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18 agosto – Mi sono impegnata insieme a tante e tanti altri per promuovere questa rete di 78 associazioni per richiedere immediatamente corridoi umanitari per donne, ragazze e ragazzi, bambine e bambini che volessero lasciare l’Afghanistan.

Afghanistan: Associazioni donne, subito i corridoi umanitari 78 associazioni scrivono lettera al Governo e Parlamento Ue (ANSA) – ROMA, 18 AGO – “La fuga verso l’Occidente da Kabul e l’avvento dei talebani, che hanno preso il comando dell’Afghanistan, preoccupano fortemente chi ha a cuore i diritti umani e la salvaguardia della vita di tutti i civili, specie di quelli piu’ a rischio, come donne e bambini, il cui destino e’ nuovamente consegnato a un indicibile orrore. Sono nostre madri, amiche, sorelle. Non lo possiamo e non lo vogliamo piu’ accettare. L’Europa deve agire, l’Italia deve reagire, noi donne e cittadine dobbiamo fare rete contro ogni violenza”. E’ quanto scrivono in una lettera indirizzata al presidente del Consiglio Mario Draghi, ai ministri Luigi Di Maio e Luciana Lamorgese e, per conoscenza, alla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e al Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli, 78 associazioni tra le quali Donne per la salvezza, Le Contemporanee, Soroptimist International d’Italia, Fuori quota, Rete per la parita’, Presidenza Asvis – Pierluigi Stefanini e Marcella Mallen, Casa internazionale delle donne di Roma, Casa internazionale delle donne di Milano, Manifestolibri, Human Foundation, InGenere, Un ponte per, Senonoraquando Libere, Ucid, le associazioni aderenti a Inclusione donna, Politiche di genere Cgil, BasE Italia, Green Italia, Be Free, Associazione PoP. “Quello che urge adesso – sottolineano nella missiva – e’ consentire al maggior numero di donne, ragazze e ragazzi, bambine e bambini di mettersi in salvo in queste ore in cui le maglie del controllo talebano sono ancora slabbrate. E sostenere chi decide di rimanere a lottare nel proprio Paese, garantendo il monitoraggio internazionale sui diritti umani e delle donne in particolare. Le organizzazioni firmatarie, e i singoli che possono farlo, si mettono a disposizione dello Stato e dell’Unione europea per contribuire ad ospitare chi e’ costretto a fuggire trovando per essi alloggi e ristori integrativi rispetto a quelli gia’ inseriti nel sistema di accoglienza, nonche’ percorsi formativi e lavorativi che consentano loro una liberta’ e una sicurezza di lunga durata. Le organizzazioni intendono contribuire anche a creare le condizioni per aiutare e salvare le donne in Afghanistan. Ogni vita salvata dalla violenza e’ una vittoria per qualsiasi democrazia degna di questo nome. Bisogna fare tutto e occorre farlo adesso”, conclude la lettera.
(ANSA). DE 18-AGO-21 12:35 NNNN
Dall’incontro della delegazione della Rete delle donne con il sottosegretario alla Farnesina Benedetto della Vedova è emerso un quadro molto più drammatico delle peggiori aspettative. Ci sono margini di intervento ridottissimi. L’unico aeroporto, Kabul, in mano ai talebani che controllano i check point e depennano le persone dalle liste concordate con i consolati.
Gli aerei partono vuoti perché le cittadine/i non riescono a raggiungerli. Bande talebane rapiscono ragazzine dalle case come bottino di guerra.

La disponibilità italiana sembra alta ma far uscire le persone è delicatissimo. Possibili ponti aerei solo dai confini di Iran e Turchia, ma raggiungerli per la popolazione civile equivale al suicidio.
Tutti attendono il G20 del 26/8 con il vertice sui diritti delle donne afghane organizzato dalla ministra Bonetti.
Il Ministero ci ha promesso un aggiornamento ai primi di settembre.
Intanto facciamo quello che possiamo: teniamo l’attenzione politica delle donne focalizzata su quello che devono fare. Senza abbassare lo sguardo. E non è una cosa facile.

7 luglio – Una panchina con i colori dell’arcobaleno a Via Lepanto, dipinta da artiste e artisti della comunità LGBTQ. L’iniziativa, patrocinata dal Municipio I di Roma, è stata lanciata dalle associazioni InOltre Alternativa Progressista e Questa è Roma in collaborazione con altri per sostenere l’approvazione del DDL Zan, attualmente in discussione al Parlamento. Una esortazione a tutte e tutti a schierarsi contro ogni forma di discriminazione per motivi legati al genere, all’orientamento sessuale, all’identità di genere e alla disabilità .L’approvazione del Ddl è imperativa, non possiamo più aspettare. In attesa della legge “perfetta e condivisa”, le aggressioni e le violenze si moltiplicano. Vogliamo un mondo in cui i diritti di tutti abbiano pari dignità.

 

23 Ottobre – Un abete, ancora piccolo ma che crescera’ forte e alto, proprio davanti a una delle sedi del Tribunale di Roma, in via Lepanto. E una targa, con la scritta “Stefano Cucchi, ragazzo. Dignita’, giustizia, diritti”. Questo il modo con cui il I Municipio ha voluto ricordare Stefano Cucchi, nell’undicesimo anniversario della sua morte, avvenuta il 22 ottobre del 2009. L’albero e’ stato messo a dimora dalla sorella di Stefano Cucchi, Ilaria, e dalla Presidente del Primo Municipio, Sabrina Alfonsi, con una breve cerimonia. nell’ambito delle iniziativa “VI Memorial Stefano Cucchi”. Insieme a loro, rappresentanti dei comitati di quartiere, esponenti della camera penale del tribunale di Roma e il comitato promotore dell’iniziativa.

“E’ stato un momento emozionante- ha detto Ilaria Cucchi- la nostra e’ stata per anni una battaglia di civilta’ che ci vedeva da soli. Ora e’ diventata una cosa enorme, che scalda il cuore. E quello che abbiamo fatto anche oggi ne e’ la dimostrazione. Non siamo piu’ soli. E’ anche significativo che questo albero sia stato piantato davanti al Tribunale: mio fratello Stefano moriva, infatti, di giustizia. E di giustizia entrambi i nostri genitori si sono ammalati. La nostra famiglia e’ stata devastata. Ma forse il senso della morte di Stefano e’ che la giustizia che ci ha costretti ad anni di processi sbagliati ci sta dimostrando che, quando vuole, puo’ essere davvero giusta e uguale per tutti”.

“Quando ci e’ stato chiesto dagli organizzatori del ‘Memorial Cucchi’ di fare questa piantumazione ci siamo sentiti onorati e orgogliosi, ma ci avete consegnato anche una grande responsabilita’ come Istituzione- ha aggiunto la Presidente Sabrina Alfonsi rivolta a Ilaria Cucchi. Noi non potevamo che rispondere, prendendo la scelta dell’azione politica per la giustizia per tutti che ha fatto Ilaria e portandola avanti. Questa piantumazione non e’ solo una memoria: come per le pietre d’inciampo e’ un segno, che vuole mantenere la testa alta sullo stato di diritto in cui siamo e quello che vogliamo raggiungere. Questa targa ci deve far pensare che lo Stato di diritto deve fare lo Stato di diritto e che non ci deve essere un investimento personale, di vita, ed economico come quello di Ilaria per avere giustizia. Che non vogliamo le ingiustizie e che se queste vengono dallo Stato e’ intollerabile”.

Per l’Assessore Anna Vincenzoni “questo è il luogo giusto per piantare l’albero, non soltanto per Cucchi, ma anche per Aldrovandi, Uva e tutti coloro i quali sono stati uccisi in maniera vigliacca da coloro che invece dovevano garantirne la tutela”.

Durante la cerimonia, il violinista Marco Valabrega ha dedicato un motivo alla memoria di Stefano Cucchi.

Stefano Cucchi viene fermato dai carabinieri il 15 settembre del 2009, al parco degli Acquedotti, perché trovato in possesso di 20 grammi di hashish e di alcune pastiglie per l’epilessia di cui soffriva. Viene portato in caserma e viene disposta per lui la custodia cautelare in carcere. Sette giorni dopo muore all’ospedale Pertini.

Il 14 novembre 2019 i due carabinieri accusati della morte di Cucchi sono stati condannati dalla Corte d’Assise a 12 anni. È stato inoltre aperto il cosiddetto “Cucchi ter” per ricostruire le responsabilità di chi cercò di coprire il pestaggio del ragazzo.

 

Oggi nel giardino davanti al tribunale di Roma, con Ilaria Cucchi abbiamo piantato un albero e apposto una targa per ricordare suo fratello Stefano. Un monito, un inciampo, per non perdere mai di vista che la giustizia deve essere giusta e che tutti hanno diritto ad avere diritti. Grazie a tutti coloro che hanno voluto condividere con noi questo momento e a Marco Valabrega per averci incantato con la sua musica. #primomunicipio #solocosebelle #noiandiamoavanti

Gepostet von Sabrina Alfonsi am Freitag, 23. Oktober 2020

 

10 ottobre – Next Generation UE. Alla Casa Internazionale delle Donne parliamo di Recovery Fund. Gli investimenti e le decisioni politiche prese entro il 2020 cambieranno il volto dell’Italia. Abbiamo la necessità ma anche l’opportunità di ridisegnare il nostro Paese, per renderlo più sostenibile, più giusto, più equo. Noi donne in questo dobbiamo far sentire la nostra voce e far valere le nostre intelligenze, perché questa è un’opportunità storica, scaturita da una crisi epocale, per investire davvero su lavoro, pari opportunità, diritti, rilancio dell’economia.

Next Generation UE. Alla Casa Internazionale delle Donne parliamo di Recovery Fund. Gli investimenti e le decisioni politiche prese entro il 2020 cambieranno il volto dell'Italia. Abbiamo la necessità ma anche l'opportunità di ridisegnare il nostro Paese, per renderlo più sostenibile, più giusto, più equo. Noi donne in questo dobbiamo far sentire la nostra voce e far valere le nostre intelligenze, perché questa è un'opportunità storica, scaturita da una crisi epocale, per investire davvero su lavoro, pari opportunità, diritti, rilancio dell'economia.

Gepostet von Sabrina Alfonsi am Samstag, 10. Oktober 2020

IL SERVIZIO DI TAXI DEDICATO A CHI SOFFRE DI AUTISMO

Firmata una convenzione con la compagnia Samarcanda. Il progetto per sostenere l’autonomia e l’integrazione dei giovani con disturbo dello spettro autistico nei luoghi di pubblica fruizione

«Un piccolo tragitto su un taxi, ma un grande viaggio verso l’indipendenza». È questo il senso del video che lancia una convenzione firmata dal I Municipio con «Io sono Pablo e qui sto bene Aps», con Samarcanda taxi e grazie alla collaborazione e il supporto di «Tutti taxi per amore». «La finalità del progetto «Io sono Pablo e qui sto bene» – spiegano Sabrina Alfonsi, presidente del I Municipio; Alessia Condò, presidente di Io sono Pablo e qui sto bene; Fabrizio Finamore, presidente di Samarcanda e Marco Salciccia, presidente di «Tutti taxi per amore – è quella di promuovere e sostenere l’autonomia e l’integrazione delle ragazze e ragazzi con disturbo dello spettro autistico nei luoghi di pubblica fruizione, in questo caso i taxi. In pratica, il I Municipio raccoglie le adesioni che poi passa a Samarcanda taxi, che a sua volta provvede ad annotare sulla App e sul sistema di contatto telefonico che la persona che chiama è autistica. L’operatore del centralino che riceve la telefonata avrà una maggiore attenzione nell’ascolto e dovrà sincerarsi che il cliente abbia chiaro quale taxi verrà a prenderlo così come il tassista, avrà maggiore cura e gentilezza nell’accoglienza». Nel video, anche i promotori della convenzione che per l’occasione, sono diventati attori insieme con Pablo, il protagonista.

 

Abbiamo sostenuto con gioia e convinzione il progetto della Onlus “Io sono Pablo e qui sto bene”, dedicata ai ragazzi con autismo e alla loro autonomia! Grazie a Tutti Taxi per Amore e alla cooperativa Samarcanda! #solocosebelle #noiandiamoavanti #primomunicip

 

INAUGURAZIONE AL NIDO “IL MAGGIOLINO” CON LA VICEMINISTRA ALL’ISTRUZIONE ANNA ASCANI.

Lunedì 15 giugno alle ore 8.30 presso il nido “Il Maggiolino”, nel quartiere Della Vittoria, è stato  tagliato il nastro inaugurale per la partenza dei centri estivi nel Municipio Roma I Centro, alla presenza della vice Ministra all’Istruzione Anna Ascani, della Presidente del Municipio I Sabrina Alfonsi e dell’Assessore alla scuola Giovanni Figà Talamanca.
“Partono i centri estivi del Municipio Roma I Centro: dopo tre mesi in cui i bambini e i ragazzi sono stati diligentemente chiusi in casa, rispettando le regole, facendo lezione a distanza e aspettando che la paura e l’incertezza si dileguassero, ora finalmente ripartono anche loro. Una situazione straordinaria ha imposto sforzi straordinari alla Politica e all’Amministrazione: da subito abbiamo scelto di non lasciare indietro nessuno e di dare tutta l’attenzione che meritano alle bambine e ai bambini del nostro territorio, per garantire il diritto alla salute, ma anche il diritto alla socialità, a giocare e a imparare. Ora iniziano i nostri centri estivi e partiamo proprio da un nido, dai bambini della fascia 0-3 anni, che inizialmente sembravano fuori dall’opportunità dei centri estivi e che ora invece possono usufruirne, grazie anche alla battaglia portata avanti dalla viceministra Ascani”. Così la Presidente del Municipio Roma I Centro, Sabrina Alfonsi.
“Sono felice di vedere i bambini incontrarsi dopo mesi di isolamento e tornare alla socialità che la necessità di contenere il contagio ha compromesso negli scorsi mesi. Ci siamo battuti per garantire ai più piccoli i loro legittimi diritti e per sostenere le famiglie, che hanno così oggi la possibilità di lasciare i propri figli al sicuro, in luoghi che rispettano i protocolli di sicurezza e con personale specializzato. Abbiamo dovuto vincere delle resistenze, ma alla fine il lavoro che abbiamo fatto con gli altri Ministeri coinvolti, con gli enti locali e il terzo settore è stato premiato. E a vincere è la collettività, che gradualmente torna alla normalità, sempre in sicurezza, e riparte. Voglio ringraziare tutti coloro che si sono impegnati in questa direzione e chi concretamente si è adoperato per ottenere questo risultato. Come Governo non ci fermiamo qui: stiamo lavorando per la riapertura delle scuole a settembre in presenza e continuiamo a definire interventi per raggiungere ogni cittadino e non lasciare indietro nessuno”. Così la Viceministra dell’Istruzione Anna Ascani.
“Da oggi riparte la nostra rete di servizi, salda, capillare, costruita grazie alla collaborazione con tutte le realtà del territorio, privilegiando ovviamente le situazioni in cui siano disponibili spazi all’aperto. Una risposta alle famiglie ma soprattutto alle bambine e ai bambini: dal saluto dell’ultimo giorno di scuola, che abbiamo voluto sostenere, in presenza, per salutarsi occhi negli occhi, fino all’apertura dei centri estivi in sicurezza e alla ripartenza della scuola a settembre, noi siamo al lavoro per tutelare i diritti dei bambini, a giocare come ad apprendere, perché nessuno resti indietro”. Aggiunge ancora Sabrina Alfonsi.
“1600 bambini, da 0 anni in su, in 40 strutture, nidi e scuole del municipio, centri sportivi, ludoteche e centri culturali: abbiamo messo in campo tantissime energie per sostenere la ripartenza dei bambini, abbiamo lavorato e stiamo lavorando alla riapertura a settembre con la convinzione che siamo comunità, e dobbiamo ripartire tutti, insieme, anche i bambini, anche le loro famiglie. Soprattutto per i piccoli con disabilità, il Municipio garantisce anche durante questi centri estivi piena accessibilità, sicurezza e assistenza, perchè nessuno deve restare indietro e il diritto all’istruzione deve essere garantito, a tutte e tutti. Sempre.” Così l’Assessore alla Scuola del Municipio Roma I Centro, Giovanni Figà Talamanca.

SCUOLA. NEL I MUNICIPIO RIAPRONO I PRIMI CENTRI ESTIVI DI ROMA – (DIRE) Roma, 15 giu. – I primi centri estivi di Roma, tra le prime esperienze anche in Italia, sono aperti e funzionanti da questa mattina. Sono stati inaugurati nel I Municipio e il taglio del nastro e' avvenuto all'asilo nido "Il Maggiolino" alla presenza del viceministro e sottosegretario all'Istruzione, Anna Ascani, e il presidente del I Municipio, Sabrina Alfonsi. Ad essere aperti, nello specifico, sono 44 centri di cui 16 centri estivi per l'infanzia,14 centri estivi elementari, 8 centri estivi nidi e 6 centri estivi ludoteche e poli multiculturali. Nel centro inaugurato oggi sono entrati 25 bambini su 75. In totale il I Municipio mette a disposizione 1.600 posti di cui 100 gratuiti per bambini segnalati dai servizi sociali. Inoltre in tutti i centri e' garantito accesso alle bambine e i bambini con disabilita' con operatore rapporto 1 a 1 garantito dal Municipio attraverso operatori Oepa. Previsti, infine, sconti per secondo e terzo figlio. "Oggi- ha spiegato Ascani dopo la visita- finalmente restituiamo ai nostri bambini il loro diritto alla socialita'. Dopo lunghi mesi di lockdown tornano al primo posto e per questo voglio ringraziare il I Municipio di Roma che e' tra le prime realta' in Italia, se non la primissima, ad aprire. La presidente si e' assunta questa responsabilita' e queste belle strutture che riaprono danno il segnale che finalmente questo Paese rimette al centro chi al centro deve stare, ovvero i nostri bambini". "Io voglio ringraziare Anna Ascani- ha aggiunto Alfonsi- perche' senza di lei sicuramente oggi avremmo aperto soltanto per i bambini dai 3 anni in su. Invece la sua battaglia di far aprire anche i nidi e' stata fondamentale e oggi 1.600 bambini dai 0 agli 11 anni del I Municipio riniziano ad andare nelle loro strutture scolastiche. Parliamo di 33 scuole aperte in 44 centri estivi. Una grande conquista per i bambini che riacquistano socialita' e il loro tempo ma anche per le famiglie perche' si puo' cominciare a ritornare a una vita normale. Perche' la vita normale e' se ci sono i bambini al centro e non tutto il resto. Sara' anche una grande sperimentazione in vista della riapertura delle scuole a settembre".

Gepostet von Sabrina Alfonsi am Montag, 15. Juni 2020

15 ottobre – “E’ inconcepibile che – a due settimane dal cambio di gestione del servizio di trasporto individuale per le persone con disabilità – un servizio essenziale per i cittadini più fragili sia ancora nel caos più completo, con attese lunghissime per le vetture e corse saltate”.
Lo affermano in un a nota stampa congiunta la Presidente Sabrina Alfonsi e l’Assessore Alle Politiche Sociali del Municipio I, Emiliano Monteverde.
“E’ evidente che c’è un problema di organizzazione da parte della Società che ha avuto in assegnazione l’appalto, ma quello che ci preoccupa di più è la lentezza del Campidoglio a reagire con provvedimenti adeguati a quello che consideriamo un disservizio gravissimo. Non  dimentichiamo che per queste persone la possibilità di avere un servizio di trasporto efficiente non significa soltanto certezza di poter svolgere i numerosi adempimenti di tipo medico a cui devono sottoporsi, oppure poter andare al lavoro ma, più in generale, significa garanzia di autonomia, e quindi di libertà. Un obiettivo di  vitale importanza
Per questo riteniamo giusto sostenere la protesta, aderendo alla manifestazione prevista per le 14.30 di oggi in Piazza del Campidoglio” conclude la nota.

(Comunicato Agenzia Dire).

Il 30 aprile si svolgeranno le primarie del Partito Democratico per la scelta del Segretario Nazionale.

Vi invito a partecipare al voto, e vi do appuntamento all’iniziativa con Anna Finocchiaro di giovedì 27 aprile al Centro Congressi “Gli Archi” in Largo S. Lucia Filippini, 20 (Via delle Botteghe Oscure).

Roma, 21 aprile 2017  –  “Bene ha fatto Ieri il Presidente Marco Palumbo a convocare una seduta della commissione trasparenza per affrontare i molti problemi determinati dalla delibera 31/2017 sulle residenze virtuali per i senza dimora che ha preso il via il 3 aprile. L’emanazione in tutta fretta di questa delibera ha determinato ‘gravi difficolta” e prevediamo ne determinera’ molte altre, in particolare: agli uffici anagrafici e ai servizi sociali dei Municipi ed in particolare a quelli del Primo. Rinunciare alla funzione delle associazioni come Caritas, Astalli, Sant’Egidio, Esercito della Salvezza e Casa dei diritti sociali senza affrontare prima il modello organizzativo e le implicazione sulla vita delle persone che avrebbe avuto questa delibera dimostra ancora una volta quanto la citta’ sia amministrata ‘a caso’. Nei vari interventi molti hanno ricordato che, ad esempio, l’indirizzo virtuale che rimane in vigore non e’ sufficiente per il rinnovo del permesso di soggiorno oppure il rinnovo della patente poiche’ mancano i protocolli con la questura e motorizzazione. La previsione, inoltre dei 60 giorni per la conversione del vecchio documento nel nuovo dopo i quali oltre il 90% delle residenze virtuali attuali passeranno automaticamente al Primo Municipio si scontra frontalmente con l’intento annunciato dall’Amministrazione di rivedere l’alto numero delle residenze (circa 20.000) per verificarne la presenza su Roma o eventuali usi distorti. Ma se dopo 60 giorni tutti verranno registrati come si pensa di fare questo controllo? Se usi distorti ci sono ora in questo modo vengono di fatto sanati. Si e’ posto poi il problema del mancato coinvolgimento nella scrittura del testo di tutte le associazioni che in questi anni hanno lavorato e degli uffici sociali e anagrafici dei municipi. Questa assenza di confronto ha dato vita ad uno strumento purtroppo pieno di contraddizioni, che non allarga il diritto di cittadinanza ma di fatto lo restringe, che sovraccarica di lavoro gli uffici municipali e che non garantisce affatto nessuna trasparenza o verifica su eventuali usi distorti anzi di fatto li sana. È necessario mettere mano alla delibera e alle circolari gia’ inviate. Prima che la situazione peggiori”. Cosi’ in un comunicato l’assessore ai servizi sociali del I Municipio Emiliano Monteverde.

Senza dimora, le associazioni insorgono contro la delibera capitolina: “La nuova anagrafe rischia di creare emarginazione”