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sabrina alfonsi

12 giugno –

MUNICIPIO I, ALFONSI: VIA AI RILIEVI PER LA RIQUALIFICAZIONE DEI PORTICI DI PIAZZA VITTORIO.
Questa mattina sopralluogo a Piazza Vittorio Emanuele II della Presidente Sabrina Alfonsi e dell’Assessora Giulia Urso, accompagnate dal Direttore Tecnico del Municipio Roma I Centro e dai rappresentanti del Dipartimento di Architettura e Progetto (DiAP) dell’Università di Roma “La Sapienza”, in occasione dell’avvio dei rilievi architettonici sulle facciate della porzione del Portico compresa tra Via Mamiani e Via Lamarmora.

Inizia così la fase di attuazione del Progetto di riqualificazione dei Portici proposto da Piazza Vittorio APS, che ha partecipato con successo al Bilancio partecipativo promosso da Roma Capitale ottenendo un finanziamento di 500 mila euro.

Oggi facciamo un altro piccolo ma significativo passo in avanti verso il recupero dei portici, dopo i provvedimenti che li hanno liberati dalla presenza delle bancarelle. Con i tecnici abbiamo valutato che, grazie alle risorse del Bilancio Partecipato, sarà possibile avviare la riqualificazione dei pavimenti e delle colonne di questi primi due blocchi, scelti perché sono quelli che appaiono in condizioni peggiori rispetto al resto del porticato” dichiara la Presidente Alfonsi.

“ Attraverso la convenzione “Esquilino chiama Roma” tra Piazza Vittorio APS, Municipio Roma I Centro, Museo Nazionale Romano, Ordine degli Architetti di Roma, e le Università La Sapienza e Roma Tre per l’attuazione di un per un progetto urbano e di valorizzazione culturale del rione Esquilino, è stato affidato al DiAP dell’Università La Sapienza l’incarico di svolgere i rilievi propedeutici alla redazione del progetto esecutivo. I rilievi saranno eseguiti con il supporto di strumentazione laser in grado di restituire alla perfezione lo stato degli immobili e supportato da una indagine specifica dei materiali finalizzata al restauro.

A questo intervento spero si aggiungano anche gli interventi dei privati: nel Decreto Sblocca Italia sono previsti incentivi per le riqualificazioni che consentirebbero di risistemare anche le facciate dei palazzi e non solo i pavimenti e le colonne. Continua poi i lavoro del Municipio sulle superfetazioni, che verranno rimosse con l’appalto per le demolizioni. 

Gepostet von Sabrina Alfonsi am Freitag, 12. Juni 2020

Roma, 5 aprile 2020

VIOLENZA DI GENERE AI TEMPI DEL CORONAVIRUS.

É di pochi giorni fa la notizia dell’ennesimo femminicidio. In queste giornate di quarantena forzata le mura domestiche, luogo per eccellenza di sicurezza e serenità, per molte donne divengono prigioni che amplificano e fanno precipitare la violenza. Lorena Quaranta, una studentessa di Medicina, è stata strangolata a casa, a Furci Siculo, in provincia di Messina, dal suo convivente. Non serve dire che è stato dopo una furiosa lite; non è una scusante, non ammortizza le motivazioni del fatto in sé. Non serve neanche dire che lei aveva tanti sogni, primo fra tutti essere medico e curare le persone. Perché purtroppo il nome e l’immagine di Lorena Quaranta con il viso coperto da mascherina e in camice, in corsia, che stiamo vedendo sui social, va ad ingrossare le fila di tante giovani e meno giovani, donne e ragazze e anche bambine assassinate da familiari, mariti, fidanzati, ex. Non rende più o meno grave il crimine del suo assassino, il livello culturale e sociale – era un collega, leggiamo. Rimane solo lo scarno fatto in sé. É stata uccisa un’altra donna. Mentre tutti siamo concentrati giustamente sull’emergenza sanitaria, ce n’è un’altra, silenziosa, che serpeggia nelle case e che non si ferma davanti a nulla, ma anzi è nutrita dalle restrizioni di movimento, dalla difficoltà di denunciare avendo un uomo violento nella stessa stanza, dalla convivenza forzata. I femminicidi non sono crimini di classe. Sono trasversali e non badano a differenze di ceto sociale. Le istituzioni stanno continuando a lavorare per garantire assistenza, ascolto e intervento ma purtroppo ogni giorno continuiamo a leggere queste notizie. Un’emergenza che non si ferma e che è difficile fronteggiare proprio perché nascosta, non manifesta, che si nutre del privato e di cui i centri antiviolenza e le associazioni che si occupano di contrasto alla violenza hanno purtroppo chiara percezione ogni giorno. Dobbiamo garantire l’aiuto e anche l’applicazione delle pene: Michel Foucault, riflettendo sul passaggio storico dalla spettacolarizzazione delle pene in pubblico alla certezza della pena, eseguita all’interno delle prigioni e non nelle piazze, diceva che è proprio la certezza della pena il cardine che funge da freno alla violenza e alla sua reiterazione. Ecco, applicando questa riflessione ai crimini contro le donne, il nostro impegno deve essere duplice: garantire l’ascolto e l’applicazione delle leggi. Ma soprattutto, promuovere una profonda riflessione sul corpo delle donne, ancora oggi percepito da troppi uomini come oggetto di possesso, sul quale decidere e del quale usufruire a piacere, con potere di vita e di morte. Pochi giorni fa alcune associazioni che si definiscono Pro vita hanno chiesto di sospendere le Interruzioni Volontarie di Gravidanza in tutti gli ospedali italiani, paragonando le morti per Covid-19 agli aborti e sostenendo che le IVG sotttraggono risorse alla lotta contro il Coronavirus. Un bieco modo di sfruttare l’emergenza sanitaria per assestare un fendente alla libertà di scelta e all’autodeterminazione delle donne, sulla scia delle proposte di altre associazioni in Ohio e Texas. Noi non arretriamo di un millimetro nell’affermare la nostra libertà di decidere di noi stesse, sia essa quella di lasciare un uomo violento o quella di non portare avanti una gravidanza non voluta. La violenza sulle donne ha molte facce, può essere quella di un collega aspirante medico come di un familiare. Come la faccia di chi, con cortesia e gentilezza, ti fa sentire sbagliata, ti colpevolizza, ti induce sensi di colpa per scelte difficili ma alle volte dovute. Il volto di chi stampa in 3d feti di plastica per colpevolizzare le donne che scelgono di abortire. Noi non arretriamo. Siamo le une vicine alle altre, come donne, come politiche, come istituzioni e lotteremo sempre per garantire i diritti di tutte le donne ad autodeterminare se stesse e a disporre del proprio corpo.

Sabrina Alfonsi

15 luglio – Si avvia verso la sua triste e scontata conclusione lo sgombero della ex scuola “Don Calabria” di Via Cardinal Capranica a Primavalle, iniziato ieri sera con lo schieramento di una grande quantità di uomini e mezzi delle forze dell’ordine.
La sensazione che provo è quella di rivivere il brutto momento trascorso due anni fa, sempre in estate, dopo il violento sgombero del palazzo occupato di Via Curtatone, con centinaia di persone buttate in strada da un momento all’altro senza nessuna alternativa.
Anche questa volta, pur volendo credere agli annunci del Campidoglio, che dice che a circa 200 persone è stata offerta ospitalità in case famiglia e centri di accoglienza, cercando di non dividere nuclei familiari, da oggi ci saranno altre cento e più persone trasformate in fantasmi che si aggirano per la città, senza più diritti e senza un luogo dove poter stare.
Non sopporto questa idea muscolare del concetto di legalità, usato solo per distrarre l’attenzione dai problemi che sta attraversando il Ministro degli Interni.
Non mi piace l’atteggiamento acquiescente della Sindaca, che dopo aver detto solo pochi giorni fa che lo sgombero avrebbe dovuto attendere che fossero predisposte soluzioni per gli occupanti, oggi si piega alla forzatura voluta da Salvini.
Non mi piace che un problema sociale come quello dell’emergenza abitativa, che solo a Roma riguarda migliaia di persone, venga affrontato come una questione di ordine pubblico da un Governo che diceva di aver abolito la povertà,mentre invece si accanisce sui poveri.
Tutto questo lo trovo insopportabile. Le soluzioni alternative ci sono, le abbiamo sperimentate con successo per lo sgombero di Carlo Felice. Oggi assistiamo ad un drammatico passo indietro.

2 luglio – Flashmob contro il #degrado a Trionfale, organizzato dagli amici dell’Oratorio San Giuseppe al Trionfale e dell’Opera Don Luigi Guanella, perché la nostra città è invasa da cumuli di rifiuti e miasmi! Uomini, donne, bambini e ragazzi che hanno a cuore il bene comune e pensano che #Romameritadipiù#primomunicipio #stopdegrado #noiandiamoavanti

Corriere.it

 

12 giugno – Con l’associazione Giuriste in Genere a ragionare di politiche attive di educazione all’affettività e di tutela giuridica delle donne che vogliono uscire dalla violenza domestica. Perché la violenza sulle donne, nei fatti, la fanno gli uomini: e allora educhiamo i nostri figli, tutti e tutte, a instaurare relazioni sane con l’altro, al rispetto, a pensare se stessi e gli altri in termini di parità.#primomunicipio #noiandiamoavanti

ALFONSI: A ROMA RAGGI CROLLA, PD ALTERNATIVA PER CAMPIDOGLIO

27 maggio – (DIRE)  – “A Roma i dati sono molto interessanti. La sindaca Raggi fa il peggior risultato che poteva fare, scendendo al 17%. Perde molto, mentre il primo partito a Roma e’ il Pd, nonostante le difficolta’ in alcune periferie come il VI e il X municipio. Ma la coalizione e’ quella che potrebbe essere l’alternativa all’amministrazione che oggi governa il Campidoglio”. E’ il commento, all’agenzia Dire, del presidente del I Municipio di Roma, Sabrina Alfonsi, sui dati delle elezioni Europee, sia a livello locale che nazionale. “A livello nazionale- ha aggiunto- Il Pd ha fatto il massimo che poteva fare, visto che il congresso si e’ tenuto un mese fa, e rispetto al nuovo corso che si e’ intrapreso. Sono soddisfatta di questo. Il dato della Lega e’ quello che preoccupa di piu’, ma il nuovo Pd fa sperare in un bipolarismo dove lo stesso Pd sia al centro dell’alternanza, e vera alternativa alla destra di Governo insieme ad altre forze che in Europa non sono entrate per lo sbarramento ma che qui ci sono”.

Il dopo #Raggi è nei fatti. Lo hanno sentenziato le urne. Ma per non commettere errori, con il rischio di servire alla destra più becera il governo della città su un piatto d’argento, il lavoro da fare è ancora tanto. Per iniziare, come dice Nicola Zingaretti, investire sul radicamento nelle periferie, come abbiamo ricominciato a fare, per ricucirle con il centro della città. Per farlo dobbiamo coinvolgere le esperienze migliori di questa città; che ci sono ma spesso sono slegate tra loro. In questo senso va costruita una coalizione larga, un mondo che contenga tanti mondi. Dall’associazionismo e il volontariato cattolico, fino ad arrivare alle esperienze della sinistra civica che da sempre fanno parte della nostra città, le distanze sono meno ampie di quel che pensiamo. Mettiamoci al lavoro. #primomunicipio #roma