SOCIALE. ROMA, MUNICIPIO I: DIFFICOLTÀ CON LE NUOVE REGOLE PER LE RESIDENZE...

SOCIALE. ROMA, MUNICIPIO I: DIFFICOLTÀ CON LE NUOVE REGOLE PER LE RESIDENZE VIRTUALI

Roma, 21 aprile 2017  –  “Bene ha fatto Ieri il Presidente Marco Palumbo a convocare una seduta della commissione trasparenza per affrontare i molti problemi determinati dalla delibera 31/2017 sulle residenze virtuali per i senza dimora che ha preso il via il 3 aprile. L’emanazione in tutta fretta di questa delibera ha determinato ‘gravi difficolta” e prevediamo ne determinera’ molte altre, in particolare: agli uffici anagrafici e ai servizi sociali dei Municipi ed in particolare a quelli del Primo. Rinunciare alla funzione delle associazioni come Caritas, Astalli, Sant’Egidio, Esercito della Salvezza e Casa dei diritti sociali senza affrontare prima il modello organizzativo e le implicazione sulla vita delle persone che avrebbe avuto questa delibera dimostra ancora una volta quanto la citta’ sia amministrata ‘a caso’. Nei vari interventi molti hanno ricordato che, ad esempio, l’indirizzo virtuale che rimane in vigore non e’ sufficiente per il rinnovo del permesso di soggiorno oppure il rinnovo della patente poiche’ mancano i protocolli con la questura e motorizzazione. La previsione, inoltre dei 60 giorni per la conversione del vecchio documento nel nuovo dopo i quali oltre il 90% delle residenze virtuali attuali passeranno automaticamente al Primo Municipio si scontra frontalmente con l’intento annunciato dall’Amministrazione di rivedere l’alto numero delle residenze (circa 20.000) per verificarne la presenza su Roma o eventuali usi distorti. Ma se dopo 60 giorni tutti verranno registrati come si pensa di fare questo controllo? Se usi distorti ci sono ora in questo modo vengono di fatto sanati. Si e’ posto poi il problema del mancato coinvolgimento nella scrittura del testo di tutte le associazioni che in questi anni hanno lavorato e degli uffici sociali e anagrafici dei municipi. Questa assenza di confronto ha dato vita ad uno strumento purtroppo pieno di contraddizioni, che non allarga il diritto di cittadinanza ma di fatto lo restringe, che sovraccarica di lavoro gli uffici municipali e che non garantisce affatto nessuna trasparenza o verifica su eventuali usi distorti anzi di fatto li sana. È necessario mettere mano alla delibera e alle circolari gia’ inviate. Prima che la situazione peggiori”. Cosi’ in un comunicato l’assessore ai servizi sociali del I Municipio Emiliano Monteverde.

Senza dimora, le associazioni insorgono contro la delibera capitolina: “La nuova anagrafe rischia di creare emarginazione”

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