29 Ottobre, 2020
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14 ottobre – La ripartenza della città e del suo centro storico in via di spopolamento passa anche dall’elaborare questa crisi travolgente, rendendo la nostra città più eco-sostenibile, più Slow, più vicina ai bisogni dei suoi abitanti e delle persone che scelgono di visitarla ogni anno. Oggi con Andrea Amoruso Manzari  e gli operatori del settore abbiamo parlato del comparto del lusso, che attira ogni anno a Roma migliaia di persone, con le esperienze, le fiere, le attività e le aziende che sono ormai brand universali. Ogni settore può dare il suo vitale contributo a far ripartire la nostra città. #primomunicipio  #noiandiamoavanti #romafutura

La ripartenza della città e del suo centro storico, spopolato, passa anche dall'elaborare questa crisi travolgente, rendendo la nostra città più eco-sostenibile, più Slow, più vicina ai bisogni dei suoi abitanti e delle persone che scelgono di visitarla ogni anno. Oggi con Andrea Amoruso Manzari e gli operatori del settore abbiamo parlato del comparto del lusso, che attira ogni anno a Roma migliaia di persone, con le esperienze, le fiere, le attività e le aziende che sono ormai brand universali. Ogni settore può dare il suo vitale contributo a far ripartire la nostra città. #primomunicipio #solocosebelle #noiandiamoavanti #romafutura

Gepostet von Sabrina Alfonsi am Montag, 12. Oktober 2020

 

Parlare del futuro del centro storico di Roma, oggi svuotato, significa non solo parlare di un nuovo modello di turismo e di abitare, ma costruire “una visione della città a 360 gradi, ed è questo il lavoro che occorre fare adesso”.

“Ci vuole una politica forte, e interventi strutturali. Se vogliamo cambiare pelle al centro storico dobbiamo riportarci i residenti. Dobbiamo mettere in moto un meccanismo che, a partire dalle case, faccia ripartire il centro, lungo tre linee di intervento: norme a favore dell’affitto lungo che aiutino i privati, interventi di rigenerazione urbana con un grande investimento sui beni pubblici, pianificazione del commercio”.

Sabrina Alfonsi, presidente del I Municipio, ha le idee chiare. L’ho intervistata per FanPage.

Sarah Gainsforth – giornalista e scrittrice

 

Roma senza più turisti. Alfonsi: “Dobbiamo riportare le persone ad abitare nel centro storico”

Il blocco dei flussi turistici a causa dell’epidemia di coronavirus ha svuotato il centro di Roma della sua unica funzione. Ora c’è l’occasione di ripensare il futuro di un territorio unico al mondo. “Se vogliamo cambiare pelle al centro storico dobbiamo riportarci i residenti. – spiega Sabrina Alfonsi presidente del I Municipio della capitale – Non bisogna rinunciare al turismo, ma gestirlo con un forte investimento pubblico e regole nuove”.

 

Negli ultimi anni il centro storico di Roma si è specializzato nel settore turistico. Adesso, l’arresto dei flussi turistici ha prodotto il blocco della attività economiche ad essi collegate…

Ci siamo trovati in una situazione inedita e inaspettata: il centro storico si è completamente svuotato della sua unica funzione, quella turistica. Negli ultimi 30 anni c’è stato uno spopolamento e un uso del centro della città con questa unica funzione. Sia i negozi che le case sono state finalizzate a un tipo di turismo di massa che, con una visione del turismo “come petrolio”, come una ricchezza da sfruttare, ha squalificato il centro della città. Tanto che negli ultimi anni la criminalità è entrata nel centro storico, comprando quelle attività più produttive che hanno fatto da lavatrici, come è evidente dalle indagini andate a buon fine che hanno chiuso tante attività di ristorazione. Questo è il punto di partenza.

Quali sono i rischi nello scenario attuale?

Oggi corriamo due rischi: il primo è che chiudano attività economiche positive, le attività storiche e di qualità, a gestione familiare, con il rischio che la criminalità entri ancora di più nel centro storico. Il secondo è che senza una forte visione politica, che riorienti la funzione del centro storico, non solo perdiamo una straordinaria occasione – perché paradossalmente questa epidemia ci consegna la possibilità di ripopolare e di reindirizzare verso un turismo più sostenibile il centro storico – ma che diventiamo come Venezia.

Quali le proposte?

Bisogna dare sostegni immediati. Abbiamo lavorato alla delibera per la maggiore occupazione di suolo pubblico. Vogliamo ridare agli esercenti il suolo pubblico che non possono utilizzare per via del distanziamento fisico, e dare possibilità a i cittadini di usufruire in sicurezza di questi spazi. La delibera ricalca il decreto governativo e ministeriale dei beni culturali: parla di un periodo di tempo ben determinato, al massimo sei mesi, perché non vogliamo assolutamente che questa fase peggiori il centro storico. Per anni abbiamo lavorato ai piani di massima occupabilità, non possiamo uscire dalla crisi peggio di come ci siamo entrati.

Dunque non solo un problema ma anche un’occasione. Tamponare l’emergenza, ma anche immaginare un futuro migliore per Roma. Con quali risorse e strumenti?

Ci vuole una politica forte, e interventi strutturali. Se vogliamo cambiare pelle al centro storico dobbiamo riportarci i residenti. Dobbiamo mettere in moto un meccanismo che, a partire dalle case, faccia ripartire il centro, lungo tre linee di intervento: norme a favore dell’affitto lungo che aiutino i privati, interventi di rigenerazione urbana con un grande investimento sui beni pubblici, pianificazione del commercio.

Già vediamo i cartelli “affittasi” per quelle case entrate per ultime nel mercato degli affitti brevi. Dobbiamo disporre immediatamente misure a favore dei proprietari per favorire il rientro di residenti nelle case che stanno tornando sul mercato, per esempio la cedolare secca andrebbe applicata solo agli affitti lunghi e non a quelli turistici, e aiuti per coloro che vogliono acquistare una casa in centro come residenza. Ancora, interventi di rigenerazione urbana: sono anni che ipotizziamo l’uso delle caserme per progetti di co-housing e abitazioni per giovani coppie, e un’idea di abitare il centro che preveda anche la rinuncia all’uso dell’automobile, potenziando il car-sharing e il trasporto pubblico.

Infine, il commercio: in questi giorni abbiamo visto i negozi di prossimità, che erano in grande sofferenza prima della pandemia, i forni, gli alimentari, riprendere vita. Ripopolare il centro storico sarebbe un volano per i negozi che servono i residenti, non solo i turisti. Le liberalizzazioni hanno fatto danni. Nei centri storici delle città d’arte dovremmo invece pensare a un commercio pianificato a priori per tutelare alcune attività, che negli ultimi anni sono diventate tutte a favore della movida e del turismo. Ripianificando il commercio riusciremmo a invertire questa tendenza.

In questo quadro, vanno ripensate anche le politiche del turismo?

Roma ha una grande vocazione turistica alla quale non bisogna rinunciare, la bellezza di Roma dev’essere vissuta da tutti. Ma dobbiamo puntare a un turismo di qualità, che non è necessariamente un turismo ricco, ma sostenibile, e a un turismo diffuso, perché lo sfruttamento del solo centro storico non porta a un’economia di scala cittadina. Una parte degli affitti turistici andrebbe distribuita nella prima fascia di cintura della città, fuori dal centro. Ancora, immaginando per esempio di investire in un ostello per la gioventù a Tiburtina, dove c’è una già una popolazione giovane. Si potrebbe diversificare la tassa di soggiorno a seconda delle aree della città, nella parte periferica si potrebbe eliminare del tutto. La diffusione dell’accoglienza da una parte integrerebbe i turisti nella vita quotidiana dei cittadini, dall’altra faciliterebbe nuovi itinerari: Roma ha tante bellezze nascoste, minori, che andrebbero visitate, con una permanenza più lunga. In questa ipotesi non rinunciamo al turismo ma lo inseriamo nei giusti cardini, in cui turisti e residenti possano convivere, con un centro storico multifunzionale.

Insomma il problema non è il turismo in sé ma il turismo non gestito…

Esatto. Il turismo non gestito ha trasformato la città in un grande parco giochi. Il turismo a Roma è segmentato: da una parte il turismo di lusso come quello asiatico, che va negli alberghi di lusso, compra nei negozi del Tridente e visita in maniera quasi privata alcuni dei nostri monumenti, e se ne va. Dall’altra un turismo che arriva e dorme a basso prezzo in appartamenti trasformati in maniera irregolare in B&B, in quella che non è neanche un’accoglienza economica, ma che in molti casi è abusiva e quindi mette in difficoltà la città. Faccio un esempio: in questi giorni il centro era pulitissimo, perché erano chiuse tutte quelle attività che mettono in crisi il servizio della raccolta dei rifiuti in quanto non sono rilevate. Dovremmo canalizzare il turismo, favorendo tutte le sue varietà – di lusso, giovanile, fieristico – ma va gestito. L’assessorato al turismo dovrebbe avere un ruolo ben più importante a Roma: finora non ha prodotto una visione della città a 360 gradi, ed è questo il lavoro che occorre fare adesso.

 

https://roma.fanpage.it/roma-senza-piu-turisti-alfonsi-dobbiamo-riportare-le-persone-ad-abitare-nel-centro-storico/

14 maggio – L’emergenza Covid 19 può rappresentare un’occasione per ripensare il Centro Storico di Roma, sito Unesco e patrimonio dell’umanità. Un tema di cui sto parlando spesso ultimamente, nella convinzione che ora come mai la politica, a tutti i livelli, debba valutare strategie e misure concrete per riportare i residenti nel cuore della città per restituire a quest’ultimo funzioni diverse da quella esclusivamente turistica che lo ha caratterizzato in questi ultimi anni. Questi gli argomenti trattati in una intervista per la puntata di “Petrolio” che andrà in onda su Rai 2 sabato 16 maggio alle 21.30.

Qui sotto una recente intervista a Paolo Boccacci su Repubblica del 13.05.2020

 

8 maggio – Nel pomeriggio si è svolta la Conferenza stampa sulla proposta di Delibera del Partito Democratico di Roma per il distanziamento fisico delle occupazioni suolo pubblico e l’azzeramento della COSAP e per sostenere le attività commerciali chiamate a fronteggiare l’emergenza.

La proposta di deliberazione che come PD abbiamo presentato oggi in conferenza stampa è uno strumento idoneo a regolamentare la materia della maggiore occupazione di suolo pubblico per gli esercizi di somministrazione come strumento utile per aiutare gli operatori dl commercio a superare la fase critica attuale.
Un provvedimento snello, che avrà una durata limitata nel tempo – la scadenza prevista è al 31 dicembre 2020- e che prova a rispondere ai due grandi interrogativi di questi giorni, ovvero come riaprire le attività economiche nel rispetto delle regole previste per il distanziamento interpersonale, visto come fattore principale per la sicurezza e la prevenzione dal contagio, e poi come garantire un valido sostegno agli operatori commerciali consentendo, attraverso l’incremento degli spazi esterni, di recuperare in tutto o in parte la quota di tavoli persa all’interno dei locali per le esigenze di distanziamento.

Quindi una apertura concreta all’aumento delle OSP, con le percentuali diverse che sono state indicate per il Centro Storico (+35%) rispetto al resto della città (+50%). Un’apertura che, però, deve mantenere il carattere dell’eccezionalità e della temporaneità, perché non siamo d’accordo con chi vuole utilizzare l’emergenza come cavallo di troia per reintrodurre una deregulation che ci riporterebbe indietro di anni nella battaglia per il decoro del Centro Storico.

Un provvedimento che si muove nel solco di quanto già annunciato dal Ministro per i Beni Culturali, che prevede di intervenire per alleggerire il peso del sistema dei vincoli vigenti sul sito Unesco, attraverso la “sospensione” di alcuni vincoli come ad esempio quello relativo al rispetto del cono visivo e quello relativo alla distanza minima di un metro dai palazzi vincolati. Sono previste nella proposta di delibera anche altre deroghe, di competenza più strettamente comunale, come la possibilità di posizionare i tavoli con pedane sulle strisce blu in caso di mancanza di spazio sui marciapiedi, e quella di utilizzare per il posizionamento dei tavoli anche le immediate pertinenze del locale purchè non distanti più di 20 metri.

Inoltre, quale ulteriore contributo economico a favore degli operatori, nella proposta di delibera si prevede la sospensione del versamento dei canoni relativi a COSAP e TARI dal 12 marzo 2020 e fino al 31 dicembre 2021.

Per quanto riguarda le modalità di presentazione delle richieste, la proposta anche in questo caso si muove nel solco di quanto verrà a breve previsto dalla normativa nazionale per la semplificazione degli iter burocratici nella fase emergenziale. Sarebbe auspicabile uno strumento analogo alla SCIA, che consentirebbe agli operatori il riavvio in tempi davvero brevi per le loro attività.

Crediamo di aver fatto un buon lavoro, che cerca di aiutare gli operatori economici oggi in difficoltà senza introdurre stravolgimenti permanenti delle regole, e lo metteremo a disposizione della città portandolo lunedì prossimo in Assemblea Capitolina e in tutti i Municipi.

 

la proposta di delibera

 

La diretta Facebook della Conferenza stampa

CONFERENZA STAMPA PD ROMA

Roma oltre COVID 19: più spazio per lo sviluppo di una città più sicura per tutti e per difendere economia e lavoro.

Gepostet von PD ROMA – Partito Democratico di Roma am Freitag, 8. Mai 2020

 

L'immagine può contenere: 2 persone, tra cui Sabrina Alfonsi, testo

7 maggio – Mi fa piacere condividere con voi questa riflessione sul centro storico della nostra città pubblicata sil sito immagina.eu.

 

Rimettiamo le persone al centro delle città

Il Centro Storico di Roma nel corso del tempo si è trasformato, ha cambiato essenza.

Ormai da sette anni governo questo territorio che, a partire dagli anni Ottanta, ha visto avvicendarsi prima una profonda gentrificazione e poi una devozione pressoché totale al turismo e ai viaggiatori, che ha comportato uno spopolamento e insieme un avvicendamento di attività temporanee a ritmo incessante.

Da rioni dove tutti si conoscevano e che erano comunità strette, coese, fatte di artigiani, antiquari, botteghe, famiglie, ancora dense di quella socialità collettiva sulla scia delle corporazioni del Quattrocento che abitavano le vie del cuore di Roma, man mano il Centro Storico ha cambiato volto. I piccoli appartamenti con finestre sui tetti, i terrazzini con i gerani e minuscoli tavolini sono diventati alloggi di pregio e dopo pochi anni si sono trasformati in alloggi turistici, bed and breakfast, case vacanze, affitti mordi e fuggi a prezzi stellari e super richiesti.

E man mano che il turismo aumentava, gli abitanti andavano via, si allontanavano, si disperdevano in zone sempre più lontane, più sostenibili economicamente in termini di affitti, di costo della vita, di prezzi delle case. Un cambiamento profondo nella composizione sociale del Centro, che ha prima perso i giovani, le coppie, le famiglie e man mano la maggior parte degli abitanti.

Il turismo per molti anni è stato il motore di un’economia del Centro storico che è stata stravolta dall’epidemia di Covid19. D’un tratto le strade si sono ritrovate deserte, gli appartamenti vuoti. Un sistema economico basato sul turismo estero e in piccola parte italiano crollato in pochi giorni ha visto dissolversi non solo una stagione estiva ma l’intera impalcatura di un economia dipendente da un settore ora fermo. Mercati, supermercati, farmacie senza clienti perché senza abitanti: le ripercussioni di questo spopolamento le iniziamo a vedere ora che i turisti non ci sono più e si si vedranno alla ripresa delle attività commerciali, alberghiere.

Questo fatto inedito, questo tsunami che ci sta travolgendo, ha un impatto devastante sull’economia della città e del paese, come del mondo intero. Ma io penso che possa essere anche paradossalmente un’occasione. Un’occasione per ripensare il modo in cui viviamo la città e i nostri spazi.

Per ripopolare e per restituire un’identità al centro storico della città più bella del mondo, un centro spersonalizzato dai bnb e privo ormai di una vera popolazione, oggi sparuta in termini numerici e sopraffatta dalle orde di turisti che lo invadevano e che ora, per un periodo ancora lungo, non avremo. Abbiamo l’occasione per riportare gli abitanti nelle strade del centro e per farlo serve una politica fortissima, serve una visione della città futura che vogliamo: proposte concrete per sostenere i privati e per riportare davvero la vita nel centro storico, le famiglie, le giovani coppie, i giovani, gli studenti. Possiamo farlo pensando strumenti di sostegno ai privati da un lato e agli affittuari dall’altro: cedolare secca, incentivi e sgravi per chi affitta a lungo termine, mutui agevolati per l’acquisto della casa.

Due strade abbiamo davanti: da un lato, il sostegno al ripopolamento del centro storico, attraverso forti politiche fiscali e attraverso l’interlocuzione con il Governo, perché il meccanismo della cedolare secca valga solo per affitti residenziali e non per affitti turistici, e dall’altro la rigenerazione del territorio e degli edifici in disuso, perché ripopolare vuol dire anche ripensare gli spazi e il modo in cui vengono vissuti. Parlo di rigenerazione urbana in quanto è un tema a me molto caro, con tanti progetti che riguardano il territorio del centro storico: penso alle caserme in disuso, all’edilizia popolare da destinare a cohousing, alle case degli enti.

40.000 persone in cerca di casa, da riportare in centro ma soprattutto al centro: al centro di una politica che sappia sfruttare questa crisi per creare una visione di Roma futura, più sostenibile, più verde, più vera. Partendo anche da una nuova residenzialità nel centro e nel semi centro, fatta di persone, di lavoro, di indotto e quindi di prosperità del territorio stesso. Perché un territorio abitato è valorizzato dalle persone che si prendono mutualmente cura dei loro spazi.

 

Immagina

16 dicembre – Oggi abbiamo presentato alla stampa un grandissimo lavoro: tutta la riorganizzazione del commercio su area pubblica in Centro storico, graficizzato per ogni Rione e per ogni ambito del Tavolo del decoro.

Il dato importante e’ che 256 luoghi di pregio, da Fontana di Trevi a piazza Navona a piazza della Rotonda o Castel Sant’Angelo, potranno essere liberati dal commercio su area pubblica, ormai non piu’ compatibile con il Centro storico della citta’.

Sempre che il Campidoglio faccia la sua parte…

 

Gepostet von Sabrina Alfonsi am Montag, 16. Dezember 2019

 

relazione descrittiva

Corriere della Sera  –  Il Messaggero  –  Repubblica  –  Il Tempo

 

 

13 dicembre – Il Municipio aveva dato il diniego al trasferimento, e il Tar Lazio ci ha dato ragione su tutto. Abbiamo scritto un pezzetto di storia

Una sentenza storica quella del Tribunale Amministrativo del Lazio sul ricorso proposto da McDonald’s Development Italy LLC, dopo che il Muncipio Roma I Centro aveva dato il diniego al trasferimento dell’autorizzazione di somministrazione da un locale di 20 mq ad un locale di 400 mq in Piazza della Rotonda.

Ricorso infondato e respinto su tutti gli atti impugnati dalla ricorrente che viene condannata al pagamento di tutte le spese del giudizio.

Come sosteniamo da tempo, il TAR conferma che non esiste il silenzio assenso su tutti i procedimenti che riguardano beni che fanno parte del patrimonio culturale. Il nostro no al trasferimento della autorizzazione è fondato, come si legge nella sentenza, su una pluralità di motivazioni ciascuna delle quali è idonea a legittimare il diniego.

Avevamo contestato irregolarità edilizie e urbanistiche nei locali, l’assenza dei pareri necessari della Soprintendenza, vizi nella procedura ma soprattutto il fatto che venisse trasferita una licenza di somministrazione da un piccolo locale di 20 mq di Piazza della Rotonda ad un Palazzo di 400mq che, oltre ad affacciare su Piazza della Rotonda ai civici 1,2, e 3, affaccia anche su Salita dei Crescenzi,in aperto contrasto con il Regolamento Comunale che vieta il trasferimento in locali adiacenti o disposti ad angolo con particolari Vie e Piazze , di particolare pregio, come è nello specifico Piazza della Rotonda . Un vivo ringraziamento alla Dirigente del Settore Commercio del Municipio, che con tenacia e coraggio ha portato avanti il procedimento.

Per quanto riguarda Noi, continueremo – attraverso l’azione politica ed amministrativa – a salvaguardare la vivibilità da parte dei residenti e la fruibilità di aree del nostro territorio assolutamente uniche , nelle quali sono concentrati la maggior parte dei monumenti e degli edifici storici considerati patrimonio dell’Umanità.

INAUGURAZIONE DELLE RINNOVATE PIAZZA PASQUINO E CARDELLI, DOPO LA RIQUALIFICAZIONE CON ROMA SEI MIA

10 dicembre –  A pochi metri da Piazza Navona, nel cuore di Roma, c’è Piazza Pasquino, che deve il suo nome al fatto che proprio li nel 1501 venne ritrovata la statua del Pasquino, datata III secolo a.C., che fu posta all’angolo tra Via di S. Pantaleo e Via dell’Anima. Con gli anni quella statua divenne il simbolo della voce del popolo, che si esprimeva attraverso le “pasquinate”, brevi componimenti satirici posizionati ai piedi o al collo della Statua, attraverso i quali si esprimeva il sentimento popolare e la condanna verso la corruzione e la prepotenza esercitate dai rappresentanti del potere dell’epoca.

Oggi, grazie al Bando Roma sei Mia del Municipio I ed al progetto di riqualificazione promosso e realizzato dall’Associazione Amor con i suoi main sponsor G-rough e Society Limonta, questo spazio pubblico ricco di storia e di tradizioni viene liberato definitivamente dalle auto in sosta e restituito ai cittadini.

La nuova Piazza Pasquino è un’area pedonale aperta, avvolgente, delimitata da sedute e fioriere e caratterizzata da uno scenario volto a “ridare voce” al cittadino, sull’esempio dello “Speakers’ Corner” di Hyde Park a Londra. Uno spazio pensato per invitare all’incontro e al dialogo, il primo esempio di piazza storica in Italia, concepita secondo principi del Feng Shui Classico, antica arte della Metafisica Cinese con cui furono costruite le città imperiali.

 

 

Un progetto molto interessante ed un intervento veramente ben riuscito, di grande qualità,per il quale abbiamo ricevuto i complimenti da parte di numerosi cittadini, che noi volentieri giriamo ai proponenti e ai tecnici che lo hanno ideato” hanno detto a Primo Magazine la Presidente Sabrina Alfonsi e l’Assessore ai Lavori Pubblici del Municipio I, Jacopo Emiliani Pescetelli, nel corso della festa di inaugurazione del 10 dicembre scorso che ha riguardato anche l’altro intervento, appena concluso, per la riqualificazione di Piazza Cardelli sempre nell’ambito del programma Roma Sei Mia.

Il progetto di Piazza Pasquino e’ stato curato dagli Arch. Daniela Pastore e Luigi Straffi, fondatore della Feng Shui Roma & Architecture & Design School.

 

 

 

 

10 settembre – Al Convegno su Governance e regolamentazione del mercato turistico a Roma organizzato all’Associazione ALBAA – Associazione Laziale Bed e Breakfast Affittacamere e Affini. Un momento di riflessione importante su come ridurre l’abusivismo, e di conseguenza la concorrenza sleale, delle attività ricettive extra-alberghiere nella nostra città.

Ad una delle tavole rotonde, quella intitolata “Piani strategici per il Turismo di Roma e Lazio tra sostenibilità, innovazione ed accessibilità per migliorare ed accrescere la competitività”, erano state invitate a partecipare l’Assessore Regionale al turismo Lorenza Bonaccorsi, la Presidente el Municipio I, Sabrina Alfonsi, il Direttore del Dipartimento Turismo, Formazione e Lavoro di Roma Capitale, M. Cristina Selloni e il Presidente del Convention Bureau di Roma e Lazio, Onorio Rebecchini.

Il tema n discussione era uno di quelli strategici per lo sviluppo di Roma. Primo Magazine ha chiesto alla Presidente Sabrina Alfonsi la sua opinione riguardo ad un tema che coinvolge in pieno il territorio che amministra.

“Il nostro Paese, ed in particolare le sue città d’arte, è tradizionalmente una delle mete turistiche più ambite al mondo grazie alla sua storia e all’immenso patrimonio di bellezze artistiche, culturali e paesaggistiche di cui è dotato. Ciò nonostante, dobbiamo chiederci se stiamo valorizzando al meglio questa ricchezza naturale, quali siano i possibili margini di miglioramento e quali gli strumenti idonei a cogliere le opportunità che il mercato ci presenta.

Per quanto riguarda la Capitale, sebbene possiamo registrare con soddisfazione una crescita del turismo del 3% rispetto al 2017, è pur vero che il turismo che a livello globale è cresciuto del 7% .Quindi se è vero che Roma cresce, cresce comunque la metà rispetto al trend generale. Nella nostra città il turismo non è legato esclusivamente al patrimonio culturale e archeologico, ma si declina in tanti modi – dal turismo fieristico a quello enogastronomico, da quello religioso a quello legato ad eventi specifici – penso ad esempio alla Mostra del Cinema di Roma o a grandi concerti, dal Circo Massimo all’Auditorium. Tutti questi “turismi” diversi hanno il loro fulcro nel cuore della città, che dell’afflusso costante di persone fa una delle sue risorse. I flussi turistici sono però legati ai grandi temi amministrativi, la mobilità prima di tutti, la gestione del decoro e della pulizia, la regolamentazione degli esercizi ricettivi e commerciali per combattere in modo efficace la cosiddetta “shadow economy”, quell’economia sommersa che a Roma si traduce in 33 mila affitti brevi da parte di privati che nella maggior parte dei casi sono attività illegali con tutti i crismi dell’imprenditorialità. In questo senso, dobbiamo potenziare i tanti turismi di Roma per riuscire a renderli risorsa per la città, investendo in servizi e in promozione. L’unico modo per restare competitivi e assicurare la qualità e gli standard che il mercato mondiale richiede piuttosto che la quantità.

Troppo spesso ci concentriamo sugli arrivi dei turisti e non su quante notti si fermano e quanti pasti consumano.

Le scalinate dei nostri monumenti piene di turisti intenti a consumare un panino e il drammatico dato che vede in meno di 2 giorni e mezzo la durata media dei pernottamenti, sono due esempi di un fenomeno sociologico che si sta affermando. Fino a relativamente pochi decenni fa, chi viaggiava era benestante, per gli alti costi del trasporto e del pernottamento; ora i viaggi aerei costano poche decine di euro e muoversi è diventato comune. Questo ha portato ad un allargamento del bacino di chi può permettersi di viaggiare, con conseguente maggiore differenziazione dell’offerta, in un momento in cui l’economia e il commercio stanno cambiando velocemente grazie a Internet. Il turismo è investito appieno dalla rivoluzione tecnologica. Dalla rete Internet transita l’informazione utilizzata da una parte crescente dei viaggiatori per progettare le proprie vacanze e selezionare le mete preferite. La rete consente di prenotare direttamente i servizi di viaggio, di accedere alle informazioni relative alle strutture ricettive, alle attrazioni paesaggistiche, culturali e ricreative. Le tecnologie digitali sono cruciali per conferire visibilità e accessibilità alle aree e alle strutture meno note, contribuendo per questa via a valorizzarle. Su questo fronte l’economia italiana registra ritardi, e il settore turistico non fa eccezione. Dalla capacità di colmare il ritardo nell’innovazione dipenderà la possibilità di sostenere la crescita e innalzare il nostro livello di benessere. E poi è necessario un sistema organico di norme per la salvaguardia della qualità complessiva del nostro Centro Storico, che si sta progressivamente svuotando dei suoi abitanti, così come delle vecchie botteghe storiche, che hanno lasciato il posto a negozi food di ogni genere. Diventa perciò indispensabile regolamentare gli esercizi commerciali, le strutture ricettive alberghiere ed extra alberghiere, le attività commerciali su aree pubbliche di particolare valore archeologico, storico, artistico e paesaggistico, per verificare la loro compatibilità con le esigenze di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e monumentale. È dall’area del centro storico, che proviene una buona parte del P.I.L. commerciale della città, non dimentichiamolo. E se si degrada e impoverisce il centro storico, si impoverisce anche la città intera. Il Centro storico di Roma è il cuore pulsante della Cultura del nostro paese, ed è imperativo per la politica valorizzarlo, tutelarlo e difenderlo.

 

Gepostet von Sabrina Alfonsi am Dienstag, 10. September 2019

Gepostet von Sabrina Alfonsi am Dienstag, 10. September 2019