22 Febbraio, 2024
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AGRICOLTURA

 

22 dicembre – Le terre pubbliche devono generare benefici pubblici! #Agricoltura e politica del cibo sono assi fondamentali dello #svilupposostenibile per la nostra città, una Capitale agricola che già produce ogni anno olio IGP, farina da grano antico, miele, vino, carne oltre a latte e formaggi, nelle Aziende Agricole comunali di Castel di Guido e Tenuta del Cavaliere.

L’ascolto delle tante realtà che compongono il mondo agricolo romano è essenziale per attuare una visione di lungo periodo, che possa proiettare #roma in avanti, anche grazie al dialogo che intendiamo costruire attraverso il Consiglio del Cibo cittadino.
Oggi a Castel di Guido al convegno organizzato da Regione Lazio, ARSIAL e CONAF – Consiglio Ordine Nazionale Dottori Agronomi e Dottori Forestali su Terre pubbliche e PNRR abbiamo affrontato tanti temi, dal distretto del cibo al marchio Roma, dal contrasto allo spreco alimentare alla declinazione sociale dell’agricoltura, per includere, sostenere e dare prospettive di lavoro a persone che convivono con diverse fragilità, dalla disabilità al reinserimento lavorativo.
Una occasione di grande confronto per coltivare idee e progetti e far ripartire un settore che può essere motore per la nostra città.

Il 2022 per la Tenuta di Castel di Guido – 2mila ettari sull’Aurelia, a una trentina di chilometri dal Centro di Roma – di proprietà della Regione Lazio, ma gestita dal Comune, dovrebbe essere l’anno del rilancio dopo un declino durato troppi anni.

Oltre ad ospitare un’importante biodiversità a livello di flora e fauna la Tenuta di Castel di Guido  produce  carne, latte e grano ‘’a chilometro zero’’ e con basso impatto sull’ambiente. All’intorno un suggestivo paesaggio bucolico dove è possibile anche incontrare ‘’butteri’’ che lavorano nella azienda agricola impegnati a spostare le vacche frisone (per il latte) e maremmane (per la carne).

Castel di Guido interpretA veramente la vocazione agricola di Roma.  ‘’Negli anni scorsi si è sempre messo in discussione il suo destino, ma per noi è senz’altro lo sviluppo di una realtà che produce oltre a carne e latte anche un grano particolare con il quale si può realizzare pasta per diabetici’’. Allo studio due importanti progetti d’impatto sociale:  il primo con ragazzi autistici ed un altro con diverse fragilità.

Castel di Guido si avvia infatti ad assumere un ruolo strategico nello sviluppo dell’agricoltura romana. “Ho trovato un grandissimo consenso verso il mondo agricolo di Roma, intorno al quale si muovono molte realtà come associazioni, cooperative ed imprese che si sono dimostrate soddisfatte di vedere una volontà politica forte su questo settore, che può dare una vivibilità diversa a Roma.  Oltre all’aumento dei posti di lavoro puntiamo a uno sviluppo sostenibile attraverso una food policy che combatta le disuguaglianze a partire da ciò che si mangia, garantendo più cibo vicino a dove lo si consuma, e smaltendo i rifiuti dove si producono’’.

Nel 2022 al rilancio di Castel di Guido, dovrebbe seguire anche quello dell’altra realtà presente nel panorama agricolo cittadino, ovvero la Tenuta del Cavaliere, 300 ettari a una ventina di chilometri sulla Tiburtina. In particolare il coordinatore delle aziende agricole gestite dal Comune di Roma, Marco Colombo, ha prospettato la possibilità che il Comune riacquisti la proprietà di queste aziende grazie ad un contratto di affitto stipulato con la Regione Lazio, che permetterebbe di impostare un piano di azione pluriennale volto allo sviluppo di tutti i settori produttivi delle tenute.

Infine, l’agricoltura , oltre ai vantaggi sul piano produttivo e occupazionale,  può essere un importante asset per il turismo. ‘’Sia a Castel di Guido, sia alla Caffarella si possono visitare interessanti reperti archeologici. In passato nei Grand Tour, c’era sempre sullo sfondo dei monumenti cittadini, a pochi passi dagli alberghi, la gita fuori porta ai Castelli e nella campagna romana. Oggi possiamo pensare invece a un turista che dorma in un agriturismo e poi si rechi nel centro città per visitare monumenti e musei. Ponendo le premesse di un ritorno a un turismo che non sia più quello mordi e fuggi.’’

17 dicembre – Una giornata intensa, dedicata al tema della #valorizzazione del nostro patrimonio ambientale e archeologico e soprattutto e alle strategie per mettere tutte e tutti i cittadini in grado di fruire allo stesso modo di tanta ricchezza.

Al convegno Archeologia in Caffarella oggi al Complesso Capo di Bove sull’ #AppiaAntica abbiamo parlato del meraviglioso parco della #Caffarella, un luogo identificativo di Roma, tra zona urbana e suburbana, tra città e campagna.
Un Parco che va valorizzato sempre più dal punto di vista archeologico e da quello della rilevanza ambientale.
Le disuguaglianze in una città come #roma si declinano in tanti modi, uno di questi è la disparità ambientale in termini di qualità dell’aria, di accesso al verde, di servizi di cura e decoro e di accesso ad energia. Noi dobbiamo rispondere con forti politiche pubbliche sul tema della transizione ecologica della città, investendo su impianti di trattamento rifiuti per una reale transizione all’economia circolare. Agricoltura, cura del verde, riforestazione e piantumazione di alberi in tutti i territori per rendere i parchi vivibili, traversabili, luoghi in cui fare sport, attività e socialità. Questi i temi fondamentali discussi oggi al convegno Roma come stai? Con Forum Disuguaglianze Diversità, @ASudOnlus, periferiacapitale in un dialogo aperto e partecipativo con i cittadini e le associazioni dei territori che ogni giorno si confrontano e lavorano per combattere le disuguaglianze.
Dobbiamo far crescere la consapevolezza dei cittadini che ognuno di noi è partecipe e protagonista del mondo intorno a sé e dello stato dell’ambiente circostante. E lo dobbiamo fare con l’Educazione ambientale a scuola, insegnando ai bambini e alle bambine il rispetto per la biodiversità e per il valore fondamentale che rivestono gli esseri animali con cui condividiamo il pianeta. Oggi con le bambine e i bambini della Scuola Federico Di Donato e @slowfoodroma a #esquilino abbiamo inaugurato una piccola Oasi della biodiversità, un “Bugs hotel” per ospitare api e insetti e permettere agli animali impollinatori di continuare a svolgere il loro fondamentale ruolo per la sopravvivenza del pianeta! Tante piccole azioni che contribuiscono a migliorare la salute della #Terra!

10 dicembre – Tre deleghe fondamentali per Roma, strettamente connesse tra loro che rappresentano in gran parte il futuro di Roma. L’assessora all’agricoltura, all’ambiente e al ciclo dei rifiuti, Sabrina Alfonsi, nell’intervista a ‘’Radiocolonna Tv’’ confida di sentirsi impegnata, in prima persona,  nella mission di sviluppo sostenibile, che contribuisca alle battaglie per il pianeta e a tutti gli obiettivi fissati dalla “Agenda 2030”, offrendo ai romani una qualità della vita migliore. 

 

 

 

‘’L’inizio è la cura del verde (Roma è la capitale europea con più aree verdi n.d.r.) a partire dalla  riqualificazione di tutte le ville storiche e da una gestione della rete dei parchi volta a renderli tutti fruibili’’.  Sostiene l’assessora annunciando che uno dei primi provvedimenti che si sta già avviando è quello di consegnare ai municipi le aree verdi fino a 20.000 metri quadrati, insieme alle aree ludiche e agli arredi, mentre al Comune rimarranno in capo le alberature.  ‘’Perché servono -spiega – delle specializzazioni per sistemare nel migliore dei modi il patrimonio arboreo cittadino, come nel caso della “toumeyella” (cocciniglia) che sta colpendo molti pini di Roma’’.

Altro obiettivo dell’Alfonsi è quello di potenziare il servizio giardini nei Municipi, tornando  a scommettere sulla storica Scuola Giardinieri di Roma e dotando le ville storiche di un servizio di guardiania. 

Roma è anche il comune agricolo più grande d’Europa. Come coniugare questo aspetto della città con l’espansione urbanistica che finora l’ha in parte sacrificata?  

“Mi piace dire Agricoltura e agri-culture’’.  risponde Alfonsi.   ‘’ All’interno della città di Roma – continua – abbiamo due grandi aziende agricole comunali, con produzioni in house, e altre realtà agricole del circuito Coldiretti e Campagna Amica, che vanno ampliate e potenziate. Mi piace pensare a delle sperimentazioni di agricoltura sociale, rivolta alle persone più fragili, oppure a degli “agri-nido” rivolti ai bimbi 0-3 anni che potrebbero portare i più piccoli a vivere parte dei loro primi tre anni di vita in campagna, presso realtà agricole a ridosso della città urbanizzata.  Oppure, ancora,  trasformare alcune aziende agricole in agriturismi, per far cambiare  ai turisti in arrivo a Roma la percezione del turismo in città,  attraverso strutture nel verde che permettono in poco tempo di visitare il Centro Storico”.

In sostanza una nuova stagione per l’agricoltura romana che prelude anche nuovi posti di lavoro.  ‘’Ci sono anche da sviluppare le produzioni a chilometro zero fatte in città’’. Rileva l’assessora portando  esempio l’ olio IGP biologico con un suo marchio, che da quest’anno viene prodotto all’interno del grande Parco del Colosseo da 189 piante di ulivo. ‘’L’ etichetta è molto bella e raffigura il Colosseo ed un ramoscello di ulivo – dice Alfonsi – e sempre nel parco abbiamo anche miele e si produrrà presto anche vino, perché si stanno risistemando le Vigne Barberini’’…

‘’Coniugando meglio espansione urbanistica e agricoltura – sottolinea Alfonsi – potrebbe nascere opportunità di investimento per i fondi europei in arrivo con il Pnrr. Rilanciare l’agricoltura potrebbe diventare un modo per riorganizzare la città che a livello urbanistico si è sviluppata in maniera non omogenea. I terreni ‘’vuoti’’ – conclude – potrebbero diventare un asset per una diversa densificazione della città, ma questo sarà un lavoro che faremo insieme all’assessore all’urbanistica, per puntare su una innovativa urbanizzazione e la creazione di nuovi posti di lavoro ’’. 

22 maggio – In occasione della Giornata internazionale della Biodiversità evento di chiusura
del Progetto Urban Food organizzato dalla Sez. Roma FIDAPA- BPW ITALY nella splendida cornice dell’Orto Botanico di Roma.
“Prossimità al cibo nella città metropolitana di Roma per costruire un nuovo paradigma di benessere”, con questo focus e con questo obiettivo, giunge al termine il ciclo di incontri che ha raccontato in modo stimolante, alternando interviste e video registrati nei luoghi oggetto di approfondimento, le potenzialità che ruotano intono al cibo.
Abbiamo potuto comprendere come in cibo proveniente da una filiera nota e coltivato grazie ad un’agricoltura rurale ed urbana, maneggiato con la cura della tradizione, della consapevolezza, della valorizzazione del territorio cittadino, possano essere strumenti di sviluppo sostenibile e di politica sociale. Dalle politiche alle buone pratiche sociali ed economiche, un percorso di informazione e formazione collettiva. (Le video interviste prodotte sono disponibili sul canale YouTube della Sez. Roma FIDAPA BPW Italy)
L’intervento di Sabrina Alfonsi

“Prossimità al cibo nella città metropolitana di Roma per costruire un nuovo paradigma di benessere”.

Vi ringrazio per questo nuovo invito a conclusione del vostro progetto “Urban food” che, grazie agli autorevoli relatori, a partire dal professore Cesaretti e al focus sulla prossimità del cibo nelle città e soprattutto nelle metropoli, metterà in risalto come una seria food policy possa mettere a sistema diversi obiettivi dell’agenda 2030 oltre a connettere il tessuto urbano con quello peri-urbano e rurale riuscendo al contempo a tutelare meglio di quanto non si stia facendo oggi i punti più deboli della filiera.

Compito fondamentale per la città che a seconda delle indagini risulta tra il primo e il terzo posto tra le città più verdi d’Europa.

Una politica sul cibo nelle metropoli è strettamente collegata al secondo obiettivo dell’agenda (sconfiggere la fame).

Sconfiggere la fame e promuovere sistemi agricoli e filiere alimentari sostenibili significa, a sua volta, combattere la povertà (obiettivo 1), preservare la salute (obiettivo 3) tutelare le risorse naturali (obiettivo 6-12-13-14-15) creare un sistema agricolo innovativo e meno impattante dal punto di vista energetico (obiettivo 7 e 9) ridurre le disuguaglianze (obiettivo 5 e 10) offrire a tutte e tutti un’educazione e un’occupazione adeguata (obiettivo 4 e 8) mantenere la pace e la stabilità politica (obiettivo 16) garantire uno sviluppo rurale e urbano sostenibile (obiettivo 11)

Parlando di urban food parliamo quindi di un sistema ricco di potenzialità sia sul versante dei produttori che dei consumatori.

E qui veniamo al primo nodo.
Siamo ancora indietro sulle azioni da mettere in campo per migliorare la connessione tra chi produce, chi commercializza e chi consuma il cibo nell’area metropolitana di Roma.

Per questo la battaglia per la questione alimentare dovrà essere sempre di più una priorità per le amministrazioni a tutti i livelli, a cominciare da quelle più vicine al territorio.

Spesso quando si pensa al cibo di qualità ci muoviamo nella cornice di una narrazione fondata quasi esclusivamente sull’estetica e la “sensualità” del cibo, sui ristoranti stellati e le degustazioni esperienziali.

Ma per chi come me amministra la costruzione di una strategia alimentare urbana di qualità serve per tenere insieme un’agricoltura etica ed ecologica, un lavoro agricolo meno precario, giustamente retribuito e più degno di considerazione sociale, per arrivare a un consumo finale di prodotti di qualità con una ricaduta positiva sulla salute dei cittadini. In questo l’educazione alimentare a partire dalle scuole è fondamentale rispetto al tipo di cibo che consumiamo che dovrà essere sempre più sostenibile.

A tal proposito è bene ricordare come l’assemblea generale dell’Onu ha dichiarato il 2021 l’Anno internazionale della frutta e della verdura al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di questi cibi per l’alimentazione umana, la sicurezza alimentare, la salute, e per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030.

Oggi, grazie a una maggiore consapevolezza e a un attivismo della società civile su questo tema e a un settore privato che vede un forte rinnovamento del settore, sia a monte che a valle, alle università che sempre più formano giovani qualificati, credo sia possibile strutturare una vera e propria politica del cibo per la nostra città intesa come area metropolitana.

Questo è possibile perché:

• Roma è caratterizzata da tantissime esperienze legate al cibo sostenibile. Tuttavia, a livello politico non esistono ancora una visione e una direzione strategica definita, con il rischio che tali iniziative perdano la capacità di accompagnare la transizione verso sistemi alimentari sostenibili;

• esiste un interessante mix di iniziative dal basso e strumenti/incentivi/azioni istituzionali settoriali. Tuttavia, questi due mondi sono spesso slegati e mancano di connessioni, spazi di dibattito e coordinamento politico;

• un mosaico agricolo di notevole valore ma non adeguatamente sostenuto perché ha come grande limite l’eccessiva frammentazione.

A seguito dei fenomeni che hanno portato all’industrializzazione dei sistemi alimentari abbiamo vissuto una disconnessione fra produzione e consumo.

Riconnettere questi mondi è il nostro compito.