Tags Posts tagged with "beni comuni"

beni comuni

4 mag. – Otto moduli da 20 mq ciascuno realizzati con struttura portante in legno di pino lamellare trattato, accoppiati tra loro in modo da formare una combinazione da 80 mq, una da 40 mq e 2 moduli singoli da 20 mq. Queste sono le nuove aule all’aperto della Scuola Giacomo Leopardi di Roma, inaugurate questa mattina dalla Presidente del Municipio Roma I Centro Sabrina Alfonsi insieme all’Assessore allea Scuola Giovanni Figa’ Talamanca e alla Dirigente dell’I.C. Parco della Vittoria, Prof.ssa Carla Costetti. “Dopo la grande tensostruttura da sei aule messa a disposizione della Scuola all’inizio dell’anno scolastico, continua il nostro lavoro per aumentare gli spazi per la didattica, in questo caso all’aperto, e mettere al sicuro per quanto possibile gli alunni della scuola rispetto al rischio diffusione del contagio da coronavirus” ha affermato la Presidente Alfonsi nel corso della visita alla scuola. “La Scuola Leopardi a Monte Mario e la Scuola Grilli al Gianicolo, vennero costruite dal Governatorato di Roma nei primi anni del ‘900 come scuole all’aperto, con padiglioni sparsi nel verde, per essere destinate a bambini con problemi respiratori e di malnutrizione. Oggi restituiamo un po’ della loro vocazione originaria, grazie a queste nuove aule che possono consentire lo svolgimento di lezioni di ogni genere e attivita’ laboratoriali e ludiche”. “Un doveroso ringraziamento all’impegno dei nostri Uffici Tecnici- commenta l’Assessore alle Politiche Scolastiche del Municipio I, Giovanni Figa’ Talamanca- che hanno saputo intercettare le risorse strutturali europee rese disponibili dal Ministero della Pubblica Istruzione proprio per l’implementazione degli spazi nelle scuole nel perdurare dell’emergenza sanitaria. Un intervento, questo, che abbiamo portato a compimento non senza qualche difficolta’, dovuta al fatto che ci troviamo all’interno di un’area vincolata. Un risultato di cui siamo estremamente soddisfatti, che offre nuove opportunita’ per i bambini della nostra scuola”. (Comunicato Stampa Agenzia Dire).

FIRMATO IL PROTOCOLLO DI COLLABORAZIONE PER IL PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE DELLE SCALINATE

24 aprile – Sabato 24 aprile, a partire dalle ore 10.30, Retake solidale a Colle Oppio organizzato dal Gruppo RetakeRoma Monti Colle Oppio.

“ Sarà la nostra festa di liberazione dall’indifferenza, dalla diffidenza verso gli altri, dall’egoismo” aveva scritto su FB il responsabile del Gruppo Retake Monti – Colle Oppio Raffaele Malizia.
“La cura del Colle Oppio e delle strade del quartiere è il modo che abbiamo scelto per rendere concreto l’impegno contenuto nel progetto “Per una Comunità solidale”, insieme con le associazioni che lo sostengono e al Municipio I Roma Centro, nell’ambito del Patto di Comunità.
Ogni mercoledì, dallo scorso gennaio, i nostri volontari sono impegnati nella pulizia del Parco, affiancati dalle persone assistite dalla Caritas e dalla parrocchia locale. Quello di oggi è un intervento intermedio, di carattere straordinario e molto partecipato, nel corso del quale, presso il nuovo Playground, la Società Sportiva Romulea ha consegnato al Gruppo Retake Monti Colle Oppio il ricavato da una raccolta fondi per finanziare il progetto”.

Alle  ore 10.00, subito prima dell’inizio del Retake, la Presidente del Municipio I Sabrina Alfonsi e la Presidente di Retake Roma, Francesca Elisa Leonelli, avevano siglato il protocollo d’intesa relativo all’attuazione di un progetto comune per il risanamento del reticolo di scalinate che dal Colosseo e da  Via Labicana salgono verso Colle Oppio, luoghi in stato di avanzato degrado che  i cittadini residenti percepiscono come altamente insicuri.
“Un protocollo che prevede una serie di interventi per la pulizia e la manutenzione delle scalee, reso possibile grazie alla forza e alla capacità organizzativa di Retake, che metterà a disposizione i suoi volontari e anche la piattaforma di fund raising per la raccolta delle risorse a sostegno dell’iniziativa” ha commentato Emiliano Monteverde, Assessore alle Politiche Sociali del Municipio Roma I Centro. “Il Municipio, oltre a svolgere una funzione di facilitatore nei confronti delle autorità e enti competenti al rilascio di eventuali specifiche autorizzazioni, provvederà a bonificare dai rifiuti e dalle siringhe le aiuole e le piccole aree verdi in prossimità delle scalinate, attivandosi con ACEA per il ripristino dei lampioni danneggiati e la manutenzione costante dell’illuminazione. Inoltre, si interfaccerà con le forze dell’ordine per garantire una adeguata vigilanza durante le varie fasi del progetto e, a regime, dopo la sua conclusione” ha spiegato Anna Vincenzoni, Assessora municipale all’Ambiente.
“Abbiamo volentieri aderito a questo patto di collaborazione con Retake Roma – ha concluso la Presidente del Municipio I Sabrina Alfonsi – perché condividiamo in maniera sostanziale la cultura della collaborazione tra i vari attori – sociali ed istituzionali – per il miglioramento della qualità dell’ambiente urbano, nonché per la tutela e la valorizzazione dei beni comuni attraverso il coinvolgimento diretto dei cittadini e il lavoro in rete. Un tema, quest’ultimo,  al quale siamo molto sensibili e che stiamo sperimentando nel territorio grazie a numerosi progetti di cura condivisa delle aree verdi, con il Municipio che provvede alla manutenzione e le Associazioni dei cittadini che si occupano delle azioni di miglioramento e soprattutto, delle iniziative necessarie per animare i luoghi, unica ricetta vincente per contrastare il degrado e l’abbandono”.

(Comunicato stampa Agenzia Dire)

 

 

Colle Oppio: Retake impegnata nella bonifica

 

INTERVISTA | Sabrina Alfonsi (PD): “Da Raggi nulla di buono in 5 anni. Il mio successore? Spero uno della mia squadra”

Il mio successore? Spero uno della mia squadra”

Colloquio a tutto campo con la presidente del Centro Storico, dai successi raggiunti ai fronti aperti; per la successione, una personaltà della sua squadra. E sugli ambulanti: “La sindaca è paradossale”

di Tommaso Cardarelli

INTERVISTA A SABRINA ALFONSI SU ROMA TODAY

INTERVISTA | Sabrina Alfonsi (PD): “Da Raggi nulla di buono in 5 anni. Il mio successore? Spero uno della mia squadra”

Due mandati da presidente del I municipio, otto anni al governo del centro della Capitale d’Italia. “Un tempo giusto”, commenta Sabrina Alfonsi che in un colloquio a 360 gradi con RomaToday traccia un bilancio di questo periodo, parla della visione di un municipio governato dalla coalizione larga del centrosinistra in maniera strutturale, dei fallimenti nell’approccio della giunta di Virginia Raggi e del futuro del Centro Storico. E davanti alla prospettiva di un impegno diretto per il comune non si tira indietro.

Presidente Alfonsi, il suo è stato un lungo mandato nel Centro Storico. Volendo fare un bilancio della sua esperienza, quali sono i risultati di cui va più fiera?

Intanto ritengo di aver passato alla presidenza il tempo giusto. Chiunque amministri dovrebbe fare due mandati: è il tempo che serve per portare a compimento delle cose. Abbiamo cercato di promuovere il decentramento amministrativo al massimo possibile, ad esempio sul tema del verde pubblico: oggi il I municipio ha competenza totale delle aree verdi nelle scuole. Abbiamo scelto di occuparci noi delle alberature e oggi all’interno delle nostre scuole c’è manutenzione, sicurezza e cura del verde. Penso poi al progetto del verde condiviso: l’amministrazione municipale emette l’appalto per la manutenzione ordinaria e l’associazione che si prende l’area in carico fa miglioramenti e aggiunge piante, fiori, soprattutto fa vivere l’area, la anima così che sia vitale. L’ultima che abbiamo assegnato è quella del giardino di piazza Cairoli, ci dicevano che non potevano assegnarcela essendo zona di verde di pregio: questo voleva dire principalmente che era invasa da topi. Oggi c’è una splendida associazione che fa un gran lavoro e in primavera ci saranno piantate molte bellissime aiuole fiorite. Abbiamo aperto le scuole con i patti di collaborazione consentendo alle associazioni dei genitori di costruire dei momenti aggregativi anche al di là del calendario scolastico, stanziando anche quei contributi pubblici che abbiamo potuto mettere a disposizione. Di qui arriviamo alla nostra iniziativa del patto di Comunità, 110 associazioni hanno firmato un accordo per mettere in rete quel che già fanno. Io sono convinta che questa metropoli possa essere gestita solo se i municipi diventano comuni urbani, veri enti locali di prossimità che possano mettere a sistema le esperienze del terzo settore.

A proposito di questo, lei è in posizione privilegiata per spiegare come potrebbe funzionare una Capitale trasformata in grande polo metropolitano.

I municipi devono diventare comuni urbani all’interno della grande area di Roma, il sindaco di Roma deve essere il sindaco della area metropolitana eletto direttamente dai cittadini e all’interno dell’area metropolitana devono esserci i comuni, sia urbani che extraurbani con un sistema di bilancio perequativo. Per costruire quest’esito serve un disegno di legge in Parlamento e spero che in questa legislatura tutti i deputati e senatori di Roma si mettano d’accordo per votare una legge simile. In mancanza, sicuramente la prima delibera della futura consiliatura in Campidoglio deve essere quella del decentramento. Con la Raggi onestamente c’è stato un finto decentramento, laddove la sindaca non arrivava e non riusciva a intervenire,  passava la competenza ai municipi per togliersi il problema. Il decentramento delle competenze è una cosa seria invece, per la quale bisogna riflettere sia sulle risorse economiche che sulle risorse umane: avere la competenza senza le forze per attuarla è nulla.

Facciamo un esempio. L’amministrazione capitolina intende appoggiarsi al parere del Garante per rimettere a bando le licenze degli ambulanti. La sua valutazione su questa vicenda?

Paradossale. La sindaca chiede un parere all’authority mentre il suo dipartimento e il suo assessore chiedono il rinnovo automatico come d’altronde previsto da legge nazionale: la mano destra non sa cosa fa la sinistra. Io penso che la Bolkenstein sia una opportunità per risistemare il piano del commercio su area pubblica, penso però che in questo momento comportarsi così sia assurdo, siamo in piena crisi economica, stravolgere oggi, senza una visione, settori che stanno in grande difficoltà è irresponsabile. Dimostra inoltre incompetenza amministrativa: non è che si dice “fate i bandi” e i municipi li fanno in automatico, c’è un lavoro dietro immane. Questo è un settore in cui le competenze fra comune e municipio sono mischiate, su sei bancarelle che si vedono in giro quattro sono del municipio e due del dipartimento, le edicole sono del municipio ma con un piano cittadino, i fiorai sono del municipio e così via. Se c’era la volontà politica di fare questo riordino bisognava fare un lavoro serio a monte e quando la sindaca fa questi annunci si ha la sensazione che non sappia di cosa parla.

Con l’epidemia da Coronavirus il centro, a Roma più che in altri luoghi, è duramente colpito. Da amministratrice, pensa che il dopo-pandemia vedrà le zone centrali delle nostre città con una vocazione mutata?

Io me lo auguro, la pandemia per i centri storici delle città d’arte e in particolare per Roma è un’occasione Abbiamo visto le nostre zone centrali gentrificate e diventate monofunzionali, sostanzialmente poli del turismo. Oggi infatti il centro è deserto con appartamenti vuoti e mentre i negozi di vicinato riprendono ossigeno, il commercio del centro storico è totalmente chiuso e anzi, speriamo che gli esercizi riapriranno. Noi dovremmo sfruttare questa occasione per far ritornare la popolazione nel centro storico, renderlo un luogo polifunzionale con sia residenza sia vocazione turistica. Bisognerebbe per questo attivare immediatamente una interlocuzione, provvedimenti per incentivare affitti lunghi a residenti e non affitti brevi a turismo. Nelle strade del centro vediamo già tanti cartelli con tante case vuote e tante persone che oggi sono manchevoli di quel reddito in più che magari era il secondo reddito della famiglia; oggi bisognerebbe intervenire come sta facendo Ada Colau a Barcellona perché il centro storico possa rinascere dopo la pandemia.

Si parla di lei come candidata sindaca, o come vice in ticket con il candidato Paolo Ciani. Il suo nome è ancora in campo?

Penso soprattutto che Roma abbia bisogno di una grande squadra, sia la squadra stretta del sindaco e degli assessori, sia dei presidenti di Municipio di cui nessuno parla e che invece valgono quanto un comune medio italiano. Servono le famose 100 persone a cui spesso accenna Francesco Rutelli e io penso che sia bene che la maggioranza di queste persone venga da un lavoro già fatto in città, che noi dobbiamo assolutamente valorizzare. Basta con quelli che arrivano in Campidoglio e “scoprono”, scoprono i buchi di bilancio, scoprono che ci sono le buche, scoprono, scoprono…ancora oggi c’è la sindaca che scopre le cose. Servono invece persone che amano la città e che hanno già  governato, messo a sistema. Se io posso mettere a sistema? Io ci sono, ma serve soprattutto vincere con un centrosinistra che non sia spaccato. Confido molto nel nuovo segretario del PD Enrico Letta e nel percorso che sta costruendo.

Il suo municipio è per certi versi un laboratorio su questo, dove convivono le forze civiche, Azione, le liste di sinistra. Questo scenario di coalizione può replicarsi a livello comunale?

Vorrei innanzitutto ringraziare il consiglio e una maggioranza composita ma sempre compatta che ha sempre sostenuto il lavoro della giunta: questo dimostra che ci sono certamente margini per un lavoro sulla città nell’ambito di una visione politica complessiva. Prendiamo il tema dell’immigrazione, con la Lega, che ho in consiglio, siamo distanti anni luce; nell’ambito della mia maggioranza non c’è invece una differenza di vedute e questo deve essere lo stesso spirto che ci porterà a governare in Campidoglio.

Ed esistono margini per un accordo sui territori con il Movimento Cinque Stelle?

Nella mia storia di amministratrice non ho mai avuto un sostegno da parte del M5S. Nella prima consiliatura questi esponenti non sapevano nemmeno dove fossero capitati e possiamo volendo ricordare degli episodi divertenti per quanto drammatici. Nella seconda consiliatura hanno provato inizialmente a svolgere un protagonismo che non sono riusciti a incarnare, poi c’è stata una difesa a oltranza del Campidoglio che onestamente mancava di visione. Direi che con queste personalità sostanzialmente non ci sono rapporti.

Un giudizio sui cinque anni di Virginia Raggi, sia a livello di azione amministrativa che nel concreto rapporto con gli organi decentrati come il municipio. E’ davvero tutto andato storto?

In onestà non mi viene in mente niente di buono. Parliamo di una giunta capitolina e il tema non è se la singola azione sia andata o meno bene. Virginia Raggi è mancata di visione, come dicevo: se si vogliono cambiare gli autobus per rendere la flotta sostenibile si fa una grande azione con un grande sforzo economico, non se ne cambiano due all’anno. Mi sento di promuovere l’assessore al Personale de Santis che ha lavorato bene; i concorsi sono stati sbloccati, bisogna farne altri perché nell’amministrazione c’è bisogno di personale nuovo, sono stati rimessi in campo gli impegni per la formazione. Questo è stato giusto.

Quali fronti lascia aperti a chi la succederà al I Municipio e che profilo vede per il futuro del Centro Storico? 

Sicuramente lasciamo aperti dei grandi progetti che non avendo avuto il Campidoglio al nostro fianco non abbiamo potuto chiudere. Parliamo ad esempio di via Giulia; con grande fatica sblocchiamo il procedimento amministrativo impantanato da anni e poi tutto si ferma altri tre anni perché non passava la delibera in giunta capitolina; finalmente il cantiere lo abbiamo aperto, ma mi sarebbe piaciuto molto inaugurarlo finito. Lascio aperto poi il grande progetto del borgo degli artisti di Paolo Caselli a Testaccio; qui posso dire che l’assessore ci ha seguito e parliamo della più grande riqualificazione del più grande borghetto nella città storica, atteso da anni. L’abbiamo lanciato con una visione e il tempo stretto non mi consentirà di vederne gli esiti. Quanto al futuro del I Municipio, lavorerò affinché il candidato del centrosinistra sia una persona della mia squadra perché i progetti aperti sono molti e penso che offrire segni di continuità sia la cosa migliore per le comunità che amministriamo. La mia giunta è cresciuta tutta insieme e oggi vedo delle personalità che sono all’altezza della sfida.

 

21 marzo  –  Domenica mattina, insieme a Emiliano Monteverde e Anna Vincenzoni abbiamo fatto un passaggio al Giardino di Piazza Cairoli, in Via Arenula. Un luogo che è rinato da quando è stato preso in carico dal Municipio per la manutenzione, e grazie alla splendida collaborazione con i cittadini volontari dell’Associazione Guglielmo Huffer, che se ne stanno prendendo cura, ogni giorno migliora, rappresentando uno degli esempi più virtuosi di uso condiviso dei beni comuni.

E da oggi anche socia onoraria!!

 

SIT IN IN CAMPIDOGLIO A SOSTEGNO DELLA CASA INTERNAZIONALE.

11 marzo. – “Buona lettura e, cara sindaca, impara”. È il messaggio che la presidente della Casa Internazionale delle donne, Maura Cossutta, al termine del presidio di stamattina in Campidoglio ha voluto recapitare alla sindaca di Roma, Virginia Raggi, con la consegna del libro ‘La citta’ della Dea Perenna’ di Maria Paola Fiorensoli, in cui “c’e’ la storia di questa citta’ e c’e’ la storia della Casa”. Un gesto simbolico, all’ombra della lupa capitolina, che arriva a qualche giorno dall’ennesima mossa dell’amministrazione Raggi sullo scacchiere dei luoghi delle donne della Capitale, la memoria di Giunta condivisa dalle assessore Vivarelli, Mammi’ e Fruci che annuncia la messa al bando del complesso del Buon Pastore.

 

“Una provocazione”, la definisce Cossutta, e annuncia che, se ci sara’ lo sfratto del consorzio di via della Lungara 19, “occuperemo. È previsto che ci sara’ un bando e nel frattempo noi non sappiamo che fine faremo- sottolinea- Oggi noi siamo qui per ribadire che serve il riconoscimento politico di questo luogo e soprattutto perche’ la Casa, come invece dovrebbe prevedere questo bando, non e’ un centro servizi. Quindi una provocazione perche’ noi si’ svolgiamo servizi, ma siamo anche un luogo autogestito, di promozione di liberta’, di autodeterminazione, siamo spazi femministi ed e’ questo che credo la sindaca non voglia accettare”. Il tentativo della Giunta Raggi, secondo le attiviste, consiste in una “rimozione del femminismo”, il cui contributo negli spazi delle donne “e’ stato riconosciuto con un atto politico anche dal Parlamento. La sindaca non ci risponde, ma noi non siamo piu’ ‘inquiline morose’ perche’ il Parlamento ha azzerato il debito concedendo alla Casa 900mila. Noi chiediamo la convenzione che e’ stata revocata, fino a scadenza naturale, quindi dicembre 2021, con il comodato d’uso gratuito. Le nostre richieste erano e sono chiare”.

2 marzo – Uno spazio pubblico per permettere a cittadini e associazioni di incontrarsi, presentare un libro, confrontarsi sui problemi del rione o del Municipio, ed avanzare proposte di qualsiasi tipo alle Istituzioni. Questo l’obiettivo che si pone la Casa del Primo Municipio inaugurata questa mattina in via Galilei, nel cuore dell’Esquilino a Roma in un locale di proprietà comunale, e aperta al pubblico da oggi.

A tagliare il nastro e’ stata la Presidente Sabrina Alfonsi, in compagnia degli Assessori della Giunta municipale, della consigliera regionale Marta Leonori e da alcuni Consiglieri di maggioranza del Municipio.

La prima Casa del I Municipio nata all’Esquilino sara’ gestita e animata dal CSV Lazio – Centro di Servizio per il Volontariato Lazio, grazie al protocollo d’intesa firmato oggi.

“Qui le associazioni che hanno bisogno di fare una riunione- ha spiegato Alfonsi- possono finalmente trovare uno spazio a loro disposizione. Questo e un luogo dove sperimentare la partecipazione. In questi anni non abbiamo condiviso minimamente il patrimonio con il Comune di Roma. Questo locale e’ stato tolto a un’associazione che lo gestiva per poi tenerlo chiuso per quasi 4 anni. La legalita’ senza un fine e’ una prospettiva che ha portato soltanto alla chiusura di tanti spazi in citta’, togliendo a tutti la possibilita’ dell’utilizzo di un bene comune e pubblico. Invece a Roma abbiamo tanto bisogno di spazi di democrazia”.

“Oggi- ha concluso Alfonsi- ci troviamo di fronte a una disaffezione della vita pubblica e della politica. A una lontananza e a una mancanza di partecipazione, con i grandi movimenti populisti che cavalcano l’onda di questa difficolta’. Noi invece pensiamo che la partecipazione diretta e la cittadinanza attiva debbano essere coltivati con luoghi di incontro fisici come questo. Ci ha aiutato in questo percorso una delibera del 2018 del consiglio del I Municipio contenente il regolamento alla partecipazione e poi la legge regionale sui beni comuni voluta da Marta Leonori, grazie alla quale abbiamo potuto non assegnare questo bene ma tenerlo nel patrimonio del Municipio”. Lo spazio sara’ a disposizione di tutti in modo gratuito. Al CSV Lazio il ruolo di animatore territoriale e di attivatore di progettazione sociale. Dovra’ poi gestire il centro assumendo l’incarico di mettere a disposizione delle attivita’ dei cittadini e delle associazioni del territorio i locali. Il locale, appena ristrutturato, sara’ comunque ampliato a breve quando le stanze al civico 57, proprio accanto, saranno collegate agli spazi appena aperti”.

Paola Capoleva, Presidente del CSV conferma: “Il nostro è un ruolo di sostegno e promozione del volontariato e della cittadinanza attiva. Saremo presenti qui ogni giorno con i nostri operatori e cercheremo di rendere questo spazio, attraverso i servizi, la formazione e l’informazione, un luogo sempre più vicino ai cittadini”.

“Quella di via Galilei all’Esquilino non sara’ l’unica casa del Municipio” conclude la Presidente Alfonsi. “Ne seguiranno altre, a Prati o al Trionfale. E poi c’e’ la situazione di via dei Giubbonari, un luogo che ha una grande storia legata alla Resistenza che noi vorremmo riaprire alla cittadinanza. Anche quello chiuso da anni, senza farci niente. Con l’Anpi e il circolo Bosio abbiamo proposto di farne la casa della Resistenza”.

L’intervento della Presidente Alfonsi:

 

L’intervento dell’Assessore alle Politiche Sociali Emiliano Monteverde

 

Romatoday.it  video-inaugurazione-casa-municipio-esquilino

 

23 dicembre – Al Giardino “Pietro Lombardi” di Via Sabotino abbiamo inaugurato la prima delle 12 panchine decorate da altrettanti artisti del Progetto “Io e… l’altro” della pittrice e performer romana Simona Sarti. Un altro modo di con/dividere che segna la nostra visione dei beni comuni, solidale e inclusiva.

L’operazione artistica – culturale, promossa dalla Associazione Culturale “Associazione Arte altra“ in collaborazione con il Municipio Roma I Centro,  nasce con l’intento di coinvolgere idealmente i diversi quartieri di Roma, con un unico denominatore, quello di creare una trama urbana che ponga l’attenzione su temi sociali. Il mezzo sarà “la panchina”, un punto dove spesso si dialoga e ci si sofferma a guardare; una sosta dove si mette in moto il vortice dei pensieri. Volta per volta, ogni artista sceglierà una tematica, dipingendo solo la metà della superficie a disposizione, per lasciare uno spazio di riflessione “agli altri” che si accosteranno all’opera .
Alla fine della realizzazione di tutte le panchine verrà messo un cartello esplicativo, dove saranno elencati tutti i giardini che le ospitano e un codice QR con breve spiegazione dell’opera.

La panchina che inizia il percorso è quella dipinta da Michel Patrin sul tema della difesa dell’ambiente.

Artisti partecipanti: Norberto Cenci, Marco Delli Veneri, Giovanna Gandini, Marzia Gandini, Florian Heymann Guglielmi, Metello Iacobini, Felice Leonardi, Michel Patrin, Elisabetta Piu, Gabriella Sabbadini, Simona Sarti, Roberta Venanzi

 

A Prati le panchine si vestono d’arte: dal Municipio il progetto “Io e l’altro”

 

15 Ottobre – Viale degli Ammiragli si rifà il look, grazie ad un progetto di riqualificazione del grande square centrale promosso dal Municipio I. I lavori riguardano l’area compresa tra Via Cipro e Via Angelo Emo, in quanto la parte restante – compresa tra Monte Ciocci e Via Cipro – è già stata oggetto nell’ultimo biennio di alcuni interventi di sistemazione del verde e dell’area giochi sempre a cura del Municipio.

I sopralluoghi tecnici, effettuati prima dell’avvio della progettazione, avevano posto in evidenza alcuni elementi di criticità la cui soluzione rientra negli obiettivi della riqualificazione, insieme alla valorizzazione degli elementi positivi e delle potenzialità di tale spazio urbano.

Innanzi tutto la situazione di degrado generalizzata, conseguenza anche dell’attuale conformazione dello spazio con i muretti interni che rendono impossibile vedere dall’esterno ciò che accade al centro dello spazio verde, aumentando la situazione di insicurezza soprattutto nelle ore serali. A questo si accompagna una scarsissima qualità dell’arredo urbano esistente, il dissesto in più punti della pavimentazione esistente, la mancanza di attraversamenti pedonali protetti e una situazione caotica della sosta.

Tra gli elementi che potranno essere valorizzati e recuperati ci sono sicuramente le piante ad alto fusto presenti nell’area, tutte in buono stato vegetazionale.

Il progetto punta a riqualificare quest’area secondo la duplice definizione di giardino/parco, anche in considerazione delle sue dimensioni generose, per farla diventare un luogo capace di riconnettere tra loro parti del tessuto urbano ed esaltandone le caratteristiche di spazio pubblico destinato alla socialità, all’incontro, al tempo libero.

“L’obiettivo del progetto è quello di offrire alla cittadinanza un nuovo spazio pubblico, riqualificato e più sicuro, che si propone come naturale e possibile “estensione” dello spazio domestico in un quartiere residenziale densamente abitato” commentano la Presidente Sabrina Alfonsi e l’Assessore all’Ambiente del Municipio, Anna Vincenzoni. “Valorizzare i beni comuni e prendercene cura è stato uno degli obiettivi che come Giunta del Municipio ci siamo posti durante questo secondo mandato. La gestione e manutenzione degli spazi verdi è sicuramente uno degli ambiti rispetto ai quali a Roma in questi anni c’è stata una evidente sofferenza, e noi siamo fortemente convinti che il decentramento dei poteri e delle funzioni sia uno dei grandi temi sui quali intervenire per il futuro assetto di questa città, e che la gestione decentrata sia l’unico strumento che può consentire una gestione efficace dei servizi”.

Gli interventi previsti dal progetto riguardano principalmente la demolizione dei muretti interni, la – risagomatura delle aiuole e il loro allestimento con verde a raso e arbusti per quelle più piccole, verde e semina di fiori di campo nelle aiuole grandi al fine di ottenere nel variare delle stagioni “l’apparizione” di tappeti fioriti. Grazie anche al nuovo impianto di irrigazione a spruzzo e a goccia. Si procederà poi alla sostituzione della pavimentazione con elementi autobloccanti di diverse dimensioni e colori, che identificano i percorsi di attraversamento e le “stanze”, ossia le aree di sosta e relax, che verranno rifinite con un cordolo luminoso che creerà isole di luce radente in combinazione con le sedute.

Attraverso la risagomatura del perimetro esterno verrà ampliato il numero totale delle soste stalli auto che passano dagli attuali 43 a 50; la riduzione della carreggiata tra i due “blocchi” di aiuole consentirà infine di evitare il parcheggio “selvaggio” e di tutelare tutela l’attraversamento pedonale tra i due blocchi di aiuole.

VOTO UNANIME ALLA MOZIONE DEL CONSIGLIO DEL MUNICIPIO ROMA I CENTRO SU POSSIBILITÀ DI UTILIZZO DI LOCALI E SPAZI DEL MIBACT PER PROGETTI EDUCATIVI E SCOLASTICI ALLA LUCE DELLE NUOVE DIRETTIVE ANTI COVID

24 luglio – ” Grande soddisfazione per l’approvazione con voto unanime da parte del Consiglio del Municipio Roma I Centro della mozione n.33 del 23/07/2020, presentata dal Partito Democratico nella seduta di giovedì 23 luglio. L’atto riguarda il reperimento di spazi e locali del MIBACT (il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali) da mettere a disposizione delle scuole del nostro territorio che ne facessero richiesta per ampliare gli spazi didattici e rispettare dunque le norme anti-covid nel corso del prossimo anno scolastico. Abbiamo iniziato questo percorso con il Parco Colosseo, firmando il 6 luglio scorso un protocollo che permetteva ai nostri centri estivi di trascorrere alcune giornate all’interno del parco, usufruendo di visite guidate gratuite alla scoperta del nostro meraviglioso patrimonio culturale. Da lì siamo partiti e abbiamo pensato che fosse la strada giusta anche per le scuole, che dovranno affrontare il prossimo anno scolastico  rispettando le norme anticovid: spazi, sicurezza, distanza saranno le parole chiave.

Noi vogliamo fare in modo che i ragazzi e le ragazze, i bambini e le bambine possano recuperare la socialità e la didattica in presenza, sperimentando nuove forme e nuovi spazi. Immergiamo i nostri studenti nell’immenso patrimonio culturale e archeologico di Roma. Il dialogo aperto con il Mibact per lavorare a dei protocolli di intesa apre la strada a una nuova didattica, basata sulla solidale e forte collaborazione tra istituzioni, enti locali e ministeri per mettere in campo tutte le risorse e le energie possibili per fronteggiare e governare l’emergenza riorganizzando la vita scolastica, sia per quanto riguarda gli spazi sia per quanto riguarda la didattica. Riapriamo la scuola, ma apriamo anche tutti i luoghi possibili per fare scuola”.

Così la Presidente del Municipio Roma I Centro Sabrina Alfonsi.

“Il Municipio ha già avviato un’indagine sugli spazi e sugli interventi da effettuare per garantire il rientro in sicurezza a tutti i bambini e le bambine delle scuole del Municipio: ma siamo estremamente fortunati perché nel nostro territorio sono presenti numerosi siti archeologici e poli museali. Partendo dall’esperienza  più che positiva e coinvolgente dei bambini dei centri estivi municipali, che stanno scoprendo il parco Colosseo, abbiamo deciso di applicare questo nuovo modo di fruire del patrimonio culturale alle scuole  del Municipio, nonché di ampliare la rete di protocolli per individuare ulteriori spazi”, commenta la Consigliera del Municipio Roma I Centro Alessandra Sermoneta (PD), prima firmataria della mozione.

Mozione n.33 del 23 luglio 2020