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SERVIZI

10 aprile .

Quella che stiamo vivendo da alcune settimane, a seguito della diffusione nel nostro Paese e nel resto del mondo dell’epidemia da Coronavirus, è una esperienza difficile, la più dura per la nostra generazione, destinata a incidere in modo forse permanente nel nostro stile di vita cambiando le nostre priorità e il valore delle cose. Più della forza degli argomenti teorici, culturali, politici, più della passione della partecipazione militante, più di decenni di storia e di lotte, oggi la forza di un virus contro il quale non abbiamo difese ci impone di acquisire piena consapevolezza rispetto a alcuni fattori.
Penso innanzi tutto al tema della salute, a partire dall’importanza del sistema sanitario. Chiudiamo gli occhi e proviamo ad immaginare quale sarebbe stata la situazione oggi se non avessimo avuto un sistema sanitario pubblico, universalistico e solidale.

La coscienza di ciò porta con se anche un ribaltamento dei valori. Per la prima volta l’economia è piegata alla salute pubblica, alla vita pura e semplice, come ha detto lo scrittore Erri De Luca in un suo recente articolo sul quotidiano “La Repubblica”. E anche un ribaltamento dei ruoli: i medici, non gli economisti, sono oggi le voci più autorevoli ed ascoltate.

Stiamo tornando, come auspico da tempo, a una politica che chiede il contributo fondamentale della scienza, delle Università. Sono tornati ad assumere maggiore importanza il fattore umano e le competenze in un contesto economico in cui si credeva di poter sostituire tutto e tutti con delle macchine. La tecnologia stessa è diventata fattore indispensabile in contesti che fino ad oggi l’avevano utilizzata in modo solo marginale: penso ad esempio alla grande rivoluzione che ha investito il mondo della scuola e dell’università, con i professori in video conferenza con gli alunni dalle loro case. Tutto questo potrà essere utile nel futuro, di fronte a cambiamenti che potrebbero risultare profondi anche da un punto di vista sociologico. Non è ancora chiaro per quanto tempo dovremo vivere così, ma quasi certamente non sarà per un periodo breve. E’ sicuro che ci saranno dei mutamenti anche dopo, quando lentamente si ritornerà nello spazio pubblico. Ci saranno sicuramente conseguenze sulla riorganizzazione dei tempi di vita e di lavoro, e sulle modalità in cui il lavoro dovrà essere reso, e soprattutto la Pubblica Amministrazione dovrà incrementare i suoi sforzi per adeguarsi alle nuove esigenze. Anche il modo di fare politica dovrà cambiare.

Ma torniamo all’emergenza.

Come municipio, in queste settimane di grande fibrillazione abbiamo lavorato avendo di fronte a noi due obiettivi; garantire per quanto possibile la salute delle persone, mettendo a lavorare da casa l’80% dei dipendenti in modalità smart working, mantenendo comunque aperti al pubblico i servizi essenziali e riorganizzando le modalità di accesso in piena sicurezza a tutti gli altri servizi.

Il secondo obiettivo è stato quello di fare il massimo per rimanere vicini ai nostri cittadini in un momento molto difficile, mettendo in campo idee e risorse in modo anche non convenzionale.

Una prima parte della sfida, che sembrava assai difficile, è stata vinta. Adesso arriva la seconda e più complessa: dimostrare a tutte e tutti, ma soprattutto a noi stessi, che questa fase che stiamo vivendo può essere l’occasione per ripensare la nostra società, i nostri tempi di vita, il nostro modo di lavorare.
In questo senso, credo che questa esperienza possa rappresentare l’inizio di una nuova concezione del rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione e, per quest’ultima, un’opportunità per dar prova di essere uno strumento più flessibile, vicino ai cittadini e che sa ammodernarsi.

 

 

27 Dicembre – “Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio”, recita un antico proverbio africano. Un ruolo sociale, quello della comunità rappresentata dal villaggio, che si potenzia con il superamento di paure e mancanza di conoscenza, si sostiene con l’informazione e il confronto.

E allora, abbiamo voluto realizzare una guida con l’obiettivo di dare vita ad un programma preciso di comunicazione, formazione e informazione della cittadinanza.

Accogliere è un verbo complesso e ampio. Realizzare una guida per far conoscere esperienze come l’affido, l’adozione e il sostegno a distanza è un modo per allargare ancora di più questa concezione.

Informare e coinvolgere un ampio numero di persone su questi argomenti significa costruire maggiore consapevolezza diffusa e maggiori opportunità di accoglienza nelle famiglie. Prendere in affido, adottare, sostenere a distanza, partendo dal diritto di ogni bambina e di ogni bambino ad avere una famiglia, sono modi di accogliere, includere, educare caratterizzati da intensità e complessità diverse ma sono scelte fondamentali per tutte le persone coinvolte.

Prendersi cura è crescere insieme! Conoscere la diversità porta ad accoglierla e rispettarla. Il diritto più importante dei bambini e delle bambine è quello di veder riconosciuto e realizzato il bisogno di essere amato, curato ed educato all’interno di una famiglia consapevole, una comunità attiva ed una rete di Servizi Sociali efficace.

Tutti i bambini, nessuno escluso, hanno diritto ad avere una famiglia, alla cura, all’accoglienza, hanno il diritto di essere amati, curati, educati. Abbiamo voluto raccontare le tante forme di accoglienza rivolte alle bambine e ai bambini che temporaneamente o definitivamente hanno bisogno di una nuova famiglia. 

Grazie all’assessore Emiliano Monteverde, alla direzione socioeducativa del Municipio I, alla cooperativa Obiettivo Uomo e al Centro famiglie di via Angelo Emo per questa piccola grande guida al servizio delle famiglie. #primomunicipio  #noiandiamoavanti

21 ottobre – “Polibò sarà il nome del nuovo centro giovanile del Municipio Roma I Centro che inaugureremo questa sera a partire dalle ore 17,30 in Via Boezio 1, e che sarà rappresentato da un logo donatoci da Zerocalcare”.

“In un territorio come quello del nostro Municipio che conta il più altro numero di anziani della città continua la nostra scelta politica di investire su bambine e bambini, giovani e famiglie per contrastare la desertificazione del centro storico. Senza servizi per le famiglie e i più giovani – precisa Alfonsi – non può esserci futuro né per il nostro territorio né per l’intera città. In questi anni – precisa la Presidente del Municipio – abbiamo costantemente investito in tal senso e se oggi facciamo una mappatura dei servizi dedicati ai più giovani esce fuori un lungo elenco. Sei ludoteche, due a Trastevere, due a Prati, una Trionfale e una al Celio. Tre poli multiculturali che organizzano laboratori nelle 12 scuole municipali, offrendo servizi di mediazione culturale e sostegno genitoriale. Dodici centri estivi e invernali che aprono durante le feste delle scuole (natale e estate) quando i genitori sono invece nel lavoro, tutti accessibili a bambine e bambine con disabilità. Poi abbiamo il progetto Multiforme gestito dalla cooperativa Eureka per accompagnamento sociale nelle scuole per prevenire e gestire con nelle classi stesse alunni che manifestino disagi. E poi il nostro centro famiglie e il centro disagio mentale adolescenziale (unico a Roma) in Via Emo. Poi c’è il grande successo del Protocollo scuole aperte firmato tra Municipio e Rete delle scuole del municipio con l’obiettivo tenere le scuole aperte, anche grazie alle associazioni dei genitori, oltre il normale orario scolastico. A queste – conclude la Presidente del Municipio Roma I Centro – si aggiungono i due centri giovani di Trastevere (in autogestione) e Matemù a Esquilino gestito da Cies Onlus che da questa sera diventeranno tre con Polibò che sarà gestito da Arci Solidarietà Onlus e finanziato grazie ai fondi della legge 285. Il programma prevede il DJ Set dei Borghetta Stile, la mostra e i laboratori interattivi di Emanuele Olives Illustrations e il laboratorio di Virtual Reality con il regista Claudio Casale”. (Comunicato Agenzia Dire)

VIDEO | Nel Municipio I di Roma apre il centro giovanile ‘Polibò’

 

Polibò, il cui nome è la fusione tra la vocazione del progetto (Polivalente) e il territorio in cui è collocato (via Boezio), nasce come servizio e come spazio extrascolastico con più di un obiettivo: promuovere l’aggregazione tra pari in uno spazio riconosciuto dai ragazzi e dalle famiglie; accompagnare gli adolescenti verso la scoperta di competenze, passioni, attitudini trasversali, tecniche e artistiche; facilitare l’acquisizione di un metodo di studio efficace e rispondente ai bisogni e agli stili di ciascuno; scoprire e riscoprire il proprio territorio e nuovi quartieri della città.
Centrale nella realizzazione del progetto sarà la collaborazione con le scuole del Municipio, per l’individuazione condivisa dei bisogni di ragazze e ragazzi e per consentire a Polibò di creare spazi intermedi tra scuola e territorio, diventando così un’opportunità per scoprire e approfondire passioni e interessi che non sempre trovano sfogo a scuola o nei luoghi di aggregazione informale. Un Centro di Aggregazione Giovanile è dunque un luogo intermedio, uno spazio allo stesso tempo strutturato e libero, un servizio per le famiglie e soprattutto per le ragazze e i ragazzi.
Il Centro è aperto dal lunedì al venerdì dalle 14,30 alle 19. Per partecipare alle attività è necessaria un’iscrizione, completamente gratuita:
– Inviando una mail a boezio@arcisolidarietaonlus.com;
– Contattando Arci Solidarietà Onlus allo 0689566579;
– Recandosi presso il Centro in Via Boezio 1.
Le offerte di Polibò in sintesi:
– Gruppi studio e aiuto compiti;
– Laboratori artistici e creativi;
– Tempo libero, free wifi;

 

Roma, 20 febbraio – Questa sera alle 17.00 in Via Silvio Pellico 9 nel quartiere Della Vittoria a Prati, insieme all’Assessore alle Politiche Sociali del Municipio, Emiliano Monteverde, abbiamo inaugurato ufficialmente la nuova ludoteca “La Girandola”, già attiva da due settimane. Uno spazio gratuito, il sesto che apriamo nel municipio negli ultimi 5 anni, per continuare il nostro investimento sul futuro di questo territorio, con una serie di servizi e di progetti, come quello dei poli multiculturali, dei centri famiglia e dei centri estivi e invernali, a sostegno della genitorialità e della famiglia.

Si parla molto di politiche di conciliazione. Noi le stiamo attuando sul nostro territorio, continuando ad offrire servizi aperti il pomeriggio che consentono alle donne di conciliare i tempi del lavoro e quelli della famiglia, e ai bambini di avere spazi di gioco e socializzazione.

#primomunicipio #solocosebelle #nessunoescluso #noiandiamoavanti

 

‘MENTRE IN CITTA’ SI CHIUDONO SERVIZI NOI APRIAMO NUOVI SPAZI’

Roma, 11 ott. – È stata inaugurata questo pomeriggio, in uno spazio in via della Renella a Trastevere, la ludoteca pubblica ‘Le Civette’. La nuova struttura, che si compone di due aree gioco, una stanza per la musica ed una per far studiare i piu grandi, e’ stata realizzata in uno spazio di proprieta’ di una fondazione ed e’ stata interamente finanziata dal I Municipio, con 50.000 euro, sfruttando il bando della legge 285. A tagliare il nastro il presidente del Municipio I, Sabrina Alfonsi (nel video): “Trastevere aveva bisogno di questa ludoteca- ha spiegato- Sono un po’ commossa. Difficilmente ci autocelebriamo ma in un momento in cui la citta’ chiude servizi e tante altre esperienze noi apriamo una ludoteca qui, una a Prati e un centro per i ragazzi. Si tratta di luoghi in zone centrali di Roma perche’ vogliamo mantenere nel centro della citta’ non solo le persone benestanti ma tutti i livelli della societa’. É importante che ci sia un centro vivo, non solo per i turisti ma per i residenti”. “Questa ludoteca- ha aggiunto- sara’ aperta dalle 16 alle 19. Si tratta di un servizio per le famiglie perche’ qui avranno la possibilita’ di avere spazi dove i bambini possano fare attivita di tutti i tipi”. L’assessore alle Politiche sociali del I Municipio, Emiliano Monteverde, ha poi ricordato che “aprira’ anche un centro per le famiglie all’Esquilino che sara’ inaugurato entro il 2017 insieme alla ludoteca di Prati e il centro polifunzionale per i ragazzi sempre a Prati. Fornire servizi alle famiglie e’ un modo per dire che il I Municipio puo’ essere abitato da tutti e scommette sul suo futuro”.

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Roma, 16 febbraio 2017  –  Questa mattina al Teatro della Cometa si è svolto l’incontro pubblico “TERZO TEMPO”, organizzato dal Primo Municipio – insieme a SPI – CGIL, UIL Pensionati e FNP CISL – per la presentazione della rete territoriale dei servizi per gli anziani previsti dal Piano Sociale Municipale.

“Oggi, a Roma e più in generale nel Paese, abbiamo il grande tema di osservare i cambiamenti che avvengono in una Società che invecchia, e quindi elaborare politiche adeguate a fornire risposte non solo alle esigenze di sostegno e cura, ma anche in grado di valorizzare il ruolo della popolazione anziana, che deve essere visto non come un problema ma come una risorsa dato il ruolo determinante che svolge nel sostenere  le famiglie. ” dichiara la Sabrina Alfonsi, la Presidente del Primo Municipio.

“In questi tre anni e mezzo nei quali la scarsità di risorse a disposizione dei territori per i servizi sociali si è fatta particolarmente sentire, il Municipio si è mosso insieme alle istituzioni sanitarie, agli organismi del terzo settore, agli operatori dei servizi pubblici, ai sindacati e i cittadini, con l’obiettivo di provare a costruire attraverso il Nuovo Piano Sociale una risposta unitaria e il più efficace possibile alla domanda di welfare proveniente dal territorio.  Nel specifico settore delle iniziative rivolte agli anziani, l’obiettivo è stato quello di mantenere per quanto possibile inalterato o addirittura migliorare il ventaglio dei servizi offerti, e mettere in campo azioni di rete per la promozione dell’invecchiamento attivo, attraverso attività e progetti in grado di coinvolgere gli anziani con l’obiettivo prioritario di prevenire forme di solitudine e di isolamento, con i conseguenti processi di emarginazione”.

“Per realizzare questi target abbiamo lavorato molto per ottimizzare le risorse a disposizione grazie alla revisione delle modalità di erogazione di alcuni servizi ” aggiunge Emiliano Monteverde, l’Assessore alle Politiche Sociali del Municipio I “ riuscendo così a mantenere  livelli adeguati sia per quanto riguarda i contributi economici a favore delle persone indigenti sia soprattutto nel settore del sostegno e cura per le persone più fragili,  a domicilio o presso strutture convenzionate. Abbiamo voluto cogliere tutte le opzioni possibili, aderendo da subito al Progetto Home Care Premium, dedicato ai pensionati della Pubblica Amministrazione e finanziato dall’INPS, che con i suoi 150 utenti assistiti rappresenta una opportunità anche economica, consentendo di liberare risorse per altri servizi.

Grazie alla collaborazione con il volontariato Sociale e alla generosità di sponsor locali è stato possibile attivare il servizio di TAXI SOCIALE, un servizio di trasporto gratuito e di accompagnamento per le persone più fragili residenti nel Municipio. Abbiamo mantenuto, uno dei pochi municipi a Roma a continuare a farlo, i soggiorni estivi diurni al mare o in città, e abbiamo sviluppato progetti che hanno consentito agli anziani che hanno partecipato di mettere a disposizione dei giovani il loro bagaglio di competenze e di abilità.

Il punto centrale di questa azione di promozione di servizi rivolti alla terza età sono stati naturalmente i nostri 12 centri anziani, con i quali abbiamo instaurato una ottima collaborazione e sui quali puntiamo molto per proseguire l’attività di informazione e coinvolgimento delle persone nelle attività presenti e future” conclude l’Assessore.

INTERVENTO DI SABRINA ALFONSI

Roma, 20 gennaio 2017 – Iniziativa congiunta del Primo Municipio, della Croce Rossa di Roma e delle Acli di Roma per dare ricovero alle persone senza dimora in questi giorni di freddo. Un immobile del Comune in via della Penitenza nel cuore di Trastevere e’ stato adibito a ricovero notturno per circa 20 persone ogni notte a partire dalla notte di sabato. Se ne occuperà la Croce Rossa di Roma che sta continuando nell’impegno quotidiano con le unità di strada e il camper sanitario e che nei giorni scorsi ha aperto anche la sede Cri di Roma con un altro ricovero notturno per 50 persone. Le Acli di Roma anche in questo caso contribuiranno attraverso la fornitura di pasti attraverso i propri volontari.

“Credo che sia necessario che la città si mobiliti in queste ore per aiutare chi vive per strada. Il Primo Municipio ha dato un segno concreto di solidarietà e sostegno. Ora ci aspettiamo che anche altri seguano. Con questi nuovi 20 posti letto a Trastevere riusciamo a sottrarre alla strada di notte altre persone. È importante soprattutto per le situazioni più fragili”, dice Debora Diodati, Presidente Croce Rossa di Roma.

“È inaccettabile che in una città come Roma muoiano persone per la strada. Ognuno deve fare la sua parte per evitare il ripetersi di episodi dolorosi come quelli dei giorni scorsi- commenta Sabrina Alfonsi, la Presidente del Primo Municipio- Abbiamo voluto recepire l”appello rivolto da molte Organizzazioni come la Croce Rossa, la Caritas e la Comunità di S. Egidio alle Istituzioni per chiedere una risposta della città alla carenza di posti per l”accoglienza notturna. Perciò abbiamo deciso di mettere a disposizione- finch’ ce ne sara” bisogno- i locali che ospitano il nostro Centro Giovani. Speriamo che anche altri Municipi si muovano al piu” presto nella stessa direzione, rendendo disponibili strutture pubbliche vuote o sotto utilizzate”.

Contribuiamo anche a questa iniziativa con la Croce Rossa di Roma e il I Municipio per continuare a tessere una rete di solidarieta” a tutto tondo ed essere accanto a tante persone in difficolta” nella maniera piu” concreta possibile in una situazione di emergenza come quella che sta vivendo la nostra citta”. I volontari delle Acli di Roma saranno presenti in via della Penitenza per servire pasti caldi recuperati anche grazie alla rete attivata nell”ambito del progetto il pane ”A Chi Serve 2.0”. Un modo, questo, per mettere al servizio della solidarieta” le eccedenze alimentari”, aggiunge Lidia Borzi”, presidente delle Acli di Roma.

Corriere della Sera on line

VIDEO RETE SOLE

Roma, 20 aprile 2016  –  Il Consiglio del Municipio Roma I Centro ha approvato questa mattina a larghissima maggioranza il piano sociale municipale per il triennio 2016/18. Il percorso per la redazione del Piano, promosso dal Municipio Roma I Centro insieme al Commissario Straordinario della ASL Roma1 e ai Direttori dei due ex Distretti RMA 1 e RME 1, ha visto la partecipazione di più di 200 operatori e cittadini, 107 realtà territoriali, di cui 71 organizzazioni del Terzo Settore, delle organizzazioni sindacali e di 12 Istituti Scolastic.”

Uno, nessuno, centomila: un solo Piano, nessun escluso, centomila i punti di vista presi in considerazione.

Questo è stato il filo conduttore del percorso di consultazione e co-progettazione iniziato il 9 giugno 2015, che si è articolato in oltre venti incontri in varie sedi del territorio municipale. A conclusione, la stesura di un documento innovativo e articolato che ha ottenuto il parere di congruità del Dipartimento Politiche Sociali, Sussidiarietà e Salute del Comune di Roma e, oggi, l’approvazione definitiva del Consiglio Municipale, che ha attentamente vagliato il testo attraverso il lavoro della Commissione Politiche Sociali, presieduta dalla Consigliera Antonella Pollicita.
“Si tratta di una guida ragionata allo sviluppo delle Politiche Sociali del nostro territorio, in grado di concentrare le risorse in campo verso obiettivi condivisi, individuati in base ad un’attenta analisi dei bisogni rilevati” ha commentato Sabrina Alfonsi, Presidente del Primo Municipio: “Questo Piano Sociale, il primo approvato per il triennio 2016/18, rappresenta il frutto di un percorso di forte integrazione tra sanità e sociale attuato per la prima volta a Roma con queste modalità”.
“Sono orgoglioso del risultato di questo lavoro collettivo svolto da operatori dei servizi sociali e sanitari, organizzazioni del territorio, esperti, rappresentanti di scuole e cittadini”, ha aggiunto Emiliano Monteverde, assessore municipale alle Politiche Sociali: “Li ringrazio tutti per l’impegno e la passione che hanno messo in questo lavoro. Impegno e passione completamente dedicati al bene comune, che in giorni come questi in cui prevalgono sentimenti di ripiegamento su se stessi e sfiducia nelle istituzioni, rappresentano una straordinaria e generosa esperienza di investimento sulla costruzione di una comunità solidale e inclusiva.”.
“Abbiamo accolto con grande piacere l’invito del Municipio Roma I Centro a collaborare a questa prima esperienza di piano sociale partecipato” ha concluso Angelo Tanese, Commissario Straordinario della ASL Roma 1: “È necessario riorientare l’offerta dei servizi sul territorio nella direzione dell’accoglienza e della presa in carico in modo più rapido, integrato ed efficace, come avvenuto per il Punto Unico di Accesso Integrato già realizzato nella Casa della Salute Prati – Trionfale.”

 

IL NUOVO PIANO 2016 / 2018