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Roma

Ci risiamo, la Sindaca non perde l’abitudine di intestarsi il lavoro altrui!
Una settimana fa con l’assessore ai Lavori Pubblici Jacopo Emiliani Pescetelli
abbiamo inaugurato il cantiere, con tre mesi di anticipo, frutto del lavoro di condivisione e dialogo del Roma Municipio I Centro con il territorio.
Oggi pare li stia facendo lei!
ROMA. ALFONSI: LAVORI AL PANTHEON, SENZA VERGOGNA PROPAGANDA DELLA RAGGI (DIRE) Roma, 29 mar. – “La propaganda elettorale della sindaca ormai ha superato il limite della decenza. Dopo i lavori su Via Sistina e il giardino di Via Giulia, quest’ultimo venduto a piu’ riprese dalla Sindaca come se fosse frutto del suo lavoro mentre il suo unico apporto e’ averlo tenuto bloccato per piu’ di due anni, oggi tocca all’intervento di riqualificazione di Piazza della Rotonda. Con una modalita’ che ormai sta diventando sistematica, la Sindaca annuncia con tono trionfante l’avvio del cantiere con un post comparso qualche ora fa sulla sua pagina Facebook. Peccato che il lavoro sia tutto del primo Municipio, anche quello di raccordo con gli operatori presenti sulla Piazza, cosi’ come la decisione di anticiparne l’avvio rispetto al programma. Il cantiere e’ stato inaugurato una settimana fa, con un sopralluogo a cui ho partecipato insieme all’Assessore ai Lavori pubblici del Municipio Jacopo Emiliani Pescetelli, come ben racconta anche il quotidiano La Repubblica con un articolo del 25 marzo scorso, ma evidentemente ne’ la Sindaca ne’ il suo ufficio comunicazione leggono i giornali. Concludo con una considerazione sui lavori di Piazza Venezia, citati dalla Sindaca nello stesso post. Coraggioso da parte sua rivendicarli visto che l’intervento e’ stato finanziato con i fondi del Giubileo all’epoca del Sindaco Marino e la Sindaca Raggi ha impiegato solo 5 anni per realizzarlo”.

INTERVISTA | Sabrina Alfonsi (PD): “Da Raggi nulla di buono in 5 anni. Il mio successore? Spero uno della mia squadra”

Il mio successore? Spero uno della mia squadra”

Colloquio a tutto campo con la presidente del Centro Storico, dai successi raggiunti ai fronti aperti; per la successione, una personaltà della sua squadra. E sugli ambulanti: “La sindaca è paradossale”

di Tommaso Cardarelli

INTERVISTA A SABRINA ALFONSI SU ROMA TODAY

INTERVISTA | Sabrina Alfonsi (PD): “Da Raggi nulla di buono in 5 anni. Il mio successore? Spero uno della mia squadra”

Due mandati da presidente del I municipio, otto anni al governo del centro della Capitale d’Italia. “Un tempo giusto”, commenta Sabrina Alfonsi che in un colloquio a 360 gradi con RomaToday traccia un bilancio di questo periodo, parla della visione di un municipio governato dalla coalizione larga del centrosinistra in maniera strutturale, dei fallimenti nell’approccio della giunta di Virginia Raggi e del futuro del Centro Storico. E davanti alla prospettiva di un impegno diretto per il comune non si tira indietro.

Presidente Alfonsi, il suo è stato un lungo mandato nel Centro Storico. Volendo fare un bilancio della sua esperienza, quali sono i risultati di cui va più fiera?

Intanto ritengo di aver passato alla presidenza il tempo giusto. Chiunque amministri dovrebbe fare due mandati: è il tempo che serve per portare a compimento delle cose. Abbiamo cercato di promuovere il decentramento amministrativo al massimo possibile, ad esempio sul tema del verde pubblico: oggi il I municipio ha competenza totale delle aree verdi nelle scuole. Abbiamo scelto di occuparci noi delle alberature e oggi all’interno delle nostre scuole c’è manutenzione, sicurezza e cura del verde. Penso poi al progetto del verde condiviso: l’amministrazione municipale emette l’appalto per la manutenzione ordinaria e l’associazione che si prende l’area in carico fa miglioramenti e aggiunge piante, fiori, soprattutto fa vivere l’area, la anima così che sia vitale. L’ultima che abbiamo assegnato è quella del giardino di piazza Cairoli, ci dicevano che non potevano assegnarcela essendo zona di verde di pregio: questo voleva dire principalmente che era invasa da topi. Oggi c’è una splendida associazione che fa un gran lavoro e in primavera ci saranno piantate molte bellissime aiuole fiorite. Abbiamo aperto le scuole con i patti di collaborazione consentendo alle associazioni dei genitori di costruire dei momenti aggregativi anche al di là del calendario scolastico, stanziando anche quei contributi pubblici che abbiamo potuto mettere a disposizione. Di qui arriviamo alla nostra iniziativa del patto di Comunità, 110 associazioni hanno firmato un accordo per mettere in rete quel che già fanno. Io sono convinta che questa metropoli possa essere gestita solo se i municipi diventano comuni urbani, veri enti locali di prossimità che possano mettere a sistema le esperienze del terzo settore.

A proposito di questo, lei è in posizione privilegiata per spiegare come potrebbe funzionare una Capitale trasformata in grande polo metropolitano.

I municipi devono diventare comuni urbani all’interno della grande area di Roma, il sindaco di Roma deve essere il sindaco della area metropolitana eletto direttamente dai cittadini e all’interno dell’area metropolitana devono esserci i comuni, sia urbani che extraurbani con un sistema di bilancio perequativo. Per costruire quest’esito serve un disegno di legge in Parlamento e spero che in questa legislatura tutti i deputati e senatori di Roma si mettano d’accordo per votare una legge simile. In mancanza, sicuramente la prima delibera della futura consiliatura in Campidoglio deve essere quella del decentramento. Con la Raggi onestamente c’è stato un finto decentramento, laddove la sindaca non arrivava e non riusciva a intervenire,  passava la competenza ai municipi per togliersi il problema. Il decentramento delle competenze è una cosa seria invece, per la quale bisogna riflettere sia sulle risorse economiche che sulle risorse umane: avere la competenza senza le forze per attuarla è nulla.

Facciamo un esempio. L’amministrazione capitolina intende appoggiarsi al parere del Garante per rimettere a bando le licenze degli ambulanti. La sua valutazione su questa vicenda?

Paradossale. La sindaca chiede un parere all’authority mentre il suo dipartimento e il suo assessore chiedono il rinnovo automatico come d’altronde previsto da legge nazionale: la mano destra non sa cosa fa la sinistra. Io penso che la Bolkenstein sia una opportunità per risistemare il piano del commercio su area pubblica, penso però che in questo momento comportarsi così sia assurdo, siamo in piena crisi economica, stravolgere oggi, senza una visione, settori che stanno in grande difficoltà è irresponsabile. Dimostra inoltre incompetenza amministrativa: non è che si dice “fate i bandi” e i municipi li fanno in automatico, c’è un lavoro dietro immane. Questo è un settore in cui le competenze fra comune e municipio sono mischiate, su sei bancarelle che si vedono in giro quattro sono del municipio e due del dipartimento, le edicole sono del municipio ma con un piano cittadino, i fiorai sono del municipio e così via. Se c’era la volontà politica di fare questo riordino bisognava fare un lavoro serio a monte e quando la sindaca fa questi annunci si ha la sensazione che non sappia di cosa parla.

Con l’epidemia da Coronavirus il centro, a Roma più che in altri luoghi, è duramente colpito. Da amministratrice, pensa che il dopo-pandemia vedrà le zone centrali delle nostre città con una vocazione mutata?

Io me lo auguro, la pandemia per i centri storici delle città d’arte e in particolare per Roma è un’occasione Abbiamo visto le nostre zone centrali gentrificate e diventate monofunzionali, sostanzialmente poli del turismo. Oggi infatti il centro è deserto con appartamenti vuoti e mentre i negozi di vicinato riprendono ossigeno, il commercio del centro storico è totalmente chiuso e anzi, speriamo che gli esercizi riapriranno. Noi dovremmo sfruttare questa occasione per far ritornare la popolazione nel centro storico, renderlo un luogo polifunzionale con sia residenza sia vocazione turistica. Bisognerebbe per questo attivare immediatamente una interlocuzione, provvedimenti per incentivare affitti lunghi a residenti e non affitti brevi a turismo. Nelle strade del centro vediamo già tanti cartelli con tante case vuote e tante persone che oggi sono manchevoli di quel reddito in più che magari era il secondo reddito della famiglia; oggi bisognerebbe intervenire come sta facendo Ada Colau a Barcellona perché il centro storico possa rinascere dopo la pandemia.

Si parla di lei come candidata sindaca, o come vice in ticket con il candidato Paolo Ciani. Il suo nome è ancora in campo?

Penso soprattutto che Roma abbia bisogno di una grande squadra, sia la squadra stretta del sindaco e degli assessori, sia dei presidenti di Municipio di cui nessuno parla e che invece valgono quanto un comune medio italiano. Servono le famose 100 persone a cui spesso accenna Francesco Rutelli e io penso che sia bene che la maggioranza di queste persone venga da un lavoro già fatto in città, che noi dobbiamo assolutamente valorizzare. Basta con quelli che arrivano in Campidoglio e “scoprono”, scoprono i buchi di bilancio, scoprono che ci sono le buche, scoprono, scoprono…ancora oggi c’è la sindaca che scopre le cose. Servono invece persone che amano la città e che hanno già  governato, messo a sistema. Se io posso mettere a sistema? Io ci sono, ma serve soprattutto vincere con un centrosinistra che non sia spaccato. Confido molto nel nuovo segretario del PD Enrico Letta e nel percorso che sta costruendo.

Il suo municipio è per certi versi un laboratorio su questo, dove convivono le forze civiche, Azione, le liste di sinistra. Questo scenario di coalizione può replicarsi a livello comunale?

Vorrei innanzitutto ringraziare il consiglio e una maggioranza composita ma sempre compatta che ha sempre sostenuto il lavoro della giunta: questo dimostra che ci sono certamente margini per un lavoro sulla città nell’ambito di una visione politica complessiva. Prendiamo il tema dell’immigrazione, con la Lega, che ho in consiglio, siamo distanti anni luce; nell’ambito della mia maggioranza non c’è invece una differenza di vedute e questo deve essere lo stesso spirto che ci porterà a governare in Campidoglio.

Ed esistono margini per un accordo sui territori con il Movimento Cinque Stelle?

Nella mia storia di amministratrice non ho mai avuto un sostegno da parte del M5S. Nella prima consiliatura questi esponenti non sapevano nemmeno dove fossero capitati e possiamo volendo ricordare degli episodi divertenti per quanto drammatici. Nella seconda consiliatura hanno provato inizialmente a svolgere un protagonismo che non sono riusciti a incarnare, poi c’è stata una difesa a oltranza del Campidoglio che onestamente mancava di visione. Direi che con queste personalità sostanzialmente non ci sono rapporti.

Un giudizio sui cinque anni di Virginia Raggi, sia a livello di azione amministrativa che nel concreto rapporto con gli organi decentrati come il municipio. E’ davvero tutto andato storto?

In onestà non mi viene in mente niente di buono. Parliamo di una giunta capitolina e il tema non è se la singola azione sia andata o meno bene. Virginia Raggi è mancata di visione, come dicevo: se si vogliono cambiare gli autobus per rendere la flotta sostenibile si fa una grande azione con un grande sforzo economico, non se ne cambiano due all’anno. Mi sento di promuovere l’assessore al Personale de Santis che ha lavorato bene; i concorsi sono stati sbloccati, bisogna farne altri perché nell’amministrazione c’è bisogno di personale nuovo, sono stati rimessi in campo gli impegni per la formazione. Questo è stato giusto.

Quali fronti lascia aperti a chi la succederà al I Municipio e che profilo vede per il futuro del Centro Storico? 

Sicuramente lasciamo aperti dei grandi progetti che non avendo avuto il Campidoglio al nostro fianco non abbiamo potuto chiudere. Parliamo ad esempio di via Giulia; con grande fatica sblocchiamo il procedimento amministrativo impantanato da anni e poi tutto si ferma altri tre anni perché non passava la delibera in giunta capitolina; finalmente il cantiere lo abbiamo aperto, ma mi sarebbe piaciuto molto inaugurarlo finito. Lascio aperto poi il grande progetto del borgo degli artisti di Paolo Caselli a Testaccio; qui posso dire che l’assessore ci ha seguito e parliamo della più grande riqualificazione del più grande borghetto nella città storica, atteso da anni. L’abbiamo lanciato con una visione e il tempo stretto non mi consentirà di vederne gli esiti. Quanto al futuro del I Municipio, lavorerò affinché il candidato del centrosinistra sia una persona della mia squadra perché i progetti aperti sono molti e penso che offrire segni di continuità sia la cosa migliore per le comunità che amministriamo. La mia giunta è cresciuta tutta insieme e oggi vedo delle personalità che sono all’altezza della sfida.

 

In queste ore i gruppi PD di Camera e Senato incontreranno il Segretario Enrico Letta: è il momento che le donne assumano i ruoli, oggi in Parlamento ma anche nelle diverse articolazioni territoriali. Il cambiamento deve essere qui e ora, a cominciare dal nostro partito.
(DIRE) Roma, 23 mar. – “Il segretario Enrico Letta nei suoi primi giorni alla guida del Pd ha fatto scelte importanti. Una segreteria paritaria, e ieri la dichiarazione sui capogruppo di Camera e Senato. È vero, la guida del Pd finora e’ stata prevalentemente o tutta al maschile. Non ci sfugge ovviamente l’autonomia dei rispettivi gruppi PD al Senato e alla Camera nel determinare chi debba essere il nuovo o la nuova capogruppo, tuttavia riteniamo che non si possa perdere questa occasione: che siano due donne, dopo anni di guida maschile, a rappresentare la componente del Partito Democratico nei due luoghi per eccellenza che rappresentano la democrazia, con i suoi valori di uguaglianza e parita’ per tutte e tutti. Sosteniamo le senatrici e le deputate PD, perche’ questo e’ il momento che le donne democratiche assumano i ruoli, oggi in Parlamento ma anche nelle diverse articolazioni territoriali. Dimostrino che il cambiamento e’ qui e ora, a cominciare dal nostro partito, che mette nel suo programma proprio la parita’ tra i punti cardine”. Cosi’ Marta Leonori, Consigliera Regione Lazio, e Sabrina Alfonsi, Presidente del Municipio Roma I Centro, in una nota. (Comunicati/Dire).

22 marzo – Andiamo avanti con il programma degli interventi di riqualificazione e manutenzione straordinaria delle piazze e delle strade del Centro StoricoOggi sono partiti i lavori di rifacimento della pavimentazione in selciato di Piazza della Rotonda al Pantheon. Lavori programmati nel piano triennale, il cui inizio era inizialmente previsto per giugno, che noi abbiamo fortemente voluto anticipare per approfittare del periodo di chiusura degli esercizi commerciali per il lockdown da zona rossa. Grazie al dialogo svolto dall’ Assessore ai lavori pubblici Jacopo Emiliani Pescetelli con i commercianti della Piazza avremo un unico cantiere centrale, per arrecare il minor danno possibile agli operatori. I lavori saranno svolti in 6 fasi partendo dai 4 angoli della piazza. Ogni fase durerà 3 settimane limitando al massimo i disagi per le attività. L’area interessata dal cantiere centrale inoltre, grazie alla collaborazione della sovrintendenza, verrà coperta con immagini d’epoca della Piazza. #primomunicipio #roma #noiandiamoavanti #lavoripubblici

21 marzo  –  Domenica mattina, insieme a Emiliano Monteverde e Anna Vincenzoni abbiamo fatto un passaggio al Giardino di Piazza Cairoli, in Via Arenula. Un luogo che è rinato da quando è stato preso in carico dal Municipio per la manutenzione, e grazie alla splendida collaborazione con i cittadini volontari dell’Associazione Guglielmo Huffer, che se ne stanno prendendo cura, ogni giorno migliora, rappresentando uno degli esempi più virtuosi di uso condiviso dei beni comuni.

E da oggi anche socia onoraria!!

 

18 marzo – Di anno in anno, si rinnovano i Patti di Collaborazione con le associazioni genitori delle scuole del Municipio Roma I Centro per rendere gli spazi delle scuole luoghi di socialità e cultura anche oltre l’orario scolastico!

Un progetto in cui abbiamo subito creduto, le SCUOLE APERTE E PARTECIPATE, che abbraccia sempre più istituti. La scuola ora più che mai ha un ruolo fondamentale, perché è il luogo delle opportunità, per tutte e tutti i bambini, dove crescere, apprendere, da cui spiccare il volo, che dialoga con il territorio e che soprattutto è comunità educante!

#primomunicipio #noiandiamoavanti #scuoleaperte

 

17.03.1861 – 17.03.2021. Deposizione di una corona ai piedi del monumento equestre a Giuseppe Garibaldi al Gianicolo in occasione della celebrazione dei 160 anni dell’Unità d’Italia

17 marzo –  160 anni che siamo uniti. Oggi abbiamo deposto questa corona per commemorare tutte e tutti coloro che, italiani o stranieri, scelsero di battersi per l’Unità d’Italia. Una celebrazione che in questo momento ha ancora più valore, perché ora come non mai abbiamo bisogno di sentirci uniti come Paese.

Nel 1861 l’Italia divenne ufficialmente Regno d’Italia ma il paese vero, unito, reale, era ancora da fare. L’Italia non era abituata a pensarsi Paese e al suo centro mancava ancora un pezzo cruciale: Roma. La popolazione era un insieme di genti, che avevano sperimentato dominazioni diverse. Il percorso verso l’essere cittadini, il sentirsi parte dello stesso paese è stato lungo per un’Italia terra di conquista, dalla fine dell’impero romano in poi. Siamo diventati Italia grazie a donne e uomini che hanno creduto in un progetto comune, così come l’Europa si è riconosciuta tale, con un processo altrettanto lungo.

E questa appartenenza a una comunità dobbiamo averla sempre presente, custodirla e coltivarla.
Siamo Paese, ora, abbiamo capacità e volontà di andare avanti, insieme, senza lasciare nessuno indietro. Il mio augurio per i 160 anni d’Italia è che si abbattano le differenze che ancora purtroppo esistono in termini di opportunità tra donne e uomini, tra generazioni, tra Nord e Sud. #Italia160

15 marzo – La Presidente del Municipio Roma I Centro, Sabrina Alfonsi e il Segretario Generale della Comunità di Sant’Egidio ACAP onlus Cesare Zucconi, hanno firmato oggi un accordo di collaborazione su progetti e obiettivi miranti al sostegno della popolazione più anziana, la più colpita dall’isolamento sociale. In particolare, il protocollo siglato tra i due enti si pone l’obiettivo di estendere a tutta la popolazione anziana ultra-ottantenne residente nel Municipio il Programma “Viva gli Anziani!”, un modello innovativo di intervento che si è rivelato ancora più efficace durante l’emergenza sanitaria ancora in corso. Attuato da Sant’Egidio dal 2004 a Roma e in altre città italiane, il Programma “Viva gli Anziani!” ha raggiunto più di 22.000 anziani over 80, sostenendoli con il monitoraggio attivo, telefonico e domiciliare, ed intervenendo nelle situazioni di criticità, coinvolgendo nell’aiuto portieri, commercianti, assistenti familiari, vicini di casa, restituendo così ai più fragili un ruolo centrale nell’ecologia umana dei territori.

“A partire da oggi attiviamo questa preziosa collaborazione con la Comunità, grazie alla quale il Primo Municipio potrà avere un quadro sempre aggiornato delle condizioni di vita di tutti gli anziani over 80 presenti sul territorio” commenta la Presidente Sabrina Alfonsi subito dopo la firma. “Questo ci consentirà di prevenire il fenomeno dell’isolamento sociale e le sue conseguenze, e di individuare le situazioni di maggiore criticità sulle quali intervenire prontamente. Viene inoltre potenziata la collaborazione e l’integrazione con i servizi socio-sanitari territoriali per facilitare l’accesso dei cittadini ai servizi e favorire la gestione condivisa delle situazioni di maggiore fragilità. Questo protocollo rappresenta un altro importante passo in avanti nel quadro più ampio delle politiche per la cura della popolazione anziana e la promozione dell’invecchiamento attivo che il Municipio ha portato avanti negli ultimi otto anni”.

“Nell’ottica del Patto di Comunità che abbiamo lanciato da alcuni mesi” aggiunge Emiliano Monteverde, Assessore alle Politiche Sociali “il Municipio si impegna a favorire le sinergie con le altre realtà del territorio, per promuovere iniziative finalizzate a valorizzare la partecipazione della popolazione anziana, al fine di favorire la permanenza degli anziani nel contesto di vita abituale, garantendo maggiore coordinamento e incisività degli interventi”.

 

“La pandemia ha mostrato in tutta la sua drammaticità – osserva Cesare Zucconi di Sant’Egidio – come la condizione degli anziani sia lo specchio dello stato di salute del nostro tessuto sociale e come la scelta di privilegiare l’istituzionalizzazione abbia avuto come tragica conseguenza la morte di migliaia di persone: continua ancora oggi la silenziosa strage degli anziani, principali vittime del Covid 19, ma anche dell’isolamento sociale. Questo è confermato anche dal fatto che per la prima volta da tanti anni in Italia sia diminuita la stessa speranza di vita. Dobbiamo ricominciare dagli anziani. È necessario pensare ad un nuovo sistema di welfare inclusivo, centrato sulla domiciliarità, sul coinvolgimento delle reti di prossimità e su nuovi percorsi di cohousing. Sottolineiamo l’importanza di questo accordo, che ci permetterà di operare in questa direzione, a più stretto contatto con le istituzioni locali. La presenza capillare di Sant’Egidio nel tessuto cittadino di Roma, a cominciare dai rioni del Centro Storico, ci ha permesso di rispondere in maniera rapida ed efficace agli accresciuti bisogni e di intercettare nuove domande di povertà”.