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13 agosto – Una bellissima notizia che arriva alla fine del mandato, dopo anni di battaglie per raggiungere questo risultato. Finalmente potremo realizzare il Progetto “L’Isola che non c’è” a Via Puglie!

Il Consiglio di Stato ha definitivamente respinto il ricorso proposto da un gruppo di residenti contro il progetto di pedonalizzazione del tratto di via Puglie compreso la scuola elementare Regina Elena, la scuola media Buonarroti e i licei Tasso e Righi. Un progetto fortemente voluto dalle comunità scolastiche e territoriali, e portato avanti con determinazione dal I Municipio. È una sentenza assai importante perché riconosce alle istituzioni democraticamente elette il compito di trovare un equilibrio tra i diversi interessi ed esprimere una visione di governo del territorio. Il progetto di riqualificazione elaborato dal Municipio trasforma quel tratto di strada, sinora destinato solo alla sosta delle auto, in una nuova piazza, in un quartiere che ne era privo. La piazza si apre alla scuola e la scuola si apre alla piazza, in una nuova condivisione dei beni comuni. I lavori, partiti a marzo scorso e subito bloccati dal ricorso, riprenderanno immediatamente, e speriamo di poter inaugurare la nuova piazza ad ottobre.

Un grande ringraziamento a tutti quelli che in questi anni ci hanno creduto e ci hanno lavorato.

8 giugno – Nessun colore è diverso dagli altri! Oggi alla Casa del Municipio I Centro il primo, meraviglioso evento con le bambine e i bambini della scuola Di Donato: l’inaugurazione della mostra Di quale colore? Perché il mondo è multicolore e ogni colore è straordinario! Contro il razzismo, la discriminazione, per un mondo di tutte e di tutti! Non poteva esserci evento più bello per aprire la Casa del Municipio! #primomunicipio #roma

 

FIRMATO IL PROTOCOLLO DI COLLABORAZIONE PER IL PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE DELLE SCALINATE

24 aprile – Sabato 24 aprile, a partire dalle ore 10.30, Retake solidale a Colle Oppio organizzato dal Gruppo RetakeRoma Monti Colle Oppio.

“ Sarà la nostra festa di liberazione dall’indifferenza, dalla diffidenza verso gli altri, dall’egoismo” aveva scritto su FB il responsabile del Gruppo Retake Monti – Colle Oppio Raffaele Malizia.
“La cura del Colle Oppio e delle strade del quartiere è il modo che abbiamo scelto per rendere concreto l’impegno contenuto nel progetto “Per una Comunità solidale”, insieme con le associazioni che lo sostengono e al Municipio I Roma Centro, nell’ambito del Patto di Comunità.
Ogni mercoledì, dallo scorso gennaio, i nostri volontari sono impegnati nella pulizia del Parco, affiancati dalle persone assistite dalla Caritas e dalla parrocchia locale. Quello di oggi è un intervento intermedio, di carattere straordinario e molto partecipato, nel corso del quale, presso il nuovo Playground, la Società Sportiva Romulea ha consegnato al Gruppo Retake Monti Colle Oppio il ricavato da una raccolta fondi per finanziare il progetto”.

Alle  ore 10.00, subito prima dell’inizio del Retake, la Presidente del Municipio I Sabrina Alfonsi e la Presidente di Retake Roma, Francesca Elisa Leonelli, avevano siglato il protocollo d’intesa relativo all’attuazione di un progetto comune per il risanamento del reticolo di scalinate che dal Colosseo e da  Via Labicana salgono verso Colle Oppio, luoghi in stato di avanzato degrado che  i cittadini residenti percepiscono come altamente insicuri.
“Un protocollo che prevede una serie di interventi per la pulizia e la manutenzione delle scalee, reso possibile grazie alla forza e alla capacità organizzativa di Retake, che metterà a disposizione i suoi volontari e anche la piattaforma di fund raising per la raccolta delle risorse a sostegno dell’iniziativa” ha commentato Emiliano Monteverde, Assessore alle Politiche Sociali del Municipio Roma I Centro. “Il Municipio, oltre a svolgere una funzione di facilitatore nei confronti delle autorità e enti competenti al rilascio di eventuali specifiche autorizzazioni, provvederà a bonificare dai rifiuti e dalle siringhe le aiuole e le piccole aree verdi in prossimità delle scalinate, attivandosi con ACEA per il ripristino dei lampioni danneggiati e la manutenzione costante dell’illuminazione. Inoltre, si interfaccerà con le forze dell’ordine per garantire una adeguata vigilanza durante le varie fasi del progetto e, a regime, dopo la sua conclusione” ha spiegato Anna Vincenzoni, Assessora municipale all’Ambiente.
“Abbiamo volentieri aderito a questo patto di collaborazione con Retake Roma – ha concluso la Presidente del Municipio I Sabrina Alfonsi – perché condividiamo in maniera sostanziale la cultura della collaborazione tra i vari attori – sociali ed istituzionali – per il miglioramento della qualità dell’ambiente urbano, nonché per la tutela e la valorizzazione dei beni comuni attraverso il coinvolgimento diretto dei cittadini e il lavoro in rete. Un tema, quest’ultimo,  al quale siamo molto sensibili e che stiamo sperimentando nel territorio grazie a numerosi progetti di cura condivisa delle aree verdi, con il Municipio che provvede alla manutenzione e le Associazioni dei cittadini che si occupano delle azioni di miglioramento e soprattutto, delle iniziative necessarie per animare i luoghi, unica ricetta vincente per contrastare il degrado e l’abbandono”.

(Comunicato stampa Agenzia Dire)

 

 

Colle Oppio: Retake impegnata nella bonifica

 

INTERVISTA | Sabrina Alfonsi (PD): “Da Raggi nulla di buono in 5 anni. Il mio successore? Spero uno della mia squadra”

Il mio successore? Spero uno della mia squadra”

Colloquio a tutto campo con la presidente del Centro Storico, dai successi raggiunti ai fronti aperti; per la successione, una personaltà della sua squadra. E sugli ambulanti: “La sindaca è paradossale”

di Tommaso Cardarelli

INTERVISTA A SABRINA ALFONSI SU ROMA TODAY

INTERVISTA | Sabrina Alfonsi (PD): “Da Raggi nulla di buono in 5 anni. Il mio successore? Spero uno della mia squadra”

Due mandati da presidente del I municipio, otto anni al governo del centro della Capitale d’Italia. “Un tempo giusto”, commenta Sabrina Alfonsi che in un colloquio a 360 gradi con RomaToday traccia un bilancio di questo periodo, parla della visione di un municipio governato dalla coalizione larga del centrosinistra in maniera strutturale, dei fallimenti nell’approccio della giunta di Virginia Raggi e del futuro del Centro Storico. E davanti alla prospettiva di un impegno diretto per il comune non si tira indietro.

Presidente Alfonsi, il suo è stato un lungo mandato nel Centro Storico. Volendo fare un bilancio della sua esperienza, quali sono i risultati di cui va più fiera?

Intanto ritengo di aver passato alla presidenza il tempo giusto. Chiunque amministri dovrebbe fare due mandati: è il tempo che serve per portare a compimento delle cose. Abbiamo cercato di promuovere il decentramento amministrativo al massimo possibile, ad esempio sul tema del verde pubblico: oggi il I municipio ha competenza totale delle aree verdi nelle scuole. Abbiamo scelto di occuparci noi delle alberature e oggi all’interno delle nostre scuole c’è manutenzione, sicurezza e cura del verde. Penso poi al progetto del verde condiviso: l’amministrazione municipale emette l’appalto per la manutenzione ordinaria e l’associazione che si prende l’area in carico fa miglioramenti e aggiunge piante, fiori, soprattutto fa vivere l’area, la anima così che sia vitale. L’ultima che abbiamo assegnato è quella del giardino di piazza Cairoli, ci dicevano che non potevano assegnarcela essendo zona di verde di pregio: questo voleva dire principalmente che era invasa da topi. Oggi c’è una splendida associazione che fa un gran lavoro e in primavera ci saranno piantate molte bellissime aiuole fiorite. Abbiamo aperto le scuole con i patti di collaborazione consentendo alle associazioni dei genitori di costruire dei momenti aggregativi anche al di là del calendario scolastico, stanziando anche quei contributi pubblici che abbiamo potuto mettere a disposizione. Di qui arriviamo alla nostra iniziativa del patto di Comunità, 110 associazioni hanno firmato un accordo per mettere in rete quel che già fanno. Io sono convinta che questa metropoli possa essere gestita solo se i municipi diventano comuni urbani, veri enti locali di prossimità che possano mettere a sistema le esperienze del terzo settore.

A proposito di questo, lei è in posizione privilegiata per spiegare come potrebbe funzionare una Capitale trasformata in grande polo metropolitano.

I municipi devono diventare comuni urbani all’interno della grande area di Roma, il sindaco di Roma deve essere il sindaco della area metropolitana eletto direttamente dai cittadini e all’interno dell’area metropolitana devono esserci i comuni, sia urbani che extraurbani con un sistema di bilancio perequativo. Per costruire quest’esito serve un disegno di legge in Parlamento e spero che in questa legislatura tutti i deputati e senatori di Roma si mettano d’accordo per votare una legge simile. In mancanza, sicuramente la prima delibera della futura consiliatura in Campidoglio deve essere quella del decentramento. Con la Raggi onestamente c’è stato un finto decentramento, laddove la sindaca non arrivava e non riusciva a intervenire,  passava la competenza ai municipi per togliersi il problema. Il decentramento delle competenze è una cosa seria invece, per la quale bisogna riflettere sia sulle risorse economiche che sulle risorse umane: avere la competenza senza le forze per attuarla è nulla.

Facciamo un esempio. L’amministrazione capitolina intende appoggiarsi al parere del Garante per rimettere a bando le licenze degli ambulanti. La sua valutazione su questa vicenda?

Paradossale. La sindaca chiede un parere all’authority mentre il suo dipartimento e il suo assessore chiedono il rinnovo automatico come d’altronde previsto da legge nazionale: la mano destra non sa cosa fa la sinistra. Io penso che la Bolkenstein sia una opportunità per risistemare il piano del commercio su area pubblica, penso però che in questo momento comportarsi così sia assurdo, siamo in piena crisi economica, stravolgere oggi, senza una visione, settori che stanno in grande difficoltà è irresponsabile. Dimostra inoltre incompetenza amministrativa: non è che si dice “fate i bandi” e i municipi li fanno in automatico, c’è un lavoro dietro immane. Questo è un settore in cui le competenze fra comune e municipio sono mischiate, su sei bancarelle che si vedono in giro quattro sono del municipio e due del dipartimento, le edicole sono del municipio ma con un piano cittadino, i fiorai sono del municipio e così via. Se c’era la volontà politica di fare questo riordino bisognava fare un lavoro serio a monte e quando la sindaca fa questi annunci si ha la sensazione che non sappia di cosa parla.

Con l’epidemia da Coronavirus il centro, a Roma più che in altri luoghi, è duramente colpito. Da amministratrice, pensa che il dopo-pandemia vedrà le zone centrali delle nostre città con una vocazione mutata?

Io me lo auguro, la pandemia per i centri storici delle città d’arte e in particolare per Roma è un’occasione Abbiamo visto le nostre zone centrali gentrificate e diventate monofunzionali, sostanzialmente poli del turismo. Oggi infatti il centro è deserto con appartamenti vuoti e mentre i negozi di vicinato riprendono ossigeno, il commercio del centro storico è totalmente chiuso e anzi, speriamo che gli esercizi riapriranno. Noi dovremmo sfruttare questa occasione per far ritornare la popolazione nel centro storico, renderlo un luogo polifunzionale con sia residenza sia vocazione turistica. Bisognerebbe per questo attivare immediatamente una interlocuzione, provvedimenti per incentivare affitti lunghi a residenti e non affitti brevi a turismo. Nelle strade del centro vediamo già tanti cartelli con tante case vuote e tante persone che oggi sono manchevoli di quel reddito in più che magari era il secondo reddito della famiglia; oggi bisognerebbe intervenire come sta facendo Ada Colau a Barcellona perché il centro storico possa rinascere dopo la pandemia.

Si parla di lei come candidata sindaca, o come vice in ticket con il candidato Paolo Ciani. Il suo nome è ancora in campo?

Penso soprattutto che Roma abbia bisogno di una grande squadra, sia la squadra stretta del sindaco e degli assessori, sia dei presidenti di Municipio di cui nessuno parla e che invece valgono quanto un comune medio italiano. Servono le famose 100 persone a cui spesso accenna Francesco Rutelli e io penso che sia bene che la maggioranza di queste persone venga da un lavoro già fatto in città, che noi dobbiamo assolutamente valorizzare. Basta con quelli che arrivano in Campidoglio e “scoprono”, scoprono i buchi di bilancio, scoprono che ci sono le buche, scoprono, scoprono…ancora oggi c’è la sindaca che scopre le cose. Servono invece persone che amano la città e che hanno già  governato, messo a sistema. Se io posso mettere a sistema? Io ci sono, ma serve soprattutto vincere con un centrosinistra che non sia spaccato. Confido molto nel nuovo segretario del PD Enrico Letta e nel percorso che sta costruendo.

Il suo municipio è per certi versi un laboratorio su questo, dove convivono le forze civiche, Azione, le liste di sinistra. Questo scenario di coalizione può replicarsi a livello comunale?

Vorrei innanzitutto ringraziare il consiglio e una maggioranza composita ma sempre compatta che ha sempre sostenuto il lavoro della giunta: questo dimostra che ci sono certamente margini per un lavoro sulla città nell’ambito di una visione politica complessiva. Prendiamo il tema dell’immigrazione, con la Lega, che ho in consiglio, siamo distanti anni luce; nell’ambito della mia maggioranza non c’è invece una differenza di vedute e questo deve essere lo stesso spirto che ci porterà a governare in Campidoglio.

Ed esistono margini per un accordo sui territori con il Movimento Cinque Stelle?

Nella mia storia di amministratrice non ho mai avuto un sostegno da parte del M5S. Nella prima consiliatura questi esponenti non sapevano nemmeno dove fossero capitati e possiamo volendo ricordare degli episodi divertenti per quanto drammatici. Nella seconda consiliatura hanno provato inizialmente a svolgere un protagonismo che non sono riusciti a incarnare, poi c’è stata una difesa a oltranza del Campidoglio che onestamente mancava di visione. Direi che con queste personalità sostanzialmente non ci sono rapporti.

Un giudizio sui cinque anni di Virginia Raggi, sia a livello di azione amministrativa che nel concreto rapporto con gli organi decentrati come il municipio. E’ davvero tutto andato storto?

In onestà non mi viene in mente niente di buono. Parliamo di una giunta capitolina e il tema non è se la singola azione sia andata o meno bene. Virginia Raggi è mancata di visione, come dicevo: se si vogliono cambiare gli autobus per rendere la flotta sostenibile si fa una grande azione con un grande sforzo economico, non se ne cambiano due all’anno. Mi sento di promuovere l’assessore al Personale de Santis che ha lavorato bene; i concorsi sono stati sbloccati, bisogna farne altri perché nell’amministrazione c’è bisogno di personale nuovo, sono stati rimessi in campo gli impegni per la formazione. Questo è stato giusto.

Quali fronti lascia aperti a chi la succederà al I Municipio e che profilo vede per il futuro del Centro Storico? 

Sicuramente lasciamo aperti dei grandi progetti che non avendo avuto il Campidoglio al nostro fianco non abbiamo potuto chiudere. Parliamo ad esempio di via Giulia; con grande fatica sblocchiamo il procedimento amministrativo impantanato da anni e poi tutto si ferma altri tre anni perché non passava la delibera in giunta capitolina; finalmente il cantiere lo abbiamo aperto, ma mi sarebbe piaciuto molto inaugurarlo finito. Lascio aperto poi il grande progetto del borgo degli artisti di Paolo Caselli a Testaccio; qui posso dire che l’assessore ci ha seguito e parliamo della più grande riqualificazione del più grande borghetto nella città storica, atteso da anni. L’abbiamo lanciato con una visione e il tempo stretto non mi consentirà di vederne gli esiti. Quanto al futuro del I Municipio, lavorerò affinché il candidato del centrosinistra sia una persona della mia squadra perché i progetti aperti sono molti e penso che offrire segni di continuità sia la cosa migliore per le comunità che amministriamo. La mia giunta è cresciuta tutta insieme e oggi vedo delle personalità che sono all’altezza della sfida.

 

11 giugno – La Presidente Sabrina Alfonsi e l’Assessore alle Politiche Sociali del Municipio Roma I Centro, Emiliano Monteverde, giovedì 11 giugno alle ore 11.00, presso la sede di Via dell’Archeologia, 74 a Tor Bella Monaca, hanno consegnato alla Comunità di S.Egidio, all’Associazione El CHEntro, in  Largo Ferruccio Mengaroni 11, e A Medicina Solidale oltre 160 pacchi alimentari, confezionati con i prodotti raccolti nell’ambito dell’iniziativa solidale “La Spesa Sospesa”, promossa dallo stesso Municipio I in collaborazione con la rete dei Supermercati territoriali.

“Siamo un’unica città, una grande comunità solidale: la solidarietà non conosce confini territoriali. Siamo vicini ai nostri concittadini con la spesa sospesa: chi più ha, più dà, chi ha bisogno prende. Nel Primo Municipio c’è stata una grandissima risposta solidale, di cui ringrazio di cuore i nostri cittadini, abbiamo raccolto tantissime derrate alimentari, sufficienti per coprire il fabbisogno del nostro territorio e anche per aiutare gli altri. Abbiamo deciso, insieme alle associazioni con cui collaboriamo, di destinare questi pacchi alle famiglie di Tor Bella Monaca, a sostegno del lavoro della rete territoriale del Sesto Municipio.  Un ampliamento della rete di sostegno sociale che supera i confini dei territori e coinvolge l’intera città, a dimostrazione che Roma è una grande comunità solidale. I pacchi alimentari donati saranno distribuiti dalle due Associazioni alle famiglie che ne hanno più bisogno”. Così la Presidente Sabrina Alfonsi e l’Assessore Emiliano Monteverde.

“Ringrazio il Primo Municipio per la sua generosità e apprezzo molto l’idea di un legame tra territori anche così diversi della città. L’emergenza coronavirus ci ha messo di fronte a tante criticità: ricostruire i legami, ricostruire la comunità è la vera sfida per una capitale che si senta di essere una capitale europea, stando vicini pur appartenendo a territori diversi”. Così Erica Battaglia, PD.

“Oggi realizzo un sogno, metto insieme Primo e Sesto Municipio grazie a una donazione di generi alimentari nell’ambito del progetto Spesa Sospesa del Municipio I: al cibo uniremo dei libri per le famiglie con bambini piccoli, donati dalla Libreria Booklet Le Torri, da leggere durante le vacanze estive”. Così Alessandra Laterza, Libreria Booklet Le Torri.

“Ringraziamo il Primo Municipio e la bellissima risposta delle persone”. Così Claudio Pesaresi, volontario Comunità di Sant’Egidio.

“Noi qui a EL CHEntro abbiamo i generi donati dai cittadini del quartiere, dal Comune e adesso dal Municipio I e poi li ridistribuiamo tra le persone che hanno bisogno, perché in una pandemia o c’è inclusione oppure non è possibile uscirne”. Così Mario Cecchetti, ELCHEntro, centro sociale di TorBella Monaca.

Siamo un’unica città, una grande comunità solidale: la solidarietà non conosce confini territoriali. Oggi siamo vicini ai nostri concittadini con la spesa sospesa: chi più ha, più dà, chi ha bisogno prende. Nel Primo Municipio c’è stata una grandissima risposta solidale, di cui ringrazio di cuore i nostri cittadini, abbiamo raccolto tantissime derrate alimentari, sufficienti per coprire il fabbisogno del nostro territorio e anche per aiutare gli altri. Abbiamo deciso, insieme alle associazioni con cui collaboriamo, di destinare questi pacchi alle famiglie di Tor Bella Monaca, a sostegno del lavoro della rete territoriale del Sesto Municipio. Un ampliamento della rete di sostegno sociale che supera i confini dei territori e coinvolge l’intera città, a dimostrazione che Roma è una grande comunità solidale. I pacchi alimentari donati saranno distribuiti dalla Comunità di Sant'Egidio, ELCHEntro e Medicina Solidale alle famiglie che ne hanno più bisogno, e a quelle che hanno bambini sarà donato un libro da leggere, grazie a Booklet LeTorriErica Battaglia Alessandra Laterza#solocosebelle #noiandiamoavanti #primomunicipio

Gepostet von Sabrina Alfonsi am Donnerstag, 11. Juni 2020

ROMA. MUNICIPIO I: INAUGURATE PANCHINE VIA ANDREA DORIA. “DONATE DA COMITATO TRIONFALMENTE 17”

4 giugno – “La vita sul territorio ricomincia. Abbiamo inaugurato le nuove panchine in via Andrea Doria, donate al territorio dal Comitato Trionfalmente 17 e installate dal Municipio Roma I Centro. Un momento per ricostituire anche simbolicamente la socialita’, interrotta dalla diffusione del coronavirus, e per ricominciare a coltivare le relazioni. A distanza certo, ma vicini. Grazie al comitato Trionfalmente 17, che ha donato al territorio strumenti di sosta e dialogo, in un viale, via Andrea Doria, che con i tanti piccoli interventi, con la festa di San Giuseppe, con le panchine e le gli alberi piantati recentemente, mano a mano sta diventando sempre piu’ luogo di socialita’ e di condivisione. La cittadinanza attiva, i comitati, le associazioni, sono una grandissima risorsa per la citta’, con le loro idee, proposte, prospettive, in sinergia con le istituzioni. Anche da qui passa la costruzione della citta’ futura che vogliamo: da piccole azioni concrete per migliorare cio’ che abbiamo intorno”. Cosi’ Sabrina Alfonsi, Presidente del Municipio Roma I Centro, in una nota. “Grazie all’Ufficio tecnico del Municipio I- afferma Paola De Vecchis del Comitato Trionfalmente Diciassette- sono state installate le panchine donate dal nostro comitato ai cittadini del Trionfale. E’ stata una grande emozione per noi vedere le persone sedersi e godere del passeggio lungo il marciapiede in questo lunedi’ prefestivo, cosi’ liberatorio dopo la fine di questo lungo periodo di chiusura. Le panchine sono il simbolo della socialita’, di quel vivere fuori che come italiani ci rappresenta e che amiamo”. Ora, continua la componente del Comitato, “noi chiediamo a tutti di assumersi la responsabilita’ di tutelare queste panchine, che sono bellissime e rendono Via Doria ancora piu’ elegante e accogliente. Noi desideriamo che tutti riflettano su un aspetto che consideriamo fondamentale: poche strade della Capitale hanno un ruolo simbolo della sinergia con le Istituzioni come Via Doria. Una cifra considerevole e’ stata investita dall’Amministrazione per un’iniziale grande trasformazione e ristrutturazione della via, poi di seguito gli abitanti, attraverso il Comitato, hanno sistematicamente apportato migliorie, sempre nella massima condivisione con le Istituzioni. Ora Via Doria e’ una bellissima strada, con i suoi marciapiedi larghi, gli alberi, le aiuole, le panchine e una popolazione che la vive quotidianamente come una grande piazza”.

 

19 marzo – Insieme ai Presidenti dei Municipi II, III e VIII Francesca Del Bello, Giovanni Caudo e Amedeo Ciaccheri abbiamo scritto una lettera alla Sindaca. L’abbiamo fatto per senso di responsabilità nei confronti delle nostre comunità e di tutti le cittadine e cittadini romani.
Abbiamo assistito negli ultimi mesi a convocazioni assai frequenti dei Centro operativo comunale per emergenze atmosferiche di breve durata e comunque gestibili con mezzi ordinari, e mi sembra paradossale che di fronte ad una emergenza di questa portata, che riguarderà la nostra città ancora per settimane se non mesi, i territori vengano lasciati soli. Per questo abbiamo posto con forza l’esigenza di realizzare un coordinamento, attraverso la Conferenza dei Presidenti, per affrontare in modo omogeneo alcuni temi specifici. Non ultimo quello delle persone senza dimora. Un tema che ci riguarda molto da vicino e che abbiamo affrontato, in ragione delle nostre possibilità, garantendo l’accoglienza h24 nei nostri due Centri per il piano freddo permettendo cosi’ agli ospiti di rimanere nella struttura tutto il giorno, e prolungando la loro apertura fino a maggio. Ma è chiaro che un tema di portata così ampia necessita di un coordinamento centrale che individui strategie di intervento e obiettivi comuni. Confidiamo in una riposta celere da parte della Sindaca. #rimanicasa che il #primomunicipiovienedate #tuttoandràbene  #covid19 primomunicipioroma.com

20 Dicembre – Al convegno organizzato dalla rete Esquilino Chiama Roma il tema è la sinergia tra territorio e istituzioni per rigenerare i luoghi e riqualificare porzioni di città. Piazza Pepe, i Portici di Piazza Vittorio: progetti che si stanno realizzando grazie al percorso condiviso tra amministrazione e rete di cittadini attivi. Il 2020 parte all’insegna di una progettazione partecipata del territorio che è simbolo della volontà di partecipare a una visione di Roma, una visione della città futura che possa far riprendere fiato, slancio ed energia alla città più bella del mondo, con la forza e le intelligenze di tutti. #primomunicipio  #noiandiamoavanti

 

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