28 Novembre, 2022
Ambiente

21 febbraio – Mattina speciale al canile di Vallegrande, una struttura convenzionata con Roma Capitale che ospita moltissimi cani e gatti, quasi tutti randagi. Prende il via la campagna di adozione per oltre 60 cani, in prevalenza cuccioli che sono stati sequestrati ad un allevatore e che grazie alla collaborazione avviata con l’Autorità Giudiziaria possono essere dati in preaffido, per evitare che crescano all’interno del canile in attesa della definizione dei provvedimenti giudiziari che li riguardano.

La prima ad essere adottata da una famiglia è Bianca, una meticcia che ha così trovato una nuova casa e nuovi amici che si occuperanno di lei.

Speriamo che sia soltanto la prima di una lunga serie di adozioni per questi animali, che spesso hanno alle spalle un passato di sofferenza e maltrattamenti, perchè possano trovare l’affetto e le cure che meritano.

 

Voglio ringraziare pubblicamente i volontari delle associazioni che prestano la loro opera all’interno di questa bellissima struttura e che da sempre fanno il massimo per favorire l’adozione di quanti più animalii possibile.

A breve ci saranno nuove iniziative simili a questa, perché attualmente nelle strutture di Roma ci sono 844 cani e 662 gatti che possono essere adottati. Basta telefonare e prendere appuntamento con le strutture per avviare l’iter di adozione!

20 febbraio –  Al Parco Archeologico di Centocelle con  MauroCaliste Presidente, Marta Bonafoni, Marta Leonori, Alessandro Luparelli – Consigliere Comune di Roma, Edoardo Annucci – Assessore Verde Pubblico Municipio Roma V, Emiliano Orlandi – Consigliere Municipio Roma V, per un sopralluogo con le associazioni e i comitati dei cittadini e cittadine che si impegnano ogni giorno per curare e rendere vivo questo immenso parco.

Dopo aver rimesso in Bilancio tre milioni e mezzo di euro per la bonifica e lavori che rendano usufruibili nuove porzioni di verde del grande Parco, dobbiamo recuperare i risultati dello studio di caratterizzazione effettuato dall’Università di Roma La Sapienza e valutare il lavoro puntuale svolto dal Comitato PAC che descrive accuratamente le necessità di intervento, poi bisognerà fare una gara, ci vorrà qualche mese. Nel frattempo si può però aprire l’ingresso da via di Centocelle restringendo l’area interdetta e limitandola al canalone. Possiamo fare un provvedimento ad hoc per rivedere il perimetro dell’area e permettere ai residenti di fruire del parco anche da questo lato..

Bonifica dai rifiuti e cura, valorizzazione e apertura alla cittadinanza sono le priorità per far divenire fruibile questo polmone verde, con un patrimonio archeologico e ambientale che deve essere accessibile e visitabile per tutte e tutti!

18 febbraio – A margine del convegno al CREA sulla Toumeyella Parvicornis, sono stata intervistata da Manuela Murgia di TeleAmbiente sul tema della chiusura del ciclo dei rifiuti a Roma. Ecco l’intervista.

Chiusura ciclo dei rifiuti, Alfonsi: “Presto due impianti in ogni municipio”

 

Chiusura del Ciclo dei Rifiuti, Alfonsi: “Presto due impianti per ogn Municipio”.

Tutti quanti dobbiamo entrare nell’ottica di smaltire i rifiuti dove vengono prodotti: se sono prodotti a Roma, a Roma vanno smaltiti. Tutti avranno un impianto sotto casa”. Intervista all’Assessora Sabrina Alfonsi.

Chiudere il ciclo dei rifiuti è obiettivo inderogabile del Campidoglio, infatti permetterebbe di risparmiare, solo per quanto riguarda l’umido, 20 milioni di euro all’anno.

14 nuovi siti per gli impianti di lavorazione dei rifiuti sono stati già individuati sul territorio cittadino, in futuro –  dichiara a TeleAmbiente Sabrina Alfonsi, Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti – ogni municipio dovrà avere due impianti al suo interno.

Abbiamo Fatto tre grossi interventi con la presentazione dei progetti al pnrr: i due digestori anaerobici per l’area di Casal Selce e di Cesano, altri due impianti di separazione e trattamento della carta del cartone e della plastica e 10 aree che sono centri di raccolta per spingere fortemente l’economia circolare e quindi prima dell’isola ecologica ci deve essere il centro di raccolta. Sono 10 perché tanti potevano essere finanziati con il Pnrr ma la nostra idea è di averne per lo meno due a Municipio”.

E continua: “Roma capitale spende 20 milioni di euro all’anno solo per il trattamento dell’umido che viene inviato altrove, quindi con i due biodigestori che sono stai finanziati ci ripagheremo il costo sostenuto, costeranno 193 milioni, in 10 anni.

A chi è preoccupato perché vede che vicino casa sua sorgeranno questi impianti cosa possiamo dire?

Di andare ad Anzio o a Bologna a vedere gli impianti di digestione anaerobica perché sono impianti che non danno veramente più nessun problema Non sarebbero stati finanziati dal Pnrr altrimenti infatti sono impianti di economia circolare“. E conclude: “Tutti quanti dobbiamo entrare nell’ottica di smaltire i rifiuti dove vengono prodotti: se sono prodotti a Roma, a Roma vanno smaltiti. Tutti avranno un impianto sotto casa”.

18 febbraio –  Oggi al convegno sulla #toumeyella organizzato insieme al @CREA Ricerca per un dialogo su strategia di difesa, trattamenti in corso, prospettive, con esperti, associazioni, agronomi e cittadini.

La cura dei #pini di #Roma è una priorità per questa amministrazione. Stiamo intervenendo con i trattamenti endoterapici specifici per curare tutte le alberature che ricadono sotto la competenza del Dipartimento Tutela Ambiente, per cercare di salvare quanti più pini possibile dall’azione devastante di questo parassita.
Le piante vanno curate, potate e, quando a fine vita, ripiantate. Monitoraggio costante, trattamenti, potature ma anche ripiantumazioni di alberi abbattuti.
Durante il convegno ho rilasciato una intervista a Tele Ambiente sul tema della cura degli alberi e riforestazione urbana. Eccola di seguito

PRESENTATI GLI INDIRIZZI STRATEGICI PER LO SVILUPPO DEI SERVIZI E DELLA RETE DEI CIMITERI DI ROMA

18 febbraio – Questa mattina in Campidoglio, insieme al Sindaco Roberto Gualtieri e all’Amministratore Unico di AMA S.p.A. Prof. Angelo Piazza, abbiamo presentato gli indirizzi strategici dedicati a questo importante settore dell’attività di amministrazione cittadina.

 

L’indice di mortalità a Roma, nel 2020, si é attestato a 0,98 per cento: su 2.822.981 residenti sono stati rilevati 27.547 decessi. Negli ultimi dieci anni, tra il 2001 e il 2021, la percentuale delle famiglie che hanno fatto richiesta di cremazione per una salma é passata dal 17,11 per cento al 58,89 per cento. Un aumento costante che nel 2021 ha raggiunto il picco massimo di 16.225 domande affannando il sistema dei servizi cimiteriali capitolini mai adeguato alle nuove esigenze numeriche e socioculturali della città. Infatti, nonostante Ama, azienda capitolina che gestisce i servizi cimiteriali per conto del Comune di Roma, nei mesi di novembre e dicembre 2021 rispetto agli stessi mesi dell’anno precedente, abbia incrementato del 57 per cento le operazioni, passate da meno di 8mila a oltre 12mila, riducendo così anche i tempi di attesa per le famiglie, il sistema necessità di un adeguamento. Per questo il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha annunciato oggi un programma di interventi che andranno ad agire “sul breve, medio e lungo periodo. “E’ un piano necessario – ha detto Gualtieri – perché i disagi registrati negli ultimi anni, aggravati anche dalla pandemia, hanno toccato la vita provata e gli affetti. Abbiamo deciso quindi di destinare risorse specifiche per restituire decoro agli undici cimiteri di Roma, con l’obiettivo di ridurre i tempi sulle pratiche ma anche di abbassare i costi per i cittadini. Il piano contempla i nuovi bisogni emersi e soprattutto il forte aumento di richieste di cremazione”.

Con 2,3 milioni di fondi non spesi negli anni precedenti, già autorizzati e finanziati in appalto ad Ama, nel 2022 sono previsti una serie di interventi in cinque degli undici cimiteri romani: la costruzione dei nuovi loculi per l’ossario al cimitero di Ostia Antica (oltre 840mila euro), vari interventi sul Cimitero Laurentino (oltre 500mila euro), la manutenzione straordinaria degli edifici e dei loculi a Maccarese (440mila euro), la progettazione di nuove linee di impianto di cremazione e la messa in sicurezza della Chiesa di San Michele al cimitero Flaminio (oltre 200mila euro) e interventi di impermeabilizzazione di alcune coperture più il rifacimento di un tratto di muro perimetrale al Verano (oltre 240mila euro). A queste risorse si aggiungono poi cinque milioni di euro già messi a bilancio di Roma Capitale. Il piano degli interventi prevede in un anno il piano di manutenzione straordinaria degli edifici cimiteriali attraverso Ama come stazione appaltante e la messa in sicurezza delle alberature; in due anni il recupero di spazi utili all’interno dei singoli cimiteri e la riqualificazione del tessuto edilizio nonché la redazione del Piano regolatore cimiteriale; entro i cinque anni l’Implementazione degli impianti crematori e la realizzazione degli ampliamenti dei cimiteri capitolini e nuovi cimiteri.

Entrando nel dettaglio entro un anno per la messa in sicurezza delle alberature é previsto l’avvio di un tavolo tecnico dedicato, nonché un progetto di manutenzione e cura del verde e delle alberature nel Cimitero Verano. “E’ un cimitero monumentale che deve essere restituito al decoro non soltanto per i romani ma anche per tutti coloro che da ogni parte del mondo vengono a rendere omaggio a note personalità che qui sono sepolte”, ha detto l’assessora all’Ambiente, Sabrina Alfonsi. Per questa struttura é prevista a breve anche la pubblicazione dell’avviso pubblico straordinario per la messa a bando di 615 loculi, resisi disponibili per effetto delle retrocessioni o per la scadenza dei termini concessori. Una possibilità attesa da anni. Entro due anni invece si provvederà invece al recupero di spazi utili alle comunità religiose che ne sono sprovviste e alla riqualificazione di numerosi edifici cimiteriali. Per la redazione del Piano cimiteriale comunale verrà istituito un tavolo interdipartimentale. Il piano paesaggistico cimiteriale, inoltre, sarà sviluppato in considerazione del piano di riforestazione urbana previsto dal PNRR. Infine entro i prossimi 5 anni verranno implementati gli impianti crematori del Cimitero Flaminio e da qui a dieci anni si prevede l’ampliamento dei cimiteri esistenti e la realizzazione di nuovi.

“Fin da subito, la nuova governance di Ama e’ stata fortemente impegnata per assicurare servizi regolari, incrementando tutte le prestazioni e le performance con il conseguente abbattimento dei tempi di attesa per i cittadini. Proseguiremo su questa strada per ridare la giusta dignita’, che merita la Capitale d’Italia, a questi luoghi che custodiscono la memoria del nostro vissuto”, ha commentato l’amministratore unico di Ama, Angelo Piazza.”

I provvedimenti, licenziati oggi dalla giunta capitolina, sono stati presentati nel corso di una conferenza nella Sala delle Bandiere in Campidoglio.
Stamane, tra l’altro, la giunta ha approvato anche una delibera che introduce il sistema di pagamenti elettronici attraverso la piattaforma PagoPa. Vengono quindi stabilite nuove modalità di riscossione dei pagamenti, riducendo i tempi di lavorazione delle pratiche amministrative e facendo risparmiare ai cittadini i costi dell’Iva per i servizi cimiteriali.

vedi la scheda di presentazione

17 febbraio –  Oggi con il sindaco Roberto Gualtieri e il presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri in Via Costantino, per la potatura dei 170 platani che da oltre dieci anni attendevano di essere manutenuti, curati e fatti respirare.

La cura del verde verticale come di quello orizzontale è un obiettivo fondamentale di questa Amministrazione. Andiamo avanti per rendere la nostra città sicura, verde, pulita!

16 Febbraio – Ridurre, riusare, riciclare, recuperare. La sfida della sostenibilità passa dalla chiusura dei ciclo dei rifiuti e dal cambiamento necessario da un’economia lineare ad un’economia circolare.

Oggi ho partecipato alla VI edizione dell’Ecoforum Regionale che Legambiente Lazio ha organizzato con il contributo della Regione per parlare di impegno, economia circolare, riuso, riciclo e premiare i Comuni Ricicloni, i più virtuosi nella gestione dei rifiuti.
#Roma è al lavoro per chiudere il ciclo dei rifiuti, essere in grado di trattarli in loco e soprattutto trarne risorse recuperando materie prime.

16 febbraio – Riforestare le città per restituire aria pulita e spazio verde alle persone e agli animali, per migliorare la qualità ambientale e combattere le disuguaglianze tra territori.

 

Dobbiamo piantare nelle città, perché gli alberi assorbono quantità maggiori di CO2 se sono nei pressi della fonte che la genera, l’inquinamento cittadino, che in una metropoli come #Roma ha un forte impatto sulla salute collettiva.
Il benessere globale e di ognuno di noi passa dalle azioni che mettiamo in campo oggi: dobbiamo rendere le nostre città sostenibili per attenuare il nostro impatto sul Pianeta e permettere alle nuove generazioni di avere un mondo sano e pulito.
Da #monteantenne parte la riforestazione urbana di Roma: con il sindaco Roberto Gualtieri oggi abbiamo piantato i primi alberi!

La storia del sito

Nell’ambito della nuova visione dei parchi romani concepita da Marcello Piacentini e realizzata da Raffaele de Vico negli anni ’30, la piana sommitale di Monte Antenne, dismessa la funzione militare, fu adornata da una vasta pineta, estesa su una superficie di oltre 10 ettari, con più di mille esemplari di pinus pinea. La piantumazione a “pronto effetto” con un sesto di impianto molto ravvicinato (5-7 metri) avrebbe dovuto essere successivamente diradata, ma le sopravvenute vicende portarono a trascurarla. In occasione delle Olimpiadi del 1960 l’area fu adibita a camping, dismesso negli anni ’70, con conseguente abbandono (sviluppo di sottoboscon infestante, crescita dei pini in forma “filante”).
La pineta di Monte Antenne ha rappresentato un importante elemento del paesaggio romano, visibile a distanza da Nord in tutta la valle del Tevere, e l’area, nonostante il degrado, è stata comunque intensamente frequentata. Il Forte è attualmente in consegna al Municipio II che lo utilizza per finalità culturali, mentre gli altri edifici sono sede di un asilo nido, di una scuola dell’infanzia e di un centro diurno della ASL.

La pineta
Nel 2018 sulla pineta di Monte Antenne fu segnalata dal Servizio Giardini una diffusa infestazione di toumeyella parvicornis, tanto che nell’ambito dei “progetti partecipativi” promossi dalla precedente amministrazione era stato previsto nel 2020 il rimpiazzo di alcune decine di esemplari. Inoltre, una proposta di sponsorizzazione (Nespresso-AzzeroCo2) prevedeva la riqualificazione vegetazionale della fascia contornante il viale circolare.
Più recentemente, mentre l’appalto del “progetto partecipativo” è giunto alla fase esecutiva, si è dovuto tristemente constatare che gli attacchi dei parassiti (toumeyella parvicornis e tomicus destruens) hanno portato nel corso del 2020/2021 alla totale distruzione della pineta. Una perdita che addolora, e alla quale si vuole, oggi rispondere con un progetto di ampio respiro.
Rimodulando gli interventi già programmati (“progetto partecipativo” e sponsorizzazione), coordinandoli con il progetto generale di riqualificazione del patrimonio vegetazione del parco di Villa Ada e Monte Antenne, e impiegando a supporto le risorse dell’appalto di Titolo I manutenzione dei verde verticale, si prevede di avviare nelle prossime settimane, proprio a Monte Antenne, un primo grande intervento di riforestazione urbana.
Nell’area interessata si è già completato l’intervento di bonifica del sottobosco, che ha reso evidente a tutti l’irrimediabile compromissione della pineta. A partire dal 14 febbraio sarà avviata la fase di rimpiazzo degli alberi morti: nell’area del viale si provvederà con l’intervento dello sponsor, mentre nei restanti 10 ettari della pineta intendiamo provvedere direttamente alla messa a dimora nuovi esemplari arborei.
Considerati i profili di rischio correlati alla persistente infestazione di toumeyella e tomicus, la piantumazione avverrà per fasi consecutive, secondo un cronoprogramma condiviso con il CREA (Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria). In una prima fase (febbraio 2022) si intende piantare, in due distinte aree di circa 2 ettari ciascuna, due nuove pinete, rispettivamente con esemplari pinus pinea e pinus halepensis., con un sesto di 50 piante per ettaro. I nuovi impianti saranno costantemente monitorati, ed inclusi in un programma promosso dal CREA per la sperimentazione di nuove tecniche di contrasto della toumeyella. Il successivo impianto, che riguarderà il restante areale dell’altipiano è stato programmato per ottobre 2022, al fine di verificare preventivamente lo sviluppo dell’infestazione e sfruttare al meglio la stagione di riposo vegetativo e di maggiori precipitazioni naturali.
La riforestazione di Monte Antenne rappresenta il primo intervento di ampio respiro su un parco urbano realizzato da questa Amministrazione, e intende porsi non solo come risposta non estemporanea ad una situazione di degrado, ma anche come modello innovativo di sperimentazione per una nuova arboricoltura urbana, con particolare riguardo alla specie pinus, che ha assunto nel corso del ‘900 una valenza iconica e la cui salvaguardia e diffusione rappresenta oggi una priorità per l’Amministrazione capitolina.

12 febbraio – Settimana fondamentale, quella che sta finendo, per la politica sui rifiuti a Roma. Giovedì scorso la Giunta ha approvato i progetti che partecipano ai bandi del PNRR per ottenere finanziamenti a fondo perduto per la realizzazione di impianti per la gestione dei rifiuti e per la raccolta differenziata a Roma.

Abbiamo approvato un pacchetto di progetti che riguardano quattro impianti di trattamento – due biodigestori anaerobici per la frazione organica e due impianti di selezione e valorizzazione per carta e plastica – e poi 10 centri di raccolta da realizzare nei territori, di cui otto completamente nuovi e due riqualificazioni e ampliamenti di centri esistenti, che andranno ad ampliare la rete cittadini di questi impianti importantissimi per il conferimento di tutti quei tipi di rifiuti che non possono essere lasciati nei cassonetti.

Dopo più di 15 anni di completo stallo, finalmente Roma torna a guardare avanti, a progettare il suo futuro. L’approvazione di questi progetti nel rispetto della tempistica molto stretta imposta dai bandi Pnrr rappresenta il primo, ma assai significativo, passo in avanti in un percorso complesso che entro pochi anni dovrà portare Roma fuori dalla palude in cui è venuta a trovarsi a causa della mancanza di impianti di trattamento dei rifiuti.

Insieme agli impianti di Acea per il trattamento dei fanghi di depurazione presso la rete dei depuratori di Roma e ad altri tipi di impianti per i quali stiamo portando avanti le valutazioni tecniche, questo lavoro ci consentirà, nel medio periodo, di risparmiare risorse che oggi utilizziamo per trasportare i nostri rifiuti in altre regioni, per poterle dedicare alla riorganizzazione e al miglioramento dei servizi di igiene urbana nella città, con l’obiettivo finale di elevare la percentuale della raccolta differenziata ai livelli richiesti dalla legislazione europea e ridurre il livello della TA.RI. che oggi pesa moltissimo sui cittadini romani a fronte di un servizio non ancora adeguato.

REPUBBLICA.IT – Intervista a Sabrina Alfonsi

IL CAFFE’ DI ROMA – Intervista a Sabrina Alfonsi