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30 gennaio 2020 –  Lo scrittore e giornalista Claudio Magris ci ha lasciato una splendida definizione della memoria, come “uno dei più grandi valori trasmessi dalla civiltà ebraica. Essa non è il passato ma l’eterno presente di tutto ciò che ha senso e valore: l’amore, la preghiera, l’amicizia, la sofferenza, la felicità».
Cosa succederà quando tutti i testimoni dell’orrore della Shoah non ci saranno più? E’ un pensiero che spaventa, quello dell’oblio e dell’indifferenza. E allora sta a noi, generazione di mezzo, continuare a raccontare la verità contro ogni forma di banalizzazione e di negazionismo della storia. E lavorare contro ogni forma di intolleranza, discriminazione e di emarginazione.

 

Per la giornata della Memoria il Primo Municipio ha organizzato una serie di iniziative.

Il coro dei bambini della scuola Regina Elena he ha eseguito alcuni tradizionali canti in ebraico come ‘Gam Gam’ e ‘Hava Nagila’. Il racconto delle parole di Andra e Tatiana Bucci, due sopravvissute a Birkenau, fatto dagli studenti del Convitto Nazionale. E quello delle esperienze
dei rispettivi viaggi della Memoria ad Auschwitz, Mauthausen o Berlino da parte dei ragazzi del Ca-
vour, dell’Albertelli, del Tacito e del Vittorio Emanuele II. Questo è stato l’evento principale della Giornata della Memoria 2020, celebrata dal I Municipio il 30 gennaio nell’aula magna della scuola Regina Margherita di Trastevere dove si è tenuta l’iniziativa ‘Il futuro è memoria – studentesse e studenti raccontano la Shoah”.
La Giornata è stata celebrata davanti ai genitori e ai ragazzi delle scuole coinvolte.

“Ricordare ciò che è stato è un’azione necessaria perché la banalità del male può ripresentarsi attraverso l’indifferenza- ha commentato Alfonsi- La prima battaglia culturale è stare di guardia ai fatti. La memoria va coltivata come presidio dei diritti di tutti, della democrazia stessa. Dobbiamo continuare a inciampare nella memoria e a raccontare. Quest’anno abbiamo scelto di farlo attraverso le parole e l’esperienza dei ragazzi che hanno partecipato ai viaggi della Memoria: le emozioni, le parole, i luoghi ci mettono di fronte al nostro passato collettivo”. L’evento si è concluso con un breve concerto dell’orchestra dell’Istituto comprensivo Parco della vittoria, plesso Mordini, con un brano eseguito dal violinista Marco Valabrega, e dalla pianista Cecilia Pascale.

La Memoria della Shoah, però, non è stata celebrata solo con l’evento al Regina Elena. Tanti gli appuntamenti messi in campo dal 13 gennaio al 9 febbraio.

Nell’ambito del progetto “Memorie d’inciampo a Roma” l’artista tedesco Gunter Den-
mig ha posizionato 34 nuove Pietre d’inciampo dedicate a persone che per motivi razziali, politici
o religiosi furono prelevate con la forza dalle case in cui abitavano e deportate nei campi di stermi-
nio.

Ed ancora: tra le altre iniziative ecco “Il diario di Anne Frank, proposto in versione musical al Teatro degli Eroi, e i due appuntamenti al teatro Off Off di via Giulia con “La Belva Giudea”, storia del pugile Hertzko Haft, e il reading “Al di là del Muro” tratto dal “Diario di Gusen” di Aldo Carpi, scritto dall’artista durante la sua detenzione nel campo di Mathausen. Da segnalare, anche, la mostra
‘Shoah. L’infanzia rubata’ in programma fino al 24 luglio alla Casina dei Vallati – Fondazione Museo della Shoah che ripercorre idealmente la negazione dei diritti fondamentali dei bambini ebrei in tutta Europa durante gli anni della persecuzione nazifascista.

Infine, ha ricordato Alfonsi “voglio ricordare che la riflessione sulla Shoah e sugli anni della guerra era iniziata già a ottobre dello scorso anno con l’intitolazione di una via nella zona del Portico d’Ottavia al rabbino Elio Toaff e con la cerimonia per l’installazione in via Andrea Doria della targa commemorativa, dedicata alle figure dei partigiani del quartiere Trionfale”.

Nell’ambito delle oltre 100 iniziative che si svolgono a Roma per la Giornata della Memoria, il Primo Municipio ha organizzato due eventi.

Il primo è “L’Ultima Soglia” una mostra fotografica realizzata da Luigi Feliziani con il patrocinio della Comunità ebraica e dell’ANED.  Il tema è la deportazione nazista del 1943 a Roma, quando migliaia di cittadini romani, perché ebrei, perché ritenuti oppositori politici, perché militari, furono deportati nei campi di sterminio. Un dramma che riguardò migliaia di persone, uomini donne e bambini, che non deve essere dimenticato. La mostra si svolgerà dal 18 gennaio al 30 gennaio presso il Salone degli Sportelli Demografici del Primo Municipio nella sede di Via L. Petroselli, 50, e proseguirà poi – dal 6 al 16 febbraio -nella sede del Centro Giovani Municipale in Via della Penitenza 35.

 

          

Il secondo evento è il concerto “Songs from the Ghetto”, previsto per il giorno venerdì 26 gennaio alle ore 11.30 presso la Sala Benedetto XIII dell’Istituto San Gallicano, in Via di San Gallicano 25/a.

l’artista norvegese Bente Kahan – accompagnata da Marco Valabrega (viola e violino),Bruno Zoia (contrabbasso), Mohssen Kassirosafar (percussioni) –  propone un’interpretazione di canti e poesie scritte durante il periodo della persecuzione dei nazisti in Germania e nei ghetti di Vilnius, Cracovia, Varsavia e Theresienstadt. Il programma include canzoni di Mordechai Gebirtig e poesie di Ilse Weber oltre a brani originali ispirati alla tradizione Yiddishkeit.

 

L’evento è stato realizzato grazie al contributo di SORGENTE GROUP.

 

Roma, 11 gennaio 2017  –  Torna a Roma il  progetto “MEMORIE D’INCIAMPO”, promosso dall’Associazione ARTEINMEMORIA sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il Patrocinio del Municipio Roma I Centro.

Nell’ambito di questa VIII edizione del progetto, mercoledì 11 gennaio sono state posate nel Primo Municipio 5 nuove  “pietre d’inciampo”  – dedicate ad altrettante persone che sono state deportate e hanno perso la vita per motivi politici o razziali – nei marciapiedi prospicienti le case in cui queste persone hanno vissuto.

L’installazione delle stolpersteine è stata curata personalmente dall’artista tedesco GUNTER DEMNIG, ideatore del progetto.

Programma delle installazioni ______________________________________________________________

ore   9,45       Via di Santa Bonosa, 25                 una pietra in memoria di Giuseppe Di Castro

ore 10,15       Via Luciano Manara, 10                 una pietra in memoria di Amedeo Di Cori

ore 13,00       Via S.Angelo in Pescheria, 28      una pietra in memoria di Angelo Sed

ore 15,30       Via di Porta Pinciana, 6                  due pietre in memoria di Ida Luzzatti ed Elena Segré

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Con le 24  di quest’anno, le Stolpersteine (pietre d’inciampo) installate a Roma nelle 8 edizioni del Progetto raggiungeranno il numero totale di 260.

I Municipi coinvolti in questa ottava edizione sono: Municipio I; Munipio II; Municipio V; Municipio VIII; Municipio XII; Municipio XIII.

Il progetto, a cura di Adachiara Zevi, si avvale di un Comitato scientifico composto da: Anna Maria Casavola, Annabella Gioia, Elisa Guida, Antonio Parisella, Liliana Picciotto, Micaela Procaccia, Michele Sarfatti; e di un Comitato organizzativo composto da: Marina Levi Fiorentino, Annabella Gioia, Elisa Guida, Bice Migliau, Eugenio Iafrate, Sandra Terracina.

L’idea di Gunter Demnig risale al 1993 quando l’artista è invitato a Colonia per una installazione sulla deportazione di cittadini rom e sinti. All’obiezione di un’anziana signora secondo la quale a Colonia non avrebbero mai abitato rom, l’artista decide di dedicare tutto il suo lavoro successivo alla ricerca e alla testimonianza dell’esistenza di cittadini scomparsi a seguito delle persecuzioni naziste: ebrei, politici, rom, omosessuali. Un segno concreto e tangibile ma discreto e antimonumentale, a conferma che la memoria non può risolversi in appuntamento occasionale e celebrativo ma costituire parte integrante della vita quotidiana.

Sceglie dunque il marciapiede prospicente la casa in cui hanno vissuto uno o più deportati e vi installa altrettante “pietre d’inciampo”, sampietrini del tipo comune e di dimensioni standard (10×10). Li distingue solo la superficie superiore, a livello stradale, perché di ottone lucente. Su di essa sono incisi: nome e cognome del/la deportato/a, età, data e luogo di deportazione e, quando nota, data di morte.

Il giorno e l’ora della collocazione delle pietre è annunciata agli inquilini da una lettera del Municipio in cui si spiega che il progetto vuole “ricordare abitanti del quartiere uccisi e perseguitati dai fascisti e dai nazisti, deportati, vittime del criminale programma di eutanasia o oggetto di persecuzione perché omosessuali”.
L’inciampo non è fisico ma visivo e mentale, costringe chi passa a interrogarsi su quella diversità e agli attuali abitanti della casa a ricordare quanto accaduto in quel luogo e a quella data, intrecciando continuamente il passato e il presente, la memoria e l’attualità.

I primi Stolpersteine sono stati installati a Colonia nel 1995; da allora a oggi ne sono stati collocati in Europa oltre 55.000.

Invitato per la prima volta in Italia nel 2010, Gunter Demnig ha consentito al nostro paese di entrare a far parte di questo grande circuito internazionale della memoria.

Gli Stolpersteine sono finanziati da sottoscrizioni private; il costo di ognuno, compresa l’installazione, è di 120 euro.

Presso la Biblioteca della Casa della Memoria e della Storia è attivo uno “sportello” (casadellamemoria@bibliotechediroma.it / tel. 06/45460501) curato da Liliana Bilello ed Elisa Guida. A loro possono rivolgersi quanti intendono ricordare familiari o amici deportati attraverso la collocazione di uno Stolpersteine davanti alla sua abitazione.

Il sito web www.memoriedinciampo.com, realizzato da Giovanni D’Ambrosio e Paolo La Farina, documenta tutte le edizioni precedenti: la mappa dei luoghi dove sono stati installati i sampietrini, fotografie, film e testimonianze, il lavoro svolto dagli studenti che hanno aderito al progetto didattico, testi storici e critici relativi alla deportazione di ebrei, politici e militari, un profilo biografico dell’artista e una vastissima rassegna stampa.

All’ottava edizione sarà nuovamente affiancato il progetto didattico curato da Annabella Gioia e Sandra Terracina: ogni Municipio coinvolto sceglie una o più scuole cui affidare una ricerca storica sui perseguitati alla cui memoria sono dedicati i sampietrini.

Alcune immagini della giornata