25 Febbraio, 2021
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donne

23 dicembre – Con Emiliano Monteverde  a Via Sabotino. Parte anche quest’anno, per il sesto consecutivo, il “Piano Freddo” del Primo Municipio. Da questa sera 14 persone, in prevalenza donne, potranno dormire in un letto e consumare un pasto caldo nella casa di accoglienza allestita in grazie a un progetto comune promosso dal Primo Municipio in collaborazione con Acli Roma, BINARIO 95 e Europe Consulting.

ABORTO. ALFONSI-LEONORI-DEL BELLO: RIMUOVERE MANIFESTI SU PILLOLA RU486
Roma, 7 dic. – “Questa mattina Roma si e’ svegliata costellata di giganteschi manifesti che ritraevano una ragazza vestita di bianco, svenuta o addirittura morta, con accanto una mela appena morsa, come quella di Eva, avvelenata. Il testo recita: Prenderesti mai del veleno? Stop alla pillola abortiva ru486, e sotto ancora l’hashtag #dallapartedelledonne. Riteniamo che questi manifesti siano fortemente lesivi della dignita’ e della libera scelta delle donne sul proprio corpo e che compromettano l’autodeterminazione che invece come donne vogliamo affermare. Questa campagna e’ inaccettabile per il messaggio che manda, con un hashtag ingannevole (#dallapartedelledonne) non coerente con il contenuto, teso a colpevolizzare il diritto di scegliere se e come interrompere una gravidanza, sancito dalla legge 194. Con un’immagine una donna esanime, il veleno, il peccato originale di voler decidere del proprio corpo ancora piu’ violenta. Lo strumento per porre un freno a questa ignobile campagna lo conosce anche Lei, Sindaca, e’ l’art. 12 bis del Regolamento comunale recante le norme in materia di esposizione della pubblicita’ e di pubbliche affissioni, approvato dall’Assemblea Capitolina con Deliberazione n. 50/2014. Le chiediamo di schierarsi davvero dalla parte delle donne e di intervenire, applicando la norma per rimuovere questi ignobili manifesti dalle strade della nostra citta’, che non vogliamo veder precipitare in un oscurantismo medievale in cui le donne non hanno diritti. É il momento di agire”. Cosi’ in una nota congiunta Sabrina Alfonsi, Francesca Del Bello, Marta Leonori.

25 novembre – Oggi si celebra la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne, un giorno diverso da tutti gli altri. I dati delle violenze domestiche e dei femminicidi sono implacabili e il lockdown ha contribuito ad esacerbare situazioni già critiche. Dobbiamo agire ed essere promotrici di un vero cambiamento culturale, nella nostra Italia. Io penso che attraverso le armi pacifiche dell’istruzione, della cultura, della conoscenza questo traguardo lo raggiungeremo, educando i nostri ragazzi e le nostre ragazze a percepire l’altro in termini di parità.
Questa mattina consegneremo il libro Notebook sulla Violenza, frutto del progetto in collaborazione con BeFree da noi finanziato ad alcune delle scuole con cui abbiamo lavorato in questi anni.
Gli altri appuntamenti della giornata:
Alle 16 verrà inaugurata una panchina rossa al parco di Carlo Felice, realizzata insieme all’associazione Cani Felici.
Alle 18.00 invece da Palazzo velli consegneremo il premio Rewriters a Bebe Vio, per aver contribuito a cambiare in modo positivo l’immaginario contemporaneo.
Giovedì 26 alle 18.30 presenteremo online il libro frutto del nostro progetto, in diretta su questa pagina!
Sabato 28 alle 15 inaugureremo una panchina rossa al giardino Pertica a Testaccio realizzata insieme all’associazione Differenza Lesbica.
Un appuntamento rimandato: la posa della targa dedicata alle mogli dei carabinieri che lottarono per la Resistenza. Avremo dovuto inaugurarla oggi in piazza Risorgimento ma lo faremo a dicembre!

10 ottobre – Next Generation UE. Alla Casa Internazionale delle Donne parliamo di Recovery Fund. Gli investimenti e le decisioni politiche prese entro il 2020 cambieranno il volto dell’Italia. Abbiamo la necessità ma anche l’opportunità di ridisegnare il nostro Paese, per renderlo più sostenibile, più giusto, più equo. Noi donne in questo dobbiamo far sentire la nostra voce e far valere le nostre intelligenze, perché questa è un’opportunità storica, scaturita da una crisi epocale, per investire davvero su lavoro, pari opportunità, diritti, rilancio dell’economia.

Next Generation UE. Alla Casa Internazionale delle Donne parliamo di Recovery Fund. Gli investimenti e le decisioni politiche prese entro il 2020 cambieranno il volto dell'Italia. Abbiamo la necessità ma anche l'opportunità di ridisegnare il nostro Paese, per renderlo più sostenibile, più giusto, più equo. Noi donne in questo dobbiamo far sentire la nostra voce e far valere le nostre intelligenze, perché questa è un'opportunità storica, scaturita da una crisi epocale, per investire davvero su lavoro, pari opportunità, diritti, rilancio dell'economia.

Gepostet von Sabrina Alfonsi am Samstag, 10. Oktober 2020

20 settembre – Stanotte ci ha lasciato la nostra Ragazza del secolo scorso. Una donna che ha dedicato le sue energie a raccontare l’Italia del Novecento, dal dopoguerra ad oggi. E a contribuito a ricostruirla, con la sua intelligenza, di donna, di politica, di giornalista. #rossanarossanda

Una perdita incolmabile.Che la terra ti sia lieve, Rossana.

 

 

2 giugno 1946, l’Italia sceglie la Repubblica, con 12.717.923 voti di donne e di uomini. Donne che eleggono e possono essere elette. Su 556 deputati, solo 21 donne, ma è un primo grande passo. Tra loro Nilde Jotti, Teresa Noce, Tina Merlin, Angela Gotelli, Maria Federici parteciperanno alla stesura della Costituzione Italiana e diventeranno le nostre Madri Costituenti. Inizia la Repubblica, delle donne e degli uomini, e il lungo percorso per la parità dei diritti. Ma alle donne, che per la prima volta partecipano al voto nazionale, i quotidiani raccomandano di fare attenzione a non sporcare la scheda elettorale con i loro vezzosi rossetti, per non invalidare il voto. Un consiglio paterno, benevolo, a chi è inesperta all’esercizio di un diritto nuovo. Ma la strada per parità è cominciata, nasce la Repubblica Italiana, democratica, libera, di tutte e tutti.
Buona Festa della Repubblica a tutti noi!

 

27 aprile. – “All’indomani della conferenza stampa del presidente del Consiglio Conte, sono tutti insoddisfatti per le misure contenute nel nuovo dpcm, che prefigura obblighi e iniziali riaperture dal prossimo 4 maggio. Tante le categorie che spingono per una riapertura dai ritmi più’ veloci, dai commercianti, ai ristoratori, alla CEI, che chiede di poter celebrare nuovamente le messe. Tante necessita’, tante fasce in sospeso e in sofferenza. Eppure, da amministratrice, penso che il vero vuoto siano i bambini e le famiglie. Non sono stati proprio visti, nel panorama di questo nostro Paese all’alba della quasi-ripartenza. Sono stati dimenticati i bambini e con loro le donne, perché’ si sa che quando non c’e’ un sostegno forte dallo Stato, i figli sono sempre delle mamme. E invece i bambini sono delle famiglie, in qualunque modo siano declinate: bambini con 2 genitori, con 1 genitore, bambini che vivono con i nonni o con altri parenti, bambini in affido o bambini in case famiglie. Le famiglie hanno il diritto di avere delle risposte e delle opportunità’: perché’ di questo stiamo parlando, di avere pari opportunità’ di poter tornare al lavoro e insieme di dare a tutti i cittadini gli stessi diritti, anche ai più’ piccoli. Diritto alla salute, certo ma anche diritto alla socialità’, diritto a giocare e diritto a imparare”. E’ quanto dichiara la presidente del Municipio Roma I Centro, Sabrina Alfonsi. “Da amministratrice- spiega Alfonsi- non posso non dare una risposta alle tante famiglie del territorio che governo che mi chiedono, mi chiedono incessantemente come fare. Io ritengo che sia imperativo avere un piano, un progetto: io voglio fare i centri estivi, in sicurezza certo, che siano all’aperto, che siano dentro le scuole, che siano con pochi bambini per educatore, ma noi dobbiamo pensare a tutti, non solo a chi produce un tangibile effetto economico con la sua azienda, con il suo lavoro. Il Governo e a seguire tutti i livelli amministrativi, Regione, Comune, devono elaborare un piano perché’ si arrivi pronti al 1 giugno, data della effettiva possibile ripartenza per tutte le categorie. Tra le quali ci sono le famiglie, prima di tutto. Mio figlio ormai e’ grande, ha 19 anni. Eppure anche lui soffre, come soffrono tutti i giovani, che hanno accettato le regole, le stanno rispettando e si stanno impegnando ogni giorno, astenendosi dalla socialità’, rispettando il patto da cittadini con lo Stato per il bene comune più’ a rischio, la salute pubblica. Dal 4 maggio potremo andare a trovare i parenti, con le dovute accortezze igieniche. Ma non tutti gli affetti, anche i più’ profondi, sono imbrigliati in una parentela formale. Anzi, alle volte e’ proprio il contrario. Sono gli amici, i fidanzati, le fidanzate, quelli a cui vorremmo portare un sorriso. Sono i compagni di vita, che magari vivono in un’altra casa, e che non possiamo vedere perché’ sono legami che non sono riconosciuti giuridicamente. Ma sono quelli che ci nutrono e ci danno la forza. E questo vale per tutti, per i giovani, per gli adulti, per gli anziani. Ecco, la vera ripartenza passa anche da questo: nel riuscire a vedere oltre il lavoro, arrivando alle persone, a quella geografia delle emozioni che costituisce il nostro essere”. (Comunicato Stampa Agenzia Dire)

24 aprile –  Stare a casa per le donne non sempre è sicurezza: sono purtroppo esponenziali i casi di violenza domestica.

Le istituzioni e i Centri Antiviolenza ci sono: il Centro Anti-violenza “Mariella Gramaglia” di Circonvallazione Trionfale 19 svolge regolare attività e risponde 24 ore su 24 al numero 331.6493913, tutti i giorni dell’anno.

Prosegue la campagna di informazione contro la violenza di genere e a sostegno delle donne vittime di violenza, a cura della Commissione e dell’Assessorato Pari Opportunità e del Municipio Roma I Centro: ricordiamo che il numero verde nazionale anti-violenza 1522 è sempre attivo e che l’obbligo di rimanere a casa non impedisce di fuggire dalla violenza domestica.

A questo proposito, voglio raccontarvi una bellissima notizia, che potrà fare la differenza per moltissime donne che hanno bisogno di trovare rifugio: è di pochi giorni fa la notizia che saranno messe a disposizione delle donne vittime di violenza le case dell’Ater.
Un grande passo verso l’autonomia, l’autodeterminazione, la libertà. Sul sito della Regione Lazio trovate tutte le informazioni-

10 aprile – Il 10 aprile di cento anni fa nasceva Nilde Iotti, madre costituente della nostra Repubblica, donna coraggiosa e forte a cui dobbiamo molte delle leggi che hanno cambiato l’Italia. Leggi che hanno inciso sulla vita di tutte e tutti, non solo delle donne, e da allora hanno permesso all’Italia di iniziare il lungo percorso verso la parità, l’autonomia e l’autodeterminazione. Un cammino che non si ferma nemmeno in questi giorni difficili, di emergenza e di forzata convivenza: lottiamo affinché siano sempre garantiti i diritti delle donne, sia assicurata l’assistenza, l’aiuto, l’ascolto e soprattutto l’intervento per le donne che subiscono violenza e per i loro figli, perché nessuna sia lasciata mai sola. #nildeiotti