28 Gennaio, 2021
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URBANISTICA

20 luglio – Con la presentazione presso la Casa dell’Architettura del progetto vincitore si è concluso questa mattina l’iter del Concorso pubblico di progettazione riguardante il “Progetto pubblico unitario dell’area compresa tra Via Marmorata, Via Galvani, Via N. Zabaglia e Via Caio Cestio e il progetto definitivo del sub-ambito di Via Paolo Caselli per artigianato di servizio e studi d’artista”.

Il Concorso è stato promosso dal Municipio Roma I Centro, in collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Roma e in attuazione del Protocollo siglato tra l’O.A.R. e l’Assessorato all’Urbanistica di Roma Capitale per la diffusione dei concorsi di progettazione, per favorire il recupero di uno spazio pubblico di grande rilevanza nell’ambito della città.

Iniziato a gennaio di quest’anno con la pubblicazione degli atti tecnici di gara, l’iter del concorso, prevedeva due livelli di selezione, con i cinque migliori progetti prescelti per la seconda fase tra i quali scegliere il vincitore.

“Sono molto soddisfatta dell’esito di questo concorso, che ha riscontrato una ampia partecipazione con 50 gruppi di architetti che hanno presentato proposte progettuali” ha commentato la Presidente del Municipio I, Sabrina Alfonsi. “In soli sei mesi siamo riusciti a concludere tutto l’iter e a determinare il vincitore, tempi rapidi se consideriamo l’emergenza Covid 19 che a marzo si è abbattuta sul nostro Paese. Voglio ringraziare i nostri uffici che non si sono risparmiati e la Commissione di Gara, che non ha mai interrotto il suo lavoro nemmeno nel periodo di lockdown.

Lo scopo che ci ha spinto a bandire il Concorso era quello di avere a disposizione innanzi tutto uno strumento urbanistico unitario in grado di assolvere la funzione di punto di riferimento imprescindibile per qualsiasi intervento futuro in quell’area così delicata del nostro territorio, e in secondo luogo uno studio specifico per il riordino del sub ambito di Via Paolo Caselli.

Sono convinta che lo spazio pubblico costituisca il collante della qualità dello spazio urbano, avendo ben presente “un’idea di città” una visione di sistema, e per arrivare a questo obiettivo è indispensabile restituire un ruolo centrale alla progettazione, come abbiamo scelto di fare in questo caso.

La qualità delle proposte progettuali pervenute è stata elevata. Il progetto dello Studio di Architettura Sycamore S.r.l è stato scelto dalla Commissione di Gara come vincitore del Concorso per la sua capacità di ripensare lo spazio pubblico in rapporto al tessuto circostante e per la sua capacità di relazionarsi e mettersi a sistema con le aree e le funzioni preesistenti” conclude la Presidente.

“L’architettura è parte integrante del nostro quotidiano – afferma l’Assessore all’Urbanistica di Roma Capitale Luca Montuori – definisce il nostro orizzonte sociale e culturale; il progetto che oggi premiamo rappresenta bene quanto essa componga in una forma fisica, attraverso il pensiero, dati diversi e  nel farlo definisce lo spazio in cui i nostri figli giocano, le piazze in cui prendiamo il caffè, le strade in cui camminiamo. Nessuno può sottrarsi all’architettura. Abbiamo bisogno di grandi opere, di rappresentarci in architetture simboliche, ma soprattutto di vivere bene la qualità diffusa della nostra quotidianità che è espressione di un pensiero politico che guarda alla grana fine del territorio e ai suoi cittadini, e vuole migliorare la qualità dell’ambiente costruito per migliorare la qualità della vita delle persone.

Per questo è importante quello che facciamo oggi – aggiunge l’Assessore – poniamo le basi per le trasformazioni del futuro, guidiamo e non subiamo il progetto e la configurazione dello spazio che è di tutti. Credo che la conclusione del percorso di questo concorso, che si somma ai concorsi già promossi e banditi durante questa amministrazione, con proponenti pubblici e privati, grazie anche alla collaborazione con l’ordine degli architetti, rappresenti bene lo sforzo che stiamo facendo per tornare a dare all’amministrazione pubblica un ruolo troppo spesso delegato ad altri”.

“L’esito di questo concorso di progettazione – afferma Andrea Iacovelli, Responsabile Area Concorsi dell’Ordine degli Architetti di Roma e provincia – promosso dal I Municipio in collaborazione con l’Assessorato all’Urbanistica di Roma Capitale e l’Ordine degli Architetti di Roma, avvalora ancora una volta  l’impegno dell’OAR nella politica di promozione del concorso di progettazione come strumento imprescindibile per la riqualificazione dei territorio e dell’ambiente costruito attraverso il lavoro degli architetti.

Quello che scaturisce dai concorsi di progettazione – ha aggiunto Iacovelli – è il tentativo di far sì che i progettisti si confrontino sulle trasformazioni della città, come nel caso del progetto dello studio Sycamore risultato vincitore del concorso. Il Progetto diviene baricentro, punto di equilibrio, visione di una città migliore, dove la misura è l’uomo, il cittadino e i rapporti connettivi con l’esistente. Esistente inteso non solo come “ambiente costruito” ma come “ambiente sociale” fatto di relazioni dialogiche che necessitano di essere stimolate. È questo il frutto del rapporto sinergico concretizzato tra l’Assessorato all’Urbanistica e l’Ordine degli Architetti di Roma: una nuova visione di città, dove a valle dei processi di pianificazione del territorio si innesta lo strumento del concorso di progettazione non più inteso come evento straordinario ma come processo ordinario e attuativo della trasformazione della città”.

“Il Concorso ha interessato l’ultimo isolato a sud-est del Rione Testaccio, compreso tra Via Galvani, Via Marmorata, il Cimitero Acattolico e il Monte dei Cocci” ha commentato l’Arch. Chiara Cecilia Cuccaro, Direttore Tecnico del Municipio I e Presidente della Commissione di Gara. “Un ambito occupato in parte dall’area dell’ex Campo Testaccio e in parte da insediamenti abusivi – commerciali, artigianali e in piccola quota residenziali.

L’obiettivo del Concorso era quello di sostituire gli insediamenti abusivi con laboratori artigiani, artistici, spazi espositivi e realizzare un polo per lo sport e il tempo libero in un contesto di riferimento in cui il verde costituisce la struttura portante in connessione con il sistema delle scuole su Via Galvani e Via Zabaglia e con i luoghi storici al contorno. Il vincitore del Concorso è incaricato dell’elaborazione del piano urbanistico necessario e del progetto definitivo per la realizzazione del nuovo insediamento”.

 

Alcune tavole del Progetto

Relazione illustrativa del Progetto

 

Gepostet von Sabrina Alfonsi am Montag, 20. Juli 2020

 

Tgr Lazio di ieri sulla presentazione del Progetto di Testaccio.

Gepostet von Sabrina Alfonsi am Dienstag, 21. Juli 2020

 

 

ROMA TODAY – Testaccio cambia volto

AGENZIA DIRE – COME DIVENTERA’ TESTACCIO

REPUBBLICA.IT – Così rinascerà il borghetto di Testaccio

 

Il video integrale della presentazione.

Presentazione del progetto vincitore "Ripensare lo spazio pubblico di Testaccio” riguardante il progetto pubblico unitario dell’area compresa tra Via Marmorata, Via Galvani, Via N. Zabaglia e Via Caio Cestio e il progetto definitivo del sub-ambito di Via Paolo Caselli per artigianato di servizio e studi d’artista.

Gepostet von Sabrina Alfonsi am Montag, 20. Juli 2020

24 gennaio 2020 – Oggi, insieme all’ assessore all ‘ urbanistica Luca Montuori, presso il dipartimento di architettura di Roma Tre che ringrazio per l’ ospitalità, abbiamo presentato a cittadini, residenti, associazioni e professionisti il concorso di progettazione Promosso dal Municipio Roma I Centro riguardo lo spazio pubblico di Testaccio. Noi crediamo in una progettazione partecipata e condivisa con i cittadini: per questo motivo abbiamo voluto coinvolgere le associazioni territoriali, i residenti, gli artisti e artigiani del borghetto di via Caselli e tutti i cittadini interessati, per spiegare loro quali aree comprenderà il bando e per recepire le loro istanze per rigenerare la città, i luoghi e gli spazi condividendone i passi. Grazie a tutti per la grande partecipazione.

10 Gennaio 2020 – Stamattina, presso la sede dell’Ordine degli Architetti di Roma, abbiamo presentato con l’assessore all’Urbanistica Luca Montuori e con il presidente dell’OAR Flavio Mangione, un bando emanato dal Municipio Roma I Centro di cui siamo molto orgogliosi: il concorso pubblico di progettazione per l’area di Testaccio compresa tra Via Galvani, Via Zabaglia, via Caio Cestio e l’ambito di via Paolo Caselli, enclave di artigiani e artisti. La situazione di compromissione dell’area di Testaccio è nota da anni, e rappresenta una vera e propria ferita per la Città Storica. A questo si aggiungano i provvedimenti di sgombero degli insediamenti di Via Paolo Caselli, che se effettuati rischiavano di creare una situazione di abbandono e ulteriore degrado per il rione. Per questo, come ente di prossimità, ci siamo battuti per fermare le procedure di sgombero e per ottenere in bilancio le risorse necessarie ad avviare la progettazione per una riqualificazione e rigenerazione urbana di alto livello, all’interno di una visione d’insieme del nostro territorio condivisa con i cittadini attraverso percorsi di partecipazione. Con i nostri Uffici Tecnici e l’assessore Jacopo Emiliani Pescetelli, che ringrazio per il gran lavoro, abbiamo elaborato gli indirizzi alla progettazione, che prevedono per l’intero isolato la redazione di un progetto pubblico unitario finalizzato al riordino funzionale e ambientale dei luoghi. Pianificazione delle strutture di connessione, zone verdi, spazi pubblici, spazi espositivi e percorsi, oltre al riordino delle aree pertinenziali e dei cortili degli istituti scolastici i cui fronti si sviluppano su Via Zabaglia e Via Galvani: rigeneriamo il territorio attraverso un nuovo assetto, che conferisca al complesso degli edifici il ruolo di Campus Scolastico, anche in previsione della realizzazione di un nuovo polo per lo sport e il tempo libero nell’area dell’ex Campo Testaccio.
Altra grande sfida progettuale è l’ambito di Via Caselli e le aree limitrofe: è prevista infatti nel bando la redazione dello studio di fattibilità finalizzato al progetto definitivo, in coerenza con il progetto pubblico unitario. I volumi che non possono essere oggetto di recupero dovranno essere sostituiti con nuove strutture destinate ad ospitare attività artigianali e artistiche, con laboratori e foresterie annesse, cui associare spazi di uso collettivo per attività comuni tra artisti e studenti. Una scelta che abbiamo fatto perché intendiamo mantenere la vocazione del luogo, così come si è andata consolidando negli ultimi decenni. Per raggiungere questi obiettivi abbiamo ben chiaro come sia fondamentale la collaborazione dei professionisti del settore, da sempre in prima fila per incentivare le procedure che consentono di massimizzare la qualità architettonica dei progetti. Il concorso pubblico è il mezzo più idoneo per garantire la selezione delle idee progettuali migliori, per un intervento di ricucitura urbana in un distretto nevralgico nel cuore di Roma, tra il quartiere Testaccio e le aree archeologiche di Monte dei Cocci e della Piramide Cestia.presso la sede dell’Ordine degli Architetti di Roma, abbiamo presentato con l’assessore all’Urbanistica Luca Montuori e con il presidente dell’OAR Flavio Mangione, un bando emanato dal Municipio Roma I Centro di cui siamo molto orgogliosi: il concorso pubblico di progettazione per l’area di Testaccio compresa tra Via Galvani, Via Zabaglia, via Caio Cestio e l’ambito di via Paolo Caselli, enclave di artigiani e artisti. La situazione di compromissione dell’area di Testaccio è nota da anni, e rappresenta una vera e propria ferita per la Città Storica. A questo si aggiungano i provvedimenti di sgombero degli insediamenti di Via Paolo Caselli, che se effettuati rischiavano di creare una situazione di abbandono e ulteriore degrado per il rione. Per questo, come ente di prossimità, ci siamo battuti per fermare le procedure di sgombero e per ottenere in bilancio le risorse necessarie ad avviare la progettazione per una riqualificazione e rigenerazione urbana di alto livello, all’interno di una visione d’insieme del nostro territorio condivisa con i cittadini attraverso percorsi di partecipazione. Con i nostri Uffici Tecnici e l’assessore Jacopo Emiliani Pescetelli, che ringrazio per il gran lavoro, abbiamo elaborato gli indirizzi alla progettazione, che prevedono per l’intero isolato la redazione di un progetto pubblico unitario finalizzato al riordino funzionale e ambientale dei luoghi. Pianificazione delle strutture di connessione, zone verdi, spazi pubblici, spazi espositivi e percorsi, oltre al riordino delle aree pertinenziali e dei cortili degli istituti scolastici i cui fronti si sviluppano su Via Zabaglia e Via Galvani: rigeneriamo il territorio attraverso un nuovo assetto, che conferisca al complesso degli edifici il ruolo di Campus Scolastico, anche in previsione della realizzazione di un nuovo polo per lo sport e il tempo libero nell’area dell’ex Campo Testaccio.
Altra grande sfida progettuale è l’ambito di Via Caselli e le aree limitrofe: è prevista infatti nel bando la redazione dello studio di fattibilità finalizzato al progetto definitivo, in coerenza con il progetto pubblico unitario. I volumi che non possono essere oggetto di recupero dovranno essere sostituiti con nuove strutture destinate ad ospitare attività artigianali e artistiche, con laboratori e foresterie annesse, cui associare spazi di uso collettivo per attività comuni tra artisti e studenti. Una scelta che abbiamo fatto perché intendiamo mantenere la vocazione del luogo, così come si è andata consolidando negli ultimi decenni. Per raggiungere questi obiettivi abbiamo ben chiaro come sia fondamentale la collaborazione dei professionisti del settore, da sempre in prima fila per incentivare le procedure che consentono di massimizzare la qualità architettonica dei progetti. Il concorso pubblico è il mezzo più idoneo per garantire la selezione delle idee progettuali migliori, per un intervento di ricucitura urbana in un distretto nevralgico nel cuore di Roma, tra il quartiere Testaccio e le aree archeologiche di Monte dei Cocci e della Piramide Cestia.

Il primo passo, fondamentale, in un percorso di rigenerazione urbana nel cuore di Roma, a Testaccio. Grazie a tutti quelli che ci hanno lavorato insieme a noi

Gepostet von Sabrina Alfonsi am Samstag, 11. Januar 2020

 

Il prossimo 24 gennaio ripeteremo la presentazione del concorso ai cittadini, alle associazioni e ai comitati in un incontro pubblico che si svolgerà presso la Facoltà di Architettura dell’Università Roma re all’ex Mattatoio.

 

9 dicembre – questa mattina una squadra di operai, coordinata dai tecnici del Municipio Roma I, ha avviato gli interventi di ripristino dello stato dei luoghi presso l’immobile sito in Via di Monte Testaccio, 94/95, in esecuzione di una determinazione dirigenziale che ha contestato ai proprietari il cambio di destinazione d’uso dei locali da magazzino a pubblico esercizio, la fusione non consentita dei locali dei due civici 94 e 95 con diversa distribuzione degli spazi interni e infine la realizzazione all’esterno di una pensilina aggettante e di una struttura metallica avente presumibilmente la funzione di incanalare il pubblico verso la biglietteria d’ingresso.

Il locale in questione, aperto ufficialmente come Associazione Culturale, era stato chiuso a marzo di quest’anno con un Decreto della Questura di Roma

L’intervento di oggi riguarda la demolizione degli abusi esterni, ossia la struttura metallica e la pensilina; per gli abusi interni, è stato concesso ancora qualche giorno alla proprietà per provvedere in modo autonomo all’eliminazione degli abusi, in mancanza di che si procederà d’ufficio alla rimozione coattiva degli abusi con spese a carico dei responsabili.

Ai proprietari dell’immobile è stata irrogata una sanzione pecuniaria amministrativa pari a €.15.000.

Quello di oggi è il primo intervento per ricondurre alla legalità l’assetto urbanistico di un sito che ha una sua rilevanza storica e archeologica, nel quale nel corso dei decenni si sono stratificati una serie di occupazioni, cambi di destinazione d’uso e di abusi edilizi che ha generato una situazione di fatto assai complessa” commenta la Presidente del Municipio Sabrina Alfonsi, presente sul posto nel corso delle operazioni. “Con i nostri Uffici abbiamo un quadro della situazione relativo ad una ventina di civici di Via Monte Testaccio per i quali sono stati rilevati abusi edilizi con diverso grado di definizione, ma si tratta sicuramente di un dato incompleto. Per questo abbiamo deciso di mettere ordine e stiamo procedendo ad affidare a due studi tecnici l’incarico di svolgere una analisi dettagliata degli insediamenti presenti intorno a Monte dei Cocci, con l’obiettivo di verificarne la legittimità urbanistica/edilizia e, in caso di accertamento di non conformità, avviare i successivi provvedimenti di ripristino dello stato dei luoghi e di demolizione”.

L’area di studio è stata divisa in due parti – aggiunge Jacopo Emiliani Pescetelli, Assessore ai Lavori Pubblici del Municipio I- in modo tale che le indagini sulle 96 particelle catastali interessate possano procedere in parallelo, accorciando i tempi.

Ai tecnici viene richiesta una ricognizione puntuale della documentazione già in possesso degli uffici municipali, il rilievo fotografico della situazione esistente, l’esecuzione di sopralluoghi presso le singole unità immobiliari insieme agli agenti della Polizia Locale, ed infine una ricognizione delle pratiche esistenti presso l’Ufficio Condono”.

Con questo programma – conclude Alfonsi – insieme allo studio per il recupero del piccolo borgo adiacente a Campo Testaccio e al Campo Stesso ai quali stiamo lavorando, contiamo di dare un segnale forte per la riqualificazione di uno dei rioni più ricchi di storia della città”.

23 ottobre – Roma ai tempi dei 5 Stelle, ovvero la mano destra non sa quello che fa la sinistra. Mentre il Primo Municipio, con grande fatica e dopo oltre due anni, riesce ad ottenere in Bilancio 250 mila euro per avviare il concorso di progettazione per la riqualificazione dello storico borghetto che sorge a Via Paolo Caselli, a fianco di Campo Testaccio, questa mattina il Dipartimento Patrimonio ha avviato una operazione di sequestro, con tanto di operai pronti a murare gli accessi e grande spiegamento di uomini della Polizia Locale, su due immobili che ospitano i laboratori dello scultore Domenico Annichiarico. Una follia, senza nessuna motivazione di urgenza e con modalità assai discutibili, che per fortuna siamo riusciti a bloccare. E domani andremo a parlarne con la neo assessora Vivarelli. #primomunicipio #nessunoescluso

 

Roma, tensione durante sgombero a Testaccio. La presidente del I municipio a TPI: “Serve più dialogo”