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INTERVISTA | Alfonsi (Pd): “Stop alle decisioni prese da caminetti di uomini. Gualtieri ok, ma attendo confronto”.
“Stop alle decisioni prese da caminetti di uomini. Gualtieri ok, ma attendo confronto”

di Ginevra Nozzoli per Roma Today

 

Sul nome dell’ex ministro Roberto Gualtieri come possibile candidato del centrosinistra alle elezioni amministrative il giudizio è positivo. Quel che non va bene è l’assenza di una discussione che vada oltre i vertici e coinvolga soprattutto le donne del partito. C’è rabbia e delusione nelle parole della presidente del I municipio Sabrina Alfonsi. Come tante colleghe dem non ha digerito l’assenza di volti femminili nel governo Draghi. La furia nella compagine femminile del partito è esplosa e ora investe anche la questione candidature per Roma. Alfonsi attacca senza mezzi termini la segreteria del suo partito – “ci aspettavamo un cambiamento” – e sul nome dell’ex ministro pretende un confronto aperto, “tra donne e uomini”.

Presidente, le piace il nome di Gualtieri candidato? L’ipotesi che sia lui il nome scelto dal Pd per la corsa al Campidoglio si fa sempre più pressante. 

È un’ottima persona, ma voglio che si apra una discussione tra donne e uomini nel partito, discussione che fino a oggi non si è aperta. Non vorrei che venisse fuori un nome di uomo da caminetti di uomini.

Immagino non abbia gradito, come del resto a molte sue colleghe di partito, l’assenza di donne nel nuovo governo Draghi. Non si aspettava quei tre nomi di ministri?

Non mi aspettavo tre nomi maschili. Ma è un problema politico ampio che riguarda il partito, anche nella nuova segreteria. Un partito che dice di essere femminista non si può permettere una rappresentanza di governo con tre uomini. Questi tre (bravissimi) uomini è evidente che sono uomini scelti da altri uomini secondo un manuale preciso che è quello delle correnti. 

Quindi non crede a Zingaretti quando dice che Draghi “ha scelto in autonomia”?

Faccio politica da tanti anni…Draghi può aver scelto in autonomia, dopodiché se mi avesse chiamato per propormi un ministero io la prima telefonata l’avrei fatta al mio segretario sollevando il problema. Quelle tre telefonate ricevute dai tre uomini in questione necessitavano una discussione e una presa di posizione dei vertici che evidentemente non c’è stata. 

Chi le sarebbe piaciuto tra le donne del partito alla guida di un ministero?

Ce ne sono tante capaci. Noi potremo occupare tutte le poltrone dei sottosegretari avendo tutte le competenze richieste per sedere lì. Senza nulla togliere alle donne che già ci sono del centrodestra. Anche da Draghi, da un europeista, mi sarei aspettata una decisione diversa. Un governo con 8 donne su 23 è davvero il minimo sindacale. Comunque la responsabilità è del mio partito. 

Il suo attacco è molto duro. La mancanza di leadership al femminile riguarda anche il partito romano?

È a tutti i livelli. Esplode ora perché é tanto tempo che si lavora per un cambiamento, c’era un’attesa di cambiamento in questa segreteria. Non ci sono più scuse, siamo davvero al capolinea.

Tornando alle elezioni romane, le piacerebbe una candidata donna?

Semplicemente penso che il mondo abbia bisogno di più donne.

Oltre la discussione che ha citato sopra sul nome di Gualtieri, pensa che le primarie siano imprescindibili?

Penso che siano uno strumento importante e che certamente in questa fase potrebbero aiutare. Certo dobbiamo fare i conti con la pandemia e io non sono d’accordo con le primarie on line. 

Se ci fossero comunque, parteciperebbe? La sua corsa come candidata non è mai stata ufficializzata. 

Ho lavorato e sto lavorando per un percorso collettivo, perché penso che in questo momento ce ne sia bisogno. Certo, di fronte a voci che cominciano a girare di donne che non si mettono in gioco, dobbiamo esprimere candidature al femminile. 

Quindi ci sarebbe?

Preferisco per il momento fare un discorso collettivo. 
 
ROMA TODAY – Intervista a sabrina Alfonsi
 

15 feb. – “E’ convocata oggi la conferenza delle donne democratiche, io non sono delegata, ma in questi ultimi giorni mi sono inevitabilmente confrontata con molte donne su quello che ritengo un tema profondamente politico: l’esclusione delle donne nella rappresentanza del Pd nel neonato governo Draghi e la mancata parita’ nella composizione dei ministri (8 donne su 23 ministeri)”. Cosi’ in una nota la presidente del I Municipio di Roma, Sabrina Alfonsi. “A 10 anni dalla grande mobilitazione di Se Non Ora Quando- spiega Alfonsi- purtroppo, il centro sinistra ha ancora troppa strada da fare. Mentre il mondo sta cambiando, il Pd e’ fermo sulla rappresentanza di genere, sulle pari opportunita’. Un partito che si dichiara femminista, che ha in se’ una Conferenza delle donne democratiche, idealmente un luogo profondamente politico, e’ inaccettabile che non valorizzi la componente di genere. Se il Pd si definisce un partito progressista e vuole essere il partito della responsabilita’ di governo, non puo’ non assumersi la responsabilita’ politica di una scelta del genere, una scelta ‘di genere’, l’esclusione delle donne dagli incarichi. Eppure il tema profondo e’ la leadership, sempre maschile, all’interno di un partito che fatica a rendere efficaci dichiarazioni sulla carta impeccabili riguardo le pari opportunita’. E non bastera’ uno stuolo di Sottosegretarie, non bastera’ una Numero Due. Se davvero il Pd vuole essere il partito progressista lo deve dimostrare nei fatti, perche’ siamo arrivate al paradosso che ad esprimere le ministre sia la destra. Noi dobbiamo portare avanti il punto di vista delle donne, il punto di vista femminista, tanto piu’ in questa fase post pandemica dove c’e’ da ricostruire una societa’ e quella che verra’ deve essere una societa’ paritaria. Oggi e’ impossibile- afferma ancora la presindete del Municipio- le donne hanno solo i ministeri piu’ leggeri quelli senza portafoglio: in questo Governo Draghi tutti i ministeri che comportano la gestione delle risorse del Recovery Fund sono stati assegnati a uomini. Parte della stampa e’ arrivata ad affermare che le donne a sinistra non sono abbastanza capaci. Rifiutiamo questa narrazione insidiosa. Se parliamo in termini di preparazione, basta guardare i dati delle laureate uscite dalle universita’; se parliamo in termini di potere, abbiamo un diverso modo di esprimerlo e di intenderlo. Ma ora parlo alle donne, alle amiche, alle compagne. Basta aspettare che ci venga riconosciuto un ruolo che alla fine e’ sempre subalterno. Io penso che che come donne democratiche oggi dobbiamo smettere di chiedere. Dobbiamo sostenere con forza le nostre migliori esponenti, in tutte le sedi, dalle rose di nomine per istituzioni e centri di ricerca, ancora troppo maschili, come quelle del CNR di pochi giorni fa, ai nomi delle future sottosegretarie o ministre o alle candidatura a sindaca o a presidente di regione o alla Presidenza della Repubblica. Senza logiche di correnti, ma davvero unite per raggiungere la democrazia paritaria”. (Comunicati/Dire)

ALFONSI: STORICI LOCALI VIA DEI GIUBBONARI ABBANDONATI DA RAGGI

 

27 gennaio –  “Il Campidoglio, gia’ da diversi mesi, avrebbe dovuto restituire alla citta’ la storica sede di Via dei Giubbonari 38, trasformandola in casa della Resistenza romana. Ma la Sindaca, evidentemente troppo impegnata a costruire la sua nuova giunta elettorale, se lo e’ dimenticato. Adesso basta. Nel giorno della Memoria chiediamo che i locali vengano consegnati al Municipio Roma I Centro e ci penseremo noi”.

Cosi’ in un comunicato la Presidente del Municipio Roma I Centro Sabrina Alfonsi.

“Il 30 luglio 2020- spiega Alfonsi- l’Assemblea capitolina approvato con 21 voti a favore, 2 contrari e 5 astenuti la mozione n.67 che impegnava la Sindaca, tra le altre cose, ad avviare un procedimento finalizzato alla realizzazione di un punto informativo sulla resistenza romana nei locali di Via dei Giubbonari 38 in quanto luogo storicamente deputato a finalita’ politico-sociali e dedicato a Guido Rattoppatore, uno dei 61 partigiani torturati in Via Tasso e poi fucilati nell’eccidio di forte Bravetta.

Dopo piu’ di 6 mesi di questo impegno, condiviso da Anpi, Circolo Gianni Bosio e altre realta’ impegnate nel tener viva la memoria della resistenza romana, nemmeno l’ombra. Il Municipio e’ invece convinto della necessita’ di riaprire immediatamente i locali per farne un centro di documentazione anche con materiali audio/video. Per queste ragioni- conclude la Presidente Alfonsi- oggi in Giunta abbiamo approvato una direttiva che da’ mandato alla nostra Direzione Tecnica di contattare i competenti uffici del Dipartimento Patrimonio, Sviluppo e Valorizzazione per procedere a un sopralluogo volto ad avviare la presa in consegna da parte del Municipio, convinti che questo luogo, per la sua storia, sia una patrimonio che va riconsegnato al piu’ presto alla citta”. (Comunicati/Dire)

Roma, 2 marzo 2020

Elezioni suppletive Roma, vince il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri “Larga vittoria, alle urne ennesima sconfitta della Destra. Salvini e Meloni, che fino a pochi mesi fa sembravano inarrestabili, continuano a incassare sconfitte”.

“L’alto astensionismo, favorito anche dall’emergenza coronavirus e dalla domenica con il blocco auto è un dato preoccupante per tutti, sia per i vincitori che per gli sconfitti. Tuttavia non posso che esprimere grande soddisfazione per l’elezione, accompagnata da un larghissimo consenso, di Roberto Gualtieri nel primo collegio di Roma.

“Un risultato importante, quello del Ministro dell’Economia, sicuramente legato alla qualità indiscussa del candidato, ma anche la dimostrazione che uno schieramento largo, di tutte le forze progressiste, può risultare determinante in vista della futura elezione del Sindaco di Roma e per le prossime elezioni politiche. Con Roberto abbiamo condotto un mese di intensa campagna elettorale costruendo davvero una squadra ‘glocal‘ che ha funzionato al meglio sapendo coniugare il suo ruolo nazionale e le sue competenze internazionali con il mio ruolo di Presidente di Municipio. Un risultato che ci ha permesso di eleggere quel deputato romano di cui la Capitale ha bisogno per poter finalmente essere equiparata alle altri grandi capitali europee, attraverso una riforma, ormai improcrastinabile, che riduca e chiarisca le competenze assegnando veri poteri ai municipi. Salvini e Meloni che fino a pochi mesi fa sembravano inarrestabili continuano a incassare sconfitte. Gli obiettivi dell’autorevole candidatura di Maurizio Leo di dare una spallata al governo e ipotecare la futura vittoria su Roma, sono rimandati a data da destinarsi. A coloro che diranno che la destra su questo territorio non avesse nulla da perdere, rispondo che non è mai facile consolidare un risultato dove si governa da diversi anni”.

Infine qualche parola sul flop dei 5 Stelle: “Il catastrofico risultato del M5S ci dice che alla prova del governo della città il populismo targato Raggi muore e che un certo tipo di elettorato, da sempre vicino al centro sinistra, sta ricominciato lentamente a riporre nuovamente fiducia nel Pd. Sta a noi oggi non deluderli”.

19 ottobre – In una giornata di mobilitazione di tutti i democratici romani, insieme alla Giunta e ai Consiglieri del Municipio abbiamo voluto essere al fianco dei nostri cittadini stremati da tre anni di inerzia e malgoverno della Sindaca Raggi e della sua Giunta, che stanno portando questa città verso un declino irreversibile. La Sindaca prenda atto del suo fallimento e rimetta il suo mandato nelle mani dei cittadini romani. #raggiorabasta #raggidimettiti

 

Gepostet von Sabrina Alfonsi am Samstag, 19. Oktober 2019

 

9 luglio – Confronto con i nostri compagni al Circolo Pd Trionfale, per rispondere alle tante domande, dubbi e perplessità sul governo della città e del Municipio, per raccontare le cose fatte e le tante cose ancora da fare.. Un’ottimo esercizio di democrazia, dove l’informazione diretta fornita dagli Assessori e dai Consiglieri integra la conoscenza dei problemi e contribuisce a sgomberare il campo da molti equivoci generati da una comunicazione via social assolutamente fuori controllo, che genera false notizie e tanta confusione.

 

 

 

14 giugno – Lavoro, lavoro, lavoro. Parità di stipendio e di ruolo. Conciliazione. Tutela della maternità e dei diritti civili. Questi i temi che vogliamo vedere al centro delle politiche nazionali: ecco gli obiettivi della conferenza nazionale delle donne democratiche, un luogo aperto a tutti, perchè discutere di donne vuol dire toccare un tema che investe la comunità, le famiglie, i singoli, tutti. In un momento storico in cui i diritti che sembravano acquisiti sono messi quotidianamente in discussione, dal divorzio all’aborto, noi ci siamo e siamo pronte a lottare per i diritti di tutte e tutti.#donnedemocratiche

11 giugno – Le elettrici e gli elettori hanno aperto una linea di credito nei nostri confronti. Prima con le primarie, pochi giorni fa con il voto. Abbiamo arrestato la caduta e creato le condizioni per ripartire. Ma per farlo non possiamo più temporeggiare. All’Italia serve il nuovo Pd. Idee e una nuova organizzazione che apra le porte a chi, in in questi anni, ha resistito sui territori ma soprattutto a coloro che, attraverso la difesa dei beni comuni, dell’agricoltura di qualità, il volontariato solidaristico e l’impegno civico hanno provato a far vivere un’altra Italia. In questa fase storica siamo chiamati a essere il partito della responsabilità, della difesa dei conti necessaria a mantenere e magari adeguare alle nuove necessità il nostro sistema di welfare. Ed è giusto. Ma non dimentichiamo la passione: il Pd sia anche la casa del popolo dei balconi, dei finti selfie con Salvini, dei giovani scesi in piazza in difesa del pianeta. Di questo e altro abbiamo discusso questa sera insieme a Paola De Micheli nella sede del PD Trastevere.