RILANCIARE LE TENUTE AGRICOLE DI CASTEL DI GUIDO E TENUTA DEL CAVALIERE

RILANCIARE LE TENUTE AGRICOLE DI CASTEL DI GUIDO E TENUTA DEL CAVALIERE

 

22 dicembre – Le terre pubbliche devono generare benefici pubblici! #Agricoltura e politica del cibo sono assi fondamentali dello #svilupposostenibile per la nostra città, una Capitale agricola che già produce ogni anno olio IGP, farina da grano antico, miele, vino, carne oltre a latte e formaggi, nelle Aziende Agricole comunali di Castel di Guido e Tenuta del Cavaliere.

L’ascolto delle tante realtà che compongono il mondo agricolo romano è essenziale per attuare una visione di lungo periodo, che possa proiettare #roma in avanti, anche grazie al dialogo che intendiamo costruire attraverso il Consiglio del Cibo cittadino.
Oggi a Castel di Guido al convegno organizzato da Regione Lazio, ARSIAL e CONAF – Consiglio Ordine Nazionale Dottori Agronomi e Dottori Forestali su Terre pubbliche e PNRR abbiamo affrontato tanti temi, dal distretto del cibo al marchio Roma, dal contrasto allo spreco alimentare alla declinazione sociale dell’agricoltura, per includere, sostenere e dare prospettive di lavoro a persone che convivono con diverse fragilità, dalla disabilità al reinserimento lavorativo.
Una occasione di grande confronto per coltivare idee e progetti e far ripartire un settore che può essere motore per la nostra città.

Il 2022 per la Tenuta di Castel di Guido – 2mila ettari sull’Aurelia, a una trentina di chilometri dal Centro di Roma – di proprietà della Regione Lazio, ma gestita dal Comune, dovrebbe essere l’anno del rilancio dopo un declino durato troppi anni.

Oltre ad ospitare un’importante biodiversità a livello di flora e fauna la Tenuta di Castel di Guido  produce  carne, latte e grano ‘’a chilometro zero’’ e con basso impatto sull’ambiente. All’intorno un suggestivo paesaggio bucolico dove è possibile anche incontrare ‘’butteri’’ che lavorano nella azienda agricola impegnati a spostare le vacche frisone (per il latte) e maremmane (per la carne).

Castel di Guido interpretA veramente la vocazione agricola di Roma.  ‘’Negli anni scorsi si è sempre messo in discussione il suo destino, ma per noi è senz’altro lo sviluppo di una realtà che produce oltre a carne e latte anche un grano particolare con il quale si può realizzare pasta per diabetici’’. Allo studio due importanti progetti d’impatto sociale:  il primo con ragazzi autistici ed un altro con diverse fragilità.

Castel di Guido si avvia infatti ad assumere un ruolo strategico nello sviluppo dell’agricoltura romana. “Ho trovato un grandissimo consenso verso il mondo agricolo di Roma, intorno al quale si muovono molte realtà come associazioni, cooperative ed imprese che si sono dimostrate soddisfatte di vedere una volontà politica forte su questo settore, che può dare una vivibilità diversa a Roma.  Oltre all’aumento dei posti di lavoro puntiamo a uno sviluppo sostenibile attraverso una food policy che combatta le disuguaglianze a partire da ciò che si mangia, garantendo più cibo vicino a dove lo si consuma, e smaltendo i rifiuti dove si producono’’.

Nel 2022 al rilancio di Castel di Guido, dovrebbe seguire anche quello dell’altra realtà presente nel panorama agricolo cittadino, ovvero la Tenuta del Cavaliere, 300 ettari a una ventina di chilometri sulla Tiburtina. In particolare il coordinatore delle aziende agricole gestite dal Comune di Roma, Marco Colombo, ha prospettato la possibilità che il Comune riacquisti la proprietà di queste aziende grazie ad un contratto di affitto stipulato con la Regione Lazio, che permetterebbe di impostare un piano di azione pluriennale volto allo sviluppo di tutti i settori produttivi delle tenute.

Infine, l’agricoltura , oltre ai vantaggi sul piano produttivo e occupazionale,  può essere un importante asset per il turismo. ‘’Sia a Castel di Guido, sia alla Caffarella si possono visitare interessanti reperti archeologici. In passato nei Grand Tour, c’era sempre sullo sfondo dei monumenti cittadini, a pochi passi dagli alberghi, la gita fuori porta ai Castelli e nella campagna romana. Oggi possiamo pensare invece a un turista che dorma in un agriturismo e poi si rechi nel centro città per visitare monumenti e musei. Ponendo le premesse di un ritorno a un turismo che non sia più quello mordi e fuggi.’’

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