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8 maggio – Nel pomeriggio si è svolta la Conferenza stampa sulla proposta di Delibera del Partito Democratico di Roma per il distanziamento fisico delle occupazioni suolo pubblico e l’azzeramento della COSAP e per sostenere le attività commerciali chiamate a fronteggiare l’emergenza.

La proposta di deliberazione che come PD abbiamo presentato oggi in conferenza stampa è uno strumento idoneo a regolamentare la materia della maggiore occupazione di suolo pubblico per gli esercizi di somministrazione come strumento utile per aiutare gli operatori dl commercio a superare la fase critica attuale.
Un provvedimento snello, che avrà una durata limitata nel tempo – la scadenza prevista è al 31 dicembre 2020- e che prova a rispondere ai due grandi interrogativi di questi giorni, ovvero come riaprire le attività economiche nel rispetto delle regole previste per il distanziamento interpersonale, visto come fattore principale per la sicurezza e la prevenzione dal contagio, e poi come garantire un valido sostegno agli operatori commerciali consentendo, attraverso l’incremento degli spazi esterni, di recuperare in tutto o in parte la quota di tavoli persa all’interno dei locali per le esigenze di distanziamento.

Quindi una apertura concreta all’aumento delle OSP, con le percentuali diverse che sono state indicate per il Centro Storico (+35%) rispetto al resto della città (+50%). Un’apertura che, però, deve mantenere il carattere dell’eccezionalità e della temporaneità, perché non siamo d’accordo con chi vuole utilizzare l’emergenza come cavallo di troia per reintrodurre una deregulation che ci riporterebbe indietro di anni nella battaglia per il decoro del Centro Storico.

Un provvedimento che si muove nel solco di quanto già annunciato dal Ministro per i Beni Culturali, che prevede di intervenire per alleggerire il peso del sistema dei vincoli vigenti sul sito Unesco, attraverso la “sospensione” di alcuni vincoli come ad esempio quello relativo al rispetto del cono visivo e quello relativo alla distanza minima di un metro dai palazzi vincolati. Sono previste nella proposta di delibera anche altre deroghe, di competenza più strettamente comunale, come la possibilità di posizionare i tavoli con pedane sulle strisce blu in caso di mancanza di spazio sui marciapiedi, e quella di utilizzare per il posizionamento dei tavoli anche le immediate pertinenze del locale purchè non distanti più di 20 metri.

Inoltre, quale ulteriore contributo economico a favore degli operatori, nella proposta di delibera si prevede la sospensione del versamento dei canoni relativi a COSAP e TARI dal 12 marzo 2020 e fino al 31 dicembre 2021.

Per quanto riguarda le modalità di presentazione delle richieste, la proposta anche in questo caso si muove nel solco di quanto verrà a breve previsto dalla normativa nazionale per la semplificazione degli iter burocratici nella fase emergenziale. Sarebbe auspicabile uno strumento analogo alla SCIA, che consentirebbe agli operatori il riavvio in tempi davvero brevi per le loro attività.

Crediamo di aver fatto un buon lavoro, che cerca di aiutare gli operatori economici oggi in difficoltà senza introdurre stravolgimenti permanenti delle regole, e lo metteremo a disposizione della città portandolo lunedì prossimo in Assemblea Capitolina e in tutti i Municipi.

 

la proposta di delibera

 

La diretta Facebook della Conferenza stampa

CONFERENZA STAMPA PD ROMA

Roma oltre COVID 19: più spazio per lo sviluppo di una città più sicura per tutti e per difendere economia e lavoro.

Gepostet von PD ROMA – Partito Democratico di Roma am Freitag, 8. Mai 2020

 

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Intervista al Corriere della Sera del 9 aprile 2018 – di Lilli Garrone

Il consiglio del I Municipio ha già espresso le sue osservazioni al nuovo regolamento sulle attività di somministrazione nel centro storico. Ma adesso la presidente Sabrina Alfonsi esce allo scoperto.

Cosa pensa del regolamento?
«Nulla di buono. Mi è capitato più volte in questi giorni di ascoltare le critiche sia delle associazioni dei residenti o di tutela del territorio, sia delle piccole attività imprenditoriali, di qualità e storiche, ancora per miracolo attive in questo territorio. Ma soprattutto io credo che non si possa modificare il regolamento a ogni cambio di amministrazione comunale: così non si creano regole certe per uno sviluppo di attività imprenditoriali legali, sane e di futuro per i giovani che volessero lavorare nel centro storico».

Cosa lamentano gli imprenditori piccoli o storici?
«Faccio un esempio. Ho incontrato la categoria dell’artigianato alimentare storico come quelli della pasta all’uovo, che possono cuocere la pasta e farla consumare sul posto con regole assolutamente non chiare: devono avere le caratteristiche per cucinare ma non ampie metrature per il servizio al tavolo, altrimenti si trasformerebbero in ristoranti. Ecco, così non si capisce quale deve essere il loro lavoro. E la quantità di regole non chiare aiuta gli esercizi commerciali che non sono nella legalità e che quindi fanno concorrenza sleale».

Che fare allora? 
«È necessario arrivare a poche regole chiare, non interpretabili a ogni controllo a seconda del vigile di turno».

Quali potrebbero essere? 
«Innanzi tutto pianificare le aperture all’interno del centro storico».

Tornare a limitare il numero di bar e pizzerie?
«Tornare a limitare anche le altre attività privilegiando l’artigianato non alimentare, artistico, le botteghe storiche e quelle contemporanee spesso aperte da giovani e da donne».

E dei negozi di souvenir che dice? 
«I negozi di souvenir dovrebbero anche loro essere contingentati, oltre a non avere la possibilità di esporre la merce all’esterno contribuendo a una città indecorosa».

Roma.Corriere.it del 09.04.2018

Corriere della Sera 09.04.2018