Tags Posts tagged with "sgomberi"

sgomberi

23 ottobre – Roma ai tempi dei 5 Stelle, ovvero la mano destra non sa quello che fa la sinistra. Mentre il Primo Municipio, con grande fatica e dopo oltre due anni, riesce ad ottenere in Bilancio 250 mila euro per avviare il concorso di progettazione per la riqualificazione dello storico borghetto che sorge a Via Paolo Caselli, a fianco di Campo Testaccio, questa mattina il Dipartimento Patrimonio ha avviato una operazione di sequestro, con tanto di operai pronti a murare gli accessi e grande spiegamento di uomini della Polizia Locale, su due immobili che ospitano i laboratori dello scultore Domenico Annichiarico. Una follia, senza nessuna motivazione di urgenza e con modalità assai discutibili, che per fortuna siamo riusciti a bloccare. E domani andremo a parlarne con la neo assessora Vivarelli. #primomunicipio #nessunoescluso

 

Roma, tensione durante sgombero a Testaccio. La presidente del I municipio a TPI: “Serve più dialogo”

15 luglio – Si avvia verso la sua triste e scontata conclusione lo sgombero della ex scuola “Don Calabria” di Via Cardinal Capranica a Primavalle, iniziato ieri sera con lo schieramento di una grande quantità di uomini e mezzi delle forze dell’ordine.
La sensazione che provo è quella di rivivere il brutto momento trascorso due anni fa, sempre in estate, dopo il violento sgombero del palazzo occupato di Via Curtatone, con centinaia di persone buttate in strada da un momento all’altro senza nessuna alternativa.
Anche questa volta, pur volendo credere agli annunci del Campidoglio, che dice che a circa 200 persone è stata offerta ospitalità in case famiglia e centri di accoglienza, cercando di non dividere nuclei familiari, da oggi ci saranno altre cento e più persone trasformate in fantasmi che si aggirano per la città, senza più diritti e senza un luogo dove poter stare.
Non sopporto questa idea muscolare del concetto di legalità, usato solo per distrarre l’attenzione dai problemi che sta attraversando il Ministro degli Interni.
Non mi piace l’atteggiamento acquiescente della Sindaca, che dopo aver detto solo pochi giorni fa che lo sgombero avrebbe dovuto attendere che fossero predisposte soluzioni per gli occupanti, oggi si piega alla forzatura voluta da Salvini.
Non mi piace che un problema sociale come quello dell’emergenza abitativa, che solo a Roma riguarda migliaia di persone, venga affrontato come una questione di ordine pubblico da un Governo che diceva di aver abolito la povertà,mentre invece si accanisce sui poveri.
Tutto questo lo trovo insopportabile. Le soluzioni alternative ci sono, le abbiamo sperimentate con successo per lo sgombero di Carlo Felice. Oggi assistiamo ad un drammatico passo indietro.

E’ in atto in questi giorni l’uscita concordata dal palazzo occupato da oltre 14 anni a Via Carlo Felice. E’ stato un lavoro lungo che è partito con il censimento di novembre 2017 condotto dal Primo Municipio in accordo con gli occupanti del palazzo. C’è voluto tempo. Si è affermato un principio che dovrebbe essere naturale ma che risulta, in questi tempi, innovativo. Si è partiti dalle persone, dal disagio sociale, dalla povertà (che non può essere una colpa) per cercare risposte che garantissero il giusto diritto della proprietà senza ferire, bloccare, interrompere processi di radicamento che le famiglie – in grande sintonia con il territorio che li circonda – avevano costruito. con fatica. Come Municipio ci abbiamo creduto e abbiamo visto crescere gli attori al tavolo che abbiamo fortemente voluto. Ognuno ha fatto una parte Municipio, Comune, Regione, Proprietà, Occupanti. Ognuno ha capito il valore di quello che veniva proposto. Il lavoro non finisce ora, ma inizia. Perchè la sfida è accompagnare verso l’autonomia questi nuclei familiari che hanno sottoscritto l’accordo.  Si è avviato un cammino dove le priorità sono state la non divisione dei nuclei familiari, la garanzia di continuità nella frequentazione delle stesse scuole per le bambine e i bambini, le garanzie per gli anziani e le persone con disabilità. Voglio ringraziare veramente tutti gli attori a partire dai servizi sociali del Municipio che hanno lavorato instancabilmente e con passione, il Comune e la sala operativa sociale, la Regione Lazio, la Sidief (proprietaria dell’immobile), le ragazze e i ragazzi del centro sociale al piano terra del palazzo che hanno accolto il valore del progetto che veniva costruito con le famiglie e hanno lasciato la sede che occupavano da vari anni, e infine le famiglie, le persone le donne e gli uomini che abbiamo conosciuto in questi anni che hanno raccontato le loro storie, hanno pianto, si sono arrabbiate. Hanno portato nel dibattito pubblico quell’umanità che è indispensabile per confrontarsi con il disagio e la povertà rinunciando ad arrivare con la boria di chi pensa di essere migliore solo perchè non ha bisogno di essere aiutato

 

L’Avvenire.it del 18 febbraio 2019

“Occupazione di Via Carlo Felice, al lavoro per una liberazione indolore, individuate soluzioni cuscinetto”

Roma, 4 settembre – La nuova circolare del Ministro dell’Interno ha dato di fatto ufficialmente il via alla stagione degli sgomberi delle decine e decine di palazzi occupati nelle grandi città del nostro Paese. Dal nostro punto di vista si tratta di lavorare per scongiurare i rischi implicitamente contenuti nel testo della circolare, che sostanzialmente supera quella parte della Direttiva Minniti del 2017 che impone alle Prefetture e ali Enti Locali di individuare soluzioni alternative per gli occupanti prima di eseguire gli sgomberi.

Dopo giorni di annunci, finalmente nel pomeriggio si è svolta la prima riunione operativa in Regione Lazio, con  il Comune di Roma e il Municipio I per fare il punto sull’assistenza alloggiativa in vista del  previsto sgombero dell’ immobile occupato in via Carlo Felice, zona San Giovanni, un’occupazione che va avanti dal 2004.

Una delibera comunale risalente all’epoca del commissario Francesco Paolo Tronca (aprile 2016) fissava in una quindicina gli stabili occupati da liberare in maniera prioritaria a Roma.
Tra questi c’era proprio l’immobile di via Carlo Felice, oltre a quelli di viale del Policlinico e delle Province.

Subito dopo lo sgombero di via Curtatone dell’estate scorsa il municipio I realizzò e trasmise a Comune e Prefettura un censimento dello stabile, in cui risultavano abitare 29 nuclei familiare e 88 persone di cui 20 bambini.

Tutti hanno fatto domanda di casa popolare e molte famiglie sono in graduatoria. I bambini risultano regolarmente iscritti alle nostre scuole e i nuclei familiari integrati nel tessuto della citta’.

Dopo la nuova circolare ministeriale il Comune ha rappresentato l’esigenza di un nuovo censimento, anche su base dei redditi, che e’ stato gia’ avviato. Abbiamo riscontrato la disponibilità da parte della Regione Lazio a mettere in campo immobili per soluzioni cuscinetto.

La proprietà dell’immobile di Via Carlo Felice, ovvero Banca d’Italia, inoltre sta collaborando per una liberazione del palazzo indolore mettendo a disposizione alcuni alloggi per le famiglie. Il Comune di Roma, dopo aver fatto trapelare nei giorni scorsi la possibilità di mettere a disposizione alcuni appartamenti in Via Giolitti, ha invece fatto una marcia in dietro parziale assicurando soltanto l’attivazione del servizio “SASSAT” per le famiglie considerate fragili (in sostanza, appartamento con affitto pagato dal Comune per due anni).

Questo tavolo puo’ portare ad un buon risultato e a un “nuovo modo” di gestire gli sgomberi dando soluzioni preventive. Ci aspettiamo che il Comune di Roma si muova anche oltre gli obblighi di legge.

sgomberi_corriere_05092018

sgomberi_messaggero_05092018

sgomberi_repubblica_05092018

Roma, 4 maggio  –  Ci risiamo. Oggi il Comune di Roma ha provato a sgomberare l’Angelo Mai di Parco San Sebastiano, centro culturale e civico di grande importanza per il territorio e l’intera città. Dopo una trattativa durata ore, lo sgombero è stato rinviato in attesa delle determinazioni del TAR Lazio sulla richiesta di sospensiva avanzata dai gestori. L’ennesimo schiaffo di questa amministrazione, che sulla base di un malinteso concetto di legalità sta uccidendo una dopo l’altra le migliori eserienze culturali e sociali della città. In questi ultimi dodici mesi abbiamo atteso pazientemente l’arrivo di un regolamento per le concessioni dei beni del patrimonio disponibile per usi culturali e sociali che mettesse fine a una pratica odiosa che ha il solo risultato di spegnere la città e lasciare in abbandono il patrimonio di tutti. Questa città ha bisogno di essere governata: non si può lasciare nelle mani degli Uffici il destino di tante realtà che in questi anni hanno arricchito la città con il loro impegno civico.

 

Repubblica.it del 04.05.2018