19 Ottobre, 2021
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accoglienza

18 agosto – Mi sono impegnata insieme a tante e tanti altri per promuovere questa rete di 78 associazioni per richiedere immediatamente corridoi umanitari per donne, ragazze e ragazzi, bambine e bambini che volessero lasciare l’Afghanistan.

Afghanistan: Associazioni donne, subito i corridoi umanitari 78 associazioni scrivono lettera al Governo e Parlamento Ue (ANSA) – ROMA, 18 AGO – “La fuga verso l’Occidente da Kabul e l’avvento dei talebani, che hanno preso il comando dell’Afghanistan, preoccupano fortemente chi ha a cuore i diritti umani e la salvaguardia della vita di tutti i civili, specie di quelli piu’ a rischio, come donne e bambini, il cui destino e’ nuovamente consegnato a un indicibile orrore. Sono nostre madri, amiche, sorelle. Non lo possiamo e non lo vogliamo piu’ accettare. L’Europa deve agire, l’Italia deve reagire, noi donne e cittadine dobbiamo fare rete contro ogni violenza”. E’ quanto scrivono in una lettera indirizzata al presidente del Consiglio Mario Draghi, ai ministri Luigi Di Maio e Luciana Lamorgese e, per conoscenza, alla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e al Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli, 78 associazioni tra le quali Donne per la salvezza, Le Contemporanee, Soroptimist International d’Italia, Fuori quota, Rete per la parita’, Presidenza Asvis – Pierluigi Stefanini e Marcella Mallen, Casa internazionale delle donne di Roma, Casa internazionale delle donne di Milano, Manifestolibri, Human Foundation, InGenere, Un ponte per, Senonoraquando Libere, Ucid, le associazioni aderenti a Inclusione donna, Politiche di genere Cgil, BasE Italia, Green Italia, Be Free, Associazione PoP. “Quello che urge adesso – sottolineano nella missiva – e’ consentire al maggior numero di donne, ragazze e ragazzi, bambine e bambini di mettersi in salvo in queste ore in cui le maglie del controllo talebano sono ancora slabbrate. E sostenere chi decide di rimanere a lottare nel proprio Paese, garantendo il monitoraggio internazionale sui diritti umani e delle donne in particolare. Le organizzazioni firmatarie, e i singoli che possono farlo, si mettono a disposizione dello Stato e dell’Unione europea per contribuire ad ospitare chi e’ costretto a fuggire trovando per essi alloggi e ristori integrativi rispetto a quelli gia’ inseriti nel sistema di accoglienza, nonche’ percorsi formativi e lavorativi che consentano loro una liberta’ e una sicurezza di lunga durata. Le organizzazioni intendono contribuire anche a creare le condizioni per aiutare e salvare le donne in Afghanistan. Ogni vita salvata dalla violenza e’ una vittoria per qualsiasi democrazia degna di questo nome. Bisogna fare tutto e occorre farlo adesso”, conclude la lettera.
(ANSA). DE 18-AGO-21 12:35 NNNN
Dall’incontro della delegazione della Rete delle donne con il sottosegretario alla Farnesina Benedetto della Vedova è emerso un quadro molto più drammatico delle peggiori aspettative. Ci sono margini di intervento ridottissimi. L’unico aeroporto, Kabul, in mano ai talebani che controllano i check point e depennano le persone dalle liste concordate con i consolati.
Gli aerei partono vuoti perché le cittadine/i non riescono a raggiungerli. Bande talebane rapiscono ragazzine dalle case come bottino di guerra.

La disponibilità italiana sembra alta ma far uscire le persone è delicatissimo. Possibili ponti aerei solo dai confini di Iran e Turchia, ma raggiungerli per la popolazione civile equivale al suicidio.
Tutti attendono il G20 del 26/8 con il vertice sui diritti delle donne afghane organizzato dalla ministra Bonetti.
Il Ministero ci ha promesso un aggiornamento ai primi di settembre.
Intanto facciamo quello che possiamo: teniamo l’attenzione politica delle donne focalizzata su quello che devono fare. Senza abbassare lo sguardo. E non è una cosa facile.

8 giugno – Nessun colore è diverso dagli altri! Oggi alla Casa del Municipio I Centro il primo, meraviglioso evento con le bambine e i bambini della scuola Di Donato: l’inaugurazione della mostra Di quale colore? Perché il mondo è multicolore e ogni colore è straordinario! Contro il razzismo, la discriminazione, per un mondo di tutte e di tutti! Non poteva esserci evento più bello per aprire la Casa del Municipio! #primomunicipio #roma

 

SOCIALE. MUNICIPIO I: CENTRO ACCOGLIENZA VIA SABOTINO NON CHIUDE.

27 aprile – “Condividiamo l’appello lanciato in queste ore da piu’ parti per evitare la chiusura dei Centri di accoglienza attivati a Roma per i senza dimora, e confermiamo che il Centro aperto dal Municipio I a Via Sabotino in collaborazione con Binario 95 e le Acli di Roma resta aperto”, lo dichiarano la Presidente Sabrina Alfonsi e l’Assessore alle Politiche Sociali del Municipio I, Emiliano Monteverde. “Un luogo- afferma Alfonsi- dove in questi mesi hanno trovato accoglienza donne e persone trans, soggetti ancora piu’ fragili all’interno di una categoria fragile come quella delle persone senza dimora, colpita in modo durissimo dall’emergenza covid. Una struttura che abbiamo attivato ricorrendo esclusivamente a risorse del nostro bilancio e a forme di partenariato, nella quale le persone trovano non soltanto un riparo e pasti caldi ma anche, e soprattutto, possibilita’ di riscatto attraverso percorsi individuali di sostegno, in grado di offrire loro delle prospettive concrete di recuperare una vita dignitosa. Anzi, nella convinzione che il supporto a chi ne ha bisogno debba essere strutturale e non occasionale, oppure limitato all’emergenza freddo, stiamo lavorando per ampliare ulteriormente la capacita’ di accoglienza della struttura, potenziando quindi la nostra capacita’ di risposta ad una richiesta di aiuto che sale che sale prepotente dalle fasce piu’ deboli della nostra societa’ “. (Comunicato Agenzia Stampa Dire).

PIANO FREDDO: CON IL PATTO DI COMUNITA’ IL MUNICIPIO ROMA I CENTRO APRE DUE CENTRI ANZIANI PER L’ACCOGLIENZA DELLE PERSONE SENZA DIMORA.

Il Municipio Roma I Centro, a partire da sabato 13 febbraio, mette a disposizione due Centri Anziani del territorio per la realizzazione di altrettante nuove strutture per l’accoglienza delle persone senza dimora

“Grazie alla importante disponibilità dei Comitati di Gestione dei due Centri, attualmente non utilizzati dagli anziani a causa delle disposizioni governative per il contenimento della diffusione della pandemia, abbiamo lavorato in stretta collaborazione con la rete delle associazioni cittadine che si occupano di accoglienza, per offrire un riparo alle tante persone che vivono in strada nella nostra città” dichiarano la Presidente Sabrina Alfonsi e l’Assessore alle Politiche Sociali del Primo Municipio, Emiliano Monteverde.

Le due strutture, a Testaccio e all’Esquilino, potranno accogliere 8 persone ciascuna, nel rispetto delle limitazioni imposte dall’emergenza Covid, e saranno coordinate dal Circolo Arci “Pianeta Sonoro” – con il progetto Akkittate – e da “Nonna Roma”, che fungeranno da capofila.
Le due Associazioni saranno supportate da Arci Roma e dalla rete dei suoi circoli per provare ad avviare con le persone accolte un percorso verso l’autonomia.

L’inserimento nelle strutture avverrà dopo il completamento del periodo di isolamento fiduciario nella struttura di Via Marsala gestita da Caritas diocesana di Roma e dalla Croce Rossa di Roma, con le quali, insieme alla Comunità di Sant’Egidio, si lavorerà in rete anche per le varie attività dell’accoglienza. L’Associazione “Il Tulipano Bianco” si farà carico della spesa per la sanificazione quotidiana dei locali dei due centri, mentre gli arredi e le suppellettili sono stati forniti dal R.O.E. (Raggruppamento Operativo Emergenze) della Protezione Civile e da altri donatori privati come la Casa del Materasso.

“Questa operazione rappresenta la sintesi perfetta di cosa può fare il Patto di Comunità che abbiamo promosso nei mesi scorsi. Un contributo ulteriore, che va ad aggiungersi al Centro di Accoglienza notturna per 12 persone di Via Sabotino già operativo da Dicembre, e ai 37 progetti personalizzati per l’accoglienza presso strutture alberghiere e ricettive della città e per  l’accompagnamento delle persone verso l’autonomia, presentati al Municipio dalla Comunità di S. Egidio e dalla Casa dei Diritti Sociali. La dimostrazione che la complessità della situazione dell’assistenza alle persone che vivono in strada richiede interventi versatili e diversificati, che si possono mettere in campo soltanto se i valorizzano e si mettono a sistema i singoli contributi che possono offrire le realtà che lavorano sul territorio e per il territorio, di cui per fortuna la nostra città e ricchissima” concludono Alfonsi e Monteverde.
  L’apertura delle due strutture – in previsione del drastico calo delle temperature notturne annunciato per i prossimi giorni – è stato anticipato al pomeriggio, rispettivamente alle ore 19.00 il Centro di Testaccio in piazza Giustiniani, 4 e alle 19.45 il Centro di  via San Quintino,11 all’Esquilino.

12 gennaio  –  L’emergenza legata alla presenza di persone senza dimora in piazza Vittorio è diventata tale per la completa mancanza di un piano strategico da parte del Campidoglio. Eppure non era difficile da prevedere. Non a caso esistono ben 4 sollecitazioni da parte nostra (la prima datata 11 agosto) che allertavano la Sindaca sulla situazione esplosiva che si sarebbe venuta a creare da lì a pochi mesi. Situazione prevedibile per la concomitante emergenza Covid e la sistematica operazione di sgomberi e di allontanamenti forzosi di persone senza dimora avvenuta nell’ultimo anno in vari quartieri della città, senza che fossero creati progetti alternativi.
E’ contro questa incapacità, e per chiedere una strategia di contrasto all’abuso di sostanze alcoliche che va bel oltre i senza dimora, e la pulizia costante dei portici, che oggi si mobilitano i residenti con la loro diffida. Non contro i senza dimora. Anzi, è spesso grazie alla rete informale dei cittadini del rione e le straordinarie associazioni di volontariato con cui abbiamo fatto rete e che hanno una relazione umana con queste persone se, pur non essendo tra i servizi che dovrebbe garantire un municipio, ci siamo rimboccati le maniche avviando diversi percorsi personalizzati di accoglienza in Hotel e B&B tra cui dieci destinati a persone che stazionavano nella piazza, attivando inoltre il centro di accoglienza di Via Sabotino.
Rinnoviamo l’invito al Campidoglio a fare in fretta nel mettere in campo percorsi di accoglienza anche perché la situazione di emergenza non riguarda solo piazza Vittorio ma si sta allargando in altre zone di Testaccio, Trastevere e tutta l’area di Piazza della Repubblica.

23 dicembre – Con Emiliano Monteverde  a Via Sabotino. Parte anche quest’anno, per il sesto consecutivo, il “Piano Freddo” del Primo Municipio. Da questa sera 14 persone, in prevalenza donne, potranno dormire in un letto e consumare un pasto caldo nella casa di accoglienza allestita in grazie a un progetto comune promosso dal Primo Municipio in collaborazione con Acli Roma, BINARIO 95 e Europe Consulting.

26 settembre – Quest’anno la #tavolatasenzamuri ha un valore simbolico ancora più potente. La pandemia ha reso i poveri più poveri, i deboli più deboli, i fragili più fragili. Noi sentiamo il dovere di non lasciare indietro nessuno e di dare un segnale forte alla città e a tutto il Paese per dire che la solidarietà non si ferma. Non si è mai fermata. In questi mesi di lockdown abbiamo attivato tutta la nostra rete sociale per far fronte alla più dura delle emergenze, la mancanza materiale di cibo per le famiglie che da un giorno all’altro si sono ritrovate più povere, senza neanche il pane. Il Primo Municipio è una grande comunità solidale! Grazie a Focsiv, Masci, Ferpi e alle tantissime associazioni che hanno pensato, voluto e organizzato questa meravigliosa tavolata! #distantimavicini #solocosebelle #noiandiamoavanti #primomunicipio

11 giugno – La Presidente Sabrina Alfonsi e l’Assessore alle Politiche Sociali del Municipio Roma I Centro, Emiliano Monteverde, giovedì 11 giugno alle ore 11.00, presso la sede di Via dell’Archeologia, 74 a Tor Bella Monaca, hanno consegnato alla Comunità di S.Egidio, all’Associazione El CHEntro, in  Largo Ferruccio Mengaroni 11, e A Medicina Solidale oltre 160 pacchi alimentari, confezionati con i prodotti raccolti nell’ambito dell’iniziativa solidale “La Spesa Sospesa”, promossa dallo stesso Municipio I in collaborazione con la rete dei Supermercati territoriali.

“Siamo un’unica città, una grande comunità solidale: la solidarietà non conosce confini territoriali. Siamo vicini ai nostri concittadini con la spesa sospesa: chi più ha, più dà, chi ha bisogno prende. Nel Primo Municipio c’è stata una grandissima risposta solidale, di cui ringrazio di cuore i nostri cittadini, abbiamo raccolto tantissime derrate alimentari, sufficienti per coprire il fabbisogno del nostro territorio e anche per aiutare gli altri. Abbiamo deciso, insieme alle associazioni con cui collaboriamo, di destinare questi pacchi alle famiglie di Tor Bella Monaca, a sostegno del lavoro della rete territoriale del Sesto Municipio.  Un ampliamento della rete di sostegno sociale che supera i confini dei territori e coinvolge l’intera città, a dimostrazione che Roma è una grande comunità solidale. I pacchi alimentari donati saranno distribuiti dalle due Associazioni alle famiglie che ne hanno più bisogno”. Così la Presidente Sabrina Alfonsi e l’Assessore Emiliano Monteverde.

“Ringrazio il Primo Municipio per la sua generosità e apprezzo molto l’idea di un legame tra territori anche così diversi della città. L’emergenza coronavirus ci ha messo di fronte a tante criticità: ricostruire i legami, ricostruire la comunità è la vera sfida per una capitale che si senta di essere una capitale europea, stando vicini pur appartenendo a territori diversi”. Così Erica Battaglia, PD.

“Oggi realizzo un sogno, metto insieme Primo e Sesto Municipio grazie a una donazione di generi alimentari nell’ambito del progetto Spesa Sospesa del Municipio I: al cibo uniremo dei libri per le famiglie con bambini piccoli, donati dalla Libreria Booklet Le Torri, da leggere durante le vacanze estive”. Così Alessandra Laterza, Libreria Booklet Le Torri.

“Ringraziamo il Primo Municipio e la bellissima risposta delle persone”. Così Claudio Pesaresi, volontario Comunità di Sant’Egidio.

“Noi qui a EL CHEntro abbiamo i generi donati dai cittadini del quartiere, dal Comune e adesso dal Municipio I e poi li ridistribuiamo tra le persone che hanno bisogno, perché in una pandemia o c’è inclusione oppure non è possibile uscirne”. Così Mario Cecchetti, ELCHEntro, centro sociale di TorBella Monaca.

Siamo un’unica città, una grande comunità solidale: la solidarietà non conosce confini territoriali. Oggi siamo vicini ai nostri concittadini con la spesa sospesa: chi più ha, più dà, chi ha bisogno prende. Nel Primo Municipio c’è stata una grandissima risposta solidale, di cui ringrazio di cuore i nostri cittadini, abbiamo raccolto tantissime derrate alimentari, sufficienti per coprire il fabbisogno del nostro territorio e anche per aiutare gli altri. Abbiamo deciso, insieme alle associazioni con cui collaboriamo, di destinare questi pacchi alle famiglie di Tor Bella Monaca, a sostegno del lavoro della rete territoriale del Sesto Municipio. Un ampliamento della rete di sostegno sociale che supera i confini dei territori e coinvolge l’intera città, a dimostrazione che Roma è una grande comunità solidale. I pacchi alimentari donati saranno distribuiti dalla Comunità di Sant'Egidio, ELCHEntro e Medicina Solidale alle famiglie che ne hanno più bisogno, e a quelle che hanno bambini sarà donato un libro da leggere, grazie a Booklet LeTorriErica Battaglia Alessandra Laterza#solocosebelle #noiandiamoavanti #primomunicipio

Gepostet von Sabrina Alfonsi am Donnerstag, 11. Juni 2020

7 febbraio 2020 – Una lavatrice. Un oggetto quotidiano che non tutti hanno a disposizione. I pasti, il letto pulito con le coperte. Spazi di socialità, intravedere un’idea di futuro più stabile. Oggi apre il nuovo centro di accoglienza del Municipio I in via Sabotino, 4, per le persone senza dimora che durante l’inverno hanno ancora più difficoltà. Stanze al caldo, servizi, la lavatrice per prendersi cura di sé. L’accoglienza e il supporto durante il periodo invernale alle persone che vivono per strada rappresentano un grande tema in questa città. Con questo secondo centro di accoglienza, aperto fino alla fine di marzo, mettiamo a disposizione altri 12 posti che vanno ad aggiungersi ai 25 già operativi dallo scorso dicembre presso il Centro di accoglienza di Via Guicciardini, gestito da Binario 95, Coop AutonomaMente e ACLI di Roma aps. Tutto questo è stato possibile grazie al prezioso contributo di ACER – Associazione Costruttori Edili Roma e di Croce Rossa Italiana – Comitato Area Metropolitana di Roma Capitale.
Oggi aggiungiamo un altro mattone a questa costruzione. #primomunicipio  #noiandiamoavanti

 

Gepostet von Sabrina Alfonsi am Freitag, 7. Februar 2020

 

ACCOGLIENZA E SOSTEGNO ALLE PERSONE SENZA DIMORA.

11 Dicembre – Da lunedì 9 dicembre e fino a marzo 2020, parte il piano freddo del Municipio Roma I Centro per sostenere le persone senza dimora durante i mesi più duri dell’inverno, con due importanti attività.

La prima riguarda l’apertura del centro di accoglienza S. Anna, promosso dal Municipio con gli operatori di Binario 95, Acli di Roma e Cooperativa AutonomaMente, in accordo con le suore di S. Anna che hanno messo a disposizione una loro struttura in via Guicciardini. Il centro – cui si accede tramite colloquio presso l’help center in via di Porta San Lorenzo, 1 -offre 25 posti letto, docce e bagni, con stanze da tre letti e una zona donne e in pasti in collaborazione con i ristoranti della città.

La seconda attività è gestita dalla Comunità di Sant’Egidio e dalla Casa dei Diritti Sociali, in collaborazione con il Municipio, tramite avviso pubblico. Il progetto consiste nella messa a disposizione di un budget da parte del Municipio per finanziare progetti costruiti specificatamente sui bisogni espressi delle singole persone senza dimora. Questo progetto rovescia totalmente l’approccio usato sino ad oggi nei confronti delle problematiche dei senza dimora in questa città, mettendo al centro i bisogni della persona.

“Come Primo Municipio abbiamo il dovere e la volontà di tutelare tutte e tutti coloro che vivono senza dimora e che, all’arrivo del freddo, si ritrovano a dormire in modo improvvisato, aggiungendo alla solitudine il disagio del freddo e delle intemperie. Per questo abbiamo approntato il Piano Freddo, un servizio personalizzato e diffuso sul territorio per sostenere e prenderci cura di chi spesso è lasciato indietro. Quest’anno abbiamo voluto investire su una modalità sempre più capillare, per arrivare a sempre più persone e nuclei familiari. Nessuno escluso: perché le politiche sociali sui territori devono partire proprio dal processo di cura e inclusione rivolto a chi è più debole e ha meno strumenti per sopravvivere. Al piano freddo comunale che stenta ogni anno a dare risposte concrete, vogliamo contribuire con servizi e proposte innovative”. Così la Presidente del Municipio Roma I Centro, Sabrina Alfonsi.

L’idea di fondo è stata quella di tarare il piano sulle persone, sui loro bisogni, come indicato anche dalla Commissione Politiche sociali municipale, partendo dalla necessità di offrire un servizio personalizzato e un’accoglienza diffusa sul territorio. Abbiamo scelto di realizzare anche attività di secondo livello, offrendo la possibilità alle persone ospitate di avere colloqui con assistenti sociali del Municipio, di ottenere verifiche dei diritti inespressi presso l’Inps, attraverso il Caf delle Acli di Roma, di essere inseriti in percorsi di formazione. Nessuno escluso”. Continua l’Assessore alle Politiche sociali del Municipio Roma I Centro, Emiliano Monteverde.

La grande novità di questo approccio può incidere fortemente nei prossimi anni nella modalità di affrontare casi che da molto tempo, in assenza di flessibilità previste dalla amministrazione pubblica, non riescono ad avere degli sbocchi – pensiamo che ancora oggi nel piano freddo cittadino alle famiglie viene proposta la divisione del nucleo, provocando il totale rifiuto degli interessati che invece con questo municipale potremmo coinvolgere. Vorremmo dopo questa prima sperimentazione lasciare permanentemente aperte questa chiamata alle associazioni per fare in modo che durante tutto l’anno si possano affrontare casi che con servizi rivolti a grandi numeri non hanno mai avuto risposta”.