“PRIMO MAGAZINE”, IL PERIODICO MENSILE DI INFORMAZIONE DEL PRIMO MUNICIPIO

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L’EDITORIALE DELLA PRESIDENTE

Torna l’appuntamento con il nostro giornale dopo la pausa estiva, e
torniamo a parlare della scuola,che riparte dopo il lungo lockdown. Da
sempre, nella nostra società, la scuola ha rappresentato il luogo collettivo
per eccellenza, il luogo dell’apprendimento basato sullo scambio e sul confronto
tra pari. Questo vale per le classi dei licei, come per le medie, le elementari, le
materne e i nidi: l’apprendimento passa per la costruzione dell’autonomia e delle
competenze, attraverso l’osservazione, la mimesi, il confronto con gli altri, che
stimola i piccoli a mettersi alla prova.
La didattica a distanza che studenti, docenti e famiglie di tutto il mondo si sono
trovati a sperimentare durante il lockdown generale è stata una soluzione di
emergenza, una prova inaspettata per gestire l’immediato. Ora bisogna far
ripartire davvero l’educazione e l’apprendimento dei più piccoli, che più hanno
sofferto la perdita di contatto da un giorno all’altro con tutto il loro mondo di
relazioni e di socialità, a differenza dei più grandi che attraverso la DAD hanno
mantenuto comunque un barlume di rete di relazioni con la scuola e con gli amici.
Sappiamo che la scuola ha un ruolo fondamentale nell’appianare le differenze
di estrazione sociale, di possibilità, e abbiamo sperimentato come la didattica
a distanza le abbia invece non solo messe in evidenza ma anche aumentate.
Connettività, strumentazione, spazio a disposizione, ma anche presenza della
famiglia in caso di difficoltà con la connessione, le lezioni o i compiti: distanze
alle volte siderali tra bambino e bambino, tra famiglia e famiglia, tra nord e sud.
Nel caso dei bambini più piccoli, tutto questo proprio non c’è stato e le famiglie
si sono ripiegate sulla cura, tra smart working o peggio assenza di lavoro e
conseguenti disagi anche economici.
Nel Lazio oggi ripartiamo con una legge regionale innovativa, che riordina l’intera
materia dei servizi educativi per l’infanzia. Diventa realtà, dopo anni, l’unione dei
percorsi nido e materna in un sistema unico 0 – 6 anni, che pensa al bambino
come una persona in sviluppo e crescita senza interruzioni. E poi tanti strumenti
per le famiglie, dall’apertura delle strutture anche nei fine settimana e nei periodi
di vacanza fino all’orario notturno, ai nidi domestici e alle “tagesmutter”, le
mamme per un giorno. Una rivoluzione, che viene finalmente incontro ai genitori
che lavorano, alle mamme soprattutto ma anche ai papà, trovando soluzioni
sicure per gestire il tempo dei bambini.
Torna il quotidiano dei nostri ragazzi, finalmente, tornano libri quaderni e
campanelle, ma l’emergenza non è finita: un grandissimo investimento da parte
del Governo, 2,9 miliardi di euro per mettere in sicurezza la scuola e insieme
tante incognite: trasporti locali prima di tutto.
Sono tanti i temi che si innestano su questa ripartenza: il diritto alla salute e la
necessità di far ripartire le attività, il lavoro delle donne e gli inquietanti dati sul
numero di noi che non torneranno al lavoro, perché lo hanno perso.
Nella speranza di riuscire a governare la risalita dei contagi alla quale assistiamo
in queste settimane, la scuola non si deve più fermare, dunque. É un baluardo
non solo educativo ma sociale, che rappresenta per tante e tanti bambini un
porto salvo, di eguaglianza e di opportunità di vedere un mondo diverso.
Per chi ha il compito di governare e amministrare è una grande sfida, ma lavorando
insieme e non dimenticando mai che i nostri comportamenti incidono sugli altri,
soprattutto sui più deboli, la dobbiamo vincere.
Buona lettura a tutti

 

 

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