21 Gennaio, 2021
Tags Posts tagged with "centro storico"

centro storico

7 gennaio – La sentenza del Consiglio di Stato che vieta l’apertura di un nuovo McDonald’s in Piazza del Pantheon, dando ragione all’impianto delle contestazioni mosse dal Primo Municipio al tentativo di trasferimento di una licenza da bar gelateria di 34 mq a un locale di 440 mq,  è di fondamentale importanza. Non per un’avversione specifica verso i fast food ma perché, riconoscendo lo spirito del regolamento comunale finalizzato a salvaguardare le zone di pregio, offre una lettura che riconosce il valore delle norme regolamentari per la salvaguardia del decoro della città e apre nuove possibilità per una diversa fruizione del centro storico, che non sia esclusivamente quella legata alle attività della ristorazione e del turismo, come è stato fino ad oggi. #primomunicipio #noiandiamoavanti #roma

23 Dicembre – Con gli assessori Jacopo Emiliani Pescetelli  e Anna Vincenzoni oggi abbiamo inaugurato il nuovo look di Piazza Borghese, dove sono stati conclusi i lavori di riqualificazione iniziati il 7 novembre, promossi dal Municipio I  per restituire una delle più belle piazze del centro storico di Roma, nel rione Campo Marzio, alla sua funzione pubblica di area pedonale e salotto della nostra città. Abbiamo voluto posizionare proprio in questa piazza uno dei 16 alberi di Natale del Municipio, 3 metri di altezza con addobbi plastic free, peperoncini, bacche rosse, foglie, pigne e luci, che verranno ripiantumati nei giardini dopo il 6 gennaio. Un segno di speranza e di allegria per la nostra città.

Con questi interventi restituiamo bellezza e decoro ad una piazza per anni invasa da auto in sosta, intorno all’area dei banchi del mercato. Il Municipio I ha previsto il posizionamento di 15 nuovi colonnotti in travertino uguali a quelli già esistenti, in modo da delimitare meglio l’area pedonale, garantendo sempre l’accesso alla piazza attraverso tre varchi con parapedonali privi di catene distanziati tra loro 1,4 metri. Posizioneremo inoltre nei prossimi giorni una catena manufatta a conclusione di tutto l’intervento. #primomunicipio #noiandiamoavanti #roma

7 novembre – “Sono iniziati questa mattina i lavori promossi dal Municipio Roma I Centro per la delimitazione dell’area centrale di Piazza Borghese con colonnotti in travertino collegati tra loro da catene, con l’obiettivo di restituire una delle più belle piazze del  centro storico di Roma, nel rione Campo Marzio, alla sua funzione di area pedonale e salotto della nostra città”. Questa la dichiarazione di Sabrina Alfonsi e Jacopo Emiliani Pescetelli rispettivamente Presidente e Vicepresidente con delega ai lavori pubblici del Municipio Roma I Centro. “La piazza – precisano i due esponenti della Giunta Municipale – è stata per anni deturpata da decine di auto in sosta che occupavano l’area non interessata dai prefabbricati del mercato”.

Questo è possibile perché malgrado la zona presenti la necessaria segnaletica e sia delimitata per gran parte da marciapiedi e parapedonali in travertino, il lato sud mostra una parte in cui i 4 colonnotti presenti sono in numero ampiamente insufficiente a impedire l’ingresso delle auto. L’intervento del Municipio prevede il posizionamento proprio su questo lato di 15 nuovi colonnotti in travertino uguali a quelli esistenti , mentre l’accesso pedonale alla piazza sarà garantito  da tre varchi con parapedonali privi di catene distanziati tra loro 1,4 metri.
“La difesa del decoro della nostra città e dei suoi spazi pubblici” continuano Alfonsi e Pescetelli “molto spesso richiede l’adozione di accorgimenti tecnici che non sempre passano al vaglio degli organi deputati alla salvaguardia del patrimonio storico ed artistico. In questo caso, dopo molti tentativi, è stato trovato il giusto compromesso e tra pochi giorni, anche grazie alle sollecitazioni dei cittadini, che in questi anni non hanno mai smesso di chiedere una soluzione al problema del parcheggio selvaggio,  la Piazza tornerà presto  a mostrare tutta la sua bellezza“.

TERMINATI I LAVORI PER LA RIQUALIFICAZIONE DELLA PAVIMENTAZIONE.

6 novembre – Questa mattina a Via Sistina sopralluogo della Presidente Sabrina Alfonsi e dell’Assessore ai Lavori Pubblici del Municipio Roma Centro, Jacopo Emiliani Pescetelli, in occasione del completamento dei lavori di ripavimentazione della strada, iniziati alla fine di giugno e terminati con un mese di anticipo rispetto al cronoprogramma. Un altro passo in avanti verso la riqualificazione del Centro storico della Città.

Sono stati interamente ripavimentati 3.100 metri quadri di superficie stradale, previa demolizione dell’esistente, ripristino della soletta in cemento dove necessario, la pulizia, verifica della funzionalità ed eventuali ripristini di tubolari, pozzetti, e griglie del sistema di raccolta delle acque chiare. Il rimontaggio della nuova pavimentazione in selciato su un letto di sabbia e cemento è avvenuto senza alterare le quote originali della storica quinta che da piazza Barberini va verso Trinità dei Monti. Il costo complessivo dell’intervento è di circa 340 mila euro al netto dell’IVA.

Con questo intervento abbiamo risistemato una delle strade più importanti del c.d. “salotto buono” della città” ha detto la Presidente Alfonsi . “Nel corso dei lavori abbiamo ricevuto numerose richieste -da parte degli operatori economici della zona – di ampliare i marciapiedi e di riorganizzare le soste, sulla falsariga di quanto è stato fatto alcuni anni fa per via del Babuino. Ovviamente tutto questo non poteva essere fatto con le risorse di un appalto di manutenzione, anche perché un intervento di riqualificazione complessiva richiede un confronto approfondito con le categorie e una progettazione accurata, che tenga conto del contesto urbanistico particolare in cui ci troviamo. Oltre a ciò, occorrono risorse importanti che dovranno essere reperite nei piani investimenti dei prossimi anni.”

L’intervento sarà completato nei prossimi giorni con il rifacimento della segnaletica orizzontale e verticale, per la quale si è in attesa del provvedimento del Dipartimento Mobilità. I fondi del ribasso d’asta, circa 160 mila euro, verranno utilizzati per la ripavimentazione e la messa in sicurezza dei marciapiedi di Via Francesco Crispi nel tratto compreso tra Via Sistina e Via Capo le Case, che “sarà a sua volta oggetto di uno specifico intervento di riqualificazione il cui cantiere aprirà nelle prossime settimane” conclude la Presidente Alfonsi.

Questo è’ soltanto uno dei numerosi interventi di riqualificazione che abbiamo programmato negli ultimi due anni per migliorare il volto delle strade e piazze dei rioni del Centro Storico, e non solo” aggiunge Jacopo Emiliani Pescetelli, vice presidente e assessore ai lavori pubblici del Municipio. “Interventi complessi dal punto di vista della progettazione e ingenti sotto il profilo delle risorse impegnate, come il rifacimento delle pavimentazioni di Piazza della Rotonda e di Piazza San Lorenzo in Lucina, per il quale abbiamo pubblicato proprio oggi la gara d’appalto e prevediamo che diventino cantieri a metà del prossimo anno. Oppure interventi di minor richiamo ma comunque importanti e attesi da tempo, come quelli su Piazza G.G. Belli a Trastevere, oppure Via degli Scipioni a Prati, o ancora Via Palestro e Via Cernaia a Castro Pretorio, per i quali i cantieri partiranno entro febbraio del prossimo anno”.  (Comunicato Agenzia DIRE)

14 ottobre – La ripartenza della città e del suo centro storico in via di spopolamento passa anche dall’elaborare questa crisi travolgente, rendendo la nostra città più eco-sostenibile, più Slow, più vicina ai bisogni dei suoi abitanti e delle persone che scelgono di visitarla ogni anno. Oggi con Andrea Amoruso Manzari  e gli operatori del settore abbiamo parlato del comparto del lusso, che attira ogni anno a Roma migliaia di persone, con le esperienze, le fiere, le attività e le aziende che sono ormai brand universali. Ogni settore può dare il suo vitale contributo a far ripartire la nostra città. #primomunicipio  #noiandiamoavanti #romafutura

La ripartenza della città e del suo centro storico, spopolato, passa anche dall'elaborare questa crisi travolgente, rendendo la nostra città più eco-sostenibile, più Slow, più vicina ai bisogni dei suoi abitanti e delle persone che scelgono di visitarla ogni anno. Oggi con Andrea Amoruso Manzari e gli operatori del settore abbiamo parlato del comparto del lusso, che attira ogni anno a Roma migliaia di persone, con le esperienze, le fiere, le attività e le aziende che sono ormai brand universali. Ogni settore può dare il suo vitale contributo a far ripartire la nostra città. #primomunicipio #solocosebelle #noiandiamoavanti #romafutura

Gepostet von Sabrina Alfonsi am Montag, 12. Oktober 2020

 

Parlare del futuro del centro storico di Roma, oggi svuotato, significa non solo parlare di un nuovo modello di turismo e di abitare, ma costruire “una visione della città a 360 gradi, ed è questo il lavoro che occorre fare adesso”.

“Ci vuole una politica forte, e interventi strutturali. Se vogliamo cambiare pelle al centro storico dobbiamo riportarci i residenti. Dobbiamo mettere in moto un meccanismo che, a partire dalle case, faccia ripartire il centro, lungo tre linee di intervento: norme a favore dell’affitto lungo che aiutino i privati, interventi di rigenerazione urbana con un grande investimento sui beni pubblici, pianificazione del commercio”.

Sabrina Alfonsi, presidente del I Municipio, ha le idee chiare. L’ho intervistata per FanPage.

Sarah Gainsforth – giornalista e scrittrice

 

Roma senza più turisti. Alfonsi: “Dobbiamo riportare le persone ad abitare nel centro storico”

Il blocco dei flussi turistici a causa dell’epidemia di coronavirus ha svuotato il centro di Roma della sua unica funzione. Ora c’è l’occasione di ripensare il futuro di un territorio unico al mondo. “Se vogliamo cambiare pelle al centro storico dobbiamo riportarci i residenti. – spiega Sabrina Alfonsi presidente del I Municipio della capitale – Non bisogna rinunciare al turismo, ma gestirlo con un forte investimento pubblico e regole nuove”.

 

Negli ultimi anni il centro storico di Roma si è specializzato nel settore turistico. Adesso, l’arresto dei flussi turistici ha prodotto il blocco della attività economiche ad essi collegate…

Ci siamo trovati in una situazione inedita e inaspettata: il centro storico si è completamente svuotato della sua unica funzione, quella turistica. Negli ultimi 30 anni c’è stato uno spopolamento e un uso del centro della città con questa unica funzione. Sia i negozi che le case sono state finalizzate a un tipo di turismo di massa che, con una visione del turismo “come petrolio”, come una ricchezza da sfruttare, ha squalificato il centro della città. Tanto che negli ultimi anni la criminalità è entrata nel centro storico, comprando quelle attività più produttive che hanno fatto da lavatrici, come è evidente dalle indagini andate a buon fine che hanno chiuso tante attività di ristorazione. Questo è il punto di partenza.

Quali sono i rischi nello scenario attuale?

Oggi corriamo due rischi: il primo è che chiudano attività economiche positive, le attività storiche e di qualità, a gestione familiare, con il rischio che la criminalità entri ancora di più nel centro storico. Il secondo è che senza una forte visione politica, che riorienti la funzione del centro storico, non solo perdiamo una straordinaria occasione – perché paradossalmente questa epidemia ci consegna la possibilità di ripopolare e di reindirizzare verso un turismo più sostenibile il centro storico – ma che diventiamo come Venezia.

Quali le proposte?

Bisogna dare sostegni immediati. Abbiamo lavorato alla delibera per la maggiore occupazione di suolo pubblico. Vogliamo ridare agli esercenti il suolo pubblico che non possono utilizzare per via del distanziamento fisico, e dare possibilità a i cittadini di usufruire in sicurezza di questi spazi. La delibera ricalca il decreto governativo e ministeriale dei beni culturali: parla di un periodo di tempo ben determinato, al massimo sei mesi, perché non vogliamo assolutamente che questa fase peggiori il centro storico. Per anni abbiamo lavorato ai piani di massima occupabilità, non possiamo uscire dalla crisi peggio di come ci siamo entrati.

Dunque non solo un problema ma anche un’occasione. Tamponare l’emergenza, ma anche immaginare un futuro migliore per Roma. Con quali risorse e strumenti?

Ci vuole una politica forte, e interventi strutturali. Se vogliamo cambiare pelle al centro storico dobbiamo riportarci i residenti. Dobbiamo mettere in moto un meccanismo che, a partire dalle case, faccia ripartire il centro, lungo tre linee di intervento: norme a favore dell’affitto lungo che aiutino i privati, interventi di rigenerazione urbana con un grande investimento sui beni pubblici, pianificazione del commercio.

Già vediamo i cartelli “affittasi” per quelle case entrate per ultime nel mercato degli affitti brevi. Dobbiamo disporre immediatamente misure a favore dei proprietari per favorire il rientro di residenti nelle case che stanno tornando sul mercato, per esempio la cedolare secca andrebbe applicata solo agli affitti lunghi e non a quelli turistici, e aiuti per coloro che vogliono acquistare una casa in centro come residenza. Ancora, interventi di rigenerazione urbana: sono anni che ipotizziamo l’uso delle caserme per progetti di co-housing e abitazioni per giovani coppie, e un’idea di abitare il centro che preveda anche la rinuncia all’uso dell’automobile, potenziando il car-sharing e il trasporto pubblico.

Infine, il commercio: in questi giorni abbiamo visto i negozi di prossimità, che erano in grande sofferenza prima della pandemia, i forni, gli alimentari, riprendere vita. Ripopolare il centro storico sarebbe un volano per i negozi che servono i residenti, non solo i turisti. Le liberalizzazioni hanno fatto danni. Nei centri storici delle città d’arte dovremmo invece pensare a un commercio pianificato a priori per tutelare alcune attività, che negli ultimi anni sono diventate tutte a favore della movida e del turismo. Ripianificando il commercio riusciremmo a invertire questa tendenza.

In questo quadro, vanno ripensate anche le politiche del turismo?

Roma ha una grande vocazione turistica alla quale non bisogna rinunciare, la bellezza di Roma dev’essere vissuta da tutti. Ma dobbiamo puntare a un turismo di qualità, che non è necessariamente un turismo ricco, ma sostenibile, e a un turismo diffuso, perché lo sfruttamento del solo centro storico non porta a un’economia di scala cittadina. Una parte degli affitti turistici andrebbe distribuita nella prima fascia di cintura della città, fuori dal centro. Ancora, immaginando per esempio di investire in un ostello per la gioventù a Tiburtina, dove c’è una già una popolazione giovane. Si potrebbe diversificare la tassa di soggiorno a seconda delle aree della città, nella parte periferica si potrebbe eliminare del tutto. La diffusione dell’accoglienza da una parte integrerebbe i turisti nella vita quotidiana dei cittadini, dall’altra faciliterebbe nuovi itinerari: Roma ha tante bellezze nascoste, minori, che andrebbero visitate, con una permanenza più lunga. In questa ipotesi non rinunciamo al turismo ma lo inseriamo nei giusti cardini, in cui turisti e residenti possano convivere, con un centro storico multifunzionale.

Insomma il problema non è il turismo in sé ma il turismo non gestito…

Esatto. Il turismo non gestito ha trasformato la città in un grande parco giochi. Il turismo a Roma è segmentato: da una parte il turismo di lusso come quello asiatico, che va negli alberghi di lusso, compra nei negozi del Tridente e visita in maniera quasi privata alcuni dei nostri monumenti, e se ne va. Dall’altra un turismo che arriva e dorme a basso prezzo in appartamenti trasformati in maniera irregolare in B&B, in quella che non è neanche un’accoglienza economica, ma che in molti casi è abusiva e quindi mette in difficoltà la città. Faccio un esempio: in questi giorni il centro era pulitissimo, perché erano chiuse tutte quelle attività che mettono in crisi il servizio della raccolta dei rifiuti in quanto non sono rilevate. Dovremmo canalizzare il turismo, favorendo tutte le sue varietà – di lusso, giovanile, fieristico – ma va gestito. L’assessorato al turismo dovrebbe avere un ruolo ben più importante a Roma: finora non ha prodotto una visione della città a 360 gradi, ed è questo il lavoro che occorre fare adesso.

 

https://roma.fanpage.it/roma-senza-piu-turisti-alfonsi-dobbiamo-riportare-le-persone-ad-abitare-nel-centro-storico/

14 maggio – L’emergenza Covid 19 può rappresentare un’occasione per ripensare il Centro Storico di Roma, sito Unesco e patrimonio dell’umanità. Un tema di cui sto parlando spesso ultimamente, nella convinzione che ora come mai la politica, a tutti i livelli, debba valutare strategie e misure concrete per riportare i residenti nel cuore della città per restituire a quest’ultimo funzioni diverse da quella esclusivamente turistica che lo ha caratterizzato in questi ultimi anni. Questi gli argomenti trattati in una intervista per la puntata di “Petrolio” che andrà in onda su Rai 2 sabato 16 maggio alle 21.30.

Qui sotto una recente intervista a Paolo Boccacci su Repubblica del 13.05.2020

 

8 maggio – Nel pomeriggio si è svolta la Conferenza stampa sulla proposta di Delibera del Partito Democratico di Roma per il distanziamento fisico delle occupazioni suolo pubblico e l’azzeramento della COSAP e per sostenere le attività commerciali chiamate a fronteggiare l’emergenza.

La proposta di deliberazione che come PD abbiamo presentato oggi in conferenza stampa è uno strumento idoneo a regolamentare la materia della maggiore occupazione di suolo pubblico per gli esercizi di somministrazione come strumento utile per aiutare gli operatori dl commercio a superare la fase critica attuale.
Un provvedimento snello, che avrà una durata limitata nel tempo – la scadenza prevista è al 31 dicembre 2020- e che prova a rispondere ai due grandi interrogativi di questi giorni, ovvero come riaprire le attività economiche nel rispetto delle regole previste per il distanziamento interpersonale, visto come fattore principale per la sicurezza e la prevenzione dal contagio, e poi come garantire un valido sostegno agli operatori commerciali consentendo, attraverso l’incremento degli spazi esterni, di recuperare in tutto o in parte la quota di tavoli persa all’interno dei locali per le esigenze di distanziamento.

Quindi una apertura concreta all’aumento delle OSP, con le percentuali diverse che sono state indicate per il Centro Storico (+35%) rispetto al resto della città (+50%). Un’apertura che, però, deve mantenere il carattere dell’eccezionalità e della temporaneità, perché non siamo d’accordo con chi vuole utilizzare l’emergenza come cavallo di troia per reintrodurre una deregulation che ci riporterebbe indietro di anni nella battaglia per il decoro del Centro Storico.

Un provvedimento che si muove nel solco di quanto già annunciato dal Ministro per i Beni Culturali, che prevede di intervenire per alleggerire il peso del sistema dei vincoli vigenti sul sito Unesco, attraverso la “sospensione” di alcuni vincoli come ad esempio quello relativo al rispetto del cono visivo e quello relativo alla distanza minima di un metro dai palazzi vincolati. Sono previste nella proposta di delibera anche altre deroghe, di competenza più strettamente comunale, come la possibilità di posizionare i tavoli con pedane sulle strisce blu in caso di mancanza di spazio sui marciapiedi, e quella di utilizzare per il posizionamento dei tavoli anche le immediate pertinenze del locale purchè non distanti più di 20 metri.

Inoltre, quale ulteriore contributo economico a favore degli operatori, nella proposta di delibera si prevede la sospensione del versamento dei canoni relativi a COSAP e TARI dal 12 marzo 2020 e fino al 31 dicembre 2021.

Per quanto riguarda le modalità di presentazione delle richieste, la proposta anche in questo caso si muove nel solco di quanto verrà a breve previsto dalla normativa nazionale per la semplificazione degli iter burocratici nella fase emergenziale. Sarebbe auspicabile uno strumento analogo alla SCIA, che consentirebbe agli operatori il riavvio in tempi davvero brevi per le loro attività.

Crediamo di aver fatto un buon lavoro, che cerca di aiutare gli operatori economici oggi in difficoltà senza introdurre stravolgimenti permanenti delle regole, e lo metteremo a disposizione della città portandolo lunedì prossimo in Assemblea Capitolina e in tutti i Municipi.

 

la proposta di delibera

 

La diretta Facebook della Conferenza stampa

CONFERENZA STAMPA PD ROMA

Roma oltre COVID 19: più spazio per lo sviluppo di una città più sicura per tutti e per difendere economia e lavoro.

Gepostet von PD ROMA – Partito Democratico di Roma am Freitag, 8. Mai 2020

 

L'immagine può contenere: 2 persone, tra cui Sabrina Alfonsi, testo

7 maggio – Mi fa piacere condividere con voi questa riflessione sul centro storico della nostra città pubblicata sil sito immagina.eu.

 

Rimettiamo le persone al centro delle città

Il Centro Storico di Roma nel corso del tempo si è trasformato, ha cambiato essenza.

Ormai da sette anni governo questo territorio che, a partire dagli anni Ottanta, ha visto avvicendarsi prima una profonda gentrificazione e poi una devozione pressoché totale al turismo e ai viaggiatori, che ha comportato uno spopolamento e insieme un avvicendamento di attività temporanee a ritmo incessante.

Da rioni dove tutti si conoscevano e che erano comunità strette, coese, fatte di artigiani, antiquari, botteghe, famiglie, ancora dense di quella socialità collettiva sulla scia delle corporazioni del Quattrocento che abitavano le vie del cuore di Roma, man mano il Centro Storico ha cambiato volto. I piccoli appartamenti con finestre sui tetti, i terrazzini con i gerani e minuscoli tavolini sono diventati alloggi di pregio e dopo pochi anni si sono trasformati in alloggi turistici, bed and breakfast, case vacanze, affitti mordi e fuggi a prezzi stellari e super richiesti.

E man mano che il turismo aumentava, gli abitanti andavano via, si allontanavano, si disperdevano in zone sempre più lontane, più sostenibili economicamente in termini di affitti, di costo della vita, di prezzi delle case. Un cambiamento profondo nella composizione sociale del Centro, che ha prima perso i giovani, le coppie, le famiglie e man mano la maggior parte degli abitanti.

Il turismo per molti anni è stato il motore di un’economia del Centro storico che è stata stravolta dall’epidemia di Covid19. D’un tratto le strade si sono ritrovate deserte, gli appartamenti vuoti. Un sistema economico basato sul turismo estero e in piccola parte italiano crollato in pochi giorni ha visto dissolversi non solo una stagione estiva ma l’intera impalcatura di un economia dipendente da un settore ora fermo. Mercati, supermercati, farmacie senza clienti perché senza abitanti: le ripercussioni di questo spopolamento le iniziamo a vedere ora che i turisti non ci sono più e si si vedranno alla ripresa delle attività commerciali, alberghiere.

Questo fatto inedito, questo tsunami che ci sta travolgendo, ha un impatto devastante sull’economia della città e del paese, come del mondo intero. Ma io penso che possa essere anche paradossalmente un’occasione. Un’occasione per ripensare il modo in cui viviamo la città e i nostri spazi.

Per ripopolare e per restituire un’identità al centro storico della città più bella del mondo, un centro spersonalizzato dai bnb e privo ormai di una vera popolazione, oggi sparuta in termini numerici e sopraffatta dalle orde di turisti che lo invadevano e che ora, per un periodo ancora lungo, non avremo. Abbiamo l’occasione per riportare gli abitanti nelle strade del centro e per farlo serve una politica fortissima, serve una visione della città futura che vogliamo: proposte concrete per sostenere i privati e per riportare davvero la vita nel centro storico, le famiglie, le giovani coppie, i giovani, gli studenti. Possiamo farlo pensando strumenti di sostegno ai privati da un lato e agli affittuari dall’altro: cedolare secca, incentivi e sgravi per chi affitta a lungo termine, mutui agevolati per l’acquisto della casa.

Due strade abbiamo davanti: da un lato, il sostegno al ripopolamento del centro storico, attraverso forti politiche fiscali e attraverso l’interlocuzione con il Governo, perché il meccanismo della cedolare secca valga solo per affitti residenziali e non per affitti turistici, e dall’altro la rigenerazione del territorio e degli edifici in disuso, perché ripopolare vuol dire anche ripensare gli spazi e il modo in cui vengono vissuti. Parlo di rigenerazione urbana in quanto è un tema a me molto caro, con tanti progetti che riguardano il territorio del centro storico: penso alle caserme in disuso, all’edilizia popolare da destinare a cohousing, alle case degli enti.

40.000 persone in cerca di casa, da riportare in centro ma soprattutto al centro: al centro di una politica che sappia sfruttare questa crisi per creare una visione di Roma futura, più sostenibile, più verde, più vera. Partendo anche da una nuova residenzialità nel centro e nel semi centro, fatta di persone, di lavoro, di indotto e quindi di prosperità del territorio stesso. Perché un territorio abitato è valorizzato dalle persone che si prendono mutualmente cura dei loro spazi.

 

Immagina