22 Settembre, 2020
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PRESENTAZIONE DELLA DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE DEL LAZIO CHE FINANZIA L’INTERVENTO PER IL RECUPERO DI CAMPO TESTACCIO.

 

23 luglio – Ieri pomeriggio al mercato Testaccio, con Emiliano MonteverdeMaurizio VelocciaClaudia Santoloce e Massimiliano Monnanni, Presidente della ASP Asilo Savoia, abbiamo presentato la delibera 435 della Giunta della Regione Lazio su #CampoTestaccio. Grazie a Nicola Zingaretti e a tutta la giunta per l’enorme sostegno. Uno spazio pubblico che tornerà ad essere campo di gioco, quel campo dove 93 anni fa è nata la A. S. ROMA. Un luogo che torna al servizio della città, del rione, dei cittadini grazie al lavoro congiunto tra istituzioni: ma che soprattutto in questo modo resta uno spazio pubblico gestito dal pubblico, accessibile a tutte e tutti, come richiesto dai cittadini durante il percorso partecipativo. Noi crediamo fortemente nella collaborazione per il bene comune: è il momento per il Campidoglio di fare una scelta di campo e giocare insieme questa partita per il bene di Roma.

 #primomunicipio #solocosebelle #noiandiamoavanti #CampoTestaccio #Mancanosololechiavi

 

Gepostet von Sabrina Alfonsi am Donnerstag, 23. Juli 2020

 

 

Il video integrale dell’incontro

 

Assemblea pubblica presentazione delibera regionale Campo Testaccio.#primomunicipio #campotestaccio

Gepostet von Sabrina Alfonsi am Mittwoch, 22. Juli 2020

 

10 luglio – “Con la delibera 30 del 2 aprile 2019 l’Assemblea Capitolina assegna Campo Testaccio al I Municipio. Parte da li’ la sfida a farlo tornare a vivere. Finalmente ora si sblocca il lungo percorso: grazie alla Regione Lazio e al Presidente Nicola Zingaretti, Campo Testaccio tornera’ presto ad essere un campo di calcio, cuore pulsante dello sport testaccino e romano. Grazie al protocollo tra Regione Lazio, I Municipio e ASP Asilo Savoia, uno spazio pubblico importante torna al servizio dei cittadini, coinvolti anche nel processo partecipato e condiviso per riqualificare questo luogo”. Cosi’ la Presidente del I Municipio, Sabrina Alfonsi, in una nota. “Il protocollo tra Istituzioni pubbliche- aggiunge nella stessa nota l’assessore alle Politiche Sociali e allo Sport del I Municipio, Emiliano Monteverde– e’ la forma migliore per mantenere in mano pubblica il bene garantire modalita’ di gestione che vedano coinvolte le organizzazioni sportive locali: durante il percorso partecipato e’ stato chiesto dai cittadini una particolare attenzione sociale, e noi la garantiremo attraverso servizi pubblici rivolti a tutte le fasce sociali, nessuno escluso, mettendo anche a disposizione delle scuole del territorio il nuovo Campo Testaccio”. “E’ come arrivare in finale, davanti alla rete: dobbiamo solo segnare- conclude Alfonsi- Ma per farlo manca un passaggio: e’ necessario che il Campidoglio ci consegni finalmente Campo Testaccio, come annunciato dall’Assessore Frongia il 20 maggio scorso. Sono passati due mesi: noi aspettiamo fiduciosi la consegna delle chiavi per poter finalmente rimettere la storica struttura a disposizione dei cittadini.

La collaborazione avviene ai sensi dell’art.15 l.241/90 e richiama i principi della Legge Regionale sull’ amministrazione dei beni comuni. L’accordo prevede l’intervento da parte della Regione Lazio per finanziare i lavori di riqualificazione del nuovo campo di calcio. “Si tratta di una bellissima pagina – commenta il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti – per il Rione e per tutti i romani”.

 

Tornerà il calcio a #campotestaccio! #noiandiamoavanti #solocosebelle #primomunicipio #mancanosololechiavi

Gepostet von Sabrina Alfonsi am Mittwoch, 15. Juli 2020

 

24 giugno – Oggi con Anna Vincenzoni abbiamo presentato il protocollo di intesa tra Municipio Roma ICentro e l’Associazione Italiana Architetti del Paesaggio sezione lams, Lazio Abruzzo Molise Sardegna, per la valorizzazione degli spazi pubblici e delle aree verdi.
Ci siamo ritrovati per la firma di questo protocollo in un luogo che è diventato un qualche modo simbolo dei progetti di riqualificazione e rigenerazione urbana che come Municipio Roma 1 Centro portiamo avanti ormai da oltre 7 anni sul territorio.
Il Giardino del Cedro era infatti un’area abbandonata e oggi invece è un giardino in cui studiare, in cui riposare, in cui vivere la città. Oggi aggiungiamo un tassello importante alla cura del territorio: firmiamo un protocollo che permetterà la progettazione armoniosa e pianificata dal punto di vista architettonico, antropologico, infrastrutturale, biodinamico e ambientale dello spazio pubblico e delle aree verdi. Il paesaggio urbano è sempre più un mondo complesso ma unitario, fatto anche di verde e di spazi pubblici: la progettazione di questi, la conservazione e la promozione dei valori del paesaggio come educazione al bello, al decoro, alla tutela dell’ambiente sono funzionali a rendere Roma sempre più verde e sostenibile, sempre più Smart city, in linea con gli obiettivi dell’agenda 2030. #primomunicipio #solocosebelle #noiandiamoavanti

6 giugno – Una grande vittoria per i residenti del rione Monti e per la città, e il riconoscimento di una battaglia che portiamo avanti da anni insieme ai Comitati dei cittadini del Rione. Dopo quattro anni di assordante silenzio da parte del Campidoglio che ha ignorato i cittadini, la sentenza del Consiglio di Stato è chiara: la pedonalizzazione di Via Urbana, a mero scopo commerciale e in spregio alle voci degli abitanti, non si farà. Come Municipio Roma I Centro insieme all’Università Roma Tre avevamo avviato un percorso di partecipazione con i cittadini, per fare di Monti un’isola ambientale, cercando un ascolto inesistente da parte del Campidoglio. È stato necessario l’intervento del Consiglio di Stato per porre fine a una questione che si sarebbe potuta risolvere quattro anni fa. Perché è con la condivisione delle idee tra istituzioni e cittadinanza, con il dialogo che si costruisce la Roma futura. Ora rimettiamoci al lavoro, insieme, per il bene della nostra città.

L’emergenza #Covid19 ne sta facendo esplodere di nuove e rischia di esacerbare le vecchie.
Tra queste il diritto alla casa che amo di più declinare come diritto all’abitare.
Eppure sono convinta che su questo tema la crisi, se governata dalla Politica, possa offrire anche occasioni per rimediare a errori passati. Da interventi per una nuova residenzialità del centro storico (su cui tornerò nei prossimi giorni con una riflessione ad hoc) a quelli di rigenerazione urbana, finalizzati alla ricucitura di pezzi di città ma soprattutto di relazioni sociali, le occasioni ci saranno. A noi coglierle. Ho scritto una riflessione a tal proposito sull’ Huffington Post.

I dati su Roma ci parlano di circa 40 mila persone che a vario titolo sono alla ricerca di un’abitazione

Una delle grandi emergenze di Roma, ben prima che arrivasse Covid19, è da tempo quella legata alla casa, o meglio all’abitare. Se negli anni ’60 e ’70 il problema fu la mancanza di abitazioni negli ultimi 30 anni, a seguito dell’abbandono di politiche specifiche su questo tema, la crisi si è spostata maggiormente sulla sostenibilità economica, per molte famiglie, di far fronte al costo degli affitti.

Se in passato questo tema ha riguardato la stragrande maggioranza delle famiglie, dagli anni ’80 in poi, nel momento in cui il numero dei proprietari di case (o meglio di possessori di mutuo per l’acquisto della casa) ha superato coloro che erano in affitto, è diventato, anche nel dibattito pubblico, marginale.
Eppure, i dati su Roma ci parlano di circa 40 mila persone che a vario titolo sono alla ricerca di un’abitazione.

L’anno scorso 17.000 persone in povertà estrema che si sono rivolte alla sala operativa sociale di Roma Capitale. 4.000 sono i migranti sotto protezione internazionale che si sono rivolti a uffici immigrazione. Circa 12.000 persone vivono in 75/80 stabili occupati. 4.500 nei campi rom. Rispetto alle case popolari il cui bando risale al 2012, attualmente sono circa 13.000 le famiglie in graduatoria per una casa popolare e oltre 7.000 hanno visto respingere le domande anche per vizi di forma.

Le criticità di Roma le ritroviamo simili (in forma più o meno acuta) anche nelle altre grandi città metropolitane di Milano, Napoli e Torino. Roma, in questo accomunata alle altre grandi città d’arte, ha subito un processo di gentrificazione negli anni ’80 e ’90 e di desertificazione a causa della destinazione degli immobili ai fini turistici, dagli anni 2000 in poi. Il continuo aumento del prezzo delle abitazioni e degli affitti ha determinato una fuga forzata di centinaia di migliaia di persone verso le periferie e verso i paesi della cintura metropolitana.

Dico forzata perché uscire dalla città non è stata una scelta di vita visto che, nella stragrande maggioranza dei casi, le persone hanno mantenuto lavori, affetti e relazioni nella città consolidata. Nell’arco di 40 anni la città è passata da 2,2 a 1,5 milioni di residenti, perdendo oltre 700mila abitanti, in gran parte persone in età lavorativa che hanno visto allungare il percorso e i tempi degli spostamenti quotidiani, visto che le strutture produttive sono rimaste in gran parte prossime al centro. Questa migrazione silenziosa ha coinvolto soprattutto giovani single, sia italiani che stranieri, e famiglie di nuova formazione con figli in tenera età.

Oltre a consumo di suolo questo modello abitativo ha prodotto e continua a produrre rilevanti costi collettivi a livello ambientale:

1) Inquinamento atmosferico.
2) Consumo energetico.
3) Problemi di salute pubblica (alta incidentalità).
4) Alti costi per la fornitura di servizi pubblici locali.

Dopo la crisi del 2008, questo esodo è rallentato e i dati ci dicono che alcuni nuclei familiari sono tornati ad abitare la città consolidata. La domanda da porsi oggi è come far sì che la crisi legata al Covid 19 possa essere un’occasione per continuare questa tendenza favorevole piuttosto che l’ennesima crisi che rischi di accrescere le disuguaglianze.

Dico che basta sfogliare un qualsiasi motore di ricerca immobiliare in queste settimane per notare che è in corso un fenomeno tutto nuovo. Decine di appartamenti, prima destinati a case vacanze (facilmente riconoscibili per il tipo e la cura delle ristrutturazioni) sono stati messi sul mercato degli affitti residenziali.

Questo perché la crisi del turismo internazionale, ma anche nazionale, ha segnato una frenata tale da far propendere molti proprietari a offrire affitti a scopo residenziale piuttosto che turistico. Questa la sfida da giocare oggi. Non lasciare che sia solo il mercato a regolare questa nuova fase ma chiedere un intervento specifico del governo per favorire una nuova residenzialità dei nostri centri storici attraverso sgravi per i proprietari chi decidessero di affittare per lunghi periodi, destinando la cedolare secca ai soli affitti residenziali.

È chiaro che questo tipo di mercato può interessare soprattutto i ceti medi, famiglie con redditi fissi non così alti da poter oggi abitare il centro storico ma che invece, proprio per la certezza del loro reddito, possono essere garanzia per i proprietari in una fase di grande incertezza come questa.

Rispetto invece ai settori più marginali gli interventi sono più complessi e devono riguardare fondamentalmente l’ampliamento dell’offerta dell’accoglienza pubblica in zone centrali e semi centrali con progetti di rigenerazione di aree dismesse e/o inutilizzate centrali o semicentrali anche attraverso il frazionamento degli appartamenti di grande metratura. Parlo di rigenerazione perché non basta una casa purché sia ma bisogna garantire che questa sia dignitosa. Perché anche l’operaio vuole il figlio dottore, vuole decoro e dignità.

Una rigenerazione urbana che sia un progetto di ricucitura tra diversi elementi costitutivi della realtà urbana e che sappia ricostruire comunità laddove oggi ci sono “vite di scarto” prendendo a prestito il titolo di un noto libro di Bauman.
La rigenerazione urbana può essere l’occasione per risolvere problemi come l’assenza di identità di un quartiere, la totale mancanza di spazi pubblici e la realizzazione di aree verdi vivibili. Elementi senza i quali una persona può anche possedere una casa senza abitare un luogo.

La riqualificazione degli spazi pubblici, incidendo sulla qualità della vita degli abitanti e sul loro senso di appartenenza a quei luoghi può, infatti, costituire un fattore decisivo nella riduzione delle disparità tra quartieri ricchi e poveri, contribuendo a promuovere una maggiore coesione sociale. La riconversione e la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico è un’altra leva da agire.

Si valuta in oltre 400 miliardi di euro il valore degli immobili posseduti dallo Stato e dagli altri enti locali. Si tratta di più del 20 per cento del nostro Pil spesso mal gestito. Beni situati in ambiti strategici, che alla collettività non forniscono più né ricchezza né utilità ma che, se adeguatamente valorizzati e gestiti, potrebbero produrre grandi benefici, sia economici che sociali. Dobbiamo intervenire nel vivo di questa crisi per intervenire profondamente sull’emergenza casa affinché dal concetto di possesso di una casa si vada verso quello di abitare un luogo.

 

HUFFINGTON POST

10 Gennaio 2020 – Stamattina, presso la sede dell’Ordine degli Architetti di Roma, abbiamo presentato con l’assessore all’Urbanistica Luca Montuori e con il presidente dell’OAR Flavio Mangione, un bando emanato dal Municipio Roma I Centro di cui siamo molto orgogliosi: il concorso pubblico di progettazione per l’area di Testaccio compresa tra Via Galvani, Via Zabaglia, via Caio Cestio e l’ambito di via Paolo Caselli, enclave di artigiani e artisti. La situazione di compromissione dell’area di Testaccio è nota da anni, e rappresenta una vera e propria ferita per la Città Storica. A questo si aggiungano i provvedimenti di sgombero degli insediamenti di Via Paolo Caselli, che se effettuati rischiavano di creare una situazione di abbandono e ulteriore degrado per il rione. Per questo, come ente di prossimità, ci siamo battuti per fermare le procedure di sgombero e per ottenere in bilancio le risorse necessarie ad avviare la progettazione per una riqualificazione e rigenerazione urbana di alto livello, all’interno di una visione d’insieme del nostro territorio condivisa con i cittadini attraverso percorsi di partecipazione. Con i nostri Uffici Tecnici e l’assessore Jacopo Emiliani Pescetelli, che ringrazio per il gran lavoro, abbiamo elaborato gli indirizzi alla progettazione, che prevedono per l’intero isolato la redazione di un progetto pubblico unitario finalizzato al riordino funzionale e ambientale dei luoghi. Pianificazione delle strutture di connessione, zone verdi, spazi pubblici, spazi espositivi e percorsi, oltre al riordino delle aree pertinenziali e dei cortili degli istituti scolastici i cui fronti si sviluppano su Via Zabaglia e Via Galvani: rigeneriamo il territorio attraverso un nuovo assetto, che conferisca al complesso degli edifici il ruolo di Campus Scolastico, anche in previsione della realizzazione di un nuovo polo per lo sport e il tempo libero nell’area dell’ex Campo Testaccio.
Altra grande sfida progettuale è l’ambito di Via Caselli e le aree limitrofe: è prevista infatti nel bando la redazione dello studio di fattibilità finalizzato al progetto definitivo, in coerenza con il progetto pubblico unitario. I volumi che non possono essere oggetto di recupero dovranno essere sostituiti con nuove strutture destinate ad ospitare attività artigianali e artistiche, con laboratori e foresterie annesse, cui associare spazi di uso collettivo per attività comuni tra artisti e studenti. Una scelta che abbiamo fatto perché intendiamo mantenere la vocazione del luogo, così come si è andata consolidando negli ultimi decenni. Per raggiungere questi obiettivi abbiamo ben chiaro come sia fondamentale la collaborazione dei professionisti del settore, da sempre in prima fila per incentivare le procedure che consentono di massimizzare la qualità architettonica dei progetti. Il concorso pubblico è il mezzo più idoneo per garantire la selezione delle idee progettuali migliori, per un intervento di ricucitura urbana in un distretto nevralgico nel cuore di Roma, tra il quartiere Testaccio e le aree archeologiche di Monte dei Cocci e della Piramide Cestia.presso la sede dell’Ordine degli Architetti di Roma, abbiamo presentato con l’assessore all’Urbanistica Luca Montuori e con il presidente dell’OAR Flavio Mangione, un bando emanato dal Municipio Roma I Centro di cui siamo molto orgogliosi: il concorso pubblico di progettazione per l’area di Testaccio compresa tra Via Galvani, Via Zabaglia, via Caio Cestio e l’ambito di via Paolo Caselli, enclave di artigiani e artisti. La situazione di compromissione dell’area di Testaccio è nota da anni, e rappresenta una vera e propria ferita per la Città Storica. A questo si aggiungano i provvedimenti di sgombero degli insediamenti di Via Paolo Caselli, che se effettuati rischiavano di creare una situazione di abbandono e ulteriore degrado per il rione. Per questo, come ente di prossimità, ci siamo battuti per fermare le procedure di sgombero e per ottenere in bilancio le risorse necessarie ad avviare la progettazione per una riqualificazione e rigenerazione urbana di alto livello, all’interno di una visione d’insieme del nostro territorio condivisa con i cittadini attraverso percorsi di partecipazione. Con i nostri Uffici Tecnici e l’assessore Jacopo Emiliani Pescetelli, che ringrazio per il gran lavoro, abbiamo elaborato gli indirizzi alla progettazione, che prevedono per l’intero isolato la redazione di un progetto pubblico unitario finalizzato al riordino funzionale e ambientale dei luoghi. Pianificazione delle strutture di connessione, zone verdi, spazi pubblici, spazi espositivi e percorsi, oltre al riordino delle aree pertinenziali e dei cortili degli istituti scolastici i cui fronti si sviluppano su Via Zabaglia e Via Galvani: rigeneriamo il territorio attraverso un nuovo assetto, che conferisca al complesso degli edifici il ruolo di Campus Scolastico, anche in previsione della realizzazione di un nuovo polo per lo sport e il tempo libero nell’area dell’ex Campo Testaccio.
Altra grande sfida progettuale è l’ambito di Via Caselli e le aree limitrofe: è prevista infatti nel bando la redazione dello studio di fattibilità finalizzato al progetto definitivo, in coerenza con il progetto pubblico unitario. I volumi che non possono essere oggetto di recupero dovranno essere sostituiti con nuove strutture destinate ad ospitare attività artigianali e artistiche, con laboratori e foresterie annesse, cui associare spazi di uso collettivo per attività comuni tra artisti e studenti. Una scelta che abbiamo fatto perché intendiamo mantenere la vocazione del luogo, così come si è andata consolidando negli ultimi decenni. Per raggiungere questi obiettivi abbiamo ben chiaro come sia fondamentale la collaborazione dei professionisti del settore, da sempre in prima fila per incentivare le procedure che consentono di massimizzare la qualità architettonica dei progetti. Il concorso pubblico è il mezzo più idoneo per garantire la selezione delle idee progettuali migliori, per un intervento di ricucitura urbana in un distretto nevralgico nel cuore di Roma, tra il quartiere Testaccio e le aree archeologiche di Monte dei Cocci e della Piramide Cestia.

Il primo passo, fondamentale, in un percorso di rigenerazione urbana nel cuore di Roma, a Testaccio. Grazie a tutti quelli che ci hanno lavorato insieme a noi

Gepostet von Sabrina Alfonsi am Samstag, 11. Januar 2020

 

Il prossimo 24 gennaio ripeteremo la presentazione del concorso ai cittadini, alle associazioni e ai comitati in un incontro pubblico che si svolgerà presso la Facoltà di Architettura dell’Università Roma re all’ex Mattatoio.

 

 

19 dicembre – Nella seduta di questa mattina il Consiglio del Municipio ha approvato all’unanimità la Deliberazione con la quale viene recepito il documento finale scaturito dal Percorso di Partecipazione relativo al “Recupero dell’ex Campo Roma e realizzazione di una nuova zona a servizi sportivi per Testaccio”. Una partecipazione vera, fatta con le Associazioni e i cittadini del Rione, che detta le Linee Guida per il recupero dello storico campo, basate su alcuni punti fermi sui qual tutti dovranno basarsi per il futuro sviluppo dell’area.Primo fra tutti il mantenimento della destinazione pubblica degli impianti che vi saranno realizzati.
L’area di campo Testaccio e’ gia’ stato oggetto di una prima bonifica che ha riguardato l’allontanamento degli occupanti abusivi e il taglio della vegetazione spontanea. A breve partira’ la seconda fase di bonifica con la messa in sicurezza e la consegna dell’area dal Comune al I Municipio. Oltre all’impianto di raccolta delle acque meteoriche, ripristinato da poco, sara’ riempita la fossa di scavo con la messa in sicurezza delle pre-esistenze archeologiche. Prima della realizzazione del campo di calcio, che le Associazioni del territorio hanno richiesto sia finanziato in via prioritaria attraverso fondi pubblici, l’area sara’ attrezzata temporaneamente con arredi leggeri e rimovibili per consentire la sua fruizione temporanea in attesa degli interventi per la realizzazione del Campo di calcio.

 

Gepostet von Sabrina Alfonsi am Donnerstag, 19. Dezember 2019

 

Il Documento approvato

16 dicembre – Oggi abbiamo presentato alla stampa un grandissimo lavoro: tutta la riorganizzazione del commercio su area pubblica in Centro storico, graficizzato per ogni Rione e per ogni ambito del Tavolo del decoro.

Il dato importante e’ che 256 luoghi di pregio, da Fontana di Trevi a piazza Navona a piazza della Rotonda o Castel Sant’Angelo, potranno essere liberati dal commercio su area pubblica, ormai non piu’ compatibile con il Centro storico della citta’.

Sempre che il Campidoglio faccia la sua parte…

 

Gepostet von Sabrina Alfonsi am Montag, 16. Dezember 2019

 

relazione descrittiva

Corriere della Sera  –  Il Messaggero  –  Repubblica  –  Il Tempo

 

INAUGURAZIONE DELLE RINNOVATE PIAZZA PASQUINO E CARDELLI, DOPO LA RIQUALIFICAZIONE CON ROMA SEI MIA

10 dicembre –  A pochi metri da Piazza Navona, nel cuore di Roma, c’è Piazza Pasquino, che deve il suo nome al fatto che proprio li nel 1501 venne ritrovata la statua del Pasquino, datata III secolo a.C., che fu posta all’angolo tra Via di S. Pantaleo e Via dell’Anima. Con gli anni quella statua divenne il simbolo della voce del popolo, che si esprimeva attraverso le “pasquinate”, brevi componimenti satirici posizionati ai piedi o al collo della Statua, attraverso i quali si esprimeva il sentimento popolare e la condanna verso la corruzione e la prepotenza esercitate dai rappresentanti del potere dell’epoca.

Oggi, grazie al Bando Roma sei Mia del Municipio I ed al progetto di riqualificazione promosso e realizzato dall’Associazione Amor con i suoi main sponsor G-rough e Society Limonta, questo spazio pubblico ricco di storia e di tradizioni viene liberato definitivamente dalle auto in sosta e restituito ai cittadini.

La nuova Piazza Pasquino è un’area pedonale aperta, avvolgente, delimitata da sedute e fioriere e caratterizzata da uno scenario volto a “ridare voce” al cittadino, sull’esempio dello “Speakers’ Corner” di Hyde Park a Londra. Uno spazio pensato per invitare all’incontro e al dialogo, il primo esempio di piazza storica in Italia, concepita secondo principi del Feng Shui Classico, antica arte della Metafisica Cinese con cui furono costruite le città imperiali.

 

 

Un progetto molto interessante ed un intervento veramente ben riuscito, di grande qualità,per il quale abbiamo ricevuto i complimenti da parte di numerosi cittadini, che noi volentieri giriamo ai proponenti e ai tecnici che lo hanno ideato” hanno detto a Primo Magazine la Presidente Sabrina Alfonsi e l’Assessore ai Lavori Pubblici del Municipio I, Jacopo Emiliani Pescetelli, nel corso della festa di inaugurazione del 10 dicembre scorso che ha riguardato anche l’altro intervento, appena concluso, per la riqualificazione di Piazza Cardelli sempre nell’ambito del programma Roma Sei Mia.

Il progetto di Piazza Pasquino e’ stato curato dagli Arch. Daniela Pastore e Luigi Straffi, fondatore della Feng Shui Roma & Architecture & Design School.

 

 

 

 

9 dicembre – questa mattina una squadra di operai, coordinata dai tecnici del Municipio Roma I, ha avviato gli interventi di ripristino dello stato dei luoghi presso l’immobile sito in Via di Monte Testaccio, 94/95, in esecuzione di una determinazione dirigenziale che ha contestato ai proprietari il cambio di destinazione d’uso dei locali da magazzino a pubblico esercizio, la fusione non consentita dei locali dei due civici 94 e 95 con diversa distribuzione degli spazi interni e infine la realizzazione all’esterno di una pensilina aggettante e di una struttura metallica avente presumibilmente la funzione di incanalare il pubblico verso la biglietteria d’ingresso.

Il locale in questione, aperto ufficialmente come Associazione Culturale, era stato chiuso a marzo di quest’anno con un Decreto della Questura di Roma

L’intervento di oggi riguarda la demolizione degli abusi esterni, ossia la struttura metallica e la pensilina; per gli abusi interni, è stato concesso ancora qualche giorno alla proprietà per provvedere in modo autonomo all’eliminazione degli abusi, in mancanza di che si procederà d’ufficio alla rimozione coattiva degli abusi con spese a carico dei responsabili.

Ai proprietari dell’immobile è stata irrogata una sanzione pecuniaria amministrativa pari a €.15.000.

Quello di oggi è il primo intervento per ricondurre alla legalità l’assetto urbanistico di un sito che ha una sua rilevanza storica e archeologica, nel quale nel corso dei decenni si sono stratificati una serie di occupazioni, cambi di destinazione d’uso e di abusi edilizi che ha generato una situazione di fatto assai complessa” commenta la Presidente del Municipio Sabrina Alfonsi, presente sul posto nel corso delle operazioni. “Con i nostri Uffici abbiamo un quadro della situazione relativo ad una ventina di civici di Via Monte Testaccio per i quali sono stati rilevati abusi edilizi con diverso grado di definizione, ma si tratta sicuramente di un dato incompleto. Per questo abbiamo deciso di mettere ordine e stiamo procedendo ad affidare a due studi tecnici l’incarico di svolgere una analisi dettagliata degli insediamenti presenti intorno a Monte dei Cocci, con l’obiettivo di verificarne la legittimità urbanistica/edilizia e, in caso di accertamento di non conformità, avviare i successivi provvedimenti di ripristino dello stato dei luoghi e di demolizione”.

L’area di studio è stata divisa in due parti – aggiunge Jacopo Emiliani Pescetelli, Assessore ai Lavori Pubblici del Municipio I- in modo tale che le indagini sulle 96 particelle catastali interessate possano procedere in parallelo, accorciando i tempi.

Ai tecnici viene richiesta una ricognizione puntuale della documentazione già in possesso degli uffici municipali, il rilievo fotografico della situazione esistente, l’esecuzione di sopralluoghi presso le singole unità immobiliari insieme agli agenti della Polizia Locale, ed infine una ricognizione delle pratiche esistenti presso l’Ufficio Condono”.

Con questo programma – conclude Alfonsi – insieme allo studio per il recupero del piccolo borgo adiacente a Campo Testaccio e al Campo Stesso ai quali stiamo lavorando, contiamo di dare un segnale forte per la riqualificazione di uno dei rioni più ricchi di storia della città”.