20 Settembre, 2020
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antifascismo

Inizio questo 25 aprile diverso da tutti gli altri con Memorie di Piazza, in compagnia degli Inquilini Ater San Saba. Non siamo gli uni accanto agli altri, ma siamo vicini.
Penso a San Saba, con le sue palazzine piene di verde, con le scuole e il mercato, che guarda dall’alto il parco della Resistenza. Guarda la punta della Piramide, sovrasta Porta San Paolo. Nelle giornate assolate lungo le mura e giù fino a viale aventino passeggiano tante persone. Per quelle vie, all’ombra di quelle palazzine, nei cortili dei condomini 75 anni fa ha combattuto la Resistenza romana, in ogni sua forma: dai partigiani ai cittadini che hanno accolto nelle loro case per salvarli i loro concittadini di religione ebraica. Anche questo è stato battaglia. Battaglia coraggiosa per la libertà di tutte e tutti, una battaglia silenziosa, svolta dentro le case, con paura e insieme con coraggio: come il coraggio di Bruno Fantera, anzi Nonno Bruno, il Giusto di San Saba, a cui abbiamo dedicato un premio e che voglio ricordare in questo 25 aprile così diverso dagli altri ma sempre e ancora più importante, in un momento storico in cui si addensano i sovranismi e le spinte della destra nazionalista attaccano anche questa giornata simbolo della libertà, vogliono appiattirla in un generico giorno “contro il coronavirus”, ignobile proposta di un senatore di destra.
Noi non lo permetteremo: questo giorno è importante, per la nostra storia, per la nostra comunità , per tutto il paese. Oggi festeggiamo la Liberazione in modo diverso, canteremo bella ciao dalle finestre alle 15.00 , vi invito a farlo appendendo il tricolore ai nostri balconi: perché la bandiera è il simbolo dell’Italia libera! BUON 25 APRILE A TUTTE E TUTTI! #25aprile

Gepostet von Sabrina Alfonsi am Samstag, 25. April 2020

16 ottobre – Alle 5.30 del mattino del 16 ottobre 1943, trecento soldati tedeschi, provvisti di elenchi con nomi e indirizzi, iniziarono una caccia violenta e spietata contro gli appartenenti alla Comunita’ ebraica romana. Piu’ di mille persone furono caricate a forza sui camion e destinati verso un futuro di sofferenza, umiliazioni, privazioni e morte. Dei soli diciassette deportati che riuscirono a sopravvivere, c’era una sola donna e nessun bambino. La deportazione degli ebrei fu l’ennesimo ignobile atto concepito dalla spietata regia nazifascista. Segno’ uno dei punti di non ritorno nella fase di vessazioni e persecuzioni degli ebrei italiani iniziata nel settembre del 1938 con la scellerata promulgazione delle leggi razziali. Il ricordo di quanto accadde deve rafforzare in noi l’esigenza di ribadire tutte le colpevoli connivenze e di diffondere la verita’ storica contro le tentazioni negazioniste che pure, periodicamente, vorrebbero ritrattarla o anche solo ridimensionaRla. L’impegno di tutti resta, ancora oggi, quello di non abbassare mai la guardia; di vigilare affinche’ non riaffiorino, in nuove forme, gli spettri del razzismo e dell’antisemitismo; di non lasciare mai spazi ad un’ideologia che neghi i diritti dell’uomo; di coltivare, sempre, ovunque e ad ogni costo, le ragioni della solidarieta’, della giustizia e della democrazia.

Tante le iniziative oggi a Roma per celebrare la ricorrenza della Liberazione. Il 25 aprile è una delle date fondamentali della storia moderna del nostro Paese, perchè segna il momento culmine di un processo di lotta partigiana che portò alla liberazione dell’Italia dall’occupazione nazifascista.

Per citare quelle che ci hanno direttamente coinvolto, ricordo la 71^ edizione del Gran Premio della Liberazione di Ciclismo, sul magnifico percorso cittadino che dalle Terme di Caracalla passa per Porta Ardeatina e arriva a Porta S. Paolo, dove ho avuto l’onore di dare lo start della partenza della gara “Pink” riservata alle atlete donne. Questa competizione, che si propone di celebrare il ruolo avuto dalla bicicletta nella lotta partigiana, è divenuta ormai una piccola classica del ciclismo per gli under 23.

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A seguire ho partecipato al corteo commemorativo organizzato dall’A.N.P.I. , che ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti delle istituzioni, delle categorie sindacali, dell’associazionismo e della società civile. Tutti insieme per ricordare da dove veniamo.

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