19 Ottobre, 2021
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PATTO DI COMUNITA’

23 luglio – Dal post di Valeria Scafetta sul suo profilo FB

“Vale, ti va di aiutarmi a raccontare quanto ho fatto in questi otto anni?”
“Sei sicura? È un onore e una gioia!”
È cominciata con uno scambio nel nostro stile: lei diretta, io, più timorosa.
Ho appena finito di sistemare l’ultimo capitolo del libro, curato per Sabrina. Le idee, le proposte, le emozioni, le persone, i progetti realizzati e da realizzare, le difficoltà, i rimpianti e i successi, il futuro: tra una video chiamata e l’altra, assessori ( tutti preziosi, debitamente citati) e figli che hanno provato a distrarci, abbiamo riannodato i fili di una storia politica necessaria da raccontare e da continuare. Verranno giornate di revisione, tagli, aggiunte, correzioni, ancora più fondamentale sarà la collaborazione di Ginevra, ma ora respiro, pensando a quel pomeriggio di non ricordo quanti anni fa, in cui nel nostro amato rione, due donne, segretarie di sezione si sono incontrate e hanno deciso di fare un bel tratto di strada insieme che il destino non ha interrotto. Le scrivanie, in luoghi e contesti diversi, hanno mantenuto lo stesso caos.

8 luglio –  Oggi alla Casa del Municipio Roma I Centro in via Galilei 53, evento di chiusura della mostra “I Fili Sottili del Tessuto Urbano”. Venti Artiste e Artisti, giovani e meno giovani, hanno rappresentato cos’è per loro “comunità”, per raccontare la solidarietà in un mondo investito dalla pandemia. Con Simona Sarti ed Emiliano Monteverde abbiamo consegnato le loro opere, alle associazioni e istituzioni del territorio che fanno parte della rete territoriale che ha aderito al Patto di Comunità promosso dal Primo Municipio, che le esporranno nelle loro sedi.

#Pattodicomunità #roma #primomunicipio

8 luglio –  Oggi in piazza con Cgil di Roma e del Lazio, per Ripartire dal #Lavoro!

Da questi 5 anni di governo a 5 stelle Roma sta uscendo fratturata, segnata dalla mancanza di visione oltre che dalla pandemia. Mobilità, trasporti, ciclo dei rifiuti, governance, partecipate.

Ma Roma si può governare, deve e può rinascere. Fondata sul Lavoro, per tornare ad essere una città dell’abitare – dalla casa al lavoro, dal muoversi nella, da e verso la città, fino ai servizi essenziali, scuola, cultura, sociale.
É quotidiano ormai dibattere sulle ragioni dello spopolamento di alcuni rioni della città – il centro storico, dedito negli ultimi anni a un turismo mordi e fuggi che ha allontanato gli abitanti. Lo shock innescato dalla pandemia offre un’occasione per ripartire su basi più giuste. Le priorità del futuro – del nostro futuro, quello dei nostri figli – devono essere centrate prima di tutto su una parola, il lavoro. E un nuovo welfare, in cui nessuno resti mai solo.
In questi 8 anni ho governato il primo municipio costruendo reti, un Patto di Comunità che costituisce una buona pratica da replicare, anche a livello cittadino.
Ecco, io penso che la città e i suoi abitanti debbano ripartire dall’idea di essere comunità – come ci siamo sentiti durante la pandemia – e dall’imperativa necessità di non lasciare nessuno indietro. Nessuno lavoratore, nessuna famiglia, nessun cittadino, nessuna persona.

MOSTRA FOTOGRAFICA NELL’AREA CANI DEL PARCO DI VIA CARLO FELICE

27 giugno – Tante persone e tanto entusiasmo alla prima mostra fotografica “I nostri cani felici” organizzata dall’ “Associazione cani felici” e dal suo Presidente Domenico Manente. Insieme a Maurizio Veloccia ho consegnato gli attestati agli oltre 90 partecipanti e ai loro amici a 4 zampe!

Grazie ai ragazzi di Matemù per aver partecipato all’iniziativa con la loro musica.

#primomunicipio #roma #pattodicomunità

INTERVISTA | Sabrina Alfonsi (PD): “Da Raggi nulla di buono in 5 anni. Il mio successore? Spero uno della mia squadra”

Il mio successore? Spero uno della mia squadra”

Colloquio a tutto campo con la presidente del Centro Storico, dai successi raggiunti ai fronti aperti; per la successione, una personaltà della sua squadra. E sugli ambulanti: “La sindaca è paradossale”

di Tommaso Cardarelli

INTERVISTA A SABRINA ALFONSI SU ROMA TODAY

INTERVISTA | Sabrina Alfonsi (PD): “Da Raggi nulla di buono in 5 anni. Il mio successore? Spero uno della mia squadra”

Due mandati da presidente del I municipio, otto anni al governo del centro della Capitale d’Italia. “Un tempo giusto”, commenta Sabrina Alfonsi che in un colloquio a 360 gradi con RomaToday traccia un bilancio di questo periodo, parla della visione di un municipio governato dalla coalizione larga del centrosinistra in maniera strutturale, dei fallimenti nell’approccio della giunta di Virginia Raggi e del futuro del Centro Storico. E davanti alla prospettiva di un impegno diretto per il comune non si tira indietro.

Presidente Alfonsi, il suo è stato un lungo mandato nel Centro Storico. Volendo fare un bilancio della sua esperienza, quali sono i risultati di cui va più fiera?

Intanto ritengo di aver passato alla presidenza il tempo giusto. Chiunque amministri dovrebbe fare due mandati: è il tempo che serve per portare a compimento delle cose. Abbiamo cercato di promuovere il decentramento amministrativo al massimo possibile, ad esempio sul tema del verde pubblico: oggi il I municipio ha competenza totale delle aree verdi nelle scuole. Abbiamo scelto di occuparci noi delle alberature e oggi all’interno delle nostre scuole c’è manutenzione, sicurezza e cura del verde. Penso poi al progetto del verde condiviso: l’amministrazione municipale emette l’appalto per la manutenzione ordinaria e l’associazione che si prende l’area in carico fa miglioramenti e aggiunge piante, fiori, soprattutto fa vivere l’area, la anima così che sia vitale. L’ultima che abbiamo assegnato è quella del giardino di piazza Cairoli, ci dicevano che non potevano assegnarcela essendo zona di verde di pregio: questo voleva dire principalmente che era invasa da topi. Oggi c’è una splendida associazione che fa un gran lavoro e in primavera ci saranno piantate molte bellissime aiuole fiorite. Abbiamo aperto le scuole con i patti di collaborazione consentendo alle associazioni dei genitori di costruire dei momenti aggregativi anche al di là del calendario scolastico, stanziando anche quei contributi pubblici che abbiamo potuto mettere a disposizione. Di qui arriviamo alla nostra iniziativa del patto di Comunità, 110 associazioni hanno firmato un accordo per mettere in rete quel che già fanno. Io sono convinta che questa metropoli possa essere gestita solo se i municipi diventano comuni urbani, veri enti locali di prossimità che possano mettere a sistema le esperienze del terzo settore.

A proposito di questo, lei è in posizione privilegiata per spiegare come potrebbe funzionare una Capitale trasformata in grande polo metropolitano.

I municipi devono diventare comuni urbani all’interno della grande area di Roma, il sindaco di Roma deve essere il sindaco della area metropolitana eletto direttamente dai cittadini e all’interno dell’area metropolitana devono esserci i comuni, sia urbani che extraurbani con un sistema di bilancio perequativo. Per costruire quest’esito serve un disegno di legge in Parlamento e spero che in questa legislatura tutti i deputati e senatori di Roma si mettano d’accordo per votare una legge simile. In mancanza, sicuramente la prima delibera della futura consiliatura in Campidoglio deve essere quella del decentramento. Con la Raggi onestamente c’è stato un finto decentramento, laddove la sindaca non arrivava e non riusciva a intervenire,  passava la competenza ai municipi per togliersi il problema. Il decentramento delle competenze è una cosa seria invece, per la quale bisogna riflettere sia sulle risorse economiche che sulle risorse umane: avere la competenza senza le forze per attuarla è nulla.

Facciamo un esempio. L’amministrazione capitolina intende appoggiarsi al parere del Garante per rimettere a bando le licenze degli ambulanti. La sua valutazione su questa vicenda?

Paradossale. La sindaca chiede un parere all’authority mentre il suo dipartimento e il suo assessore chiedono il rinnovo automatico come d’altronde previsto da legge nazionale: la mano destra non sa cosa fa la sinistra. Io penso che la Bolkenstein sia una opportunità per risistemare il piano del commercio su area pubblica, penso però che in questo momento comportarsi così sia assurdo, siamo in piena crisi economica, stravolgere oggi, senza una visione, settori che stanno in grande difficoltà è irresponsabile. Dimostra inoltre incompetenza amministrativa: non è che si dice “fate i bandi” e i municipi li fanno in automatico, c’è un lavoro dietro immane. Questo è un settore in cui le competenze fra comune e municipio sono mischiate, su sei bancarelle che si vedono in giro quattro sono del municipio e due del dipartimento, le edicole sono del municipio ma con un piano cittadino, i fiorai sono del municipio e così via. Se c’era la volontà politica di fare questo riordino bisognava fare un lavoro serio a monte e quando la sindaca fa questi annunci si ha la sensazione che non sappia di cosa parla.

Con l’epidemia da Coronavirus il centro, a Roma più che in altri luoghi, è duramente colpito. Da amministratrice, pensa che il dopo-pandemia vedrà le zone centrali delle nostre città con una vocazione mutata?

Io me lo auguro, la pandemia per i centri storici delle città d’arte e in particolare per Roma è un’occasione Abbiamo visto le nostre zone centrali gentrificate e diventate monofunzionali, sostanzialmente poli del turismo. Oggi infatti il centro è deserto con appartamenti vuoti e mentre i negozi di vicinato riprendono ossigeno, il commercio del centro storico è totalmente chiuso e anzi, speriamo che gli esercizi riapriranno. Noi dovremmo sfruttare questa occasione per far ritornare la popolazione nel centro storico, renderlo un luogo polifunzionale con sia residenza sia vocazione turistica. Bisognerebbe per questo attivare immediatamente una interlocuzione, provvedimenti per incentivare affitti lunghi a residenti e non affitti brevi a turismo. Nelle strade del centro vediamo già tanti cartelli con tante case vuote e tante persone che oggi sono manchevoli di quel reddito in più che magari era il secondo reddito della famiglia; oggi bisognerebbe intervenire come sta facendo Ada Colau a Barcellona perché il centro storico possa rinascere dopo la pandemia.

Si parla di lei come candidata sindaca, o come vice in ticket con il candidato Paolo Ciani. Il suo nome è ancora in campo?

Penso soprattutto che Roma abbia bisogno di una grande squadra, sia la squadra stretta del sindaco e degli assessori, sia dei presidenti di Municipio di cui nessuno parla e che invece valgono quanto un comune medio italiano. Servono le famose 100 persone a cui spesso accenna Francesco Rutelli e io penso che sia bene che la maggioranza di queste persone venga da un lavoro già fatto in città, che noi dobbiamo assolutamente valorizzare. Basta con quelli che arrivano in Campidoglio e “scoprono”, scoprono i buchi di bilancio, scoprono che ci sono le buche, scoprono, scoprono…ancora oggi c’è la sindaca che scopre le cose. Servono invece persone che amano la città e che hanno già  governato, messo a sistema. Se io posso mettere a sistema? Io ci sono, ma serve soprattutto vincere con un centrosinistra che non sia spaccato. Confido molto nel nuovo segretario del PD Enrico Letta e nel percorso che sta costruendo.

Il suo municipio è per certi versi un laboratorio su questo, dove convivono le forze civiche, Azione, le liste di sinistra. Questo scenario di coalizione può replicarsi a livello comunale?

Vorrei innanzitutto ringraziare il consiglio e una maggioranza composita ma sempre compatta che ha sempre sostenuto il lavoro della giunta: questo dimostra che ci sono certamente margini per un lavoro sulla città nell’ambito di una visione politica complessiva. Prendiamo il tema dell’immigrazione, con la Lega, che ho in consiglio, siamo distanti anni luce; nell’ambito della mia maggioranza non c’è invece una differenza di vedute e questo deve essere lo stesso spirto che ci porterà a governare in Campidoglio.

Ed esistono margini per un accordo sui territori con il Movimento Cinque Stelle?

Nella mia storia di amministratrice non ho mai avuto un sostegno da parte del M5S. Nella prima consiliatura questi esponenti non sapevano nemmeno dove fossero capitati e possiamo volendo ricordare degli episodi divertenti per quanto drammatici. Nella seconda consiliatura hanno provato inizialmente a svolgere un protagonismo che non sono riusciti a incarnare, poi c’è stata una difesa a oltranza del Campidoglio che onestamente mancava di visione. Direi che con queste personalità sostanzialmente non ci sono rapporti.

Un giudizio sui cinque anni di Virginia Raggi, sia a livello di azione amministrativa che nel concreto rapporto con gli organi decentrati come il municipio. E’ davvero tutto andato storto?

In onestà non mi viene in mente niente di buono. Parliamo di una giunta capitolina e il tema non è se la singola azione sia andata o meno bene. Virginia Raggi è mancata di visione, come dicevo: se si vogliono cambiare gli autobus per rendere la flotta sostenibile si fa una grande azione con un grande sforzo economico, non se ne cambiano due all’anno. Mi sento di promuovere l’assessore al Personale de Santis che ha lavorato bene; i concorsi sono stati sbloccati, bisogna farne altri perché nell’amministrazione c’è bisogno di personale nuovo, sono stati rimessi in campo gli impegni per la formazione. Questo è stato giusto.

Quali fronti lascia aperti a chi la succederà al I Municipio e che profilo vede per il futuro del Centro Storico? 

Sicuramente lasciamo aperti dei grandi progetti che non avendo avuto il Campidoglio al nostro fianco non abbiamo potuto chiudere. Parliamo ad esempio di via Giulia; con grande fatica sblocchiamo il procedimento amministrativo impantanato da anni e poi tutto si ferma altri tre anni perché non passava la delibera in giunta capitolina; finalmente il cantiere lo abbiamo aperto, ma mi sarebbe piaciuto molto inaugurarlo finito. Lascio aperto poi il grande progetto del borgo degli artisti di Paolo Caselli a Testaccio; qui posso dire che l’assessore ci ha seguito e parliamo della più grande riqualificazione del più grande borghetto nella città storica, atteso da anni. L’abbiamo lanciato con una visione e il tempo stretto non mi consentirà di vederne gli esiti. Quanto al futuro del I Municipio, lavorerò affinché il candidato del centrosinistra sia una persona della mia squadra perché i progetti aperti sono molti e penso che offrire segni di continuità sia la cosa migliore per le comunità che amministriamo. La mia giunta è cresciuta tutta insieme e oggi vedo delle personalità che sono all’altezza della sfida.

 

15 marzo – La Presidente del Municipio Roma I Centro, Sabrina Alfonsi e il Segretario Generale della Comunità di Sant’Egidio ACAP onlus Cesare Zucconi, hanno firmato oggi un accordo di collaborazione su progetti e obiettivi miranti al sostegno della popolazione più anziana, la più colpita dall’isolamento sociale. In particolare, il protocollo siglato tra i due enti si pone l’obiettivo di estendere a tutta la popolazione anziana ultra-ottantenne residente nel Municipio il Programma “Viva gli Anziani!”, un modello innovativo di intervento che si è rivelato ancora più efficace durante l’emergenza sanitaria ancora in corso. Attuato da Sant’Egidio dal 2004 a Roma e in altre città italiane, il Programma “Viva gli Anziani!” ha raggiunto più di 22.000 anziani over 80, sostenendoli con il monitoraggio attivo, telefonico e domiciliare, ed intervenendo nelle situazioni di criticità, coinvolgendo nell’aiuto portieri, commercianti, assistenti familiari, vicini di casa, restituendo così ai più fragili un ruolo centrale nell’ecologia umana dei territori.

“A partire da oggi attiviamo questa preziosa collaborazione con la Comunità, grazie alla quale il Primo Municipio potrà avere un quadro sempre aggiornato delle condizioni di vita di tutti gli anziani over 80 presenti sul territorio” commenta la Presidente Sabrina Alfonsi subito dopo la firma. “Questo ci consentirà di prevenire il fenomeno dell’isolamento sociale e le sue conseguenze, e di individuare le situazioni di maggiore criticità sulle quali intervenire prontamente. Viene inoltre potenziata la collaborazione e l’integrazione con i servizi socio-sanitari territoriali per facilitare l’accesso dei cittadini ai servizi e favorire la gestione condivisa delle situazioni di maggiore fragilità. Questo protocollo rappresenta un altro importante passo in avanti nel quadro più ampio delle politiche per la cura della popolazione anziana e la promozione dell’invecchiamento attivo che il Municipio ha portato avanti negli ultimi otto anni”.

“Nell’ottica del Patto di Comunità che abbiamo lanciato da alcuni mesi” aggiunge Emiliano Monteverde, Assessore alle Politiche Sociali “il Municipio si impegna a favorire le sinergie con le altre realtà del territorio, per promuovere iniziative finalizzate a valorizzare la partecipazione della popolazione anziana, al fine di favorire la permanenza degli anziani nel contesto di vita abituale, garantendo maggiore coordinamento e incisività degli interventi”.

 

“La pandemia ha mostrato in tutta la sua drammaticità – osserva Cesare Zucconi di Sant’Egidio – come la condizione degli anziani sia lo specchio dello stato di salute del nostro tessuto sociale e come la scelta di privilegiare l’istituzionalizzazione abbia avuto come tragica conseguenza la morte di migliaia di persone: continua ancora oggi la silenziosa strage degli anziani, principali vittime del Covid 19, ma anche dell’isolamento sociale. Questo è confermato anche dal fatto che per la prima volta da tanti anni in Italia sia diminuita la stessa speranza di vita. Dobbiamo ricominciare dagli anziani. È necessario pensare ad un nuovo sistema di welfare inclusivo, centrato sulla domiciliarità, sul coinvolgimento delle reti di prossimità e su nuovi percorsi di cohousing. Sottolineiamo l’importanza di questo accordo, che ci permetterà di operare in questa direzione, a più stretto contatto con le istituzioni locali. La presenza capillare di Sant’Egidio nel tessuto cittadino di Roma, a cominciare dai rioni del Centro Storico, ci ha permesso di rispondere in maniera rapida ed efficace agli accresciuti bisogni e di intercettare nuove domande di povertà”.

10 marzo – Con grande gioia oggi, con l’assessore alle politiche sociali Emiliano Monteverde, abbiamo consegnato alle associazioni Nonna Roma e Trionfalmente Diciassette i libri sospesi acquistati da cittadini e cittadine nelle librerie indipendenti del nostro territorio, ai quali si aggiungono quelli generosamente donati da Borri Books, che ha fortemente sostenuto questo progetto donando libri e materiale da colorare per i bambini e le bambine delle famiglie piu’ fragili. Le associazioni provvederanno ora a distribuire, insieme alla spesa sospesa, i libri e le matite colorate, per dare luce, fantasia e colore a grandi e piccini. I libri nutrono la mente e l’anima, offrono prospettive di futuro e orizzonti inaspettati. Continua il nostro progetto nato durante il primo lockdown, che ad oggi ha portato alla distribuzione dei libri raccolti, destinandoli alle famiglie insieme alla spesa sospesa, poi al Mitreo di Corviale, per i bambini e le bambine del territorio nell’ambito del bando solidale Donarti a cui il Municipio I ha scelto di rispondere, alla Casa Sabotino – il centro di accoglienza del Municipio Roma I Centro dedicato in particolare a donne e persone trans – ai bambini e alle bambine della scuola Baccarini per la loro neonata biblioteca, ai piccoli ospiti delle case famiglia del territorio. Ringraziamo tutte e tutti coloro che hanno scelto di donare storie e prospettive, sostenendo i piu’ fragili ma anche sostenendo le librerie del nostro territorio. Il nostro Patto di Comunita’ abbraccia grandi e piccoli, non solo per le necessita’ piu’ immediate ma anche per la cura dell’anima!

2 marzo – Uno spazio pubblico per permettere a cittadini e associazioni di incontrarsi, presentare un libro, confrontarsi sui problemi del rione o del Municipio, ed avanzare proposte di qualsiasi tipo alle Istituzioni. Questo l’obiettivo che si pone la Casa del Primo Municipio inaugurata questa mattina in via Galilei, nel cuore dell’Esquilino a Roma in un locale di proprietà comunale, e aperta al pubblico da oggi.

A tagliare il nastro e’ stata la Presidente Sabrina Alfonsi, in compagnia degli Assessori della Giunta municipale, della consigliera regionale Marta Leonori e da alcuni Consiglieri di maggioranza del Municipio.

La prima Casa del I Municipio nata all’Esquilino sara’ gestita e animata dal CSV Lazio – Centro di Servizio per il Volontariato Lazio, grazie al protocollo d’intesa firmato oggi.

“Qui le associazioni che hanno bisogno di fare una riunione- ha spiegato Alfonsi- possono finalmente trovare uno spazio a loro disposizione. Questo e un luogo dove sperimentare la partecipazione. In questi anni non abbiamo condiviso minimamente il patrimonio con il Comune di Roma. Questo locale e’ stato tolto a un’associazione che lo gestiva per poi tenerlo chiuso per quasi 4 anni. La legalita’ senza un fine e’ una prospettiva che ha portato soltanto alla chiusura di tanti spazi in citta’, togliendo a tutti la possibilita’ dell’utilizzo di un bene comune e pubblico. Invece a Roma abbiamo tanto bisogno di spazi di democrazia”.

“Oggi- ha concluso Alfonsi- ci troviamo di fronte a una disaffezione della vita pubblica e della politica. A una lontananza e a una mancanza di partecipazione, con i grandi movimenti populisti che cavalcano l’onda di questa difficolta’. Noi invece pensiamo che la partecipazione diretta e la cittadinanza attiva debbano essere coltivati con luoghi di incontro fisici come questo. Ci ha aiutato in questo percorso una delibera del 2018 del consiglio del I Municipio contenente il regolamento alla partecipazione e poi la legge regionale sui beni comuni voluta da Marta Leonori, grazie alla quale abbiamo potuto non assegnare questo bene ma tenerlo nel patrimonio del Municipio”. Lo spazio sara’ a disposizione di tutti in modo gratuito. Al CSV Lazio il ruolo di animatore territoriale e di attivatore di progettazione sociale. Dovra’ poi gestire il centro assumendo l’incarico di mettere a disposizione delle attivita’ dei cittadini e delle associazioni del territorio i locali. Il locale, appena ristrutturato, sara’ comunque ampliato a breve quando le stanze al civico 57, proprio accanto, saranno collegate agli spazi appena aperti”.

Paola Capoleva, Presidente del CSV conferma: “Il nostro è un ruolo di sostegno e promozione del volontariato e della cittadinanza attiva. Saremo presenti qui ogni giorno con i nostri operatori e cercheremo di rendere questo spazio, attraverso i servizi, la formazione e l’informazione, un luogo sempre più vicino ai cittadini”.

“Quella di via Galilei all’Esquilino non sara’ l’unica casa del Municipio” conclude la Presidente Alfonsi. “Ne seguiranno altre, a Prati o al Trionfale. E poi c’e’ la situazione di via dei Giubbonari, un luogo che ha una grande storia legata alla Resistenza che noi vorremmo riaprire alla cittadinanza. Anche quello chiuso da anni, senza farci niente. Con l’Anpi e il circolo Bosio abbiamo proposto di farne la casa della Resistenza”.

L’intervento della Presidente Alfonsi:

 

L’intervento dell’Assessore alle Politiche Sociali Emiliano Monteverde

 

Romatoday.it  video-inaugurazione-casa-municipio-esquilino