21 Gennaio, 2021
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23 dicembre – Al Giardino “Pietro Lombardi” di Via Sabotino abbiamo inaugurato la prima delle 12 panchine decorate da altrettanti artisti del Progetto “Io e… l’altro” della pittrice e performer romana Simona Sarti. Un altro modo di con/dividere che segna la nostra visione dei beni comuni, solidale e inclusiva.

L’operazione artistica – culturale, promossa dalla Associazione Culturale “Associazione Arte altra“ in collaborazione con il Municipio Roma I Centro,  nasce con l’intento di coinvolgere idealmente i diversi quartieri di Roma, con un unico denominatore, quello di creare una trama urbana che ponga l’attenzione su temi sociali. Il mezzo sarà “la panchina”, un punto dove spesso si dialoga e ci si sofferma a guardare; una sosta dove si mette in moto il vortice dei pensieri. Volta per volta, ogni artista sceglierà una tematica, dipingendo solo la metà della superficie a disposizione, per lasciare uno spazio di riflessione “agli altri” che si accosteranno all’opera .
Alla fine della realizzazione di tutte le panchine verrà messo un cartello esplicativo, dove saranno elencati tutti i giardini che le ospitano e un codice QR con breve spiegazione dell’opera.

La panchina che inizia il percorso è quella dipinta da Michel Patrin sul tema della difesa dell’ambiente.

Artisti partecipanti: Norberto Cenci, Marco Delli Veneri, Giovanna Gandini, Marzia Gandini, Florian Heymann Guglielmi, Metello Iacobini, Felice Leonardi, Michel Patrin, Elisabetta Piu, Gabriella Sabbadini, Simona Sarti, Roberta Venanzi

 

A Prati le panchine si vestono d’arte: dal Municipio il progetto “Io e l’altro”

 

15 Ottobre – Viale degli Ammiragli si rifà il look, grazie ad un progetto di riqualificazione del grande square centrale promosso dal Municipio I. I lavori riguardano l’area compresa tra Via Cipro e Via Angelo Emo, in quanto la parte restante – compresa tra Monte Ciocci e Via Cipro – è già stata oggetto nell’ultimo biennio di alcuni interventi di sistemazione del verde e dell’area giochi sempre a cura del Municipio.

I sopralluoghi tecnici, effettuati prima dell’avvio della progettazione, avevano posto in evidenza alcuni elementi di criticità la cui soluzione rientra negli obiettivi della riqualificazione, insieme alla valorizzazione degli elementi positivi e delle potenzialità di tale spazio urbano.

Innanzi tutto la situazione di degrado generalizzata, conseguenza anche dell’attuale conformazione dello spazio con i muretti interni che rendono impossibile vedere dall’esterno ciò che accade al centro dello spazio verde, aumentando la situazione di insicurezza soprattutto nelle ore serali. A questo si accompagna una scarsissima qualità dell’arredo urbano esistente, il dissesto in più punti della pavimentazione esistente, la mancanza di attraversamenti pedonali protetti e una situazione caotica della sosta.

Tra gli elementi che potranno essere valorizzati e recuperati ci sono sicuramente le piante ad alto fusto presenti nell’area, tutte in buono stato vegetazionale.

Il progetto punta a riqualificare quest’area secondo la duplice definizione di giardino/parco, anche in considerazione delle sue dimensioni generose, per farla diventare un luogo capace di riconnettere tra loro parti del tessuto urbano ed esaltandone le caratteristiche di spazio pubblico destinato alla socialità, all’incontro, al tempo libero.

“L’obiettivo del progetto è quello di offrire alla cittadinanza un nuovo spazio pubblico, riqualificato e più sicuro, che si propone come naturale e possibile “estensione” dello spazio domestico in un quartiere residenziale densamente abitato” commentano la Presidente Sabrina Alfonsi e l’Assessore all’Ambiente del Municipio, Anna Vincenzoni. “Valorizzare i beni comuni e prendercene cura è stato uno degli obiettivi che come Giunta del Municipio ci siamo posti durante questo secondo mandato. La gestione e manutenzione degli spazi verdi è sicuramente uno degli ambiti rispetto ai quali a Roma in questi anni c’è stata una evidente sofferenza, e noi siamo fortemente convinti che il decentramento dei poteri e delle funzioni sia uno dei grandi temi sui quali intervenire per il futuro assetto di questa città, e che la gestione decentrata sia l’unico strumento che può consentire una gestione efficace dei servizi”.

Gli interventi previsti dal progetto riguardano principalmente la demolizione dei muretti interni, la – risagomatura delle aiuole e il loro allestimento con verde a raso e arbusti per quelle più piccole, verde e semina di fiori di campo nelle aiuole grandi al fine di ottenere nel variare delle stagioni “l’apparizione” di tappeti fioriti. Grazie anche al nuovo impianto di irrigazione a spruzzo e a goccia. Si procederà poi alla sostituzione della pavimentazione con elementi autobloccanti di diverse dimensioni e colori, che identificano i percorsi di attraversamento e le “stanze”, ossia le aree di sosta e relax, che verranno rifinite con un cordolo luminoso che creerà isole di luce radente in combinazione con le sedute.

Attraverso la risagomatura del perimetro esterno verrà ampliato il numero totale delle soste stalli auto che passano dagli attuali 43 a 50; la riduzione della carreggiata tra i due “blocchi” di aiuole consentirà infine di evitare il parcheggio “selvaggio” e di tutelare tutela l’attraversamento pedonale tra i due blocchi di aiuole.

VOTO UNANIME ALLA MOZIONE DEL CONSIGLIO DEL MUNICIPIO ROMA I CENTRO SU POSSIBILITÀ DI UTILIZZO DI LOCALI E SPAZI DEL MIBACT PER PROGETTI EDUCATIVI E SCOLASTICI ALLA LUCE DELLE NUOVE DIRETTIVE ANTI COVID

24 luglio – ” Grande soddisfazione per l’approvazione con voto unanime da parte del Consiglio del Municipio Roma I Centro della mozione n.33 del 23/07/2020, presentata dal Partito Democratico nella seduta di giovedì 23 luglio. L’atto riguarda il reperimento di spazi e locali del MIBACT (il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali) da mettere a disposizione delle scuole del nostro territorio che ne facessero richiesta per ampliare gli spazi didattici e rispettare dunque le norme anti-covid nel corso del prossimo anno scolastico. Abbiamo iniziato questo percorso con il Parco Colosseo, firmando il 6 luglio scorso un protocollo che permetteva ai nostri centri estivi di trascorrere alcune giornate all’interno del parco, usufruendo di visite guidate gratuite alla scoperta del nostro meraviglioso patrimonio culturale. Da lì siamo partiti e abbiamo pensato che fosse la strada giusta anche per le scuole, che dovranno affrontare il prossimo anno scolastico  rispettando le norme anticovid: spazi, sicurezza, distanza saranno le parole chiave.

Noi vogliamo fare in modo che i ragazzi e le ragazze, i bambini e le bambine possano recuperare la socialità e la didattica in presenza, sperimentando nuove forme e nuovi spazi. Immergiamo i nostri studenti nell’immenso patrimonio culturale e archeologico di Roma. Il dialogo aperto con il Mibact per lavorare a dei protocolli di intesa apre la strada a una nuova didattica, basata sulla solidale e forte collaborazione tra istituzioni, enti locali e ministeri per mettere in campo tutte le risorse e le energie possibili per fronteggiare e governare l’emergenza riorganizzando la vita scolastica, sia per quanto riguarda gli spazi sia per quanto riguarda la didattica. Riapriamo la scuola, ma apriamo anche tutti i luoghi possibili per fare scuola”.

Così la Presidente del Municipio Roma I Centro Sabrina Alfonsi.

“Il Municipio ha già avviato un’indagine sugli spazi e sugli interventi da effettuare per garantire il rientro in sicurezza a tutti i bambini e le bambine delle scuole del Municipio: ma siamo estremamente fortunati perché nel nostro territorio sono presenti numerosi siti archeologici e poli museali. Partendo dall’esperienza  più che positiva e coinvolgente dei bambini dei centri estivi municipali, che stanno scoprendo il parco Colosseo, abbiamo deciso di applicare questo nuovo modo di fruire del patrimonio culturale alle scuole  del Municipio, nonché di ampliare la rete di protocolli per individuare ulteriori spazi”, commenta la Consigliera del Municipio Roma I Centro Alessandra Sermoneta (PD), prima firmataria della mozione.

Mozione n.33 del 23 luglio 2020

 

29 febbraio – Sabato mattina, con Anna Vincenzoni, Assessore all’Ambiente del Municipio e il Consigliere del Partito Democratico Jacopo Scatà, nel Giardino Pietro Lombadi di Via Sabotino abbiamo inaugurato le nuove vasche del Progetto “Coltiviamo i RappOrti”, promosso dal Municipio I per favorire la realizzazione di Orti Urbani curati direttamente dai cittadini e dalle Associazioni di questa parte del territorio.

A occuparsi delle vasche saranno l’associazione degli Amici di via Plava, che già condivide con il Municipio la gestione del giardino, oltre a essere promotrice del crowdfunding che ha consentito l’acquisto di gran parte dei giochi presenti nel giardino.

E poi ancora, l’associazione Piantiamola, già presente da anni nel vicino Dipartimento di Salute Mentale di Via Monte Santo e lo Junior Club dell’Associazione S.S.C.M. che si occupa del doposcuola negli istituti elementari e nelle scuole medie. Il tutto sotto la supervisione dell’Ordine degli agronomi e dei dottori forestali della provincia di Roma.

 

Gepostet von Sabrina Alfonsi am Samstag, 29. Februar 2020

 

Il prossimo passo riguarderà la messa a punto di un progetto dedicato alle persone con autismo. Anche a loro verranno assegnati due vasconi, con l’auspicio che ulteriori associazioni diano adesione per quello che vuole essere un momento aggregativo per le varie realtà del nostro territorio.

Un test importante per il primo orto urbano del Centro storico. Un altro esperimento vincente di condivisione dei beni comuni con i Comitati e le Associazioni del territorio, uno dei tanti che abbiamo portato avanti in questi anni. Dal verde di piazza Cairoli, al giardino di piazza Fante a quello di vicolo del Cedro a Trastevere, nel I municipio sono tanti gli esempi di collaborazione efficace fra mondo dell’associazionismo e ente municipale. Tutto ciò è reso possibile da convenzioni che il municipio sottoscrive con i comitati e i gruppi di cittadini che si prendono cura del loro territorio. Un modello virtuoso, da replicare in tutta Roma.

Gepostet von Sabrina Alfonsi am Samstag, 29. Februar 2020

 

 

FIRMATA LA CONVENZIONE TRA MUNICIPIO I E ASSOCIAZIONE ANTEAS ROMA OdV PER LA CURA CONDIVISA DI AREE VERDI.

25 settembre – Oggi pomeriggio abbiamo firmato una convenzione tra il Municipio I e l’Organizzazione di volontariato Anteas Roma Odv (Associazione Nazionale Tutte le Età Attive per la Solidarietà) per attuare una modalità condivisa nella gestione del giardino di Piazza Strozzi e delle aree verdi di Santa Maria delle Grazie e Via Vittor Pisani.

Come sempre, il Municipio continuerà ad occuparsi della cura e manutenzione di queste aree, avvalendosi in questo caso del contributo di 14 ragazze e ragazzi con disabilità psichica e intellettiva – sostenuti da alcuni volontari senior con il ruolo di tutor – che sono stati inseriti nel progetto di inclusione “Get up, Stand up!”, realizzato grazie al contributo del Dipartimento Politiche Sociali di Roma Capitale di cui Anteas è risultata vincitrice. Un progetto che ha come obiettivo di offrire a questi ragazzi una formazione per attività che riguardano la manutenzione del verde, giardinaggio e orto sociale, al fine di incrementare la loro autostima e generare uno scambio positivo con il territorio, che siamo sicuri servirà a rendere quel bene comune spazi verdi molto più belli e accoglienti.

9 luglio – Questa mattina Conferenza stampa della Casa Internazionale delle Donne.

Dopo 6 mesi ancora nessuna risposta da parte dell’amministrazione. Una situazione di precarietà che non impedisce alla Casa di essere aperta e attiva. E lo sarà per tutta l’estate. La battaglia della Casa deve continuare non solo per le donne ma anche perché pone in città il tema degli spazi. Le soluzioni amministrative, se c’è la volontà politica, si trovano. Un esempio è la Casa delle Donne del Mediterraneo di Bari con cui da alcuni mesi abbiamo stretto un gemellaggio anche partendo da queste due nostre realtà. #primomunicipio  #donne   #nonunadimeno  #noiandiamoavanti

#lacasasiamotutte

 

 

5 luglio – Dopo la riqualificazione operata da Primo Municipio, il nuovo Giardino di Vicolo del Cedro, – nel cuore antico di Trastevere – ospita a partire dal 27 giugno, ogni giovedì alle 19.15 per quattro settimane, i concerti della mini rassegna musicale “Musica ritrovata al Giardino che non c’era”, organizzata dal Municipio in collaborazione con le Associazioni “Interno Musica” e “Vivere Trastevere”.

Giovedì 27 giugno si è esibito il Trio di Roberto De Carolis con una rivisitazione di grandi brani del jazz e della musica pop, soul e funky. Gioved’ 4 luglio è stato il turno del complesso bandistico “Arturo Toscanini” di Settecamini con un rutilante repertorio di marce.

Giovedì 11 luglio sarà il turno dei grandi successi del jazz proposti dal pianista Raf Ferrari in trio con Andrea Colella al contrabbasso e Vito Stano al violoncello.

Conclude la rassegna giovedì 18 luglio la Malancia Orchestra di Massimo Ombres con un repertorio di musica folk.

L’esempio perfetto di quello che intendiamo quando parliamo di cura condivisa dei beni comuni tra amministratori e cittadini. Il modo migliore per valorizzare quello che fino a qualche mese fa era un “non luogo” e che ora, grazie al lavoro di tutti, è diventato un bellissimo giardino nel cuore di Trastevere.

 

Gepostet von Sabrina Alfonsi am Donnerstag, 27. Juni 2019

 

 

 

Roma, 25 settembre – La lettera aperta del Collettivo Angelo Mai pubblicata su La Repubblica del 20 settembre ripropone con forza il tema degli spazi dedicati alla cultura, e più in generale a quei percorsi che hanno a che fare con l’accoglienza e il contrasto alle solitudini e alla frammentazione sociale in questa città.
Voglio fare una premessa: la Delibera 140, che l’amministrazione Marino approvò in una situazione di scandali ed emergenza riguardante l’occupazione di immobili, con il faro della Corte dei Conti puntato sugli uffici capitolini, come tutti i provvedimenti “di necessità” ha grandi limiti, amplificati a seguito dell’interpretazione restrittiva che si è voluta dare alla Delibera stessa a partire dalla gestione commissariale.
Se è vero che il tema della legalità deve essere un faro per ogni amministratrice o amministratore pubblico, questo principio non può essere interpretato in maniera “ottusa”, assimilando i beni comuni al patrimonio da mettere a reddito, a prescindere da qualsiasi valutazione necessaria per individuare quelle realtà che devono essere sottratte alle dinamiche di mercato, perché la loro presenza rappresenta un valore aggiunto per la comunità cittadina.
In una fase in cui purtoppo registriamo continue chiusure di attività commerciali in tutta la città – anche nel Centro Storico – ci chiediamo quale può essere l’appetibilità per il libero mercato delle strutture pubbliche liberate a seguito degli sfratti e degli sgomberi. E infatti, molti degli immobili sgomberati negli ultimi due anni sono rimasti chiusi e non assegnati. Uno per tutti, il Museo Burcardo della Siae.
L’amministrazione ha più volte annunciato provvedimenti per contrastare questa situazione. Su tutte la nascita del Regolamento sui beni comuni e una delibera di sospensione sugli sgomberi. Provvedimenti che, a oggi, sono rimasti lettera morta, a causa delle divisioni interne tra le diverse anime presenti nella maggioranza che governa il Campidoglio.
L’unica azione messa in campo, un Bando per l’assegnazione di alcuni locali di proprietà di Roma Capitale ad associazioni senza scopo di lucro per attività culturali e di rilievo sociale, è stato ritirato in autotutela ad agosto.
E allora ci vuole più coraggio, senza continuare a nascondersi dietro il paravento della Corte dei Conti o dei Tribunali amministrativi. Crediamo che la politica debba recuperare il ruolo che le appartiene, quello di governare i processi determinando gli obiettivi di interesse generale e lavorando per individuare gli strumenti normativi e regolamentari più idonei per il loro conseguimento. Riferimenti importanti per fortuna ci sono, come ad esempio la legge di riforma del terzo settore, che prevede espressamente la possibilità che gli enti locali assegnino in comodato d’uso immobili di loro proprietà come beni strumentali per lo svolgimento di attività che hanno rilevanza sociale e culturale.
Condividiamo molti dei contenuti posti dalla lettera, e non faremo mancare il sostegno della Giunta del Primo Municipio al grido di allarme dell’Angelo Mai, che è anche un atto d’amore sconfinato per l’arte, la cultura e per la nostra città.
Vista la risposta negativa del Consiglio di Stato, che oggi ha respinto la richiesta di sospensiva del provvedimento di rilascio dell’Angelo Mai, ci uniamo alla richiesta avanzata dal Collettivo di portare immediatamente in aula la proposta di sospensione degli sgomberi di tutti gli immobili di proprietà comunale utilizzati a scopo culturale e sociale, fino all’adozione del nuovo Regolamento sull’utilizzo del Patrimonio capitolino.