solidale e inclusiva della città che abbiamo cercato di declinare sul nostro Municipio – ha spiegato Alfonsi – è venuta fuori nel momento del bisogno. Il lavoro svolto negli anni precedenti dalla nostra amministrazione, e cioè quello di mettere al centro della nostra comunità le persone che nascono, vivono e attraversano il nostro municipio, ci ha aiutato a rispondere prima e in modo più efficace rispetto al resto della città. Un risultato di cui tutte e tutti dobbiamo andare fieri. Giunta, Consiglio e la sua maggioranza ma anche le forze politiche di opposizione. A questo riguardo voglio sottolineare l’atteggiamento di grande responsabilità che, di fronte all’emergenza, tutte le forze politiche, nessuna esclusa, hanno dimostrato”.

Rispetto alla criticità con il Campidoglio la Presidente ha sottolineato come il tema del decentramento continui a essere causa di confusione e inefficienza a danno dei cittadini.

“Il grande tema del decentramento – ha precisato Alfonsi – continua ad essere affrontato in modo frammentario, inefficace e senza alcuna visione della città futura, che permetta di programmare in modo efficace gli interventi sui territori, siano essi di competenza del Campidoglio o dei Municipi. Basti pensare alla surreale situazione che stiamo vivendo in questi giorni sulla vicenda del Campo Testaccio. A seguito della delibera dell’Assemblea Capitolina N. 30 del 2 aprile 2019 l’Assemblea Capitolina ha assegnato Campo Testaccio al Municipio. Da quel momento ci siamo subito attivati per trovare i finanziamenti necessari per il recupero della storica struttura sportiva. Pochi giorni fa, Il 14 luglio la Giunta regionale con la delibera 435 ha approvato uno schema di accordo tra Regione Lazio, Municipio Roma I, ASP Asilo Savoia per il recupero e la restituzione alla fruizione pubblica di “Campo Testaccio”, prevedendo il necessario finanziamento. Pochi giorni dopo, però, abbiamo appreso a mezzo stampa la presunta volontà del Campidoglio di riprendere la competenza sull’area. Una situazione che rischierebbe di bloccare nuovamente il raggiungimento dell’obiettivo. Non è nostra intenzione aprire uno scontro istituzionale dopo che per più di due anni abbiamo avuto un proficuo rapporto di collaborazione con l’Assessore Frongia. Per questo auspichiamo che venga accolto, dalla Sindaca Raggi, il nostro appello per sedersi al tavolo per firmare tutti insieme l’accordo”.

Introduzione alla Relazione

Relazione annuale della Presidente: luglio 2019 – Giugno 2020

11 luglio – Non si può più aspettare. È giunto il momento di votare compatti, uniti, insieme una legge che tuteli i diritti di tutte e tutti, contro la discriminazione, l’omotransfobia e ogni forma di violenza basata su sesso, genere, identità. Oggi in piazza del Pantheon, con Agedo, Libellula e tante altre associazioni, per manifestare il mio sostegno alla proposta di legge presentata dall’onorevole Zan contro omotransfobia e misoginia. La lotta per i diritti civili investe tutti noi, come cittadini, come genitori, come figli: è un atto di responsabilità, di cittadinanza, farsi carico di lottare per i diritti di tutti. In una piazza multicolore per un mondo multicolore, riempiamo l’Italia di diritti e spazziamo via l’odio. #davocealrispetto #spazzavialodio

 

10 giugno  Stasera sono stata ospite di Andrea Bozzi a “Roma di Sera”, in onda in diretta dalle 19.30 alle 20.30 su SUPERNOVA TV (Canale 14 Dtt Roma e Lazio) e contemporaneamente in streaming su Fb, sulla pagina del Quotidiano online @italiasera. Conlui abbiamo parlato di alcuni degli argomenti che in questi giorni trovano spazio sulla cronaca cittadina.

 

ROMA DI SERA ospiti: la Presidente del Municipio I – Centro storico Sabrina Alfonsi (Pd) – "Ditelo a Odissea" con Carlo Andrea Tortorelli – Alfredo Giordani della rete "Vivinstrada

Sono 18 i nuovi contagi da "Coronavirus" oggi nel Lazio, di cui 10 a Roma. A "Roma di Sera" oggi ospitiamo la Presidente del Municipio I – Centro storico Sabrina Alfonsi (Pd) che molti danno in lizza come candidata Sindaca nelle elezioni 2021 per il campidoglio. Con lei parleremo della "movida violenta" per cui si è rivolta al Prefetto, dei tavolini in centro aumentati dalla Sindaca per ristoranti e bar e dei "centri estivi" che dovrebbero partire il 15 giugno. Poi la rubrica "Ditelo a Odissea" con Carlo Andrea Tortorelli. Quindi Alfredo Giordani della rete "Vivinstrada", da sempre in prima linea per chiedere maggiore sicurezza per ciclisti e pedoni. Con lui parleremo anche della tragedia dell'Infernetto, dove dopo la morte del giovanissimo Mattia, investito da un auto, i suoi amici hanno ridipinto le strisce pedonali. Come sempre potete dire la vostra chiamando in diretta al n.0645423080, scrivendoci via whatasapp o commentando Qui… Seguiteci!

Gepostet von Italia Sera am Mittwoch, 10. Juni 2020

ROMA. MUNICIPIO I, LABORATORIO PER LA COALIZIONE DI CENTROSINISTRA

Roma, 4 giugno – “Prove di centrosinistra allargato nella Giunta del Municipio Roma I, una squadra che ha lavorato compatta nel corso del doppio mandato della presidente Sabrina Alfonsi”. Cosi’ una nota del Municipio I. “A seguito della comunicazione da parte di Tatiana Campioni di dover lasciare l’incarico per motivi legati alla sua professione, ho pensato che questa fosse l’occasione per iniziare un nuovo percorso- dichiara la presidente Alfonsi in una nota- Manca un anno alle elezioni amministrative che dovranno scegliere il nuovo sindaco di Roma e i presidenti dei Municipi, e bisogna iniziare a costruire in modo concreto uno schieramento di tutte le forze del centrosinistra piu’ ampio ed articolato possibile, che come ci hanno dimostrato tutti gli ultimi appuntamenti elettorali e’ il solo modo per confrontarsi con le destre e liberare il Campidoglio dall’esperienza Raggi. Ho chiesto ad Articolo Uno la disponibilita’ ad entrare a far parte della Giunta: uno sguardo a sinistra ma non solo, una apertura a tutte le forze del centrosinistra come Demos e Sinistra Italiana che attualmente siedono in Consiglio municipale. Vogliamo sperimentare un laboratorio politico per Roma 2021, aperto a tutte le forze che vorranno partecipare. La persona indicata da Articolo Uno per assumere il nuovo incarico e’ la consigliera Giulia Urso, presidente uscente della commissione Cultura, Spazi pubblici e Patrimonio, che sicuramente potra’ fornire un grande contributo di esperienza e conoscenza del territorio. A Tatiana Campioni va un saluto affettuoso e il mio piu’ sincero ringraziamento per il grande impegno e per il lavoro svolto nei sette anni in cui e’ stata al mio fianco nel governo del Municipio”.

2 giugno 1946, l’Italia sceglie la Repubblica, con 12.717.923 voti di donne e di uomini. Donne che eleggono e possono essere elette. Su 556 deputati, solo 21 donne, ma è un primo grande passo. Tra loro Nilde Jotti, Teresa Noce, Tina Merlin, Angela Gotelli, Maria Federici parteciperanno alla stesura della Costituzione Italiana e diventeranno le nostre Madri Costituenti. Inizia la Repubblica, delle donne e degli uomini, e il lungo percorso per la parità dei diritti. Ma alle donne, che per la prima volta partecipano al voto nazionale, i quotidiani raccomandano di fare attenzione a non sporcare la scheda elettorale con i loro vezzosi rossetti, per non invalidare il voto. Un consiglio paterno, benevolo, a chi è inesperta all’esercizio di un diritto nuovo. Ma la strada per parità è cominciata, nasce la Repubblica Italiana, democratica, libera, di tutte e tutti.
Buona Festa della Repubblica a tutti noi!

 

Parlare del futuro del centro storico di Roma, oggi svuotato, significa non solo parlare di un nuovo modello di turismo e di abitare, ma costruire “una visione della città a 360 gradi, ed è questo il lavoro che occorre fare adesso”.

“Ci vuole una politica forte, e interventi strutturali. Se vogliamo cambiare pelle al centro storico dobbiamo riportarci i residenti. Dobbiamo mettere in moto un meccanismo che, a partire dalle case, faccia ripartire il centro, lungo tre linee di intervento: norme a favore dell’affitto lungo che aiutino i privati, interventi di rigenerazione urbana con un grande investimento sui beni pubblici, pianificazione del commercio”.

Sabrina Alfonsi, presidente del I Municipio, ha le idee chiare. L’ho intervistata per FanPage.

Sarah Gainsforth – giornalista e scrittrice

 

Roma senza più turisti. Alfonsi: “Dobbiamo riportare le persone ad abitare nel centro storico”

Il blocco dei flussi turistici a causa dell’epidemia di coronavirus ha svuotato il centro di Roma della sua unica funzione. Ora c’è l’occasione di ripensare il futuro di un territorio unico al mondo. “Se vogliamo cambiare pelle al centro storico dobbiamo riportarci i residenti. – spiega Sabrina Alfonsi presidente del I Municipio della capitale – Non bisogna rinunciare al turismo, ma gestirlo con un forte investimento pubblico e regole nuove”.

 

Negli ultimi anni il centro storico di Roma si è specializzato nel settore turistico. Adesso, l’arresto dei flussi turistici ha prodotto il blocco della attività economiche ad essi collegate…

Ci siamo trovati in una situazione inedita e inaspettata: il centro storico si è completamente svuotato della sua unica funzione, quella turistica. Negli ultimi 30 anni c’è stato uno spopolamento e un uso del centro della città con questa unica funzione. Sia i negozi che le case sono state finalizzate a un tipo di turismo di massa che, con una visione del turismo “come petrolio”, come una ricchezza da sfruttare, ha squalificato il centro della città. Tanto che negli ultimi anni la criminalità è entrata nel centro storico, comprando quelle attività più produttive che hanno fatto da lavatrici, come è evidente dalle indagini andate a buon fine che hanno chiuso tante attività di ristorazione. Questo è il punto di partenza.

Quali sono i rischi nello scenario attuale?

Oggi corriamo due rischi: il primo è che chiudano attività economiche positive, le attività storiche e di qualità, a gestione familiare, con il rischio che la criminalità entri ancora di più nel centro storico. Il secondo è che senza una forte visione politica, che riorienti la funzione del centro storico, non solo perdiamo una straordinaria occasione – perché paradossalmente questa epidemia ci consegna la possibilità di ripopolare e di reindirizzare verso un turismo più sostenibile il centro storico – ma che diventiamo come Venezia.

Quali le proposte?

Bisogna dare sostegni immediati. Abbiamo lavorato alla delibera per la maggiore occupazione di suolo pubblico. Vogliamo ridare agli esercenti il suolo pubblico che non possono utilizzare per via del distanziamento fisico, e dare possibilità a i cittadini di usufruire in sicurezza di questi spazi. La delibera ricalca il decreto governativo e ministeriale dei beni culturali: parla di un periodo di tempo ben determinato, al massimo sei mesi, perché non vogliamo assolutamente che questa fase peggiori il centro storico. Per anni abbiamo lavorato ai piani di massima occupabilità, non possiamo uscire dalla crisi peggio di come ci siamo entrati.

Dunque non solo un problema ma anche un’occasione. Tamponare l’emergenza, ma anche immaginare un futuro migliore per Roma. Con quali risorse e strumenti?

Ci vuole una politica forte, e interventi strutturali. Se vogliamo cambiare pelle al centro storico dobbiamo riportarci i residenti. Dobbiamo mettere in moto un meccanismo che, a partire dalle case, faccia ripartire il centro, lungo tre linee di intervento: norme a favore dell’affitto lungo che aiutino i privati, interventi di rigenerazione urbana con un grande investimento sui beni pubblici, pianificazione del commercio.

Già vediamo i cartelli “affittasi” per quelle case entrate per ultime nel mercato degli affitti brevi. Dobbiamo disporre immediatamente misure a favore dei proprietari per favorire il rientro di residenti nelle case che stanno tornando sul mercato, per esempio la cedolare secca andrebbe applicata solo agli affitti lunghi e non a quelli turistici, e aiuti per coloro che vogliono acquistare una casa in centro come residenza. Ancora, interventi di rigenerazione urbana: sono anni che ipotizziamo l’uso delle caserme per progetti di co-housing e abitazioni per giovani coppie, e un’idea di abitare il centro che preveda anche la rinuncia all’uso dell’automobile, potenziando il car-sharing e il trasporto pubblico.

Infine, il commercio: in questi giorni abbiamo visto i negozi di prossimità, che erano in grande sofferenza prima della pandemia, i forni, gli alimentari, riprendere vita. Ripopolare il centro storico sarebbe un volano per i negozi che servono i residenti, non solo i turisti. Le liberalizzazioni hanno fatto danni. Nei centri storici delle città d’arte dovremmo invece pensare a un commercio pianificato a priori per tutelare alcune attività, che negli ultimi anni sono diventate tutte a favore della movida e del turismo. Ripianificando il commercio riusciremmo a invertire questa tendenza.

In questo quadro, vanno ripensate anche le politiche del turismo?

Roma ha una grande vocazione turistica alla quale non bisogna rinunciare, la bellezza di Roma dev’essere vissuta da tutti. Ma dobbiamo puntare a un turismo di qualità, che non è necessariamente un turismo ricco, ma sostenibile, e a un turismo diffuso, perché lo sfruttamento del solo centro storico non porta a un’economia di scala cittadina. Una parte degli affitti turistici andrebbe distribuita nella prima fascia di cintura della città, fuori dal centro. Ancora, immaginando per esempio di investire in un ostello per la gioventù a Tiburtina, dove c’è una già una popolazione giovane. Si potrebbe diversificare la tassa di soggiorno a seconda delle aree della città, nella parte periferica si potrebbe eliminare del tutto. La diffusione dell’accoglienza da una parte integrerebbe i turisti nella vita quotidiana dei cittadini, dall’altra faciliterebbe nuovi itinerari: Roma ha tante bellezze nascoste, minori, che andrebbero visitate, con una permanenza più lunga. In questa ipotesi non rinunciamo al turismo ma lo inseriamo nei giusti cardini, in cui turisti e residenti possano convivere, con un centro storico multifunzionale.

Insomma il problema non è il turismo in sé ma il turismo non gestito…

Esatto. Il turismo non gestito ha trasformato la città in un grande parco giochi. Il turismo a Roma è segmentato: da una parte il turismo di lusso come quello asiatico, che va negli alberghi di lusso, compra nei negozi del Tridente e visita in maniera quasi privata alcuni dei nostri monumenti, e se ne va. Dall’altra un turismo che arriva e dorme a basso prezzo in appartamenti trasformati in maniera irregolare in B&B, in quella che non è neanche un’accoglienza economica, ma che in molti casi è abusiva e quindi mette in difficoltà la città. Faccio un esempio: in questi giorni il centro era pulitissimo, perché erano chiuse tutte quelle attività che mettono in crisi il servizio della raccolta dei rifiuti in quanto non sono rilevate. Dovremmo canalizzare il turismo, favorendo tutte le sue varietà – di lusso, giovanile, fieristico – ma va gestito. L’assessorato al turismo dovrebbe avere un ruolo ben più importante a Roma: finora non ha prodotto una visione della città a 360 gradi, ed è questo il lavoro che occorre fare adesso.

 

https://roma.fanpage.it/roma-senza-piu-turisti-alfonsi-dobbiamo-riportare-le-persone-ad-abitare-nel-centro-storico/

Ho fatto una chiacchierata con l’Agenzia di stampa DIRE sulle prospettive di #Roma e sulla sfida politica che tutte e tutti noi abbiamo davanti per rilanciare la città e i suoi servizi una volta superata la parentesi dell’amministrazione Raggi.

 

 

Roma, 22 maggio 2020 – Sabrina Alfonsi vuole dare il suo contributo alla costruzione del centrosinistra romano, senza escludere una sua partecipazione diretta alle primarie per il futuro candidato sindaco. E’ al suo secondo mandato da presidente del I Municipio, ottenuto con oltre 31mila voti al ballottaggio nel giugno del 2016, e dal suo lavoro in prima linea nel territorio piu’ centrale della citta’ sono nate esperienze e proposte da condividere. “Se mi candidero’? Nulla e’ chiuso. Le donne di solito sono sempre molto piu’ attente a fare i loro nomi ma non e’ che non esistono. Siamo piu’ riflessive e prima di buttare il nostro nome all’interno della mischia, tanto per apparire, facciamo dei ragionamenti”, ha detto Alfonsi intervistata dall’agenzia Dire per la rubrica ‘Direzione Roma‘, parlando delle prossime primarie per il candidato sindaco del centrosinistra in vista delle elezioni del 2021. Ora, puntualizza, “dobbiamo fare le primarie con una coalizione ampia e penso che alle primarie ci dovranno comunque essere dei ticket donna-uomo o uomo-donna, tenendo insieme anche figure che hanno grandi relazioni internazionali. Servono a Roma per farla tornare la grande Capitale del Mediterraneo”.

BASTA CON IL ‘MACHO’, CANDIDATO SINDACO PUÒ ESSERE DONNA

“Mi permetto una battuta: ‘uomini, uomini, uomini’. Sui giornali e nelle indiscrezioni si parla solo di ‘uomo forte’ per Roma. Leggiamo sulla stampa di Ciaccheri e Caudo, oppure di Enrico Letta, di Sassoli o dello stesso Zingaretti. Questo mi fa un po’ tristezza: le donne l’hanno detto a chiare lettere che l’Italia riparte se il pensiero collettivo e l’immaginazione collettiva e’ paritaria. Mi piacerebbe leggere nomi di donne che potrebbero assolutamente competere, sia locali che nazionali o internazionali. Bisogna solo iniziare a farli anche se qui c’e’ sempre il ‘macho’ che arriva prima di ogni altra definizione”, ha detto la presidente del I Municipio.

“Il pensiero delle donne deve essere paritario se non predominante in questo momento storico- ha aggiunto Alfonsi– Non a caso queste task force tutte al maschile, ad esempio, in questi mesi si sono dimenticati i bambini o gli adolescenti. Non perche’ siamo mamme ma davvero perche’ abbiamo una visione del mondo diversa”.

“Ora- ha concluso Alfonsi tornando al tema del candidato- bisogna costruire un percorso e abbiamo dato dimostrazione che quando il centrosinistra si e’ confrontato con le primarie ha funzionato, per vincere e per governare. Io ci sono particolarmente affezionata, senza le primarie forse 7 anni fa non sarei diventata presidente del I Municipio. Anche allora si diceva che per il I Municipio era meglio un uomo di una donna e sempre qualcuno pensava ad un uomo forte. Dobbiamo accelerare e rifare questo percorso: alle primarie poi potranno partecipare tutti, donne e uomini che pensano di poter dare un contributo di idee“.

APPOGGIO A RAGGI? VOCE INCOMMENTABILE, LEI HA FALLITO

“Un appoggio ad un Raggi bis? E’ una voce incommentabile. E’ vero esattamente il contrario: se qualcuno poteva pensare ad un’alleanza o un’intesa tra PD e M5s il fatto che loro ripropongono Raggi taglia qualunque possibilita’ di un qualunque accordo. Raggi e’ stato un grande fallimento e lo sta dimostrando anche adesso– ha aggiunto Alfonsi– mentre rilancia la sua candidatura ecco che secondo lei tornano gli ‘zozzoni’. Peccato che il lockdown ha dato esattamente la dimostrazione che non si tratta di zozzoni quando invece si tratta di un’azienda, Ama, che riesce a garantire un terzo della gestione dei rifiuti e dello spazzamento. Funzionava, tra virgolette, durante il lockdown ma appena la citta’ riparte ecco che non ce la fa. E intanto sempre mentre si ricandida continuano a cadere i Municipi, dove tra l’altro lei vuole mettere come commissario delegato il presidente che e’ caduto senza prendere in alcuna considerazione la democrazia”. “Questa ipotesi dunque non e’ assolutamente percorribile- conclude Alfonsi– non c’e’ possibilita’ di accordo con questa amministrazione”.

 

di Emiliano Pretto – Agenzia DIRE

 

14 maggio – L’emergenza Covid 19 può rappresentare un’occasione per ripensare il Centro Storico di Roma, sito Unesco e patrimonio dell’umanità. Un tema di cui sto parlando spesso ultimamente, nella convinzione che ora come mai la politica, a tutti i livelli, debba valutare strategie e misure concrete per riportare i residenti nel cuore della città per restituire a quest’ultimo funzioni diverse da quella esclusivamente turistica che lo ha caratterizzato in questi ultimi anni. Questi gli argomenti trattati in una intervista per la puntata di “Petrolio” che andrà in onda su Rai 2 sabato 16 maggio alle 21.30.

Qui sotto una recente intervista a Paolo Boccacci su Repubblica del 13.05.2020