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sabrina alfonsi

 

4 marzo – Partita questa mattina la prima operazione di demolizione di manufatti edilizi abusivi a Monte dei Cocci, a Testaccio. Il primo di una serie di interventi messi in campo dal Municipio Roma I Centro, che fanno seguito ad una campagna di verifiche da parte di tecnici incaricati un anno fa dall’amministrazione municipale a seguito di un bando.

Sono state 113 le unità immobiliari sottoposte a verifica, tutte situate nell’anello che circonda il Monte dei Cocci” spiega Jacopo Emiliani Pescetelli, Vice Presidente del Municipio I con delega ai Lavori pubblici. “Per ciascun immobile, sono state effettuate le ricerche delle documentazioni presenti presso gli archivi del Municipio, dell’Ufficio Condono, della Soprintendenza di Stato e del Catasto per verificare la legittimità della situazione esistente.

A partire dallo scorso settembre si e’ passati poi alle verifiche sul posto mediante sopralluoghi effettuati dai tecnici insieme alla Polizia Locale per accertare se la situazione di fatto di ogni singolo locale o appartamento corrispondesse alle piantine catastali e ai condoni effettuati. Ad oggi le verifiche concluse e depositate dal gruppo tecnico sono 41, delle quali 38, ossia ben il 92%, hanno dato riscontro della presenza di abusi di vario tipo, per i quali è stata avviata la procedura per la demolizione”.

Per poco più della metà dei procedimenti avviati sarà possibile procedere nelle prossime settimane con le operazioni di ripristino dello stato dei luoghi, mentre per gli altri ci sono ancora approfondimenti da svolgere soprattutto in relazione alla presenza di ricorsi” commenta la Presidente Sabrina Alfonsi, presente questa mattina alle operazioni di demolizione. “Stiamo andando avanti con un lavoro certosino, sul quale abbiamo investito risorse economiche e umane, che ha visto impegnati per mesi i professionisti esterni, supportati dall’Ufficio tecnico municipale. “Un lavoro complesso, che ha già ottenuto il risultato importante di restituirci una fotografia attuale della situazione complessiva del Monte dei Cocci, che è il primo e fondamentale step per eliminare le situazioni di illegalità e degrado e ragionare poi su una riqualificazione complessiva di questo sito così importante nel cuore di Roma.

Questa mattina abbiamo iniziato con la demolizione in danno di un abuso in Via Monte Testaccio 53, una veranda di circa 30 mq costruita su terreno demaniale, consistente in un plateatico rialzato di cemento armato e una pensilina in legno ricoperta con delle tegole e chiusa verso il lato strada da una recinzione in ferro. Nei prossimi giorni proseguiremo l’attività con altri interventi, mentre alcuni proprietari hanno deciso di collaborare provvedendo in proprio ad eliminare gli abusi, come ad esempio nel caso dell’ex locale CUEVA, dove è stata rimossa una veranda di circa 200 metri quadri” conclude la Presidente Alfonsi.

2 marzo – Uno spazio pubblico per permettere a cittadini e associazioni di incontrarsi, presentare un libro, confrontarsi sui problemi del rione o del Municipio, ed avanzare proposte di qualsiasi tipo alle Istituzioni. Questo l’obiettivo che si pone la Casa del Primo Municipio inaugurata questa mattina in via Galilei, nel cuore dell’Esquilino a Roma in un locale di proprietà comunale, e aperta al pubblico da oggi.

A tagliare il nastro e’ stata la Presidente Sabrina Alfonsi, in compagnia degli Assessori della Giunta municipale, della consigliera regionale Marta Leonori e da alcuni Consiglieri di maggioranza del Municipio.

La prima Casa del I Municipio nata all’Esquilino sara’ gestita e animata dal CSV Lazio – Centro di Servizio per il Volontariato Lazio, grazie al protocollo d’intesa firmato oggi.

“Qui le associazioni che hanno bisogno di fare una riunione- ha spiegato Alfonsi- possono finalmente trovare uno spazio a loro disposizione. Questo e un luogo dove sperimentare la partecipazione. In questi anni non abbiamo condiviso minimamente il patrimonio con il Comune di Roma. Questo locale e’ stato tolto a un’associazione che lo gestiva per poi tenerlo chiuso per quasi 4 anni. La legalita’ senza un fine e’ una prospettiva che ha portato soltanto alla chiusura di tanti spazi in citta’, togliendo a tutti la possibilita’ dell’utilizzo di un bene comune e pubblico. Invece a Roma abbiamo tanto bisogno di spazi di democrazia”.

“Oggi- ha concluso Alfonsi- ci troviamo di fronte a una disaffezione della vita pubblica e della politica. A una lontananza e a una mancanza di partecipazione, con i grandi movimenti populisti che cavalcano l’onda di questa difficolta’. Noi invece pensiamo che la partecipazione diretta e la cittadinanza attiva debbano essere coltivati con luoghi di incontro fisici come questo. Ci ha aiutato in questo percorso una delibera del 2018 del consiglio del I Municipio contenente il regolamento alla partecipazione e poi la legge regionale sui beni comuni voluta da Marta Leonori, grazie alla quale abbiamo potuto non assegnare questo bene ma tenerlo nel patrimonio del Municipio”. Lo spazio sara’ a disposizione di tutti in modo gratuito. Al CSV Lazio il ruolo di animatore territoriale e di attivatore di progettazione sociale. Dovra’ poi gestire il centro assumendo l’incarico di mettere a disposizione delle attivita’ dei cittadini e delle associazioni del territorio i locali. Il locale, appena ristrutturato, sara’ comunque ampliato a breve quando le stanze al civico 57, proprio accanto, saranno collegate agli spazi appena aperti”.

Paola Capoleva, Presidente del CSV conferma: “Il nostro è un ruolo di sostegno e promozione del volontariato e della cittadinanza attiva. Saremo presenti qui ogni giorno con i nostri operatori e cercheremo di rendere questo spazio, attraverso i servizi, la formazione e l’informazione, un luogo sempre più vicino ai cittadini”.

“Quella di via Galilei all’Esquilino non sara’ l’unica casa del Municipio” conclude la Presidente Alfonsi. “Ne seguiranno altre, a Prati o al Trionfale. E poi c’e’ la situazione di via dei Giubbonari, un luogo che ha una grande storia legata alla Resistenza che noi vorremmo riaprire alla cittadinanza. Anche quello chiuso da anni, senza farci niente. Con l’Anpi e il circolo Bosio abbiamo proposto di farne la casa della Resistenza”.

L’intervento della Presidente Alfonsi:

 

L’intervento dell’Assessore alle Politiche Sociali Emiliano Monteverde

 

Romatoday.it  video-inaugurazione-casa-municipio-esquilino

 

Il progetto pilota varato dal Municipio Roma I Centro e realizzato dalla RTI Sorgente
Rem/Urban Vision restituirà alla collettività un edificio di pregio senza oneri per
l’Amministrazione.

Roma 26 febbraio 2021 – Il 5 marzo p.v. iniziano i lavori del restauro conservativo dei
prospetti della Scuola Alberto Cadlolo di Roma che restituiranno nella sua integrità un edificio
storico di pregio, costruito tra il 1921 e il 1925 su progetto del noto architetto Vincenzo
Fasolo. In particolare le facciate tra Lungotevere Tor di Nona, con estensione su via della
Rondinella e via del Mastro saranno restaurate senza oneri per l’Amministrazione e per i
cittadini.
Il ripristino avverrà infatti attraverso un progetto pilota di partenariato pubblico-privato, il
primo in questo campo. Nel biennio 2021-2023 realizzerà i lavori il Raggruppamento
Temporaneo d’Impresa (RTI) Sorgente Rem, che fa capo a Sorgente Group Italia di Valter
Mainetti, specializzata in restauri conservativi di immobili di pregio e Urban Vision, Media
Company, leader nel fund raising finalizzato alla tutela del patrimonio artistico e culturale, che
ha promosso l’intervento di Project Financing al Municipio Roma I Centro.
Una conferenza stampa-webinar informa sui particolari dell’innovativo progetto con
l’intervento dei protagonisti. Dal Presidente del Municipio I Roma Centro, Sabrina Alfonsi, al
Direttore della Direzione tecnica del Municipio, Chiara Cuccaro, al Progettista e Direttore dei
Lavori Paolo Rocchi, al Presidente di Urban Vision Fabio Mazzoni, al Consigliere
d’Amministrazione di Sorgente Group, Elisabetta Maggini.

La progettazione del restauro, affidata alla Paolo Rocchi Architetto Srl., Società d’ingegneria
con al suo attivo numerosi lavori su beni culturali di altissimo rilievo, si è giovata anche della
consulenza dell’architetto Anelinda Di Muzio, specialista in Restauro dei Monumenti.
L’intervento prevede la reintegrazione dell’intonaco liscio e di quello lavorato ‘a peperino’ con
l’impiego di una malta compatibile a quella esistente in facciata. Si attuerà inoltre la revisione
e la reintegrazione degli elementi in stucco modellato utilizzando una malta lavorata sul posto
e per ridurre l’interferenza visiva tra le parti esistenti e quelle aggiunte è prevista la stesura di
uno scialbo pigmentato, con coloriture derivanti dallo studio delle cromie originarie.

Anche gli elementi in pietra (travertino e peperino) saranno puliti e restaurati così come sono
previsti interventi localizzati sugli infissi in legno e sugli elementi metallici delle grate storiche
e dei parapetti dei terrazzi. Si interverrà, inoltre, sulla vegetazione (edera americana) del
muretto di recinzione su via della Rondinella e Lungotevere Tor di Nona, che nel tempo ha
danneggiato gli intonaci e gli stucchi modellati presenti sui prospetti della scuola.
Tempi stimati per la realizzazione dell’opera 24 mesi a partire dal montaggio delle opere
provvisionali, con un’articolazione per fasi consecutive che interesseranno il prospetto su Via
del Mastro, a seguire quello sul Lungotevere Tor di Nona e infine quello su via della
Rondinella. Il cantiere sarà organizzato in modo da non interrompere mai l’attività scolastica,
garantendo la sicurezza degli alunni e al tempo stesso delle maestranze e dei restauratori.
‘E’ la prima volta – rileva Sabrina Alfonsi, Presidente Municipio Roma I Centro – che un
municipio di Roma Capitale avvia un Project Financing. Restituiamo decoro a una scuola storica della città, che peraltro ha sede in un edificio d’epoca, sorvegliato e vincolato dalle
Soprintendenze, che ospita anche un’importante scuola di alta formazione, con la quale dialoga
visivamente e architettonicamente. Ringrazio per il grande lavoro svolto l’Assessore alla Scuola
e al Bilancio Giovanni Figà Talamanca, che con inesauribile energia ha curato passo passo
questo percorso”.
“La mission della nostra media company è sempre stata quella di mettere la nostra esperienza
ed il nostro know how a beneficio della collettività, sponsorizzando progetti finalizzati alla
raccolta di fondi privati da destinare alla preservazione ed al recupero architettonico di opere,
monumenti ed edifici unici al mondo – afferma Fabio Mazzoni, Presidente di Urban Vision. –
“In questo caso specifico, l’impegno è stato ancora maggiore perché il progetto riguardava un
edificio scolastico di pregio indiscusso che ogni anno ospita centinai di studenti, ma le cui
condizioni strutturali esigevano un intervento urgente e risolutivo. Le modifiche apportate al
codice dei contratti pubblici nel 2016 e la sinergia attivata con Sorgente Rem, ci hanno
consentito di dialogare con la P.A. e di dare piena applicazione al concetto di partenariato
pubblico-privato, arrivando così a presentare un progetto del quale siamo estremamente
orgogliosi e che ci auguriamo possa essere il primo di una lunga serie”.

“Fare da apripista, insieme a Urban Vision, ad un’iniziativa pilota di project financing per il
restauro di una scuola storica a Roma, ci rende orgogliosi” – afferma Elisabetta Maggini, del
cda di Sorgente Group – “ci fa ben sperare che altri progetti simili si possano attivare per il
recupero di opere di pubblica utilità, come per altre scuole della nostra Città”.
«Abbiamo scelto di applicare i criteri del “minimo intervento” – dichiara Paolo Rocchi,
progettista e direttore dei Lavori – operando per arrestare i fenomeni di degrado ove necessario
tenendo conto della compatibilità dei materiali nuovi rispetto agli esistenti per assicurare la
durata dell’intervento nel tempo e della “distinguibilità” in modo da rendere riconoscibile,
almeno ad una visione ravvicinata, le parti reintegrate rispetto a quelle originali».
Chiara Cecilia Cuccaro, a capo della Direzione Tecnica Municipio Roma I Centro sottolinea
che: ‘’l’ipotesi di associare finanziamenti privati a opere che diano un beneficio pubblico è
prevista da almeno due decenni dal Codice dei Lavori Pubblici. Ma l’associazione all’edilizia
scolastica non è semplice, sebbene il patrimonio scolastico in particolare nel centro storico di
Roma sia vetusto. In questo caso – conclude – si è riusciti a coniugare, per la prima volta a Roma, un Project Financing, con il restauro delle facciate principali della scuola Cadlolo, che sono le ultime a essere considerate per la manutenzione e il recupero, anche se non deve trascurarsi il valore iconico che l’aspetto esterno di un edificio può comunicare. La configurazione dell’edificio rispetto al Lungotevere e la distribuzione delle aule favoriscono l’intervento proposto che non interferisce con la normale attività scolastica”.

Presentazione progetto Restauro Scuola Cadlolo

 

26 febbraio  –  Finalmente iniziano i lavori per la costruzione del muro perimetrale, primo step per la realizzazione del Giardino barocco che sorgerà a Via Giulia. Un’opera che abbiamo fortemente voluto e per la quale abbiamo speso tanto lavoro e tante energie, che andrà finalmente a sanare una ferita che per troppo tempo ha deturpato la bellezza di uno dei luoghi di pregio del nostro territorio.

In questa prima fase, e per circa 6 mesi, l’Impresa CAM – la stessa che ha realizzato il parcheggio interrato – costruirà il muro in cemento armato che circonderà il giardino. Subito a seguire il Municipio, con un primo appalto provvederà a rivestire e intonacare il muro secondo le indicazioni della Soprintendenza. Con il terzo e ultimo appalto verrà affidato l’incarico per la realizzazione delle opere di allestimento del verde.

Un iter di circa due anni, che porterà alla fine a realizzare un opera che si candida a d essere un vero e proprio gioiello inserito nello strepitoso contesto della quinta di Via Giulia.

Un segno architettonico importante nel Centro di Roma, che nasce da una nostra idea e dalla felice intuizione di coinvolgere un grande studio di progettazione internazionale nella redazione del progetto.

Sono orgogliosa del grande lavoro che abbiamo fatto per arrivare a questo traguardo. Un doveroso ringraziamento a Tatiana Campioni per la tenacia con cui ha portato avanti il progetto, nonostante le mille difficoltà e la diffidenza di alcuni gruppi di cittadini che in alcuni momenti ha accompagnato il complesso iter per la realizzazione dell’opera.

Per concludere voglio solo aggiungere una cosa. Dopo oltre due anni di incomprensibile stallo presso gli Uffici del Dipartimento Mobilità di Roma Capitale, l’opera è stata finalmente sbloccata e ora la parola passa agli operai. Permettetemi perciò di sorridere con un pò di amarezza nel leggere gli annunci trionfalistici da parte della Sindaca che ovviamente non ha perso neanche un minuto – com’è nel suo stile – per intestarsi un’opera per la quale i suoi uffici hanno fatto poco o nulla, se non formalizzare il passaggio finale.

 

19 febbraio – “Dopo un lunghissimo e contrastato iter amministrativo, è partita questa mattina la sperimentazione della pedonalizzazione di Via Bixio, davanti alla Scuola Di Donato, che garantirà maggiore sicurezza agli utenti della scuola, e che riscuoterà l’approvazione di tutti quelli che  immaginano una città più a misura di bambine e bambini , più sicurvivibile, grazie alla riappropriazione di spazi pubblici”.

Questa la dichiarazione della Presidente Sabrina Alfonsi e di Anna Vincenzoni, Assessora all’Ambiente e mobilità sostenibile del Municipio Roma I Centro.

Dopo l’avvio dei lavori davanti all’I.C. Regina Elena per trasformare via Puglie in una piazza ­ aggiungono – lo sblocco della pedonalizzazione di Via Bixio è davvero una notizia importante perché tiene insieme una duplice sicurezza per i ragazzi e i genitori. La prima è quella di favorire il distanziamento all’ingresso e all’uscita di scuola in questa fase di pandemia, la seconda è legata alla garanzia di un accesso protetto per evitare che possano ripetersi tragedie come quelle accadute nel luglio del 2005, quando Mark Christian Matibag, a soli 10 anni, perse la vita investito da un’auto all’incrocio con Via Bixio mentre si recava a giocare a basket alla Di Donato.

Siamo certe che una realtà attiva come quella della scuola Di Donato – concludono Alfonsi e Vincenzoni – anche grazie al protocollo sulle Scuole aperte di cui l’Associazione genitori è firmataria con il Municipio, saprà sfruttare al meglio questi spazi i esterni con ulteriori attività all’aperto”.

Via Bixio, nel cuore dell’Esquilino, nel tratto che divide l’ingresso della scuola Di Donato dalle mura dell’istituto tecnico Galileo Galilei, questa mattina e’ stata pedonalizzata. La chiusura al traffico automobilistico, un progetto portato avanti dal I Municipio, per il momento e’ solo temporanea, visto che la pedonalizzazione partita stamani e’ una sperimentazione che durera’ fino al 31 dicembre.

Ma l’obiettivo e’ arrivare ad una delibera di Giunta comunale entro quella data per rendere l’intervento definitivo.

video

Esquilino, via Bixio pedonale dopo 15 anni tentativi

L’INTERVENTO VOLUTO DAL I MUNICIPIO DURERÀ TRA I 6 E I 7 MESI (DIRE)

18 febbraio. – E’ partita la riqualificazione di via degli Scipioni, importantissima trasversale del rione Prati che mette in collegamento il lungotevere Michelangelo a via Leone IV. Questa mattina, alla presenza della presidente del I Municipio, Sabrina Alfonsi, sono partiti i lavori destinati a ridare un nuovo look all’elegante strada: sara’ rifatto l’asfalto della carreggiata ma soprattutto saranno rimessi a dimora 81 alberi della specie pruno, mentre saranno totalmente riqualificati i marciapiedi, oggi in uno stato di evidente abbandono e degrado. La strada, molto trafficata anche a causa della presenza di molti esercizi commerciali, e’ lunga circa 1.300 metri e presenta una larghezza media di 12 metri ma la presenza di parcheggi spesso posizionati ‘a spina’, su in entrambi i lati, riduce la sezione stradale a poco piu’ di 3,5 metri. Allo stato attuale la pavimentazione della sede stradale del tratto di via degli Scipioni compreso fra il lungotevere e via Ottaviano e’ in asfalto mentre il tratto compreso fra via Ottaviano e via Leone IV e’ in selciato. Ai lati della sede stradale sono presenti su entrambi i lati i marciapiedi, aventi ciascuno una larghezza media di circa 2,7 metri. L’intervento, fortemente voluto dal I Municipio, prevede una serie di passaggi. Sulla strada, al fine di mettere fine alle sovrapposizioni di toppe e strati di asfalto che ne hanno alzato la quota e reso il fondo non omogeneo, con dossi o avvallamenti, si procedera’ al totale rifacimento delle pavimentazioni cosi’ da eliminare le zone dissestate e mettere in sicurezza il passaggio.

“Via degli Scipioni rinasce. Quello partito oggi e’ un rifacimento atteso per il quale abbiamo voluto mettere in bilancio 1,2 milioni di euro, anche se poi con i ribassi d’asta si scendera’ a un milione. Verranno rifatti tutti i marciapiedi, la sede stradale e con l’aiuto dei cittadini saranno piantumati 81 alberi”. Cosi’ la presidente del I Municipio, Sabrina Alfonsi, nel corso del sopralluogo al cantiere di via degli Scipioni che si e’ aperto oggi. “Verranno tolti i sampietrini- ha aggiunto Alfonsi– via degli Scipioni e’ una strada che per quasi meta’ e’ fatta di sampietrini e per l’altra parte di asfalto. I sampietrini rimarranno soltanto al bordo nelle cunette vicino ai marciapiedi, intorno agli alberi e nella parte di portoni che hanno la carrabilita’. Quindi rimarra’ la storia ma sicuramente ci sara’ una migliore funzionalita’ della strada”. “L’intervento- ha concluso- Durera’ circa 6-7 mesi e contiamo di finire intorno ad agosto. Per non creare problemi alla viabilita’, il cantiere sara’ fatto per tratte, quindi si spostera’ incrocio per incrocio lasciando il piu’ possibile il passaggio completo. Per quanto riguarda gli alberi, l’associazione Prati Verde ha lanciato una raccolta fondi per trovare le risorse necessarie”.

 

 

 

18 febbraio – Cresce la flotta dei Doblo’ della solidarietà del Primo Municipio! Con Emiliano Monteverde questa mattina abbiamo consegnato ai volontari dell’Associazione Fra’ Albenzio un nuovo furgone che servirà a potenziare i servizi di assistenza e supporto alle persone più fragili svolti dall’Associazione nel nostro territorio. #PattodiComunita, #primomunicipio #noiandiamoavanti

 

INTERVISTA | Alfonsi (Pd): “Stop alle decisioni prese da caminetti di uomini. Gualtieri ok, ma attendo confronto”.
“Stop alle decisioni prese da caminetti di uomini. Gualtieri ok, ma attendo confronto”

di Ginevra Nozzoli per Roma Today

 

Sul nome dell’ex ministro Roberto Gualtieri come possibile candidato del centrosinistra alle elezioni amministrative il giudizio è positivo. Quel che non va bene è l’assenza di una discussione che vada oltre i vertici e coinvolga soprattutto le donne del partito. C’è rabbia e delusione nelle parole della presidente del I municipio Sabrina Alfonsi. Come tante colleghe dem non ha digerito l’assenza di volti femminili nel governo Draghi. La furia nella compagine femminile del partito è esplosa e ora investe anche la questione candidature per Roma. Alfonsi attacca senza mezzi termini la segreteria del suo partito – “ci aspettavamo un cambiamento” – e sul nome dell’ex ministro pretende un confronto aperto, “tra donne e uomini”.

Presidente, le piace il nome di Gualtieri candidato? L’ipotesi che sia lui il nome scelto dal Pd per la corsa al Campidoglio si fa sempre più pressante. 

È un’ottima persona, ma voglio che si apra una discussione tra donne e uomini nel partito, discussione che fino a oggi non si è aperta. Non vorrei che venisse fuori un nome di uomo da caminetti di uomini.

Immagino non abbia gradito, come del resto a molte sue colleghe di partito, l’assenza di donne nel nuovo governo Draghi. Non si aspettava quei tre nomi di ministri?

Non mi aspettavo tre nomi maschili. Ma è un problema politico ampio che riguarda il partito, anche nella nuova segreteria. Un partito che dice di essere femminista non si può permettere una rappresentanza di governo con tre uomini. Questi tre (bravissimi) uomini è evidente che sono uomini scelti da altri uomini secondo un manuale preciso che è quello delle correnti. 

Quindi non crede a Zingaretti quando dice che Draghi “ha scelto in autonomia”?

Faccio politica da tanti anni…Draghi può aver scelto in autonomia, dopodiché se mi avesse chiamato per propormi un ministero io la prima telefonata l’avrei fatta al mio segretario sollevando il problema. Quelle tre telefonate ricevute dai tre uomini in questione necessitavano una discussione e una presa di posizione dei vertici che evidentemente non c’è stata. 

Chi le sarebbe piaciuto tra le donne del partito alla guida di un ministero?

Ce ne sono tante capaci. Noi potremo occupare tutte le poltrone dei sottosegretari avendo tutte le competenze richieste per sedere lì. Senza nulla togliere alle donne che già ci sono del centrodestra. Anche da Draghi, da un europeista, mi sarei aspettata una decisione diversa. Un governo con 8 donne su 23 è davvero il minimo sindacale. Comunque la responsabilità è del mio partito. 

Il suo attacco è molto duro. La mancanza di leadership al femminile riguarda anche il partito romano?

È a tutti i livelli. Esplode ora perché é tanto tempo che si lavora per un cambiamento, c’era un’attesa di cambiamento in questa segreteria. Non ci sono più scuse, siamo davvero al capolinea.

Tornando alle elezioni romane, le piacerebbe una candidata donna?

Semplicemente penso che il mondo abbia bisogno di più donne.

Oltre la discussione che ha citato sopra sul nome di Gualtieri, pensa che le primarie siano imprescindibili?

Penso che siano uno strumento importante e che certamente in questa fase potrebbero aiutare. Certo dobbiamo fare i conti con la pandemia e io non sono d’accordo con le primarie on line. 

Se ci fossero comunque, parteciperebbe? La sua corsa come candidata non è mai stata ufficializzata. 

Ho lavorato e sto lavorando per un percorso collettivo, perché penso che in questo momento ce ne sia bisogno. Certo, di fronte a voci che cominciano a girare di donne che non si mettono in gioco, dobbiamo esprimere candidature al femminile. 

Quindi ci sarebbe?

Preferisco per il momento fare un discorso collettivo. 
 
ROMA TODAY – Intervista a sabrina Alfonsi
 

15 feb. – “E’ convocata oggi la conferenza delle donne democratiche, io non sono delegata, ma in questi ultimi giorni mi sono inevitabilmente confrontata con molte donne su quello che ritengo un tema profondamente politico: l’esclusione delle donne nella rappresentanza del Pd nel neonato governo Draghi e la mancata parita’ nella composizione dei ministri (8 donne su 23 ministeri)”. Cosi’ in una nota la presidente del I Municipio di Roma, Sabrina Alfonsi. “A 10 anni dalla grande mobilitazione di Se Non Ora Quando- spiega Alfonsi- purtroppo, il centro sinistra ha ancora troppa strada da fare. Mentre il mondo sta cambiando, il Pd e’ fermo sulla rappresentanza di genere, sulle pari opportunita’. Un partito che si dichiara femminista, che ha in se’ una Conferenza delle donne democratiche, idealmente un luogo profondamente politico, e’ inaccettabile che non valorizzi la componente di genere. Se il Pd si definisce un partito progressista e vuole essere il partito della responsabilita’ di governo, non puo’ non assumersi la responsabilita’ politica di una scelta del genere, una scelta ‘di genere’, l’esclusione delle donne dagli incarichi. Eppure il tema profondo e’ la leadership, sempre maschile, all’interno di un partito che fatica a rendere efficaci dichiarazioni sulla carta impeccabili riguardo le pari opportunita’. E non bastera’ uno stuolo di Sottosegretarie, non bastera’ una Numero Due. Se davvero il Pd vuole essere il partito progressista lo deve dimostrare nei fatti, perche’ siamo arrivate al paradosso che ad esprimere le ministre sia la destra. Noi dobbiamo portare avanti il punto di vista delle donne, il punto di vista femminista, tanto piu’ in questa fase post pandemica dove c’e’ da ricostruire una societa’ e quella che verra’ deve essere una societa’ paritaria. Oggi e’ impossibile- afferma ancora la presindete del Municipio- le donne hanno solo i ministeri piu’ leggeri quelli senza portafoglio: in questo Governo Draghi tutti i ministeri che comportano la gestione delle risorse del Recovery Fund sono stati assegnati a uomini. Parte della stampa e’ arrivata ad affermare che le donne a sinistra non sono abbastanza capaci. Rifiutiamo questa narrazione insidiosa. Se parliamo in termini di preparazione, basta guardare i dati delle laureate uscite dalle universita’; se parliamo in termini di potere, abbiamo un diverso modo di esprimerlo e di intenderlo. Ma ora parlo alle donne, alle amiche, alle compagne. Basta aspettare che ci venga riconosciuto un ruolo che alla fine e’ sempre subalterno. Io penso che che come donne democratiche oggi dobbiamo smettere di chiedere. Dobbiamo sostenere con forza le nostre migliori esponenti, in tutte le sedi, dalle rose di nomine per istituzioni e centri di ricerca, ancora troppo maschili, come quelle del CNR di pochi giorni fa, ai nomi delle future sottosegretarie o ministre o alle candidatura a sindaca o a presidente di regione o alla Presidenza della Repubblica. Senza logiche di correnti, ma davvero unite per raggiungere la democrazia paritaria”. (Comunicati/Dire)