PATTO DI COMUNITA’, AL VERDE CI PENSANO GLI IMMIGRATI

PATTO DI COMUNITA’, AL VERDE CI PENSANO GLI IMMIGRATI

17 dicembre – Cinque persone senza dimora, che dormono vicino alla Chiesa Nuova in pieno Centro Storico, attraverso il Progetto di re-inserimento sociale promosso da Padre Vittorio Bruscella in collaborazione con il Municipio e grazie al finanziamento dell’Elemosiniere del Papa, che fornisce loro una base economia fissa su cui possono contare, lavorano da alcuni giorni per la cura dei beni comuni, occupandosi di tenere pulito il giardino di piazza Cairoli e altri luoghi indicati dal Municipio. Il servizio del TGR Lazio che racconta la loro storia è stato girato sulla passeggiata del Gianicolo, mentre i cinque ragazzi stavano raccogliendo le foglie che poi AMA raccoglie e porta a smaltmento.

Con il Patto di Comunità offriamo opportunità ed un progetto di vita a chi in questo momento è in grande difficoltà.

 

“Il nostro Patto di comunità si allarga e coinvolge sempre nuove realtà. Grazie al lavoro di ricucitura delle tante realtà solidaristiche del territorio che stiamo portando avanti, il progetto portato avanti da Padre Vittorio Bruscella e i missionari clarettiani della comunità di via dei Banchi Vecchi, da questa mattina arricchirà la rete del nostro Patto di comunità”.
Lo dichiarano in una nota Sabrina Alfonsi, Emiliano Monteverde e Anna Vincenzoni, rispettivamente presidente, assessore alle Politiche sociali e assessora all’Ambiente del Municipio Roma I Centro. “Cinque persone senza dimora che grazie allo splendido lavoro fatto da Padre Bruscella prevede anche l’accordo con l’elemosineria pontificia nella persona di Don Konrad Krajewski, saranno impiegate nella cura dei tre giardini municipali di Piazza Cairoli, piazza Belli e piazza Trilussa, ricevendo un rimborso pari a 7 euro l’ora per il lavoro svolto. Il rimborso è però solo una piccola parte del progetto. L’aspetto più importante è quello legato all’affermazione di diritti e doveri reciproci. Avere un orario preciso da rispettare, un luogo da curare, un compito da svolgere, è il primo passo per permettere a queste persone di reintegrarsi e sentirsi parte della nostra comunità e a essere riconosciuti tali – spiegano -. Questo progetto si inserisce inoltre in un percorso per la tutela dei beni comuni e che nel caso del giardino di piazza Cairoli avevamo già iniziato con il progetto di verde condiviso stipulato con l’associazione Guglielmo Huffer”.
“Il progetto – aggiunge Padre Vittorio Bruscella – è nato sui gradini di piazza della Chiesa Nuova dove queste persone erano solite stazionare. Un rapporto nato dalla faticosa e avvincente sfida della conoscenza e fiducia reciproca. Da lì è nata l’idea di reagire all’idea di una vita buttata su una scalinata. Il progetto prevede una grande valorizzazione di queste persone, fortemente motivate avendo dimostrato con fatti concreti, in questi mesi, di voler davvero mettersi in gioco”.

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